11. La redenzione dal male operata da Cristo. La strada del ritorno e la purificazione della creatura. - LauraMaschi

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11. La redenzione dal male operata da Cristo. La strada del ritorno e la purificazione della creatura.


[11/1]   4 aprile 1968  -  ore 14,30   
(Perché Signore mi devi parlare quando io sono a letto e ho sonno? Ho fatto uno sforzo e Ti ho obbedito. Parlami, Signore).
Cominci ad essere stanca di Me? Perché ti disturbo nei tuoi sonni?
Siamo in Quaresima e tu devi fare il digiuno di sonno.
Nessuno più fa penitenza, tutti vogliono star bene, niente più sacrifici, meno si impone e meno fanno.
La Chiesa segue il benessere degli uomini di questo tempo e non capisce che bisogna fare qualche cosa d’altro per arrivare a Me. Ci sono tante forme di digiuno e di penitenza, ma senza sacrificio non si può raggiungere la vita eterna. Qui si vuol stare bene e non si pensa più al Paradiso, perché si crede di trovarlo qui.
 
[11/2]   7 aprile 1968  -  ore 17,30   
(Come possono gli uomini non accorgersi che Tu Ti stai muovendo come non mai? Non vedono la Tua mano ferma e pesante che si sta alzando su di loro per indicare una via che non vogliono seguire? Signore, solo i castighi li muoveranno? Ma Tu sei bontà infinita e puoi muoverli anche con grande amore).
Anche il castigo è segno del Mio Amore.
(Dimmi Signore).
I buoni seguono per amore, i cattivi, quelli più soggetti alle forze del male, talvolta hanno bisogno di scosse forti, dure, solo allora cominceranno a pensare a Me, magari per maledirMi. Ma proprio allora dovete intervenire voi con la preghiera, con la parola illuminata che li potrà ricondurre sulla via giusta. Ma voi dovete agire, muovervi, parlare senza timore. Io sono con voi.
Hai visto il fatto della pentolina inossidabile che è rimasta sporca nella macchina lavastoviglie in mezzo a piatti puliti e altri meno puliti? Non vi sapete spiegare il fatto? Alberto ha detto che è un mistero. Solo tu hai capito che era un esempio che Io ti volevo dare per farti capire come arrivano a Me i peccatori.
Alcuni sono docili, si lasciano purificare subito, senza porre resistenza e restano lucidi dopo il primo lavaggio (confessione). Altri oppongono debole resistenza e restano ancora un po’ macchiati, ma basta poco per sciogliere quelle macchie, anche le vostre preghiere possono servire a quello scopo. Solo qualcuno resiste tenacemente e resta sporco nonostante il lavaggio, anche se i getti della Grazia lo circondano non lo toccano perché volutamente la rifiutano. Però con un secondo lavaggio, se c’è qualcuno che li rimette in macchina, usciranno tersi.
Quindi vedi che c’è sempre bisogno del vostro lavoro, preghiera e azioni di convincimento e chiarimento, su certi punti a loro sconosciuti, per salvare i peccatori.
Questa del pentolino, è un’immagine chiara che ho voluto manifestarti per farti capire come avviene la salvezza dei peccatori. Il lavaggio è la grazia di Dio che attraverso la confessione (lavastoviglie) può purificare le anime sporche dal peccato.
(Signore ma rideranno quando leggeranno del pentolino, diranno che me lo invento e invece è vero e nessuno qui lo sapeva spiegare).
Io ricorro sempre ad immagini e parole adatte ai tempi in cui le detto.
Nella Bibbia ho avuto un linguaggio adatto alla mentalità orientale di quei tempi. Nel Vangelo ho raccontato parabole con fatti inerenti alla vita di allora. Ora Mi servo di immagini e parole adatte ai vostri tempi, ma è sempre la Mia voce che vuole arrivare a voi per attirarvi a Me e salvare i peccatori.
 
[11/3]   11 aprile 1968  -  ore 5,10  -  Sommacampagna.   
(Eccomi Signore, mio Dio).
Oggi è il giovedì di Passione.
Ho sofferto per voi, sono morto per voi, come uomo ho sentito tutta la sofferenza umana fisica e psichica come potresti sentirla tu o qualunque altro uomo, e voi non credete.
Potevo fare a meno e l’ho fatto per voi, per riscattarvi dai peccati, per riaprirvi il Paradiso, perché vi voglio bene. Quelli che soffrono possono capire le Mie sofferenze e sanno che Io ho provato le loro, fino all’ultimo grado.
Non sono quindi staccato da voi, diverso da voi, ma con la vostra stessa natura misera e sensibile.
Perché non Mi credete? Perché non Mi amate? Io sono venuto al mondo per voi, per farMi sentire uno di voi, per abitare in mezzo a voi, e pochi se ne sono accorti. E molti ancora non Mi conoscono o se Mi conoscono Mi credono lontano, inaccessibile completamente avulso dalle loro cose e Mi pregano come fossi una statua fredda e inerte. La Mia persona non la sentono.
E’ questo che Io voglio, che Mi sentiate come persona viva ancora in mezzo a voi, palpitante, sofferente con chi soffre, gioioso con chi gode, forte per chi è debole.
Io vi posso aiutare a trovare la strada giusta per arrivare al Padre.
Venite a Me voi che avete fame e sete di giustizia, o che siete tribolati o afflitti, Io vi consolerò (cfr. Mt 11,28). Se non credete a questo sarete sempre tribolati e afflitti, perché niente vi consolerà, niente vi soddisferà. Io solo.
(Che cosa devo fare?).
Pregare e dire questo agli altri: «Io sono la risurrezione e la Vita, chi crede in Me non morrà in eterno» (Gv 11,25-26). Per questo sono venuto fra voi, per insegnarvi la strada per non morire, e sono morto qui perché voi non abbiate a morire per l’eternità. Perché vi voglio bene e voglio che tutti arrivino al Padre e lo glorifichino tutti insieme in eterno, questo è il Mio scopo e deve essere anche il vostro, perché questa è l’unica felicità eterna.
(Sì, mio Gesù, ma aiutami a diffondere questi Tuoi messaggi, questa Tua volontà, non so come fare...).
Io sono con te, non temere, ti insegnerò Io la strada, tu ubbidisci e sii docile alle Mie chiamate.
 
[11/4]   12 aprile 1968  -  ore 15,15    
(Penso che si starà così bene vicino a Te, in Paradiso, perché Tu sei più caldo e luminoso del sole e ci dai quella calma e quel benessere che intrasentiamo qui al sole. Ma qui c’è il vento che disturba un po’, perché è freddo e neutralizza i raggi caldi).
Sì, solo quando sarete con Me sarete completamente felici e niente vi disturberà, ma dovete guadagnarvelo questo Paradiso. Io vi ho insegnato la strada, il Calvario. A volte sarà dura e pesante, a volte solo come vento freddo che vi disturberà dalla quiete del benessere che cercate nelle cose del mondo.
Ma solo se accetterete Me, imiterete la Mia via, solo allora arriverete alla gloria e alla gioia piena.
 
[11/5]   15 aprile 1968  -  ore 3   
(Perché mi hai svegliata dicendomi: Per un mondo migliore. Che cosa vuoi dire? Non capisco, spiegati Signore).
Per un mondo migliore dovete lavorare, è ora di agire (ma come?). Unendovi insieme. Ti indicherò Io come, ti indicherò la strada, ora sappi che bisogna agire perché il mondo migliori e si orienti verso di Me.
Molti si muovono. Tutte queste agitazioni, tutta questa confusione, tutti questi subbugli, rivoluzioni razziste, politiche, sociali, hanno tutte lo scopo di migliorare il mondo. Molti ne approfittano per scatenare i loro istinti di violenza, orgoglio, cattiveria, ma alla fine il bene trionferà. Molte vittime innocenti soccomberanno, sono necessarie perché per causa loro il mondo capirà quello che è bene e quello che è male. Si scateneranno le forze del male, ma allora si muoveranno i buoni, i puri saranno costretti a reagire, si muoveranno anche quelli che ora dormono illudendosi che non tocca a loro a muoversi. Tutti saranno chiamati in causa e allora sarà veramente aperta la lotta del male contro il bene. Preparatevi pregando e facendo penitenza.
(Ma Signore, è appena finita la Quaresima).
Pochi hanno fatto penitenza, devono capire che cosa è penitenza: rinunciare ai propri istinti cattivi, alle proprie comodità umane, pensare alle Mie cose, a farMi conoscere ed amare, muoversi per Me, questa è penitenza adatta a questi tempi. Non con i digiuni, come un tempo, ma con l’azione e la parola, scritti, ecc.
Si devono muovere i commediografi, gli scrittori, i giornalisti, parlare di Me, convincere la massa che la vita è per Me, deve essere orientata verso di Me.
(Sì Signore, ma per ora non ne vedo l’attuazione di tutto questo programma).
Lo vedrai giorno per giorno, leggi, ascolta, vedi e agisci. Altri lo faranno.
(Sì, Signore).
 
[11/6]   18 aprile 1968  -  ore 1,20   
(Quante brutte cose si vedono!).
Sì, perché la gente vive come se Io non ci fossi, c’è il vizio che spinge molti e li fa vivere simili agli animali anche se si camuffano da intellettuali. E quelli sono peggio degli altri. Perciò le cose vanno male e andranno sempre peggio finché non si accorgeranno che Io esisto, che devono vivere di Me.
Alcuni cominciano a capirlo, ma sono ancora pochi, però pian piano attireranno altri sul loro cammino e l’esercito s’ingrosserà finché si farà sentire come forza viva che trascinerà e alla fine conquisterà il mondo.
Ma dura sarà la lotta, le forze del male si scateneranno e molti saranno travolti; solo per la preghiera dei giusti non periranno. E un giorno vi ringrazieranno e loderanno il Padre che vi ha mandati con Me a salvarli.
Voi dovete cooperare per la loro salvezza. (Ma come?). Per ora pregate e fate quello che vi dirò, persuadete i più vicini a seguirMi ed amarMi, così come una macchia d’olio dilagherà l’amore che vincerà l’odio.
 
[11/7]   21 aprile 1968  -  ore 5,15   
Ci saranno sempre gli increduli e guai a loro. Neppure le prove più evidenti riusciranno a convincerli. Molti non credono neppure alla Mia Risurrezione, niente serve a convincerli e per questi non c’è salvezza, questi sono gli storici, razionalisti ad oltranza.
(Cosa vuol dire Signore?).
Non credono se non vedono e non toccano con mano i fatti. Questo è in contrasto con la fede. Beati quelli che credono senza aver veduto, di questi è il Regno dei Cieli (cfr. Gv 20,29).
E tu credi?
(Sì Signore, credo a tutto quello che mi dici...).
Le preghiere dei buoni accelerano l’entrata in Paradiso di molte anime purganti, dillo a tutti perché le anime aspettano i vostri suffragi e se entreranno nella gloria, anche per mezzo delle vostre preghiere, poi si ricorderanno di voi e intercederanno presso il Padre per voi.
(Signore, dimmi, ci sono le anime vaganti?).
Innumerevoli anime di piccoli nati o abortiti, anime di non battezzati ma innocenti, pure, queste sono le anime vaganti. Se voi le pregate, esse vi aiutano intercedendo per voi presso il Padre. Questa è l’economia del Paradiso, la banca a cui potete attingere per avere un prestito che vi aiuti a salire, poi lo ricambierete (come?) lodando e glorificando Dio assieme a queste anime, per questo bene, questo prestito che avete avuto a disposizione sulla terra. Potete attingere quando volete, è sempre a vostra disposizione, beati quelli che ne avranno conoscenza e vi crederanno e vi attingeranno perché per loro sarà di grande aiuto.
(Dio mio, come sei buono, grazie. Fa che tanti conoscano questi beni che metti a loro disposizione).
 
[11/8]   17 maggio 1968  -  ore 2,30   
(Signore spiegami il sogno che ho fatto..., la camera chiusa senza uscite cosa vuol dire?).
In alcuni momenti della vostra vita vi troverete a battere dei muri senza trovare un’uscita, perché non fate abbastanza attenzione, ma se aprite bene gli occhi e chiedete aiuto troverete un’uscita stretta ma facile ed evidente. Aprite gli occhi e pregate, c’è una scaletta che porta fuori alla luce, è la Mia Mamma, pregatela, aprite gli occhi, chiamatela ed Ella vi aiuterà ad uscire da ogni stanza chiusa.
(Grazie Signore).                                                                                                                            
 
[11/9]   25 maggio 1968  -  ore 11,50
(... Parlami Signore).
Con semplicità tu devi ascoltarMi. Non voler imporMi un tuo argomento (non saprei Signore, forse è l’Università Cattolica o Lourdes ciò che mi assilla oggi, ma Tu parlami di ciò che vuoi).
Io sono libero, non condizionato dalle cose del tuo giorno, perciò ti parlo dei peccatori. Sono quelli che più Mi fanno soffrire. Io sono salito sul Calvario, ho dato la vita per loro e non se ne sono accorti, neppure Mi pensano.
(Ma perché, Gesù, non li scuoti? Perché non Ti fai sentire Tu che puoi tutto?).
Voi dovete farMi sentire a loro, voi dovete aiutarMi nell’opera della loro e vostra redenzione.
Non ho bisogno di voi perché Io sia carente di qualche cosa. Io ho tutto in Me, sono l’Onnipotente, ma aspetto il vostro aiuto perché vi amo e così vi valorizzo, vi faccio partecipi della Mia opera e voi sarete pienamente felici un giorno per aver collaborato con Me. Parteciperete della Mia gloria, ma ora dovete lavorare, sacrificarvi per Me.
(Cosa devo fare?).
Pregare il Padre, far pregare perché il Padre abbia pietà di questi esseri reietti.
(Cosa vuol dire?).
Gettati via, lontano da Me per causa delle cose umane alle quali guardano con cupidigia.
 
[11/10]  21 settembre 1968     
Scrivi...
(Che cosa? Spiegami “Pane amaro” - documentario sulla sofferenza nel mondo -. Perché tanta sofferenza? Perché tanta gente che vive come se Tu non ci fossi e non pensassi a loro? Che hanno fatto di male per soffrire così? Ti sei dimenticato di loro? Ma tu esisti, Signore, e Tu lo sai e le vedi queste Tue creature. Se permetti che questo avvenga, oggi, tempo del benessere, saprai Tu il perché e certo sarà un perché di bene, ma noi non lo comprendiamo).
Io sono, Io permetto tutto per un bene eterno. Queste sono le vittime innocenti che servono il Mio equilibrio.
C’è troppo male nel mondo, ci vuole un grosso peso di bene perché la bilancia stia in equilibrio.
Questi Miei amici, i sofferenti, quelli che più da vicino Mi seguono sulla via del Calvario, che Io ho percorso per insegnare a tutti qual è la via che porta al Padre, queste vittime innocenti sono i salvatori dell’umanità cattiva, dei popoli del benessere che sono i responsabili delle loro azioni e quindi i più perversi.
Quelli arrivano al Padre per la Mia amicizia, grazia, e per le loro sofferenze, anche se non pienamente coscienti del perché di tali sofferenze; questi arrivano solo se liberamente e coscientemente accettano Me, lavorano per Me, aiutano i sofferenti per amore Mio. Questo è sempre opera solo della Mia grazia che agisce su di loro, ma sono coscienti di questo e liberi di accettarla o rifiutarla.
 
[11/11]   21 dicembre 1968  -  ore 2,30  -  Verona.   
Io sono nato in una stalla per insegnarvi l’amore alla povertà. E’ il mezzo più efficace per raggiungere il Paradiso. Là è gioia, qui è prova, sofferenza, per lo più non cercata apposta ma accettata per amore.
Guai a chi si vuol togliere questa croce, se ne addosserà una più pesante di prima. La via del Paradiso è la via della croce. Questa Io ho percorso nella Mia parentesi terrena, questa è la vostra salvezza.
ImitateMi, seguiteMi, non ribellatevi ma capite, accettate, amate.
Così sia.
 
[11/12]   1 gennaio 1969  -  ore 15  
(Gesù, perché mi hai chiamata per nome? Non lo avevi mai fatto prima).
Oggi ricorre il Mio onomastico e desidero che anche tu Mi chiaMi per nome. Perché non vuoi dire il Mio nome?
(Perché me lo dicevano quando ero bambina e mi pare di sminuirTi a chiamarTi Gesù).
Solo le persone semplici amanti Mi chiamano così, i teologi Mi chiamano “il Cristo” è la stessa cosa ma è più dolce chiamarMi Gesù.
La Mia Mamma Mi chiamava così e anche voi piccole colombe chiamateMi così, anche tu Mia Laura.
(Sì Gesù, Ti amo, fammi semplice come vuoi Tu).
 
[11/13]   2 gennaio 1969  -  ore 21,15
... Ogni bene si deve guadagnare, la grazia è gratuita ma è più proficua se c’è l’adesione della creatura. L’incontro così è più pieno e più fecondo.
Io posso tutto da solo, ma perché vi amo vi chiamo come collaboratori.
 
[11/14]   7 gennaio 1969  -  ore 4,15   
Il purgatorio esiste ed è dogma di fede. Dovete credere che esiste un luogo ed un tempo in cui l’anima non ancora purificata, deve scontare la pena, inflittale dal peccato mortale confessato o comunque in parte cancellato per un pentimento quasi perfetto per le mancanze meno gravi ma fatte coscientemente e volutamente.
Il vero peccato si fa quando si è coscienti di fare il male e lo si compie volutamente e liberamente.
La colpa grave cioè la ribellione contro Dio e contro la Sua legge, che è la legge di amore, o prova, è punibile con l’inferno o la dannazione eterna, privazione eterna della gloria di Dio.
La privazione temporanea della visione beatifica di Dio si avrà come pena per cancellare i peccati veniali, colpe cioè più leggere fatte con non piena avvertenza e deliberato consenso, ma con una impressione sia pure minima di fare il male.
La coscienza vi darà la misura del male grave o lieve, cioè dell’entità vera del male che fate. Il tempo e luogo dello sconto di pena, avverrà quando l’anima dopo essere stata giudicata, alla fine della sua vita terrena, dovrà scontare colpe cancellabili con la pena della mancanza della visione beatifica di Dio, finché non sarà purificata. Per alcune anime sarà l’agonia, periodo prima della morte totale. Per altre potrà essere un periodo più o meno lungo comunque sempre prima dell’ultima venuta del Figlio dell’uomo quando cioè verrà a chiamare, per l’eternità, i vivi e i morti. Dopo di allora cesserà di esistere il purgatorio. Le preghiere e i suffragi per le anime dei fedeli defunti giovano moltissimo a loro perché Dio le applica a priori, durante il giudizio particolare fatto alla fine di ogni vita terrena per diminuire la pena inflitta in proporzione alla colpa.
(Spiegami Spirito Santo, l’eternità).
E’ una eternità relativa al tempo, prima fase in cui si trovano le anime dopo la morte temporale e durerà fino all’ultima venuta del Figlio dell’uomo, alla fine dei tempi. Allora comincerà l’eternità assoluta dove tutto è definitivo, non suscettibile di cambiamenti.
Ora basta, accontentati di ciò che ti ho detto, per ora.
 
[11/15]   21 gennaio 1969  -  ore 23,30  
La pazienza è una virtù molto importante, saper aspettare quando si vorrebbe correre, saper tacere quando si vorrebbe parlare, saper riferire tutto a Me o agli altri quando si vorrebbe riferire tutto a sé, questo è esercizio santo di pazienza.
La pazienza vince la pigrizia degli altri, vince la ribellione, vince gli ostacoli più duri, come la superbia, la noncuranza, l’ira, l’accidia, (cosa vuol dire?) la pigrizia negativa e colpevole perché conscia di un bene mancato.
 
[11/16]   16 febbraio 1969  -  ore 12,30   
Il Mio nome venga rispettato, lodato per tutti i secoli. Chiamare Me vuol dire invocare la salvezza eterna.
Ancora gli uomini non l’hanno capito, solo pochi e anche questi non chiaramente.
L’invocazione “Gesù aiutami” è validissima. Io sono pronto a soccorrervi, il Mio desiderio è di portarvi al Padre, questo Mi è stato dato come “mandato” da Lui. Io sono venuto nel mondo per questo.
Voi ora dovete collaborare perché molti Mi invochino, anche con questa invocazione. Sarà questo un mezzo per arrivare più presto a Lui.
 
[11/17]   21 febbraio 1969  -  ore 00,30    
L’inferno esiste, te lo dico Io.
Io sono sceso dopo la Mia morte per liberare le anime dei giusti morti senza Battesimo. Ora sono gloriose per la Mia Passione e morte. La Mia Risurrezione le ha fatte risorgere dall’oblio di attesa in cui erano.
Questa è stata la Mia prima discesa agli inferi. Non all’inferno dove è la pena eterna della privazione di Dio, con ogni altro male, ma agli inferi, luogo di attesa della visione beatifica di Dio. Colà le anime attendono ma senza la sofferenza dell’attesa. La speranza che è certezza finale, le sostiene. Così sarà per tutte le anime che moriranno senza Battesimo, attenderanno, fino alla fine dei secoli, l’ultima Mia venuta dopo di che tutto sarà definitivo: o la gloria eterna per i beati o la dannazione eterna per i ribelli.
Prega e fa pregare per le anime del purgatorio, luogo di attesa ma pieno di sofferenza per lo sconto di pena veniale da scontare. Anche là c’è la speranza e la certezza della gloria finale, ma la pena più atroce sarà proprio il desiderio di raggiungerla ben sapendo che le mancanze fatte sulla terra ritarderanno questa conquista, allora capirete che cosa valeva il tempo.
 
[11/18]   4 marzo 1969  -  5,30   
(Dimmi Signore, Ti ascolto...).
Penitenza, penitenza, penitenza (e poi?) ancora e solo penitenza, questo devi fare anche per quelli che non ci pensano o per quelli che non vogliono accettarMi. La croce è la via giusta anche se voi siete schivi. Abbracciare la croce vuol dire abbracciare Me e con Me salire verso il Padre.
(Cosa devo fare per fare penitenza?).
Ubbidire al Mio richiamo anche se pesante, e amare, pregare, accettare tutte le amarezze che ti si offrono, con serenità, per amore Mio, non arrabbiarti mai, non criticare mai nessuno, aiutare i deboli, i sofferenti nel corpo e nello spirito, questi soprattutto hanno bisogno di essere avvicinati, per lenire le loro ferite, chiarire i loro dubbi, dare la certezza della gioia finale che supera ogni gioia umana, naturale.
Pochi si offrono a Me, troppi Mi dimenticano, nessuno o quasi vuol più fare penitenza.
 
[11/19]   27 aprile 1969   
(Es 14. Perché Signore hai ucciso tutti gli Egiziani che volevano inseguire il popolo d’Israele? Che colpa ne avevano se erano così comandati? Dov’è la Tua misericordia?).
Allora come oggi la Mia Parola è la Mia giustizia. Ho avvertito i figli d’Israele che avrei fatto giustizia per le iniquità commesse dagli Egiziani contro di loro, giustizia è stata fatta. Il perverso perirà, l’anima del giusto sarà glorificata. Non la morte del corpo indica la fine, ma la morte dell’anima è dannazione eterna.
Voi non potete giudicare. Qui vedrete apertamente chi veramente sarà stato castigato per la sua cattiveria e chi sarà salvato. Anche i giusti periscono per la colpa dei malvagi ma la loro morte servirà per la salvezza di molti peccatori. Così i giusti periti con gli egiziani malvagi hanno salvato alcune anime dei più titubanti, ma non ribelli. Questo è il Mio equilibrio.
Così oggi le vittime del Biafra e tanti altri innocenti che soffrono e muoiono per salvare i perversi.
Questa è la lotta contro le forze del male che dilagano oggi come ieri. Le vittime ieri come oggi, questo è il Mio equilibrio. La morte del corpo è poca cosa di fronte alla gloria eterna.
Io sono il giudice misericordioso, ma giusto, do a ciascuno la possibilità e i mezzi per salvarsi: la Mia Parola, il Mio insegnamento, la Mia croce, la Mia Mamma, i Miei Santi, anime vaganti, purganti. Tutti questi mezzi se usati bene servono a portare la salvezza.
Altrimenti chi si rifiuta coscientemente, disprezza questi mezzi, si ribella contro la Mia volontà, la Mia proposta di salvezza eterna, sarà castigato, perirà per l’eternità. La preghiera e il sacrificio, aiuteranno molti a capire e a salire. Amen.
 
[11/20]   22 giugno 1969  -  ore 6
(Dio mio io Ti adoro, Ti amo, Ti ascolto, dimmi ciò che vuoi da me).
Amore, fiducia piena nella Mia volontà di bene e di amore per tutte le Mie creature.
Senti la campana? Chiama i fedeli a pensare al Creatore, Padre del giorno e della notte. Tutto viene dal Padre per un bene dei figli. Il bene, il male, tutto è permesso perché i figli sperimentino l’opera del Padre.
Dalle tenebre il male dilaga ma l’uomo capirà che nelle tenebre si soffre, l’uomo è fatto per la Luce, solo nella Luce può camminare sicuro. La luce artificiale può supplire quella naturale ma ad un certo punto si spegne se manca la fonte di energia e l’energia creata dall’uomo non dura sempre perciò la luce si spegnerà prima o poi. Solo Io sono la Luce che illumina in eterno, camminate nella scia della Mia Luce, vi darà forza, calore, gioia.
«Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12), la Luce che non si spegnerà in eterno.
 
[11/21]   7 settembre 1969  -  dopo la Comunione.   
(Signore aiuta i miei figli).
Perché solo loro?
(Perché sono miei).
E non sono anche Miei?
Guarda a loro come a tutti gli altri, non fermarti al particolare nella preghiera, ma spazia, pensa a tutti quelli che hanno più bisogno di Me, più dei tuoi figli, quelli soprattutto devono essere tuoi figli.
(Signore sì aiutami a varcare i confini, ma fa che non perda di vista i più prossimi).
 
[11/22]   10 novembre 1969  
Le vittime sono molte, pochi i capri espiatori.
(Cosa vuol dire?).
Le vittime della società: prostitute, figli illegittimi, vittime della strada, vittime del benessere, in tanti modi e per tante cause esterne... (San Michele liberami dal maligno, fa che io senta) ci sono le vittime. Io Mi servo anche di queste, a loro insaputa, per aiutare i bisognosi, i peccatori, i poveri carenti nello spirito. Le sofferenze subite, anche se non offerte coscientemente e volutamente, valgono molto e portano un buon peso sulla bilancia della giustizia. Servono a equilibrare l’altra parte, quella che fa pendere la bilancia con i suoi pesi negativi e sono molti, troppi.
Guai se non ci fossero queste vittime!
Ci sono poi i veri capri espiatori, il capostipite sono Io che ho preso la croce volutamente, coscientemente, in obbedienza al Padre, per salvare l’umanità dalla rovina.
Dietro a Me una schiera, ancora esigua, ma che certo si ingrosserà nel cammino dei secoli, di persone che hanno capito la necessità di offrire le loro pene, i loro dolori a beneficio dell’umanità dolente per il peccato, carente di bontà. Queste anime sovrabbondanti di grazia offrono, coscientemente e volutamente, le loro pene e sono molte, a favore di questi poveri diseredati dal peccato.
Questi sono i pesi d’oro che incidono fortemente sulla bilancia della giustizia. Siate grati a loro, dopo il Padre che ha impostato la sua giustizia su questa economia del dare e del prendere.
 
[11/23]   7 gennaio 1970   
(Eccomi alla Tua presenza, Signore).
Credi tu nel segno del sangue che sgorga dal cuore della Mia Mamma?
(Sì Signore, credo fermamente e Ti ringrazio, ma dimmi cosa vuol dire?).
Presagio di castighi, infermità, lotte, tormenti di ogni genere affliggeranno gli uomini di poca fede. I giusti saranno risparmiati.
Pregate perché questi tormenti durino poco tempo. Si convertano i peccatori, credano nel Dio vivente, presente realmente nell’Eucarestia, presente realmente nella loro coscienza.
La voce dello Spirito parla dentro ad ogni uomo di buona volontà, ascoltatela, seguitela, non chiudete gli occhi e le orecchie. La via è segnata e aperta, seguite l’orma del Dio-Uomo venuto sulla terra per insegnarvi il cammino. Chi lo seguirà sarà salvo. Altrimenti la dannazione eterna vi aspetta.
Amen.
 
[11/24]   23 gennaio 1970  -  ore 12,30
O con Me o contro di Me (cfr. Lc 11,23). «Non si può servire a due padroni» (Lc 16,13).
Così ho detto e ripeto ora e ripeterò per tutto il secolo avvenire.
Amen.
E’ ora, si prenda posizione chiara dopo una libera scelta responsabile e decisa.
 
[11/25]   9 giugno 1970  -  ore 3,15   
Le potenze... (San Michele liberami dal maligno; fa che io senta) dell’inferno non prevarranno alla fine dei secoli, ma qui sulla terra si scatenano e si scateneranno sempre più. Sesso, droga, perversioni morali e intellettuali, eresie e falsi profeti, guerre e lotte di ogni genere, sono le sue armi per strappare le anime a Dio.
Pregate e fate penitenza, digiuno dei sensi, di parole, di soddisfazioni fisiche e di orgoglio, queste sono le armi da contrapporre a quelle nefande suscitate dal maligno.
Lotta contro la pornografia e il mal costume, contro le ideologie atee e rivoluzionarie dove la violenza è la prima consigliera. Non lotta ma amore, amore santo puro e illibato da contrapporre a quello carnale e animale dell’uomo di oggi. Le potenze delle tenebre saranno cacciate dai figli della luce se questi si lasceranno illuminare dal faro di luce che viene dalla croce.
Così sia.
 
[11/26]   6 luglio 1970  -  notte  -  Sommacampagna.      
Tu sarai Mia se lo vorrai, la tua volontà deve essere la Mia, ma sei libera.
(Che cosa devo volere?).
Il bene (e che cosa è il bene?) amare (e come amare?) parlando di Me, amore eterno.
Io ho fatto il cielo e la terra, gli astri che regolano le stagioni, perché crescano le piante e diano frutto per voi uomini amati. Ma voi credete di fare tutto da soli e vi allontanate da Me. Assaporate il frutto dell’albero del bene e del male, conoscete quest’ultimo perché Satana ve lo offre spesso con tante arti e inganni, questo è il peccato; la vostra coscienza, voce dello Spirito che vi fa conoscere il bene distinguendolo dal male, vi parla, ma voi, assaporate il frutto del maligno e poi vi nascondete dalla Mia presenza, volete evadere, vi sentite ignudi, ma Io vi ho dato una tunica di pelle per rivestirvi (cfr. Gen 3,21), la grazia, il Battesimo, i sacramenti, l’Eucarestia albero della vita; potete cogliere quel frutto sempre.
I Cherubini non impediscono più l’accesso a tale pianta da quando questa è stata trapiantata dal paradiso terrestre sul Golgota. Di là è partita la redenzione. Venite, assaporate il frutto dell’albero della vita e vivrete in eterno.
Amen.
 
[11/27]   8 agosto 1970  -  Conca di Pila.   
(Che meraviglia Signore! Quante cose belle hai fatto, la natura è opera Tua, grazie Signore per averci dato la vita e la vista per vedere e godere tanta bellezza... Vorrei salire ancora, andare in alto...).
Con la mente, col cuore, con lo spirito devi salire, le montagne le hai godute, hai usato il corpo per raggiungere la vetta, ora devi scalare le vette dello spirito, nuove mete, nuovi orizzonti vedrai e ne godrai in eterno...
 
[11/28]   8 agosto 1970
L’uomo gode e cerca di godere come può in varie maniere più o meno lecite.
La felicità però è una sola: quella eterna avulsa dalla materia; solo con lo spirito purificato dalle tentazioni dei sensi, si può raggiungere questa felicità totale.
Non qui ma attraverso le prove superate dai sensi col concorso della volontà, cosciente di questa purificazione cercata, accettata si potrà raggiungere l’eternità beata.
 
[11/29]   16 dicembre 1970   
(Signore, perché non Ti fai amare anche dagli altri? Cosa posso fare io perché anche gli altri Ti amino? O almeno un pochino? O almeno Ti cerchino?).
Prega e fa pregare, il Cielo patisce violenza a questa vostra preghiera fatta per amore di Dio e del prossimo, muoverà Dio a salvare il tuo prossimo.
(E se io non prego?).
Più lento sarà il cammino della salvezza e minore il numero dei salvati.
(Ma possibile che Tu aspetti la nostra preghiera? Solo Tu puoi salvarli?).
La collaborazione conta molto.
L’uomo è fatto per aiutare il suo simile nelle cose terrene e nelle cose spirituali. La vita materiale è in mano all’uomo sostenuto da Dio e aiutato dal prossimo, la vita spirituale è in mano di Dio che si lascia violentare dalle suppliche spirituali dell’amico che prega per il suo simile. Quindi anche l’uomo può collaborare alla salvezza del prossimo.
 
[11/30]   23 febbraio 1971  
Perché non Mi vuoi più ascoltare? Non credi che Io ti parli? Non vuoi più sentire la Mia voce?
(Dio mio sono distratta, non trovo il tempo per Te, ho paura del demonio. Temo di sfalsare la Tua voce e mettere la mia al posto della Tua...).
Io ti tengo salda ma tu sforzati di aderire al tronco, legati con la preghiera che come liana fortissima ti terrà attaccata e niente ti strapperà dal sostegno. Presto l’uragano scoppierà, legati e fa legare i tuoi, tutti i tuoi amici, tutti quelli che incontri, dà a loro la liana per legarsi al tronco perché non siano strappati e spazzati via.
La preghiera è la vostra liana.
 
[11/31]   17 marzo 1971  
(Chi mi ha richiamato Signore?).
Lo spirito della nonna ha bisogno di te, prega per lei.
(Ma cosa posso fare per lei? E’ vero il purgatorio?).
Esiste un periodo di pena per chi non è puro per entrare nel Regno definitivo. Chi ha contratto debiti deve pagare fino all’ultimo centesimo (cfr. Lc 12,59).
(Ma come sono i debiti? Tutti si possono pagare?).
No, non tutti ma i più lievi. Solo il debito con lo Spirito Santo non si potrà mai più risolvere dopo la morte. Il peccato contro l’uomo si può pagare sopportando la pena: il rimorso cocente di non aver dato all’uomo ciò che gli spettava per amore. Quando l’amore non è stato realizzato, per l’egoismo del tributario, costui dovrà dare tante lacrime quanto amore non ha voluto dare. Questo è il purgatorio. Solo voi uomini in terra potete sollevare nel tempo le pene degli spiriti purganti con le vostre preghiere che saranno esaudite...
(Ma cosa vuol dire nel Credo “discese all’inferno?”).
Non l’inferno che voi intendete, sede degli spiriti informi e dei dannati eterni, ma nel luogo degli spiriti che attendevano la venuta del Salvatore. Colà Io sono andato a liberare tali spiriti dall’attesa per farli entrare nel Regno della grazia eterna.
(Ma allora è vero il Limbo?).
Non più ora, gli spiriti eletti entrano direttamente nel Regno, dopo la loro purificazione dalle colpe veniali, poche sono le mortali e solo quelle volute liberamente contro lo Spirito Santo.
Chi ha la piena coscienza del peccato contro lo Spirito e lo accetta sarà condannato.
(Ma non ci può essere sempre una certa incoscienza?).
Nella maggior parte dei casi sì, questa è la loro attenuante. E’ il desiderio cosciente del bene o del male quello che determina la situazione finale di ogni spirito.
 
[11/32]   24 gennaio 1972  -  notte.   
Io sono con te...
(Eppure mi hai svegliato, non hai niente da dirmi? Perché tanto sonno? Perdona Signore ma non Ti sento; non so cosa dire, sono lontano da Te, perdono. Il maligno si frappone fra me e Te, liberami Signore).
Le forze del male si scatenano, vogliono tentare l’ultima battaglia e questo è l’inizio e sarà terribile ma le forze negative non prevarranno contro quelle positive che vinceranno anche il nemico più accanito. Sarà l’ultima goccia di sangue versata per la redenzione delle anime che salverà il mondo dalla rovina.
Ma tu anima Mia, ascolta la Mia voce, collabora con Me alla salvezza delle anime dei tuoi fratelli, prega per loro perché l’unione di preghiera è come un forte esercito che si schiera a battaglia contro l’assalto del nemico. Compatti nella preghiera e nel sacrificio sofferto per amore dei fratelli, vincerete la battaglia finale e quella definitiva.
Amen.
 
[11/33]   7 aprile 1972
Il bene fatto da uno ricade su altri come pioggia benefica...
Così sia.
 
[11/34]   12 aprile 1973  -  Milano.   
“San Michele Arcangelo, difendici dal maligno,
allontanalo dalle nostre menti quando vuol convincerci di verità sbagliate,
dal nostro corpo quando ci spinge ad agire da animali,
dalle nostre anime quando mette al posto di Dio tutti gli interessi umani e terreni.
Fa che noi lo riconosciamo in ogni sua tentazione ed aiutaci a vincerlo e demolirlo”.
Così sia per Maria.
 
[11/35]   14 aprile 1974  -  notte  - Bussigny.  
Redenzione, salvezza eterna per gli uomini di buona volontà, Voi, piccoli uomini, non sapete patire, non sapete morire. Tanto vi sconvolge la morte da preferire la vita terrena e non capite che morire equivale ad entrare nella vita del vostro Redentore. Così all’inizio del tempo è stato progettato dal Creatore.
Tutte le creature seguono la legge della morte, ma c’è chi passa da morte a vita, e sono i più, e c’è chi rimane nella morte eterna. Morte vuol dire fine della luce vista come bene supremo. Ora l’uomo che si è impegnato a raggiungere tale bene supremo vedrà la luce e per essa vivrà in eterno. La sua vita sarà beata e completa la sua visione dell’Essere eterno. Piena responsabilità nella vita terrena, uguale piena glorificazione nella vita eterna.
La redenzione serve al passaggio dalla morte alla vita. E’ la Risurrezione del vostro Signore Gesù Cristo che ha determinato per voi la vita eterna. Bisogna credere, questo è l’essenziale. Anche il miscredente alla fine è messo davanti alla Risurrezione di Cristo, come proposta di fede e di adesione al Cristo crocifisso e salvatore.
Se uno crederà anche all’ultimo momento della sua vita, e sarà pentito dei suoi misfatti contro gli uomini e contro Dio, costui sarà salvo per la redenzione che opera in quel medesimo istante in cui l’uomo peccatore, pentito, avrà accettato la croce, temerà la condanna, si pentirà dei suoi peccati, specie della negligenza nel cercare il suo Creatore, accetterà la sottomissione a figlio del Padre buono e misericordioso.
Così sarà salvo l’uomo peccatore, con un semplice atto di adesione totale e completo. Dio diventa il centro unico della sua parusia, e sarà eternamente felice.
Amen.
 
[11/36]   10 maggio 1974  -  Sommacampagna.   
AmaMi come se Io fossi te e tu fossi Me.
Amen.
Non badare alle cose negative, valorizza solo le positive e le negative sforzati a trasformarle, per quanto è possibile, in positive. Questo è l’amore.
 
[11/37]   21 giugno 1974  -  mezzogiorno.   
(Come digiunare?).
Con la rinuncia a ciò che vi piace, non solo nel cibo ma soprattutto nelle soddisfazioni di ordine fisico e psicologico.
 
[11/38]   25 luglio 1974   
Io, Figlio del Padre, entrato nel mondo e nel tempo per colmare la lacuna della creatura, ho dato la Mia vita terrena, materiale, ma divina, per riempire la lacuna dell’uomo creato. In questo consiste la redenzione.
Il vuoto è stato colmato. Non c’è più posto per il maligno dove c’è il “Più”. E’ cacciato il maligno che trova facile posto nel vuoto umano ed è svuotato il peccato, cancellato. Dove c’era il vuoto c’è il pieno, dove c’era il peccato vi può sovrabbondare la grazia. Questa è la redenzione. Per questo sono sceso sulla terra, Mi sono fatto uomo come voi, la carne presa è annullata e sublimata per voi.
Così sarà per tutti coloro che vogliono unirsi all’Uno eterno.
Così sia per Maria.
 
[11/39]   28 luglio 1974   
(Dio, meraviglioso Signore, quante cose belle mi dici, ma io non le comprendo pienamente tutte. Intuisco qualche cosa e comprenderò totalmente tutto quando sarò con Te, alla fine. Quando mi farai venire da Te, Signore? Ho tanta voglia di Te per comprenderTi di più e per vedere il Tuo volto).
Sarà lungo ancora il tuo cammino sulla terra, molte albe e molti tramonti vedrai prima di contemplare il Mio volto, faccia a faccia. Spera di camminare sempre sulla retta via e prega per questo. Non ti illudere, la strada sarà irta di spine, questo è il tuo destino, se lo vorrai accettare. Questa è la strada della santità. Così Io ho percorso la via del Calvario, dalla nascita alla morte in croce, per riempire il vuoto dell’uomo creato.
Anche voi, anime elette, siete chiamate a collaborare per riempire il vuoto lasciato dal peccato dell’uomo ingrato verso il suo Creatore. La vostra fatica nel percorrere la strada del Calvario è tramutata in gioia perenne per voi e per i salvati. Siete però liberi di accettare o la croce e la fatica o la consolazione fasulla, affascinante, temporale, illusione di felicità mai raggiunta ma solo sfiorata.
Scegli, Laura, sei sempre libera e in tempo di rifiutare la croce pesante.
(Signore con Te non sarà troppo pesante la croce perché mi aiuti a portarla, scelgo questa via del Calvario, anche se ho paura della mia debolezza, ma Tu mi farai forte).
Tu non sai quanto sono cattivi gli uomini, specie i sommi sacerdoti! Ma tu non temere, piccola colomba. Io ti sosterrò e ti difenderò. Non preoccuparti di ciò che dovrai dire. Io ti metterò in bocca le parole per confondere la stoltezza dei grandi.
Così sia per Maria.
 
[11/40]   1 agosto 1974  -  Milano, in chiesa al Fopponino.  
(E’ vero, Signore, che si può essere dispensati dalla pena eterna con l’indulgenza plenaria chiesta da San Francesco?).
Sì, a chi Mi domanda un bene eterno Io lo concedo. Dipende però dalla volontà del richiedente e dalla volontà del ricevente ottenere il frutto. Se il richiedente è bene intenzionato, si stacca cioè dal suo io per immergersi nell’Io Eterno, e chiede l’unione (eterna) per sé e per gli amici, sarà corrisposto per sé stesso.
Per gli amici, invece, dipenderà dalla libera volontà del singolo ricevente.
Se tale persona sarà piena di fede nel richiedere e accettare tale benevolenza e sarà fermamente decisa di cambiare vita, dal momento della purificazione in poi, allora sarà vera tale purificazione e perenne il bene che ne deriverà. Se il ricevente avrà fede superficiale ma farà tutto per amore, sarà pure aiutato a superare le ulteriori prove della vita. Se il ricevente non crederà pienamente a Me, come possibile liberatore, e farà l’atto di penitenza come una superstizione, non sarà concesso il condono della pena. Tutto dipende dalla volontà di conversione del ricevente.
 
[11/41]   1 settembre 1974  -  Sommacampagna.   
(Signore Ti amo, fa che tutti Ti amino e Ti sentano. Signore fatti sentire dai miei figli e fa che Ti portino agli altri, questo Ti chiedo per loro, solo questo).
Sì, sarai esaudita ma non per ora. Il tempo passerà e i tuoi figli arriveranno, attendi e prega per loro e per tutti coloro che sono, nel nome del Signore, destinati alla vita.
(Ma non sono tutti destinati alla vita eterna?).
Sì, tutti sono chiamati ma pochi gli eletti (cfr. Mt 22,14), non per volontà Mia, perché tutti chiamo e a tutti do il potere di arrivare, ma pochi ascoltano, pochi si sforzano di entrare per la porta stretta. La preghiera degli amici giova anche ai renitenti.
Pregate per voi e per tutti, così saranno più i salvati. Questa è la cassa d’integrazione di cui ti ho parlato stanotte. La preghiera e i meriti dei sacrificanti, attribuiti per loro volontà, o per sola Mia volontà, ai diseredati e ai renitenti. Pregate e offrite sacrifici d’amore per tutti i diseredati.
Così sia per Maria.
 
[11/42]   19 novembre 1974  -  ore 15   
Dì al Mio figlio prediletto G. B. che conto su di lui per la salvezza di molte anime.
La sua sofferenza offerta, serve a completare la Mia redenzione offerta ai peccatori. Troppi inganni sulla terra, troppi soprusi, troppa sperequazione di idee sortite per allontanare l’uomo dal suo Creatore. Chi offre la sua vita la salverà, chi vuol salvare la sua vita terrena la perderà per sempre (cfr. Mt 16,25).
Questa la legge dei contrari. Così Io ti dico, prega per coloro che soffrono offrendosi vittime coscienti per la salvezza di altri. Questi sono i santi che Io amo. Troppe lotte devono sostenere con il maligno che li vuole indurre alla ribellione al Creatore e alla disperazione. Ma Io sono vicino a loro, sono con loro e li sosterrò nella lotta.
Così sia per Maria.
 
[11/43]   28 novembre 1974  
(Dio, è terribile il maligno, perché non lo smascheri?).
Sì, ora è il suo tempo, l’ora delle tenebre è vicina, è alle porte. Preparatevi voi figli della luce, a sopportare gli assalti che saranno fisici, psichici, intellettuali e morali. Solo nel campo dello Spirito il maligno non ha presa, perché escluso totalmente dalla sfera del divino.
Lì voi rifugiatevi, in quell’ambito cercate di trarre la vostra forza per combattere gli assalti. La preghiera intensa, continua, assidua, fervente, credente sarà la forza e la difesa per voi.
Così sia per Maria.
 
[11/44]   6 dicembre 1974  -  ore 8  
E’ stata tolta la preghiera contro il maligno nelle Messe quotidiane e il maligno è più libero così di agire.
Voi, piccoli uomini insensati, non avete ancora capito la forza della preghiera.
Avete ridicolizzato una forza esistente e operante, l’avete minimizzata, annientata nella vostra coscienza e tale forza esistente, anche se misconosciuta, continua a mietere vittime.
Riprendete l’arma della preghiera. La forza negativa si combatte e si annienta solo con la preghiera fervente e credente nella forza positiva.                                                                                                      
[11/45]   11 dicembre 1974  -  in chiesa.  
Sia rimessa in vigore nella Messa la preghiera contro il maligno e la Chiesa camminerà più spedita e più forte.
Va da Paolo VI a dire questo.
Così sia per Maria.
... Sconfiggete il maligno con la preghiera fervente e sicura e la vittoria sarà più vicina.
 
[11/46]   12 febbraio 1975  -  in chiesa.   
Il “no” di Lucifero è diventato “sì” con Cristo. Questa la legge dei contrari che porta l’equilibrio necessario alla salvezza dell’umanità redenta. Questo è il Mio metodo: riempire i vuoti di amore, cambiare il negativo in positivo. Ma questo dovete fare anche voi anime elette che per l’amore siete nate e all’Amore vi siete votate.
Dove c’è un vuoto d’amore colmatelo con le vostre preghiere, i vostri sacrifici, cioè atti di amore contingenti e peculiari della persona donante. Fate che il “no” dell’uomo peccatore diventi “sì”, almeno alla fine.
Io sono morto, ho debellato la morte con la Risurrezione. Voi pure raggiungerete la risurrezione del corpo se ve ne sarete serviti, in vita, per raggiungere la vita eterna.
Spogliatevi dell’uomo carnale e sopravvalutate l’uomo spirituale, non disincarnato dal mondo, ma realmente innestato in questo complesso umano e temporale per sublimarlo e per far raggiungere a tutti la dimensione dello spirito eterno.
Così sia per Maria.
(Ma cosa devo fare in concreto?).
Amare, credere, parlare di Me e della risurrezione dei morti.
 
[11/47]   26 settembre 1975  -  in chiesa a Sommacampagna.  
Se tu vuoi puoi seguirMi, prendi la tua croce e seguiMi.
Solo chi ama il sacrificio potrà entrare nel Regno. Il sacrificio è amore della croce, di tutto ciò che non è conforme il gusto del mondo, ma conforme alla volontà del Padre. Volontà del Padre è la gioia, è la serenità, è l’amore, è la speranza di salvezza eterna. L’amore per i fratelli, anche se costa una rinuncia di un bene immediato, questo è produttivo per la vita eterna. Amatevi fra fratelli, scambiatevi i doni dell’amore. Il sacrificio è rendere sacra ogni azione, vedere in ogni situazione il lato positivo e realizzarlo anche a costo di fatica, di rinuncia di un bene materiale e temporale. Questo è il sacrificio.
Sacrificio è sinonimo dell’amore sacro, quello cioè voluto da Me, portato per Me e con Me. Amatevi, aiutatevi uomini della terra e raggiungerete il Regno eterno splendente di luce e straboccante di amore.
Così sia per Maria.
 
[11/48]   1 ottobre 1975  -  notte.
Gutta cavat lapidem.
Così Io ti dico: ogni preghiera continua, insistente, costante, metodica, incide sulla volontà del tuo Signore e lascia una traccia. Così otterrete ciò che vorrete se chiederete con insistenza e costanza.
L’oggetto della vostra richiesta sia però solo il bene e il bene che equivale ad un beneficio comune a tutti.
Non chiedete ciò che può apparire bene momentaneo o personale ma che alla fine può risultare nocivo per altri.
Solo il bene utilitario, cioè utile a tutti, vi sarà concesso.
 
[11/49]   6 maggio 1977  -  sera.  
Il “Più” si è fatto carne ed ha abitato fra le Sue creature per colmare il loro “meno” iniziale dovuto alla creazione. Tutto si è compiuto per raggiungere la pienezza della giustizia.
Tu uomo sei creato perfetto nel tuo essere, ma resta la ferita ombelicale dovuta al distacco dalla natura divina donde vieni, come potenza. Il tuo Padre Creatore ti lascia libero nel tempo ma tu ti stacchi da Lui anziché agire con amore per colmare quel “meno”, ti allontani e segui il richiamo del maligno che sempre più approfondisce la tua ferita ombelicale. Il Padre scende, assume la tua natura umana, si lascia annientare dal maligno, annientamento apparente, momentaneo, poi la forza divina trionfa, supera la morte del corpo e lo sublima per l’eternità.
Il corpo sublimato del Cristo è donato all’umanità menomata, per colmare ogni “meno”.
Il “Più” colma il meno. E l’uomo è salvo.
 
[11/50]   7 maggio 1977  
Non fermarti ma va avanti e credi a Me che ti amo.
Tutti sono compresi nel Mio disegno di salvezza, a tutti dono i mezzi per raggiungerMi, anche chi ha vissuto tutta una vita senza conoscerMi, ma alla fine, prima di entrare nella vita eterna, ogni uomo ha la visione del Dio Creatore e la sua scelta finale sarà determinante: o con Me o contro di Me (cfr. Lc 11,23). Il “Più” si è immolato per salvare tutti, ma ognuno è libero di accettare o di rifiutare la Mia salvezza.
La croce è stata il mezzo per riempire il “meno” iniziale. L’uomo cosciente di rifiutarMi è il vero peccatore, non chi pecca senza sapere cos’è peccato. Io sono la pietra discriminante: o con Me o contro di Me coscientemente volutamente. Voi battezzati nel nome del Padre Figlio Spirito dovete portarMi ai non credenti perché anch’essi abbiano motivo per poter raggiungere coscientemente e accettare, non ignari, la Mia salvezza.
Così sia per Maria.
 
[11/51]   6 febbraio 1979  -  davanti al Tabernacolo.
(Ma Tu sei qui Signore, prigioniero d’amore per noi, ma spazi ovunque. Tu ci accetti e ci sopporti e ci capisci e compatisci. Ma Tu sei Dio, e lo puoi, lo sai fare, lo vuoi fare. Ma io sono una povera e miserissima donna, mi sento grande per le cose che mi hai dato e che quasi tutti gli altri non capiscono, non accettano. Io devo vivere in un vestito da bambina, perché questo piace agli altri, solo così mi comprendono e mi accettano; ma io sono adulta, sono vecchia, come posso stare dentro in quel piccolo vestito? Signore, apri Tu le menti degli uomini, dei Tuoi ministri. Dio, Dio, muoviti, fa presto, accelera i tempi e fa maturare gli uomini perché Ti sentano e Ti amino).
Io sono morto per te e per gli uomini, capisci cosa vuol dire?
(Poco, Signore).
Vuol dire che Mi sono abbassato fino a voi per assumere la vostra piccola natura, il tuo vestito piccolo, per farvi crescere e portarvi alla fine, fino a Me. Altrimenti da soli non sareste cresciuti.
Abbi fede, speranza e carità. Sappi pazientare e offri le tue sofferenze come Io le ho offerte da uomo, al Padre.
Tutti insieme ci ritroveremo a cantare l’eterno Alleluia. Porta pazienza e canta.
Così sia per Maria.
 
[11/52]   23 aprile 1979
Scendi e ama.
Cammina con tre piedi: i tuoi due, uno verso la terra, l’altro verso il cielo, il terzo è il Mio sostegno che ti farà camminare nella direzione giusta.
(Ma Signore, toglimi da questo mondo, non mi interessa più, sono stanca di stare con gli uomini).
E Io sono sceso fra gli uomini. Mi sono fatto come loro e Mi sono immerso nei loro malanni per farli salire con Me in Cielo, alla fine. Così fa anche tu.
Così sia per Maria.
 
[11/53]   2 luglio 1979  -  in Santa Maria delle Grazie.
Bene viene da bene e sfocia a lunga scadenza; male viene da male e sfocia a breve scadenza.
La preghiera ottiene, spesso dopo lunghi tempi e in modo diverso dal previsto.
Prega, credi, aspetta e ciò che chiedi, la salvezza, sarà concessa dopo la prova.
(Cosa devo fare?).
Amare, amare, amare, nello Spirito, con lo Spirito, per lo Spirito.
Così sia per Maria.
Parla di Me con quanti incontri.
 
[11/54]   7 febbraio 1980
Sei disposta a soffrire anche fisicamente?
(Se questa sofferenza può servire ad un bene per gli altri, sì, Signore, accetto).
 
[11/55]   4 giugno 1980
Ogni azione negativa fatta dall’uomo sulla terra verrà ripagata con una azione positiva cosciente fatta per raggiungere l’equilibrio che serve a entrare nella vita eterna. Anche qui sulla terra si può entrare nella vita eterna quando si rapportano le azioni alla Realtà e volontà di Dio.
Così la gioia procurata al corpo, se si riconosce fatta in situazione non voluta da Dio e secondo il Suo scopo, sarà ripagata con altrettanta sofferenza nel corpo stesso per annullare lo squilibrio portato dal peccato. Questa è la legge dei contrari. Gesù ha ripagato, con la Sua Passione e morte, tutti i peccati dell’umanità raccolti e assorbiti dal Suo Corpo terreno e li ha annullati sulla croce.
(Grazie Signore, sei immenso).
Il purgatorio è questa sofferenza cosciente di azioni fatte contro la volontà di Dio per un nostro godimento o interesse personale. Questa sofferenza ci purifica dal male (bene fasullo goduto) e ci fa comprendere la potenza e la bontà di Dio che ci mostra cos’è il vero bene.
 
[11/56]   22 luglio 1980  -  Ospedale di Negrar, Verona.
(Sto avanzando nel nulla, nella nebbia, nella solitudine. Niente mi attira. Spero in Te Signore, quando Ti farai vedere? Ho paura del male fisico eppure lo voglio accettare se serve ad un bene. E’ questo che vuoi Signore? Ma Tu ci sei, Ti aspetto).
 
[11/57]   2 settembre 1980 -  Ospedale di Borgo Roma, Verona.
(Mi è stato chiesto se accettavo di fare una biopsia all’osso femorale per collaborare a una ricerca di un nuovo farmaco, in via di sperimentazione, per la cura dell’osteoporosi. Già scottata da una prima dolorosissima biopsia al ginocchio, ho paura e chiedo: Signore, devo dire sì o no?).
Tu non devi servire alla scienza, ma alla Sapienza.
(Grazie Signore, fa che io sia la Tua serva inutile).
 
[11/58]   17 febbraio 1981
Così dice il Signore Dio tuo e vostro.
Verranno giorni di tribolazione ma le anime purganti non li temono perché già camminano verso la luce.
Siate anime purganti per il male del mondo, pregate e non lasciatevi indurre in tentazione, ma tutto sia fatto per la gloria del Padre.
 
[11/59]   6 maggio 1981
Stai attenta, il maligno ti vuol portare alla disperazione della salvezza finale, non badare alle sue insinuazioni sulla tua incapacità e bontà. Sì, sei incapace, ma Io ti sostengo, non sei talvolta buona ma Io ho misericordia e pietà di te perché ti conosco e ti amo, ti perdono e ti aiuto a risalire quando ti allontani da Me. Sii serena, il male è nel mondo ma non può intaccare chi non lo vuole ascoltare.
La tentazione è presente spesso, questa non è male ma prova per una vittoria sul male. Ogni tentazione superata è un gradino superato nella scala della salita verso il Cielo.
Così sia per Maria.
Parla di amore, di Verità e di Vita.
 
[11/60]   14 maggio 1981  -  in Duomo a Milano.
Io vi amo, vi amo, vi amo, Miei figli. Non vi perdete, le lacrime sono il retaggio di Satana ma solo lacrime avrà e nulla più. Per voi la gioia brillerà in eterno se Mi seguirete. Il maligno si accanisce ora e sempre più cercherà di far male, ma poco varrà il suo infuriare perché dal male Io ne trarrò un bene.
Il ferimento del Mio Pontefice ha, come risultato, un coro di preghiere che a Me salgono per Lui.
L’unità dei cristiani e dei non credenti si fa più chiara e distinta. Così Io faccio nuove tutte le cose e l’uomo vedrà, dopo la distruzione, il volto del Dio raggiante di luce.
Così sia per Maria.
 
[11/61]   10 giugno 1981
Io ti parlo e tu non Mi ascolti. La Mia volontà non si incontra con la tua volontà, perciò vuota e sterile sarà la tua vita finché tu starai lontana da Me.
(Signore, cosa vuoi fartene di me? Sono una povera stupida donna, non ho più voglia di fare niente, tutto il mondo ora non Ti considera più, non pensano più a Te, Signore, tutto il resto interessa l’uomo di oggi fuorché Te Signore. Ma se Tu vuoi puoi cambiare la situazione, fa qualche cosa Signore, muoviti Ti prego. Io non posso più fare niente, nessuno mi ascolta, mi credono fissata e non mi danno bado. Fa tu Signore, Tu solo puoi fare qualche cosa per cambiare il mondo).
Dall’inizio il mondo è stato così, perfetto era stato creato e spinto verso una ulteriore perfezione, ma è intervenuto Satana e ha deviato e continua a deviare la tensione dell’uomo verso l’Alto, ma verso il basso spinge l’uomo a guardare e quindi ad agire.
Appetibili sono le cose del mondo e più accessibili per un raggiungimento di cosiddetta felicità, ma è felicità che porta alla morte quando ancora non è stata gustata.
Giorno verrà, e Io te lo dico, che il mondo sarà stanco di cercare la felicità sulla terra e alzerà gli occhi dove troverà la luce e la Luce risplenderà fra le tenebre e l’uomo si incamminerà verso il Cielo. Ma grandi sofferenze dovrà prima passare sulla terra perché duro sarà il distacco dalle cose transeunti alle cose definitive.
Io attendo tutti e Maria vi sostiene.
Così sia per Maria.
 
[11/62]   4 agosto 1981
Ho dato il mandato ai Miei discepoli di liberare dagli spiriti immondi chi ne fosse posseduto. Spirito immondo è forza negativa che si impossessa di un’anima e ne comanda il corpo. Così è stato e così sarà sempre.
Il potere dato ai Miei discepoli è trasmesso pure ai discendenti dei Miei discepoli, a coloro cioè che Mi seguono con fiducia e cuore sincero. Ma chi questa fede non ha non può usare di questo potere perché ogni potere ha come presupposto la sicurezza posta dal destinatario in questo potere.
I Miei ministri oggi, non credono più agli spiriti immondi perciò non si servono di questo potere per scacciarli da chi ne fosse posseduto.
Così sempre più il maligno ha potere sugli uomini perché nessuna forza contraria lo sovrasta.
Pregate perché ogni ministro ritorni ad essere credente e usi dei doni elargitigli per il bene delle anime dei fedeli.
Così sia per Maria.
 
[11/63]   19 ottobre 1981
Niente ho da dirti di nuovo.
Il Mio Amore è per voi, Mie creature, a voi penso, per voi sono venuto sulla terra a morire per stabilire un ponte fra la vostra natura umana e la Mia natura divina. Il passaggio è la morte.
La Mia morte in croce è stato l’apice del male perpetrato da Satana contro un Uomo, ma l’Uomo ero Io, Dio eterno e supremo e ho vinto la morte, ho vinto Satana, ho superato il limite imposto dal maligno. Così è stato debellato.
Anche voi, Mie creature, potete seguirMi, la strada terrena porta alla morte del corpo, ma se in voi fate vivere lo Spirito in modo cosciente, la morte sfocerà nella risurrezione e tutto sarà vivo, limpido e splendente davanti a voi. SeguiteMi, amate e sarete felici.
Così sia per Maria.
 
[11/64]   16 marzo 1982
La croce è nel mondo, per il mondo. E’ data dal mondo, serve per il mondo.
Nell’eternità la croce sparisce, resta solo la gloria.
Così sia per Maria.
Ogni uomo cosciente ha una croce, o gli viene dal di fuori o dal di dentro di sé.
La croce è pesante quando si sente e si sente quando la si pensa e peggio, quando la si crea. Ma quando la si accetta, se viene dal di fuori e la si pensa come mezzo di redenzione o per sé o per gli altri, la croce è leggera perché porta alla gloria. Per te è pesante quando guardi in basso, è gioia quando realizzi la tua follia d’amore.
Io ti amo e ti aspetto (fa di me quello che Tu vuoi), scrivi e suscita il problema della fede. L’uomo ora lo sente e vorrebbe parlarne, comprendere di più, ma manca chi ne sa e ne vuol parlare. A chi ha sarà dato sempre in più, purché lo voglia (cfr. Mc 4,25).
 
[11/65]   26 giugno 1982
(Dall’insidia del diavolo           libera la mia mente, o Signore.       
Dalla distrazione                       liberami, o Signore.
Dalla confusione                        liberami, o Signore.
Dal dubbio                                liberami, o Signore.
Dalla presunzione                     liberami, o Signore.
Dalla negligenza                        liberami, o Signore,
Dal sonno                                liberami, o Signore).
 
[11/66]   21 febbraio 1983
Quaresima, quaranta giorni di penitenza, digiuno dei sensi, cammino accelerato verso l’Alto. E’ necessario per voi, uomini distratti, un periodo di riflessione e preghiera al Padre perché vi introduca nelle porte del Cielo.
Così sia per Maria.
 
[11/67]   Febbraio 1983
(Sono tutta per Te, Signore, Ti ascolto).
E Io ti parlo di amore, di carità ardente e pregnante nel cuore dell’uomo succube del maligno. Ecco, si faranno nuove tutte le cose (cfr. Ap 21,5) e il mondo vedrà la gloria del Signore, Creatore, Salvatore di ogni creatura errabonda sulla terra.
Porta il Mio Amore a quanti incontri. Parla del Mio Amore per ognuno di voi, Mie creature. Questo è il tempo dell’amore e della misericordia. Come al ladro pentito ho promesso il Paradiso, così per ognuno di voi che chiede: «RicordaTi di me, Signore»... e Io Mi ricorderò... «oggi sarai con Me in Paradiso» (Lc 23,42-43).
Per ognuno c’è l’oggi finale ed eterno.
 
[11/68]   3 maggio 1983
La bellezza sono Io
la gioia sono Io
l’amore sono Io
la verità sono Io
la musica sono Io
la pace sono Io
la giustizia sono Io
la bontà sono Io.
Tutto ciò che c’è di positivo e di desiderabile dall’uomo caduco, tutto ritrova in Me e con Me.
Non temere, va avanti amando e sacrificandoti per gli altri e sarai felice.
(Perché sacrificandomi? Non è una limitazione il sacrificio?).
Il sacrificio è rendere sacro ogni atto della vita e rendere sacro vuol dire agire con Me per amore verso il prossimo. Solo così il sacrificio sarà pienezza di vita e fonte di felicità.
Così sia per Maria.
(Grazie Signore, aiutami a rendere sacro ogni atto della mia vita).
 E così sia.
 
[11/69]   12 giugno 1983
(Dall’insidia del demonio liberami o Signore!
Libera la mia mente: dalla confusione, dalla distrazione, dalla presunzione, dalla negligenza, dalla depressione, dalla negatività.
Libera la mia bocca: dal blaterare, dal giudicare, dal condannare, dal criticare.
Libera il mio cuore: fa che io ami, ami, ami).
E così sia per Maria.
 
[11/70]   5 luglio 1983  -  ore 2,30
(Signore, Ti offro i miei mali, la mia sofferenza, ma Tu che cosa ne fai dei nostri dolori?).
Una corona di gloria.
Anch’Io ho chiesto la gloria prima della Mia Passione. La gloria è il retaggio di ogni sofferenza offerta.
Così sia per Maria.
La sofferenza offerta colma il vuoto, il “meno” naturale che deve essere riempito per diventare “più”.
Il male fisico o morale offerto per amore riempie e colma la lacuna lasciata dalla creazione nella creatura nata non per derivazione diretta, da sé stessa, ma per derivazione indiretta, cioè dovuta ad un Creatore.
La creatura si stacca dal Creatore e nasce nel tempo e nello spazio, diventa terrena e temporale. La cicatrice resta dopo il distacco, questo il vuoto da colmare, l’uomo è libero e autonomo, può colmare la cicatrice ombelicale col male o col bene. Questo è lo scopo della vita terrena.
Il male, sofferenza voluta o accettata per amore, colma, più che altra cosa al mondo, la lacuna lasciata nella nascita e l’uomo diventa completo in sé stesso, simile e immagine del Creatore. Così la Passione e morte di Dio ha colmato tutte le lacune umane altrimenti rimaste vuote per la mancanza di amore di troppe creature succubi del maligno. E il “meno” è diventato “più”.
Ogni sofferenza offerta, segue la via luminosa della croce e porta la gloria finale.
Così sia per molti.
                                                                                                                                                       
[11/71]   13 luglio 1983
(Perché, Signore, il dolore nel mondo? Tu, Essere perfettissimo permetti il dolore, perché?).
La risposta è la Mia Passione e morte. La croce è il simbolo e lo strumento di perfezione. Io ho insegnato la strada per l’uomo caduco. La croce salva.
C’è il dolore rifiutato, c’è il dolore sofferto e sopportato per forza.
C’è il dolore accettato, c’è il dolore offerto, c’è il dolore richiesto per salvare chi rifiuta l’amore.
Il dolore dell’innocente è mezzo di salvezza per chi innocente non è.
Il “Più” riempie il “meno” e l’equilibrio della giustizia è raggiunto.
Così sia per Maria.
 
[11/72]   17 novembre 1983
Ti sei riconciliata e sei Mia.
Osserva la Parola e mettila in pratica e tutto il resto ti sarà dato in più. Dono di Dio per la Sua Chiesa pellegrinante. Ascolta, ringrazia, prega.
 
[11/73]   Gennaio 1984
I desideri della carne non sono i desideri dello Spirito, ma si oppongono a questi. Sii vigile.
 
[11/74]   25 settembre 1984
I capri espiatori sono persone che hanno accettato liberamente e coscientemente la croce addossata a loro dal maligno. Ogni sofferenza o male fisico e morale viene dal diavolo, l’oppositore del Bene. Offre la felicità terrena, illusoria, e, alla fine la distrugge con la morte. Non oltre può andare il maligno.
Ma se l’uomo comprende l’effimero e il transeunte e cerca l’Eterno, l’illusione della felicità terrena cadrà e cercherà la Verità, felicità eterna.
Il maligno può accanirsi per distruggere l’uomo cosciente o l’innocente ignaro del male, ed è soddisfazione misera e parziale la sua, ma non potrà mai distruggere l’anima dell’uomo cosciente del Bene. Perciò tali persone, rovinate nel corpo dalla furia di Satana, potranno con libera volontà e coscienza offrire le loro sofferenze per realizzare il Bene in cui credono, e che è insito nella loro anima, e salvare per osmosi altre anime inconsce di tale Bene. Questi sono i capri espiatori che servono all’equilibrio divino.
Dove abbonda il male, lì sovrabbonda il Bene, cercato, creduto, voluto da tali anime pie che si inginocchiano ai piedi della croce e fanno corpo con essa. Salvati da Gesù, salvatori con Gesù.
Così sia per Maria.
 
[11/75]   8 novembre 1984
Dal basso verso l’Alto e dall’Alto al basso, in mezzo, l’incontro. Ecco la croce, ecco la salvezza.
Così sia per Maria.
 
[11/76]   15 novembre 1984  -  ore 21,30
(Ma come può soffrire ancora il corpo dell’uomo se è morto?).
Non è il corpo fisico, ma il corpo psichico che vive dopo la morte del corpo fisico.
Il corpo psichico è quella realtà che nell’uomo, nato sulla terra, aggancia il suo stato fisico, terreno, transeunte, allo stato spirituale, eterno, all’anima, come dite voi, o meglio, al vostro Angelo, parte spirituale di ogni uomo sempre esistente in eterno.
Il corpo psichico staccato, per il suo peccato o deviazione dal retto cammino, dal suo Angelo (che con la morte del corpo non può rimanere in balìa delle tenebre, perché derivato dall’Altissimo e all’Altissimo ritornato), rimane nel buio, in solitudine finché purificato dalle scorie che lo appesantiscono, salirà per ricongiungersi con il suo Angelo per tutta l’eternità. E l’uomo canterà l’eterno Alleluia al suo Creatore.
(Ma quanto durerà questo distacco?).
Conforme l’entità delle scorie accumulate per sua cattiva volontà, durante la vita terrena. Ed è questo distacco, questa solitudine, questa lontananza dalla Luce, per sua colpa, che provocherà la sofferenza più grande per il corpo psichico dell’uomo purgante.
Pregate perché si abbrevi lo stato di solitudine dell’uomo anelante alla Luce.
Così sia per Maria.
 
[11/77]   19 dicembre 1984
Grazie Laura, continua a pregare per me, sto salendo, la Luce è là, ora è più chiara ed è bellissima, ma è ancora tanto lontana, aiutami a salire.
(Fai fatica?).
Sì, perché le scorie sono ancora pesanti ma la Luce mi attira, mi dà l’ossigeno per salire.
(Cos’è quest’ossigeno?).
La forza propellente che mi solleva sempre più verso la Luce. Anche voi sulla terra avete questa forza: credete, chiedetela, usatela finché siete nel tempo e più facilmente vedrete la Luce, dillo ai miei figli, ti prego.
(Cosa vuol dire “salire?”).
Non c’è distanza di luogo o spazio, ma di intensità di amore, di conoscenza della Verità, di Visione della Luce, quella è l’Amore Vero, è l’Assoluto che ho cercato sulla terra in cose effimere, questo è stato il mio sbaglio: la deviazione dalla giusta traiettoria.
Ora sto rientrando nell’orbita giusta, ma con fatica. Aiutami. Rita.
 
[11/78]   4 gennaio 1985
Gloria = entrare, un po’ alla volta, sempre più, all’infinito, nella Luce di Dio.
(Grazie Signore!).
 
[11/79]   6 gennaio 1985  -  Epifania.
(Signore, liberaci dal maligno!).
Come ho liberato dal maligno l’indemoniato di Gerasa (cfr. Mc 5,1-19), e gli spiriti del male hanno invaso il branco di porci, così, Io ti dico: libererò dalla infatuazione o possessione diabolica coloro che a Me si rivolgeranno con fiducia piena e totale. Solo a Me e alla Mia Madre e a chi lo farà nel Mio Nome con fede, è possibile liberare dal maligno.
(Ma dove vanno gli spiriti maligni cacciati dall’uomo liberato?).
Vagano in cerca di un nuovo corpo da possedere, perciò avviene la trasmigrazione da un cuore forte a un cuore indebolito dalle voglie del mondo. State attenti a non cadere in tentazione perché quella è la prima porta per far entrare il maligno nella vostra vita. Pregate, pregate, affidatevi a Me e alla Mia Madre e il vostro cuore resisterà agli attacchi del maligno. Più sarete attaccati a Noi e meno il demonio avrà forza su di voi.
Così sia per Maria.
Chi vive come un porco più facilmente può essere posseduto dal maligno. Attenti a non entrare nei branchi.
(Sono tanti i branchi?).
Molti e diversi per colore, razza, estrazione, attività (intelletto, sesso, prestigio, potere, setta, cupidigia, ecc.).
 
[11/80]   12 gennaio 1985  -  in treno da Neuchâtel.
(Perché mi hai chiamata? Dove sei? In cielo? In terra?).
Non c’è né cielo né terra qui, ma c’è solo grigio, o Luce, o buio.
(Ma chi è nel buio può poi vedere la Luce?).
Dipende dalla intensità delle scorie che lo sovrastano. Perciò chiediamo le vostre preghiere perché più facilmente cadono le nostre scorie e si dissolvono nel buio, poi inizia la luce grigia dapprima, poi sempre più luminosa.
Aspiriamo alla Luce, pregate per questo.
 
[11/81]   15 gennaio 1985
L’illusione, è importante per il maligno, non la realizzazione delle cose promesse.
Attenti a non lasciarvi illudere da felicità promesse ma mai realizzate. Queste sono le tentazioni del maligno.
Attenti a non cadere in tentazione.
Così sia per Maria.
 
[11/82]   16 gennaio 1985  -  ore 5,30
Sitio, «ho sete», ho detto prima di morire sulla croce (Gv 19,28).
Così ho espresso l’ultima Mia volontà umana e divina. Umana, perché il Mio Corpo fisico era disidratato, divina, perché il Mio Amore per le Mie creature richiedeva l’amore e il ritorno delle creature al Padre Creatore. Perciò ho bevuto l’aceto offerto dalle Mie creature, per eliminare ogni sozzura, ogni peccato offertoMi dall’uomo, che, succube del maligno, risponde alla Mia richiesta d’amore con l’aceto, frutto dell’amore male vissuto.
L’aceto è il vino cattivo, andato a male.
E l’aceto assunto alla fine, è stato convertito in sangue e acqua uscito fino all’ultima stilla dal Mio costato ferito. Così ho assunto e annullato dal Mio Corpo fisico il peccato dell’umanità, ho purificato così il corpo dell’uomo.
La natura umana è stata purificata annullando le scorie con la Mia morte, e sublimata poi, con la Mia Risurrezione. E l’uomo è così salvato.
Così è per Maria.
 
[11/83]   22 gennaio 1985
Dovete convertirvi. Togli il tuo io e ti riempirà il tuo Dio.
Così sia per Maria.
 
[11/84]   22 febbraio 1985  -  alla Comunione.
«Vado a prepararvi un posto» (Gv 14,2).
Così ho detto. Io sono sceso fra voi piccoli uomini, ho parlato, ho sofferto, ho dato il Mio Corpo e Sangue per riscattarvi dal maligno che vi voleva sua preda, ho preparato così per voi il posto nella vita eterna.
Così: Io luogo di vita eterna, con Me sarete, uomini fedeli.
«Imparate da Me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29) e sarete con Me nell’eternità.
Così sia per Maria.
(Signore, forse questi scritti sono parole..., non saranno accettati).
Sei l’uomo nuovo, servono all’uomo nuovo.
 
[11/85]   16 marzo 1985
Io ho dato Me a voi, piccoli uomini...
 
[11/86]   26 aprile 1985  - in chiesa.
Per i fratelli sono morto Io; fratelli nella carne, figli nello spirito, perché tutti siano uno con Me.
Così sia per Maria.
 
[11/87]   25 giugno 1985  -  in treno.
Perché non Mi ascolti quando ti parlo?
(Sono stanca Signore, e sfasata. Perché hai voluto patire e morire? Tu che sei Dio? Non potevi trovare un altro modo per salvarci? Bastava solo una Tua Parola e l’uomo sarebbe stato salvo).
No, per salvare bisogna immergersi e compartecipare alla situazione di chi non sa salvarsi da solo, perciò ho preso la vostra natura umana e ho pagato il prezzo del vostro riscatto. Ho pagato la libertà offertavi per scegliere fra il mondo (proposto dal maligno) e il Cielo.
La Mia natura umana ha sofferto e nel Getsemani ha visto l’orrore, ha provato lo sconforto e la paura. Io uomo ho sudato sangue vedendo l’incapacità delle Mie creature sobillate dal maligno. Ed ho pagato anche il sobillatore, necessario per una vostra libera scelta.
L’Uomo-Dio ha visto e provato la debolezza della natura umana, ma ha vinto l’obbrobrio subito.
Così la sofferenza offerta ha partecipato al dolore umano fino al massimo grado, ma alla fine, ha vinto. Così ho dato l’esempio di compartecipe. Così fa anche tu, alla fine vincerai. Ora scegli.
Così sia per Maria.
 
[11/88]   27 agosto 1985  -  alla Comunione.
Il negativo provoca il Positivo.                   
Così sia per Maria.
... «Non si può servire a due padroni» (Lc 16,13). O con Me o contro di Me (cfr. Lc 11,23). L’egoista, l’ambizioso, chi cerca sé stesso e la sua gloria nel mondo non entrerà nel Regno, ma rimarrà nelle tenebre del mondo.
 
[11/89]   28 agosto 1985  - in chiesa.
E’ il passaggio dal fare all’essere che ti costa molto oggi.
(Ma ancora così lontana sono dal mio “essere”?).
Inizi ora il cammino dell’annullamento.
Non più fare per te e per gli altri, ma essere con Me e con gli altri. Capisci la differenza? (Poco, Signore).
·         Fare, vuol dire soddisfare il proprio io di superficie.
·         Essere, vuol dire soddisfare e realizzare il tuo io profondo, non terreno e transeunte, ma eterno.
Annulla il tuo ego e troverai la pienezza del tuo essere. Io con te, tu con Me e così sia per Maria.
(Quanta fatica, Signore! Aiutami Tu, Ti prego).
 
[11/90]   16 settembre 1985
Il “meno” dell’uomo sarà riempito dal “Più”, perciò sono morto e risorto.
Così sia per Maria.
 
[11/91]   27 settembre 1985
E’ il tuo intimo che devi purificare. Il cuore, la mente, la tua volontà sia libera da interessi terreni e transeunti, ma sia sempre diretta alla ricerca della Verità in ogni cosa che vedi, tocchi, fai.
Così sia per Maria.
Abusare dei doni ricevuti per un fine eterno (usandoli per un piacere terreno), è male, perché è deviazione dal cammino di perfezione insegnata da Me: «Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48).
Così sia per Maria.
Il peccato è non riconoscere il Figlio dell’uomo come Dio.
Il cammino verso la perfezione è fatto di gradini, da un minimo a un massimo.
Il cammino verso l’imperfezione è pure fatto di gradini. Si comincia con poco male e si avanza sempre più, se non ci si ferma e si cambia direzione. Questa è la conversione, acqua che diventa vino (cfr. Gv 2,1-10).
Così sia per Maria.
 
[11/92]   27 febbraio 1986  -  ore 8
La reincarnazione, in corpi successivi al primo nato sulla terra in un determinato tempo della storia, non esiste. Uno è lo spirito di ogni uomo incarnato in un determinato corpo concepito nell’unione del padre con la madre.
«E i due saranno uno» (Mt 19,5-6), è stato detto. E uno è il frutto dell’unione. Uno lo spirito incarnato nell’unico corpo.
Non può uno spirito trasmigrare da un corpo in un altro corpo, perché unica e irripetibile è la persona formata da quello spirito che anima quel determinato corpo.
False sono tutte le teorie della reincarnazione e dovute a menti anguste, ignoranti il Dio Salvatore e programmatore dell’umanità. Uno lo spirito e uno il corpo che lo contiene. L’uomo si salva o si danna attraverso e per mezzo di quell’unico corpo vissuto in quel tempo prestabilito per lui da sempre e per sempre.
Io Dio, incarnato in quell’unico corpo preso da Maria, Mia creatura, ho offerto il Mio unico corpo, unigenito, generato cioè col Padre e con lo Spirito nello spirito e nel corpo di Maria, una volta nel tempo, l’ho offerto per voi, piccoli uomini, per salvare le vostre uniche vite, incapaci di salvarsi da sole nel tempo destinato a ciascuna di voi.
Io Creatore, Io Salvatore di ogni uomo nato, vissuto, morto nel tempo per vivere alla fine, purificato, al Mio cospetto.
(Ma la purificazione dell’uomo peccatore quando avviene? Nel tempo o anche dopo la morte?).
Il tempo serve per conoscere, agire e purificare le azioni fatte dall’uomo ignorante la Verità o trasgressore di tale Verità. A ciò serve la vita terrena di ogni uomo.
Ma se in quell’unico tempo dato all’uomo egli non conosce, o non vuole conoscere tale Verità, o la trasgredisce, la sua purificazione avverrà dopo la morte del corpo fisico, quando cioè il corpo psichico dell’uomo liberato dai limiti corporali del tempo, conoscerà la Verità e si incamminerà verso la Luce.
Doloroso all’inizio il cammino del peccatore ancora appesantito dalle scorie della terra (purgatorio), ma sempre più alleggerite man mano che si scoprirà la sua pesantezza nei confronti della leggerezza e luminosità dello spirito (Angelo) che vuol raggiungere.
E sarà gioia piena l’incontro del corpo psichico, purificato, con lo spirito che lo attende per il volo verso il Sole eterno.
Così sia per Maria.
 
[11/93]   7 marzo 1986  -  ore 7
Io salvo ogni uomo smarrito (pecorella smarrita) perché attratto dai pascoli fatti intravedere dal maligno per distoglierlo dal gregge e dal Pastore (cfr. Mt 18,12-14).
Ma colui che presume di entrare al banchetto finale senza la veste bianca (cfr. Mt 22,1-14; Lc 14,15-24), sarà gettato fuori, perché ha voluto credersi autonomo dal padrone di casa e fare di sua testa, cioè si è messo contro e al di sopra dello sposo che esige la veste bianca per il suo banchetto finale. Questo è Satana, il ribelle contro lo Spirito Santo (cfr. Mt 22,1-13).
Così l’amministratore infedele, che nonostante il condono ottenuto per le sue colpe, infierisce sui suoi sottoposti imprigionandoli perché paghino il debito che lui pretende, per sé, di beni non suoi ma derivanti dal Padrone. Anch’esso è immagine di Satana che opprime i suoi servi chiedendo tutto per sé. E sarà gettato in prigione fino a quando non avrà pagato tutto il debito (cfr. Mt 18,23-34).
 
[11/94]   14 marzo 1986
L’uomo indemoniato Dio lo libera (cfr. Lc 8,26-33).
Quando l’uomo animale incontra Gesù, ha paura perché sa che deve abbandonare la sua animalità: Perché ci tormenti prima del tempo? ( = purgatorio). I porci annegano.
Il Battesimo = immersione nel nome (conoscenza, unione) del Creatore e Salvatore che purifica dalle scorie e rimane il verme nudo che alla fine si riunisce col suo spirito e diventa farfalla. Passaggio dell’uomo animale all’uomo spirituale = Battesimo sulla terra.
Purgatorio = purificazione del corpo psichico nell’altra dimensione. Purificazione temporale (sofferenze coscienti, morte); purificazione spirituale (purgatorio).
 
[11/95]   8 giugno 1986  - ore 10,30  -  in treno per Neuchâtel.
Ho ancora bisogno di te, delle vostre preghiere per salire.
(Ma il Signore ti ama!).
Sì, ma io non l’ho amato durante la mia vita terrena.
Quanto più uno ama, tanto più veloce è l’incontro. Così, all’opposto, è ritardato quanto meno uno ha amato.
Le vostre preghiere accelerano l’incontro, perciò te le chiedo.
Fallo anche per i miei figli, quanto più mi avvicino a Lui, tanto più facilmente potrò intercedere e aiutare i miei figli. Grazie Laura e grazie a Dio.  Rita.
 
[11/96]   4 luglio 1986  -  alla Comunione.
Guardati dentro e non di fuori. Il fuori distrae, ciò che è dentro di te è Verità, ascoltala.
Così sia per Maria.
Non ciò che entra nell’uomo contamina, ma ciò che esce. E’ il cuore dell’uomo che elabora ciò che entra dal di fuori e lo può purificare, o può acuirne le nefandezze. Tutto dipende dalla volontà e dal fine che l’uomo si propone. Se il fine è santo anche le nefandezze possono essere sublimate.
Così sia per Maria.
 
[11/97]   30 settembre 1986
Bisogna dare e non prendere, questa è la legge dell’amore.
Io ho voluto prendere per me soddisfazioni umane: prestigio, ricchezze, glorie umane, ed ora devo consumare qui (purgatorio) tali scorie che mi appesantiscono.
La gloria umana è pesante da guadagnare e da smaltire. La gloria eterna è bella ma difficile da conseguire finché è sottomessa alle attrattive terrene dell’io di superficie.
Prega per me perché mi liberi presto da queste scorie. Grazie. Giorgio B.
Chi, sulla terra, si credeva di prima categoria è disceso all’ultimo posto, chi era considerato di seconda categoria è salito ai primi posti (in Cielo) (cfr. Mt 19,30).
 
[11/98]   2 ottobre 1986
Il peccato non è ereditario; il peccato è personale.
Il peccato non è collettivo; il peccato è del singolo.
Ogni uomo ha una sua responsabilità personale, davanti al Creatore: di averLo rifiutato, ignorato, deriso, combattuto.
E’ la scelta libera, cosciente di ogni uomo maturo, quella che sarà giudicata ed eventualmente condannata.
Alla fine della vita terrena di ogni uomo sarà palese il vero peccato, quello contro lo Spirito Santo (cfr. Mt 12,31-32). Ogni altro cosiddetto peccato sarà perdonato perché dovuto a mediazioni esterne (educazione, culture, mode, ecc.) ed interne (tentazioni del maligno).
E’ la scelta verso Dio o contro Dio quella che vale per la vita eterna. E vita eterna può essere già quella temporale se vissuta coscientemente, volutamente, liberamente (anche se attraverso lotte e conflitti) per il Creatore, con il Salvatore, nella scia dello Spirito Santo.
Non eredità di peccato (anche se ogni peccato personale può influire sul prossimo spingendolo a scelte negative, ma qui la responsabilità è relativa all’istigatore), ma eredità di salvezza spetta all’uomo creato dall’Amore, salvato dall’Amore, perché viva, in Uno, con l’Amore.
Così sia per Maria.
(Ma il peccato contro lo Spirito, non verrà perdonato?).
Molte scorie devono cadere, finché resterà il verme nudo e allora l’uomo si troverà davanti alla Luce e ne sarà abbagliato. Le omissioni fatte durante la vita terrena saranno palesi, e pianto e stridore di denti provocheranno a colui che vista, o intravista la Luce, l’ha rifiutata.
Il pianto purifica. IL SALVATORE SALVA.
Così è per Maria.
Ogni uomo è unico e irripetibile, anche nel suo peccato.
 
[11/99]   6 novembre 1986  -  ore 8
(Dio mio, grazie, Tu hai creato il mondo perché le Tue creature Ti conoscano, Ti amino e amandoTi siano felici, diventino perfette, abbiano la Tua gioia, la Tua Pienezza, la Tua gloria. Grazie Signore, perché hai lasciato libero il Tuo uomo di scegliere quello che vuole, il bene, il male. Tu hai permesso alla Tua prima creatura angelica di scegliere fra Te e sé stessa, liberamente. E la scelta di Lucifero è stata per sé stesso, e si è rivoltato contro di Te, e spinge ogni uomo, Tua creatura terrena, contro di Te, per farlo diventare suo servo. Lui, Lucifero, illuso re della terra, ha servito Te, per far sì che l’uomo guardando la terra dove lui regna, possa sollevare lo sguardo schifato e deluso e possa vedere Te, Re del Cielo e della terra, e Ti possa scegliere liberamente e coscientemente. Dio mio, grazie, perché Tu sei sceso su questa terra annebbiata da Lucifero e indorata da lui - specchietto per le allodole - e hai fatto intravedere il Cielo, parlando, soffrendo, morendo per l’uomo, ucciso dal re terreno. Tu hai vinto la morte, hai vinto il re terreno, hai fatto vedere il sepolcro vuoto. Sei risorto nella Luce. E hai riaperto la via della Luce alla Tua creatura annebbiata, indecisa, illusa. Grazie Signore, perché ci hai dato la libertà, ma ci hai dato di vedere la Luce, la Verità. Grazie Signore, perché Tu ci hai salvato tutti, compreso il Tuo servo Lucifero. Grazie, Signore, perché la Tua creazione è salvata).
Così è per Maria.
                           LIBERTÀ            VERITÀ              AMORE             GIOIA            GLORIA!
Così è.
 
[11/100]   12 novembre 1986
... Vittima è colui che paga per gli altri. Riempie il vuoto.
Dà a chi non ha (cfr. Lc 3,11). Il Più (Cristo), riempie il meno (uomo).
C’è la vittima cosciente: sa di dare a chi non ha.
C’è la vittima incosciente: dà senza sapere il perché (innocenti).
C’è la vittima fasulla: = vittimismo. Colui che si fa vittima (autofrustrazioni, croci inventate, autocreate) per compensare il suo meno (lacune psichiche). Autocompensazione.
Il santo è colui che dà volutamente per riempire il suo meno e quello degli altri, ma il suo sacrificio è gioia, amore per gli altri, unione con Dio e con il prossimo. Sacrificio = rendere sacro ogni atto.
Guai a chi dà per autoincensarsi o essere ammirato dagli altri. Serve agli altri, ma non a sé stesso. Dio vede nel profondo di ognuno. La Verità sarà palese, un giorno, a tutti.
[11/101]   28 novembre 1986  -  ore 8,30
Il Regno di Dio non è di questo mondo, ma inizia con l’inizio del mondo, è in relazione al mondo, è nel mondo e si sviluppa, cresce nel mondo, in ogni creatura che nasce, cresce, vive nel mondo (terra, tempo).
Poi continuerà espandendosi all’infinito perché l’Infinito è il Re che lo ha iniziato.
Il Regno di Dio è in relazione all’uomo, perciò è iniziato sulla terra all’inizio del tempo che segna la crescita dell’uomo cosciente. Il Regno non è eterno perché ha avuto inizio come costruzione cosciente dell’uomo sapiens. Il Regno è quindi in fieri.
L’uomo è eterno in Dio, prima in potenza (nella mente di Dio) poi in atto sulla terra, nel tempo, e lì inizia la costruzione del Regno, sempre più coscientemente.
Il Regno è opera del Creatore che aiuta la creatura a costruirlo, (salva la creatura che altrimenti non riuscirebbe a costruire da sola, il Regno), ma è soprattutto opera della creatura che è stata messa nel mondo per iniziare tale costruzione e farla crescere.
Se il Regno ha avuto inizio (perché è per l’uomo maturo) non si può considerarlo eterno (eterno è ciò che non ha né principio né fine) ma, iniziato nel tempo continuerà all’infinito nell’eternità beata (cfr. Lc 13,18-19).
Perciò ho detto: «Venite benedetti, entrate nel Regno preparato per voi fin dalla creazione... e andate maledetti al fuoco preparato per il diavolo e i suoi angeli» (Mt 25,34; Mt 25,41).
Il fuoco è preparato per purificare, bruciare la pula, le scorie dell’uomo vissuto come zizzania e del diavolo seminatore di zizzania, ma bruciate le scorie nel fuoco della conoscenza del Regno e del suo Re, la creatura sarà purificata, giustificata, salvata e resa degna di entrare nella vita eterna beata dove il Regno si espanderà senza fine.
Così sia per Maria.
(Ma allora non c’è fuoco eterno e punizione eterna?).
Te l’ho già detto: eterno è ciò che non ha inizio né fine, l’inferno ha inizio con la creazione perché l’uomo (e prima l’angelo) ha deviato dal retto cammino e giustamente, col pianto e stridore di denti, si purificherà dalle scorie e ritornerà alla fine nell’orbita giusta dove tutti saranno salvi e beati. Per opera del Re, costruttore principale del Regno (Salvatore, Gesù Cristo).
Così è per Maria.
 
[11/102]   13 dicembre 1986  -  ore 8,30
«Venite benedetti nel Regno preparato per voi, dalla creazione... Andate maledetti al fuoco preparato per Satana e i suoi angeli, fin dalla creazione» (Mt 25,34; Mt 25,41).
Il Regno inizia, fin dalla creazione, si sviluppa nel tempo e continua a compiersi all’infinito.
Il Fuoco (Dio) inizia la sua azione purificatrice fin dalla creazione (cfr. Gen 3,14-24).
Il Fuoco brucia, purifica, libera l’uomo dalle scorie (pula), le annienta (morte in croce). Risplende, illumina, riscalda, sublima. E l’uomo purificato e sublimato dal Fuoco, rientra in Esso, come l’oro purificato nel crogiuolo (mondo, morte, purgatorio) e sarà benedetto nella gloria eterna senza fine.
Così è per Maria.
 
[11/103]   17 dicembre 1986   -  ore 7
Il Signore volge il male in bene. Il Signore si serve anche del male per far conoscere poi, il bene.
Dal negativo al Positivo. Se l’uomo non conosce il negativo non può conoscere e apprezzare il Positivo.
Il negativo serve il Positivo.
Così è.
 
[11/104]   5 gennaio 1987
L’Adamo ha presunto di diventare come Dio, ha peccato, ha deviato, ha guardato sé stesso come creatore e non come creatura, ha sotterrato il talento donatogli per progredire. Ma poi ha avuto paura, si è nascosto, si è coperto con le foglie, ha temuto di vedere il volto del suo Signore, è scappato, sperando di non farsi vedere, ma Io l’ho cercato, raggiunto (cfr. Gen 3,1-12). Così il servo iniquo, che aveva ricevuto un talento per farlo fruttare. Lo ha nascosto ed ha imprecato contro il padrone che glielo aveva affidato perché ne godesse sfruttandolo, facendolo crescere. E’ rimasto solo, con il suo talento sotterrato, inutilizzato (cfr. Mt 25,14-30). Così l’uomo che presume di fare da sé, ignorando il Datore di doni offertigli perché crescesse mediante questi doni (intelligenza, salute, bellezza, cultura, ecc.) fino a raggiungere alte stature. Possibilità di crescere sotterrate, rifiutate. E solo e misero rimarrà colui che ha paura e non vuole crescere con i talenti donatigli.
Usa i talenti per crescere, piccolo uomo, e Mi incontrerai senza paura.
I talenti sfruttati ti riempiranno di luce e di gioia e potrai guardare il Mio volto luminoso senza nasconderti.
Così sia per Maria.
... Ma il figliol prodigo (cfr. Lc 15,11-32), colui che ha buttato i suoi talenti ai porci e ne ha mangiato le ghiande, piangerà, si pentirà, ricercherà la casa del Padre, donatore di talenti, ricco di bontà e di amore. La nostalgia di questo amore lo farà ritornare alla casa del Padre che lo attende perché lo ama e lo perdona.
Così è.
(E i porci?).
Annegheranno nelle acque del dubbio, della confusione, ma alla fine saranno purificati. Usciranno dalla melma e saranno buttati nel Fuoco che li purificherà dalle scorie e li ritemprerà come l’oro uscito dal crogiolo. (Gesù = Fuoco che purifica e salva).
 
[11/105]   8 gennaio 1987
L’ambivalenza è l’alternativa che più tormenta l’uomo d’oggi.
Vede nelle cose, nei fatti, negli uomini stessi, due volti: uno positivo, l’altro opposto negativo. Non c’è situazione in cui l’uomo, se guarda con attenzione, non veda queste due facce che si alternano in continuazione.
A volte prevale l’uomo buono, dolce, sereno, ben disposto verso gli altri, e a volte lo stesso uomo appare nervoso, scontroso, dubbioso se non addirittura iroso e violento, egoista, cieco. Questi gli impulsi opposti che spingono l’uomo in due direzioni contrarie. In questa ambivalenza l’uomo deve saper discernere e decidere fra il bianco e il nero, spesso predomina il grigio. Ma guai ai tiepidi, perché Io li vomiterò dalla mia bocca (cfr. Ap 3,16). L’essenziale è dirigere l’attenzione, la volontà verso il Positivo e positivo è tutto ciò che parla di Amore, consegue l’Amore, supera con l’Amore l’odio e ogni impulso egoistico negativo che viene dal maligno.
Io sono il Positivo, siate “uno” in ogni vostra decisione e l’ambivalenza scomparirà.
Così sia per Maria.
  
[11/106]   11 gennaio 1987  -  ore 8
Va e guarisci nel Mio Nome, ma la tua guarigione sia nello spirito dell’uomo ammalato cioè oppresso dal maligno, annebbiato, deviato.
Io ho guarito nel corpo chi era legato dal maligno, ma la guarigione esterna era segno della guarigione interiore. Lo spirito veniva liberato dalle tenebre che lo tenevano paralizzato, muto, cieco, infermo, e ad ogni malato ho parlato di fede: «La tua fede ti ha salvato» (Mc 10,52). Chi crede sarà guarito.
Ho parlato di peccato: «Va e non peccare più» (Gv 8,11). La volontà negativa legata a Satana, veniva illuminata, rafforzata da una luce e una forza nuova, positiva.
E il malato era guarito, poteva riprendere il cammino libero e autonomo perché la Luce era in lui.
Questa è la Luce che Io do a te perché tu la trasmetta e guarisca i malati nello spirito.
Così sia per Maria.
 
[11/107]   12 gennaio 1987
Dio è da sempre. Dio è fuori del tempo e dello spazio.
Ha creato lo spazio in cui ha immesso l’uomo, e ogni Sua creatura, perché l’uomo, Sua immagine, Lo conoscesse, Lo amasse e vivesse del Suo Amore.
L’uomo ha inventato il tempo, si è posto dei limiti che l’uomo stesso ha visto: un principio e una fine, nascita e morte, e ha denominato tempo questo limite, suddiviso in anni, mesi, giorni, ore, ecc.
La storia dell’uomo è scandita e conosciuta attraverso il tempo. Ma Dio è fuori del tempo.
La salvezza dell’uomo è iniziata con la creazione. Quando Dio ha creato, ha già salvato l’uomo. Non c’è un prima o un dopo Cristo, ma la salvezza è da sempre e per sempre.
Dio si è immerso nel tempo, si è incarnato, ha agito come l’uomo perfetto, in un tempo scelto nella «pienezza dei tempi» (Gal 4,4), è entrato nella storia dell’uomo perché l’uomo ha bisogno di vedere, di toccare, di inserire nel suo tempo, nella sua storia, questo avvenimento essenziale: la sua salvezza eterna.
Ma questo tempo è misurato dall’uomo con la sua misura, che è quella del tempo e dello spazio. Ma è misura d’uomo, alla quale Dio si è sottomesso per farsi conoscere. Ma Dio è fuori del tempo e dello spazio, e l’uomo, prima e dopo la venuta del Salvatore, è già salvato dall’Eternità per l’Eternità beata.
Così è per Maria.
... Dio ha affidato la Sua Storia, all’inizio, a dei pastori, poi ai Magi, poi all’uomo storico di quel tempo, e l’uomo ha raccolto, ha descritto, ha tramandato la Sua Storia.
Ha affidato la Sua vita umana, storica, temporale, alla Sua creatura, e l’uomo ha distrutto e annullata questa vita umana del Dio incarnato nel tempo e nello spazio.
Ma Dio ha ripreso la Sua Vita nelle Sue mani e l’ha risollevata dalla morte, annullando la morte con la Risurrezione. L’ha salvata, sublimandola ed è rientrato, visibilmente per l’uomo immerso nel tempo, nell’Eternità.
Azione di Dio vista dall’uomo nel tempo, ma azione (nella mente di Dio) contemporanea alla creazione e destinata a rientrare nella visione eterna della creazione salvata e sublimata per sempre.
«Io sono la Vita, la Verità, la Via» (Gv 14,6).
Così è.
 
[11/108]   17 gennaio 1987  -  ore 8,30
«Quello che è stato detto nel segreto sarà urlato sui monti» (Mt 10,27).
Perciò devo dire, e tu lo registri, ciò che non ho fatto sulla terra. La mia è stata un’alternanza di sì e di no, credevo, e rifiutavo di credere in quel Dio che ora conosco più chiaramente. ESISTE, e io LO devo denunciare.
Solo così potrò sollevarmi dalle scorie del mio io che mi appesantiscono tuttora. La mia scienza, il mio immergermi nell’uomo senza volerne vedere lo spirito, mi ha tolto la visione del Suo Essere.
Ho creduto e guardato più all’uomo terreno, in tutte le sue manifestazioni intime senza comprenderne il Motore. Ora so che il Motore di ogni situazione è Lui.
Il maligno porta la nostra attenzione sulle cose transeunti e ci distrae dalla contemplazione dell’Essere, Primo Motore di ogni essere creato. Prega per me, perché io possa salire verso di Lui, lo puoi fare.
Dillo sui monti. Grazie. Agostino Gemelli.
(Signore, sono matta?).
No, apri il tuo intimo e ascolti perché credi a Lui e a questa nostra dimensione.
Questa è la verità.
 
[11/109]   22 gennaio 1987  -  ore 21,30
C’è la vittima cosciente produttiva = sa, accetta e produce amore attorno a sé. Vittima feconda.
C’è la vittima cosciente improduttiva = sa, subisce per forza e si ribella nel suo intimo, o si compiange (narcisismo). Non produce amore, ma riguarda solo sé stessa: vittima sterile.
 
[11/110]   12 febbraio 1987  -  ore 23,50
Perché non mi ascolti più?
(Ma perché non ti rivolgi agli altri, ai tuoi più prossimi?).
Perché non credono che io sia viva, viva e tormentata. Potessero comprendere il tormento di chi anela alla Luce ma troppe scorie ha ancora da smaltire! Dillo ai miei figli perché vivano cercando la Luce finché sono ancora nel tempo.
Ti prego trasmetti ciò che ti dico e chiedi preghiere per me. Grazie. Rita.
 
[11/111]   22 febbraio 1987  - dopo una telefonata.       
... Quando una persona resta sola, abbandonata da tutti perché immersa e sommersa dalle sue scorie accumulate nel tempo, per una iniziale caduta, non sorretta dalla Luce rifiutata volutamente (egocentrismo), nel momento della catarsi interviene la Luce che, piano, piano, comincia ad illuminare tale persona ribelle e la rende sempre più cosciente delle sue scorie. Questo è il Fuoco che purifica dalle scorie, bruciandole.
Ma sarà pianto e stridore di denti per la persona che si sta raffinando, fino alla sublimazione.
Fuoco = Redentore.
 
[11/112]   27 febbraio 1987  -  ore 7,30
Il Servo di Jahve è Colui che compie la volontà del Padre.
Ma Io sono Padre delle Mie creature, create perché vivano e godano l’Amore.
Io sono il Salvatore delle Mie creature, libere nella scelta dell’Amore, ma incapaci, troppo spesso, di guardare il Padre, fonte di Amore vero, perché ripiegate su sé stesse, come il serpente strisciante sul suo ventre.
Io Mi sono lasciato sollevare sulla croce per salvare dall’Alto l’uomo strisciante sulla terra.
Io Mi sono fatto Figlio, ho assunto la natura umana, derivata dalla Mia natura Divina.
Ma il Servo di Jahve, Uomo-Dio, si è fatto servo della sua creatura per aiutarla a sollevarsi dalla terra, dove striscia, per volare nel Mio Cielo.
Io Mi sono fatto servo per insegnare all’uomo la sottomissione all’Uomo-Dio, Padre e Creatore e Salvatore. E l’uomo obbediente al Padre, si fa servo di ogni suo simile bisognoso di aiuto. Beato il povero nello spirito che si fa servo, bisognoso del Padre, e salvatore col Padre di ogni suo prossimo bisognoso di aiuto...
Così è per Maria.
 
[11/113]   31 maggio 1987
L’uomo da solo non può fare nulla. C’è una forza nell’uomo che lo spinge, lo sostiene, lo fa essere quello che è. La forza positiva sono Io, spingo l’uomo al positivo.
Il bene, il bello, il giusto, il vero, l’amore, tutto ciò è opera Mia.
«Io dico quello che il Padre Mi detta dentro. Le Mie opere sono opere del Padre» (Gv 14,10). «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30). Così ho detto.
Come Io e il Padre siamo Uno, così l’uomo che ascolta Me e segue il Mio impulso positivo, è unito a Me. Io sono la Forza propellente per la vita eterna.
Ma se l’uomo non ascolta la Mia voce, non si lascia spingere dalla Mia Forza, sarà spinto verso il basso dalla forza negativa che pure urge e spinge tale uomo verso tutto ciò che è transeunte; l’immediato piacevole è la meta agoniata. Ma alla fine porterà pianto e stridore di denti perché ogni meta egoistica porta solo alla morte. Finito l’io di superficie, dove agisce la forza negativa, resta l’io profondo nudo, solo, non sostenuto dall’Amore perché tale Amore è stato rifiutato sulla terra dove imperava l’amore fasullo, egoistico.
Quando l’uomo, rimasto solo, richiederà l’Amore, forza positiva, sarà ancora aiutato a rientrare nella casa del Padre (figliol prodigo). Io salvo tutti, ma ognuno, prima (sulla terra) o poi (dopo la purificazione = purgatorio), dovrà richiedere ed accettare la forza positiva che salva, trasforma il negativo in Positivo.
E tutti saranno uno nell’Uno, come «Io e il Padre siamo Uno».
Unità di Dio, e unità di tutti i figli diventati immagine del Padre.
La Risurrezione e sublimazione del Corpo di Gesù è segno e Forza propellente per la risurrezione e sublimazione dei corpi delle creature tutte.
Così sia per Maria.
 
[11/114]   5 ottobre 1987
Nella Geènna tutti saranno salati col fuoco (cfr. Mc 9,47-50).
Nella Vita oltre la vita, tutti saranno purificati (salati) da Dio (Fuoco). Salati = resi sapidi, sapienti.
Geènna = luogo, periodo, situazione transitoria dell’uomo (purgatorio) che entra nella valle oscura, dopo la morte, dove intravvede la Luce, lontana, ma vede su sé stesso tutte le scorie (peccati, deviazioni, omissioni) accumulate durante la sua vita terrena. Tali scorie (pula seminata dal nemico = zizzania) saranno bruciate, salate, corrose dal Fuoco.
Azione del sale: purifica il corruttibile = scorie; conserva ciò che è incorruttibile = verme.
Fuoco = Amore di Dio che illumina (fa comprendere le deviazioni terrene), riscalda (fa desiderare l’Amore e la Verità), brucia (toglie le scorie).
Solo il Fuoco, l’Amore di Cristo Salvatore, può bruciare, perdonare, cancellare i peccati (scorie, pula), e l’uomo purificato, cioè rimasto liberato dalle scorie, resta verme nudo (essenza spirituale eterna) che non muore in eterno. L’uomo è come l’oro grezzo che viene purificato nel crogiuolo dell’Amore (Fuoco) e ritorna puro e lucente per sempre. «La Verità vi farà liberi» (Gv 8,32).
Così è per Maria.
 
[11/115]   24 gennaio 1988  -  ore 8  
(Signore Tu mi dici tante cose meravigliose e vere, ma come faccio a trasmetterle a chi è digiuno e lontanissimo da tali cose? Perché non mi insegni un linguaggio accessibile e comprensibile e interessante?).
Non buttare le perle ai cani (cfr. Mt 7,6), quando i cani diventeranno uomini cercheranno e comprenderanno tali parole e se ne pasceranno. Attendi e prega perché ciò avvenga presto. I tempi sono maturi. Per cambiare pelle ci vuole uno sconquasso (morte? Malattia? Cataclismi?). Tutto serve alla sublimazione dell’uomo.
Abbi fede, speranza e carità. Parla e attendi.
Così sia per Maria.
«Non si può mettere una pezza nuova nel vestito vecchio» (Mt 9,16). Bisogna cambiare vestito.
 
[11/116]   14 febbraio 1988
L’opera (pula) dell’uomo malvagio sarà distrutta dal Fuoco (purgatorio). Egli personalmente sarà tuttavia salvo come uno che passa attraverso un incendio (cfr. 1 Cor 3,13-15). L’amore di Dio brucia le scorie, purifica e salva, dopo la purificazione nel purgatorio. Comprensione dolorosa dei propri sbagli fatti nel tempo.
Sbagli = azioni contro l’amore di Dio e del prossimo = egocentrismo.
Contrapposizione fra l’Amore (misericordia) infinito e l’amore per sé stessi (egoismo).
La visione di tale contrapposizione produce la sofferenza che purifica.
«Venite benedetti... andate maledetti» (Mt 25,34; Mt 25,41). Venite = attrazione, unione; andate = allontanamento.
Metafore per indicare l’unione con Dio (Paradiso), o la disunione da Dio (purgatorio).
Il Fuoco Eterno è l’Amore di Dio nel quale entrano per l’eternità i purificati. Ma il fuoco ha due aspetti per l’uomo: uno positivo = luce, calore, illumina, riscalda; l’altro negativo = brucia, consuma ciò che è estinguibile cioè la pula, scorie.
Finché la parte psichica dell’uomo (intelligenza, volontà, libertà) non si sarà purificata dalle scorie, riconosciute tali dall’intelligenza delle proprie colpe terrene (azioni contro l’amore), non potrà salire alla visione beatifica di Dio (aspetto positivo del Fuoco). Il Fuoco illumina l’uomo peccatore facendogli vedere le proprie scorie (pianto e stridore) e le brucia, le dissolve col calore del Suo Amore.
Alla fine tutti saranno salati col Fuoco = alla fine tutti saranno resi sapienti (sale) dal Fuoco eterno (cfr. Mc  9,49). E saranno uno nell’Uno.
Così sia per Maria.
(Eterno è in contrapposizione al tempo.
Dimensione temporale = limitata, finisce. Dimensione eterna = illimitata, infinita.
L’uomo entra nell’eternità quando si unisce a Dio infinito, eterno).
 
[11/117]   20 febbraio 1988  -  ore 7
Scrivi, io sono Hanna..., abortita sulla terra, e ora vivente e felice. Ma la mia felicità sarebbe piena se sapessi che anche la mia mamma crede nella mia esistenza felice.
Parla di me alla mia mamma che è triste ora perché non crede in niente.
E’ povera ora la mia mamma, ma io prego il Signore perché le apra gli occhi dello spirito e veda e creda a questa esistenza eterna, oltre la vita terrena. E’ ben poca cosa la vita temporale in confronto a questa vita felice che non finisce mai! Io sarò per la mia mamma la prova tangibile di questa vita che continua.
La vita terrena che mi è stata tolta e impedita dai miei genitori servirà a loro per dare la consapevolezza di questa vita eterna. Io prego il Signore per loro, e la mia mamma sta soffrendo ora le doglie del parto e la sua Hanna, già nata alla Vita, la aiuterà a vivere più serena dopo il parto. Creda, mi ami, e ami il Signore che tutto ha permesso per darci una vita eterna, felici insieme.
E’ giunta l’ora del parto per la mia mamma, io l’aiuterò perché il Signore me lo ha concesso. Sia serena e creda.
Io l’ho già perdonata perché il Signore l’ha perdonata perché non sapeva, allora, quello che faceva. «Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Così per i miei genitori. Io li amo e li aspetto.
Grazie, trasmetti e prega. Ti vuole bene la tua Hanna.
Il pieno riempie il vuoto, il Più riempie il meno, quando il meno (uomo nelle tenebre) si apre e cerca la Luce.
 
[11/118]   23 febbraio 1988
Piante parassite (?).
Zizzania = pianta graminacea del genere Agropyrum (àgrios = selvatico, pyròs = frumento). Pianta selvatica, cresce, secca, muore. Sarà bruciata come “pula”. Cresce fra il frumento e lo infesta. = Opera del maligno, seminatore di zizzania, ma alla fine le sue opere saranno bruciate nel Fuoco eterno dell’Amore di Dio che purifica dalle scorie il buon grano e lo raccoglie nei granai (Paradiso) (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43).
 
[11/119]   25 febbraio 1988
Ma perché hai tanta paura a parlare alla mia mamma? Non capisci che è un sollievo che le dai, dopo il primo sconquasso? Questo è il parto suo, deve far uscire da sé il rimorso che la appesantisce. Liberata dal rimorso subentrerà in lei la pace che il Signore le concede col Suo perdono, che le giunge attraverso me.
Non temere, parla, e io ti aiuterò, perché il Signore Lo vuole.
Il Padre ci ama e ci salva tutti, dopo il nostro parto (uscita del negativo? Purificazione?).
Il mio parto è questo: far uscire la mamma dalle tenebre e portarla alla Luce, e con lei molti altri che dopo di ciò crederanno nella vita eterna. E saremo uno nell’Uno. Sii felice con me e ringraziamo il Padre. Hanna.
Dall’intimo, cuore dell’uomo, escono le nefandezze, o le cose buone.
 
[11/120]   7 marzo 1988  -  ore 8
(Ma Signore perché le forze negative continuano a imperare sugli uomini e a mietere tante vittime? Tutto il male fisico e morale che mi vedo intorno, perché continua se tu l’hai annullato?).
Non Io impongo la Mia volontà all’uomo libero, nel tempo. Ma per l’eternità ho salvato la Mia creatura.
Nel tempo l’uomo è libero e responsabile delle sue scelte. Perciò le forze negative continuano a spingere l’uomo verso il male, spesso camuffato da bene ad opera del bugiardo.
Il male (malattia fisica o morale) porta l’uomo lontano dal Bene, e lo spinge verso la disperazione. Questa è l’opera della forza negativa, ma solo nel tempo può operare, perché mettendo l’uomo nella possibilità di scegliere (pensare, cercare, pregare il Positivo, o pensare e volere solo il negativo) gli dà la responsabilità della scelta. L’uomo, nel tempo, è libero. Ma anche nei condizionamenti più forti che la forza negativa gli può imporre, c’è sempre una possibilità, per l’uomo oppresso, di alzare lo sguardo alla Forza Positiva che, pregata e scelta, può sconvolgere e allontanare, un po’ alla volta (il tempo ne è garante) le forze negative.
Dipende da te, piccolo uomo la scelta: o il Positivo, o il negativo.
Il tiepido lo vomiterò dalla Mia bocca (cfr. Ap 3,16). Tu che non sei né caldo, né freddo, scegli o Me, o il mondo (Satana). In base a questa decisione vivrai la tua vita nel tempo. Alla fine nella Vita oltre la vita, la tua scelta e visione sarà chiara, e piangerai se Mi avrai ignorato e rifiutato sulla terra, preferendo e cercando solo le cose transeunti. A ognuno il suo. Alla fine Io salvo, dopo la purificazione personale di ogni uomo.
Così è.
 
[11/121]   6 aprile 1988  -  Sommacampagna, dopo aver parlato a M.  
(Signore Tu vedi che sono diventata una guastafeste! E’ dura questa missione che mi hai data. Ma perché devo parlare? Dire cose che sconvolgono, disturbano persone che cercano di vivere in pace? Hanno già tanti crucci per la loro vita normale, perché devo introdurre anche la preoccupazione per la loro vita spirituale? La vedranno dopo, nell’altra vita!).
Meglio vivere prima, che dopo! Meglio aprire gli occhi alla Verità durante la vita terrena perché, qui, l’uomo può rimediare con nuovi affetti, con opere di carità, con preghiere, con una vita santificata, agli sbagli fatti sulla terra.
La deviazione (peccato) conosciuta qui, può essere convertita in giustizia ( = conversione), il tempo gli è dato per questo, ne approfitti! Nella Vita oltre la vita, solo lacrime serviranno per la purificazione, e il ricordo della deviazione sarà più cocente che qui, dove tutto è più attenuato dalla distrazione delle cose transeunti.
Nella Vita oltre la vita sarà più palese il Mio grande amore di Padre che sacrifica la propria vita terrena per salvare i figli. E il Mio grande amore sarà la pietra di paragone che farà sentire la mancanza di amore del figlio nei riguardi del Padre amoroso. Questa sarà la sofferenza che distrugge la pula (scorie terrene, interessi egoistici) e alla fine sublimerà l’anima per l’incontro felice, senza più fine.
La “Comunione dei Santi”, ora, serve ad anticipare questo incontro felice.
Perciò Hanna ti prega di guastare le feste terrene per ottenere, al più presto, la festa eterna, perché tutti siano uno nell’Uno! Perciò la tua missione di guastafeste temporali per sollecitare la visione e il desiderio della gloria perenne!
Così sia con Maria.
 
[11/122]   29 maggio 1988
«Se non rinascerete non entrerete nel Regno» (Gv 3,3-7).
Metanoia = Conversione. Dal negativo (interessi materiali) al Positivo (interessi spirituali). Dal mondo, a Dio. Dalle tenebre alla Luce. Le energie negative siano convertite in energie positive.
L’amore per il Creatore e per tutte le creature, vicine e lontane, buone e cattive, conosciute e sconosciute, è il mezzo per realizzare tale conversione.
Pregate il Datore di luce e di forza positiva di aiutarVi in tale cammino.
Così sia per Maria.
 
[11/123]   6 gennaio 1989
Voi giudicate con criteri umani. «Io non giudico nessuno, e se giudico qualcuno il Mio giudizio è valido perché insieme a Me c’è il Padre. Il Padre non giudica nessuno perché ha affidato al Figlio tutto il potere di giudicare... perché è Figlio dell’uomo... Giudico come Dio Mi suggerisce e il Mio giudizio è giusto perché non cerco di fare come voglio Io, ma come vuole il Padre che Mi ha mandato» (per salvare) (Gv 5,22; Gv 8,15-16).
«Io onoro il Padre Mio...» che si preoccupa della mia gloria. E’ lui che giudica queste cose (gloria) (cfr. Gv 8,49).
«Padre glorifica il Tuo nome (Gesù)... Ora comincia il giudizio di questo mondo: ora il demonio, il capo di questo mondo, sta per essere buttato fuori... Non sono venuto per condannare il mondo ma per salvarlo... Chi rifiuta le Mie parole ha già un giudice a condannarlo nell’ultimo giorno, sarà proprio la Parola che Io ho annunziato» (Gv 12,28-47).
«Vi manderò lo Spirito che vi difende. Egli mostrerà al mondo cosa significa: peccato, giustizia, giudizio. Il peccato del mondo è questo: che non hanno creduto in Me. La giustizia sta dalla Mia parte, perché torno al Padre. Il giudizio consiste in questo: che Satana, il dominatore di questo mondo, è già stato giudicato» (Gv 16,7-11).
 
[11/124]   17 marzo 1989  -  ore 8
Sta crescendo la grande lotta fra i figli della carne e i figli nello spirito.
I figli dello spirito soccomberanno nella carne, ma alla fine avranno ragione sui figli della carne che saranno smantellati, confusi, annichiliti dallo Spirito emanato dai figli nello spirito vincitori sullo spirito emanato dal principe di questo mondo che sarà precipitato nell’inferno per un tempo e due tempi.
Inferno = Geènna dove brucia la pula e il seme sarà purificato per riuscire pulito a salire illuminato e attirato dalla Luce del Sole eterno ( = Fuoco inestinguibile che brucia le scorie e fa crescere il seme nudo).
L’Amore sovrasta il non amore e tutti saranno uno nell’Uno.
Così è e sarà all’infinito.
Il predominio è della carne. La vittoria è dello Spirito.
E i semi purificati daranno frutti nuovi, per la vita eterna. Questa sarà la nuova generazione dello Spirito Santo, Creatore e Salvatore dell’umanità, corrotta dal maligno, ma redenta dal Cristo Uomo-Dio.
... Il mistico è colui che vive nelle alte sfere del suo spirito illuminato dallo Spirito Santo. Questa è la dimora, anche nel tempo, dei figli nello spirito che sorvolano sui figli della carne.
E un giorno, tutti profeteranno (come ha detto Gioele) e sarà gran festa in Cielo (cfr. Gl 3,1-2).
 
[11/125]   15 giugno 1989
C’è bisogno di Angeli. Il più riempie il meno che altrimenti perisce.
L’innocente (bambino) collabora con Me per la salvezza di colui che niente fa, o vuol fare, per salvarsi.
L’uomo sulla terra deve muoversi verso di Me, tale movimento è accelerato, spinto dagli Angeli che si oppongono alle forze negative che strisciano in basso e si muovono nella polvere. «Striscerai sul tuo ventre e mangerai polvere per tutto il tempo» (Gen 3,14). Solo nel tempo possono agire le forze negative dominando il corpo (virus), o la mente dell’uomo succube spesso per la cattiva volontà di altri posseduti e servitori del maligno.
Perciò i servitori del Dio altissimo, gli Angeli, intervengono per depistare il male e liberare la creatura.
Talvolta la morte dell’innocente serve a riempire il meno, provocato nei genitori da antenati pure succubi coscienti del male voluto e realizzato con forze negative.
State attenti, piccoli uomini, a non lasciarvi irretire dal maligno, ma con la preghiera e ricorrendo all’aiuto degli Angeli potrete allontanare e liberare dal maligno chi ne fosse, inconsciamente, succube.
Così sia con Maria.
 
[11/126]   17 giugno 1989  -  ore 8
L’innocente diventa angelo dopo la morte, perché nulla lo ha infangato nella sua breve vita terrena e non ha quindi bisogno di purificazione. La sofferenza fisica e la morte sono il breve tunnel, superato il quale il bimbo si ritrova nella Luce ed entra così nella “Comunione dei Santi” che possono agire per aiutare i lontani (parenti, amici) ad accelerare la loro purificazione per entrare nella Luce.
Gli Angeli sono i “catalizzatori” delle anime in cammino verso la Luce, perché tutti siano uno nell’Uno.
 
[11/127]   17 giugno 1989  -  ore 18
... (Signore sono tanto triste, Tu solo mi guardi. Tu solo mi senti e mi capisci, Tu che mi parli, mi dici cose vere, cose grandi, cose eterne, ma nessuno ci crede. Tutti guardano alla loro pelle, alle proprie sicurezze, o se non ne hanno più, tremano all’idea di dover cambiare. Cosa cambiare? Come cambiare quando c’è una “fortezza” che tiene chiusa la Verità? Signore apri Tu le menti, apri i cuori, dà coraggio a chi vuol cercare e dire qualche verità. Quello che Tu mi hai detto ultimamente è come una cosa bollente che ho fra le mani, ma non so a chi affidarla, a chi trasmetterla. Chi la accetta ha paura di farla conoscere, perché teme di essere emarginato: “aspetta, aspetta, domani”. E il domani si allunga e la nebbia ricopre tale verità perché oggi tutti hanno paura di dirla. Tu solo, Signore, hai detto la verità, e Ti hanno messo in croce! E oggi la sottomettono alle loro parole, gli uomini “dotti”, e la svisano! Signore, mi fido solo di Te, Tu puoi tutto, suscita persone coraggiose, aperte alla Tua Verità e fa che questa muova e cambi questo misero mondo pauroso o ignorante. «Tu, solo Tu, hai parole di vita eterna» - Gv 6,68 -. Parla, Signore!).
Così sia con Maria.
 
[11/128]   15 luglio 1989  -  ore 6  - Sommacampagna.
(Qualche giorno fa M. con degli amici avevano sentito dei passi nella mia casa disabitata; e avevano visto spenta una lampadina prima accesa sulle scale. Signore, spiegami cosa significa quella lampadina bruciata e quei passi uditi da più persone che temevano ci fosse un ladro ma non hanno trovato nessuno dopo aver cercato ovunque?).
Le anime vaganti possono provocare tutto questo e anche fenomeni più evidenti e sensibili a voi uomini sulla terra. E lo fanno per richiamare la vostra attenzione, la vostra memoria su di loro. Ma troppo distratto è ancora l’uomo moderno per pensare a credere a queste realtà, a queste entità invisibili a lui, ma sensibili all’uomo attento e credente alla presenza “viva” di queste persone, morte nel corpo, ma vive nello spirito.
Il corpo psichico di tante persone morte sulla terra è tuttora vivo, pensante e spesso cerca un aiuto dalle persone ancora vive e attive sulla terra che possono con il loro ricordo e con la loro preghiera aiutarlo a salire verso la Luce - dove, liberato dalle scorie si incontrerà con la sua metà spirituale (anima = angelo partner) e sarà uno (corpo spirituale) nell’Uno -.
Ancora troppo pesante è l’energia di tali entità che vagano ancora nel tempo ma al di là dello spazio visibile all’uomo concreto sulla terra. Tale energia può muovere e fare accadere quei fenomeni (rumori, oggetti rimossi, ecc.) inspiegabili per l’uomo razionale terreno.
Il corpo psichico dell’uomo (formato di pensiero, volontà e libertà), non trova la pace se non dopo la sua purificazione dalle scorie (peccati, deviazioni che lo hanno allontanato dalla Via che porta alla Luce).
Perciò vaga in cerca di una forza positiva che lo spinga verso l’Alto aumentando la velocità delle sue vibrazioni, date dall’amore del Creatore e del prossimo.
Le preghiere, di chi fa memoria della persona trapassata e invoca per lei l’aiuto delle anime purificate, sono questa forza positiva che si unisce alle altre forze positive (Angeli, Santi). Quanto più l’energia del trapassato è appesantita dalle scorie, tanto più lente sono le sue vibrazioni (ancora simili a quelle dell’uomo sulla terra); quanto più aumenta l’amore per l’Amore tanto più le vibrazioni sono veloci e l’energia diventa sempre più sottile per la sua sublimazione (cambiamento di stato: concreto = solido, pneumatico = gassoso).
Lo Spirito Santo ( = Pneuma) e le preghiere delle anime giuste formano la “Comunione dei Santi”, ed è questa la Banca dello spirito a cui può attingere chi è povero nello spirito e ha debiti da pagare. Solo così si assolve, si slega ciò che è stato legato dal maligno qui sulla terra. Pregate e fate pregare la “Ecclesia” voi fedeli e amanti, e aiuterete tali spiriti vaganti a salire verso il Fuoco Eterno.
Così sia con Maria.
Amore = Pneuma (Spirito Santo) = Energia Fonte. Statica perché concentrata in sé stessa. DIO È.
Dall’Energia Fonte partono i Raggi ( = energie positive = Angeli) che incidono i loro impulsi positivi nell’inconscio dell’uomo-partner, sulla terra, per aiutarlo a slegarsi dai lacci, = impulsi negativi, pure incidenti, nell’inconscio, dal principe di questo mondo. Il movimento di tali energie: positive ( = vibrazioni veloci o velocissime nell’uomo spirituale); o negative ( = vibrazioni lente o lentissime nell’uomo animale) raggiunge la quiete, pace, quanto più si unisce con l’Energia Fonte.
Eternità = movimento nella quiete. Questa è la gloria = pace.
Così è.
Amore = Energia Fonte. Statica = Creatore; amore delle creature = energie positive = vibrazioni (lente o veloci o velocissime conformi si avvicinano all’Energia Fonte).
Questa visione e comprensione della realtà umana apre un nuovo capitolo della storia dell’uomo (nuova era).
 
[11/129]   16 luglio 1989
Non è esatto denominare “anime vaganti” quelle entità che non hanno ancora raggiunto la loro “anima” ( = Angelo-partner, scintilla, raggio divino, sempre presso Dio) che attende di riunirsi con la sua metà, uomo, nata e realizzata sulla terra, nel tempo.
Ma “spiriti vaganti” sono denominati qui (Dimensione Celeste = Empireo) le entità vaganti che con il loro corpo psichico stanno cercando la Via della Luce. Questa loro ricerca è dovuta: o a una loro mancanza o scarsa volontà di staccarsi dalla terra, a cui sono ancora legate da un amore carnale o razionale; o da una incapacità congenita (memorie genetiche negative) di lasciarsi attrarre dal Sole. Dipende sempre dalla velocità di vibrazione del loro amore. Se l’amore è terreno la vibrazione è lenta, l’energia è appesantita dalle scorie temporali.
Quanto più lo spirito vagante si libera dalle scorie, tanto più aumenta la velocità di vibrazione tendente all’Alto. Perciò l’amore, la preghiera dei credenti sulla terra può accelerare la purificazione di tali spiriti vaganti e aiutarli a salire per raggiungere il loro partner celeste. Da tale unità, presso Dio, ne deriverà poi una forza divina trasmettibile alle persone terrene che hanno pregato per la loro unione.
(Ma perché non mi hai corretto prima il mio sbaglio di denominazione: spirito = anima?).
E’ sempre il principe di questo mondo che ha provocato in te tale confusione.
La sua anima avendo rifiutato inizialmente, coscientemente e liberamente, totalmente, il Creatore, è diventata “spirito vagante” - ha perso la velocità di vibrazione iniziale ed è precipitata in basso per l’ispessimento della sua energia non più sostenuta dall’Amore rifiutato -. Perciò è diventato principe di questo mondo. In questo mondo terreno impera attirando nella sua orbita quante più persone deboli si lasciano attrarre dalle sue basse e false lusinghe.
Ma questo serve per la libertà dell’uomo, per metterlo alla prova dandogli una possibilità di scelta: o Dio, e il prossimo da amare con Lui e per Lui, o sé stesso (egoismo).
Alla fine il Più (Redentore) riempirà il meno (creatura) in cammino verso la Luce.
E tutti saranno uno verso l’Uno, sempre più visibile e godibile all’infinito. Questa è la gloria.
Così è con Maria.
                                                                                             
[11/130]   11 novembre 1989
(Mt 25,46. “Punizione eterna” è contrapposta alla “vita eterna?”).
Vita eterna è quella che fa parte dell’Eterno (Colui che è da sempre per sempre). Solo i giusti partecipano di questa vita.
Coloro che non sono ancora giusti lo diventeranno dopo la purificazione dalle scorie  (pula bruciata dagli Angeli (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43). Tale purificazione è autopunizione (Geènna - purgatorio) per il male (pula) addossato durante la vita terrena e scoperto nella Vita oltre la vita ( = vita eterna) dalla persona illuminata dal Fuoco eterno che illumina (rende consapevoli), brucia ( = annulla con il suo calore amoroso = morte e Risurrezione di Cristo) la pula, e riscalda con il suo amore eterno lo spirito della persona congelata (solitudine) nella Geènna “preparata” (quindi non eterna) per tale purificazione.
Geènna è quindi situazione passeggera dello spirito (corpo psichico dell’uomo) che prima di entrare nella situazione eterna della gloria (Fuoco eterno) si purifica dalle scorie.
Eterno è l’Assoluto, il Perfettissimo, il Puro per eccellenza.
Punizione detta “eterna” (perché entrata nella situazione dell’Eterno = Fuoco eterno), è quindi situazione della creatura cosciente che si autopunisce (pianto e stridore) per essere degna di entrare nel Regno Eterno del Giusto ( = granaio eterno).
 
[11/131]   13 novembre 1989
Nella Vita oltre la vita l’uomo che nel tempo non ha voluto scoprire il “sé” immerso nel suo profondo (inconscio) ma è vissuto seguendo solo le pretese e gli impulsi dell’io (egoismo), dovrà passare attraverso il tunnel (purgatorio) dove l’ego (pula) sarà illuminato e bruciato dal “sé” (angelo) e sarà smantellato un po’ alla volta (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43).
Lotta fra il “sé” e l’ego che alla fine sarà perdente perché sarà privo di tutte quelle armi che lo sostenevano sulla terra (interessi temporali, egoistici, razionalismo, ecc.).
L’uomo psichico si troverà illuminato dall’Amore che gli farà vedere il suo “non amore” vissuto nel tempo.
Il non amore sarà confrontato con l’Amore, e sarà annientata la sua pretesa di “essere vincente” in confronto all’immensità dell’Amore totale.
E resterà il verme nudo, solo rivestito di quelle opere terrene da lui compiute conforme gli impulsi del “sé” (Angelo-partner, raggio derivato dall’Amore assoluto) che lo avevano spinto a realizzare l’amore per il prossimo sofferente. Dopo la lotta, la vittoria della Sapienza sull’ignoranza subita o voluta.
Il maligno (che incide nell’ego) tiene l’uomo, sulla terra, in questa ignoranza dell’Amore vero, attirandolo verso falsi amori (sesso, potere, avere, ecc.). Queste attrattive terrene possono essere però usate dall’uomo, nel tempo, per realizzare anche l’amore vero verso il prossimo. E saranno queste opere altruistiche quelle che solleveranno l’uomo dal basso (uomo animale) verso l’Alto. “E uscirà a riveder le stelle”. Dal tunnel alla Luce.
Le energie appesantite (vibrazioni lente) si alleggeriranno (vibrazioni sempre più veloci).
Questo è il cammino della sublimazione che conduce alla rinascita ( = co-nascita).
Così sia con Maria.
 
[11/132]   25 novembre 1989
Gesù... Padre.
(Dio mio. aiutami Tu, altrimenti impazzisco).
No, sei Mia, Io ti sostengo. Canta e sorridi. La gioia è dentro di te, godila e vivi in pace. Gli altri arriveranno un po’ alla volta. A ognuno il suo cammino. Io li tengo per mano, ma il cordone ombelicale è lungo, e ognuno può spaziare dove vuole, nel tempo (libertà) poi la strada si restringe e la porta è stretta per passare verso la Luce infinita. Prima o dopo ognuno arriverà a quella porta e busserà e Io aprirò quando sarà con la veste bianca, ma se uno pretende di entrare senza la veste bianca (purificato), Io gli dirò: «Non ti conosco» (Lc 13,25).
E il Mio fuoco (amore) lo illuminerà, brucerà le sue scorie (purgatorio), lo riscalderà e lo rivestirà con la veste bianca, e allora entrerà nel Regno per l’eternità beata.
Così sarà per Maria.
 
[11/133]   8 febbraio 1990  -  ore 11
Il Creatore si è lasciato crocifiggere dalle Sue creature.
(Perché?).
Per mostrare loro il Suo Amore e la Sua potenza.
Il Suo Amore si è abbassato al livello della creatura (Incarnazione), si è lasciato coinvolgere nei suoi limiti al punto di lasciarsi prendere totalmente nella vita del corpo, per mostrare loro il limite di tale corpo, di tale volontà terrena limitata nel tempo dalla forza negativa, ma alla fine ha superato il limite del corpo, ha vinto la morte risuscitando il Suo Corpo.
L’Energia Positiva ha mostrato la Sua potenza, la Sua superiorità sulla forza negativa che porta solo alla morte del corpo, dopo quella dello spirito. La Sua potenza ha risuscitato il Suo Corpo e risusciterà, alla fine, ogni Sua creatura che finalmente conoscerà e amerà il suo Creatore per l’eternità beata.
Così è e sia per Maria.
 
[11/134]   16 febbraio 1990
Come un vortice ha in sé una forza di attrazione tale da assorbire in sé stesso tutto ciò che gli passa accanto e lo include nel suo intimo, sconosciuto prima dall’oggetto sfiorato e poi attratto e inglobato in sé stesso, così è avvenuto alla morte del Redentore.
Tutte le energie negative esistenti nel mondo sono state attratte e inglobate in quel Corpo, sulla croce, e quel Corpo dotato di una Energia massima - perché autore di tutte le energie diffuse nel mondo - le ha riassorbite in Sé ed ha trasformato, con la Sua potenza primigenia, le energie divenute negative perché allontanatesi dal Creatore, in energie positive perché ricaricate dalla Sua potenza primigenia.
Questo è accaduto nella esplosione della Risurrezione di quel Corpo morto e risorto per virtù propria.
Corpo apparente, ancora visibile (per quaranta giorni) ma in modo diverso da prima.
Corpo psichico perché visibile e tangibile dalla dimensione psichica dei discepoli che l’hanno riconosciuto dal tono di voce, dalle parole, dai gesti che ricordavano a loro: voce, parole e gesti già sentiti e visti nel Gesù vivo fisicamente...
(La matita non scrive più. Perché Signore la biro non scrive più anche se è ancora piena?).
Questo è un esempio, tangibile per te, della precarietà delle forze temporali che fanno agire, sulla terra, ogni essere. Quando le forze temporali - fisiche magnetiche - si indeboliscono, cessano la loro azione vivificante e l’essere si ferma, muore, non agisce più come prima (la biro non scrive più e viene buttata = corpo fisico morto e sepolto). Ma se interviene una nuova Forza superiore e continua fa riprendere la scrittura (azione viva) alla biro che ha cambiato solo l’involucro ma il contenuto continua la sua azione (scrittura) perché vivificato da una Forza superiore eterna che è all’origine di ogni forza temporale.
Nel vortice (morte del Crocifisso) sono state attratte tutte le forze temporali indebolite dalla forza negativa staccatasi dalla Positiva, e in quel vortice (buchi neri?) sono state sconvolte e stravolte e ricaricate poi dalla Forza primigenia che, da negative deboli, le ha rigenerate con la Sua carica possente e le ha fatte rivivere e agire in modo nuovo.
La Forza Positiva è riesplosa per vivificare le Sue creature indebolite. La Massima Vibrazione ha rivitalizzato le energie delle Sue creature (appesantite dalla terra) e ha ridato un nuovo impulso alle loro vibrazioni, allentate fino alla cessazione del movimento (morte) e ridato nuova carica alle energie fiaccate dall’usura nel tempo.
Questo ha fatto, in un tempo, il Padrone del tempo. Questo ha mostrato, nella storia dell’uomo creato, il Creatore Redentore, Forza primigenia scesa per riassorbire in Sé (vortice) ogni forza indebolita da forze solitarie fasulle.
Dal buco nero alla Luce, questo il destino dell’uomo.
Così è e sarà per Maria.
 
[11/135]   19 febbraio 1990
Chi disprezza compra, questa l’arte del maligno che ha creduto di conquistare la libertà, di sopra valere al suo Creatore, disprezzandolo, rifiutandolo per mettersi al Suo posto. Ma libertà fasulla è questa perché è diventato schiavo di sé stesso avendo rifiutato la forza positiva che lo sorreggeva.
Come l’astronauta uscito dalla navicella spaziale è libero di spaziare nel cielo ma è sempre legato col cordone ombelicale alla navicella che lo accoglie quando vuole ritornare e sorveglia e in parte dirige i suoi spostamenti, in parte autonomi ma controllati, e sostiene il suo volo pronta a riaccoglierlo quando è finita la sua autonomia di volo, così per ogni creatura uscita dal Creatore e destinata a ritornare a Lui dopo il vagolare terreno nel tempo e nello spazio. Ma se la creatura vuole liberamente recidere il cordone ombelicale per spaziare oltre i limiti concessigli dalla navicella madre, è pure libera di staccarsi, ma dopo l’illusione di un volo più ampio, precipita perché autoprivatasi di quella forza rigeneratrice che la sosteneva attraverso il cordone ombelicale. Questo ha fatto Lucifero e continua - dopo essersi staccato dalla forza primigenia e precipitato in basso - a cercare il suo sostegno attirando nella sua orbita negativa tutte le creature che gli si avvicinano.
Vortice negativo, buco nero senza sbocco di luce, opposto al Vortice Positivo che ha in Sé la Luce e la forza positiva che rigenera dopo aver riassorbito in Sé la creatura, stanca, che cerca il rientro dopo il viaggio nel tempo e nello spazio. Luce e pace sono il riposo eterno della creatura rientrata nell’Eterno.
Così è e sarà per Maria.
Ma il Creatore disprezzato da Satana e dai suoi adepti attira con la Sua forza primigenia anche colui che lo ha rifiutato e alla fine lo compra col Suo Sangue (Vita Divina che supera l’umana). Questo è il frutto della risurrezione per voi uomini infedeli.
 
[11/136]   5 marzo 1990
La salvezza eterna dipende dal Padre che aspetta il ritorno del figlio. Il figlio ritorna dopo aver sperperato i suoi talenti ed essersi ridotto a mangiare le ghiande (cfr. Lc 15,11-24). Questo è l’iter di ogni uomo che cerca la felicità - e in parte la gode anche se effimera e sfuggente in continuazione - sulla terra.
Le ghiande sono le tribolazioni che ogni uomo dovrà subire quando sarà autocostretto a cercare la casa dei porci per sopravvivere. Non la morte eterna, ma la tribolazione (pianto e stridore) sarà quella che lo purificherà dalle scorie (pula bruciata dagli Angeli). Prima autocondanna, poi illuminazione che fa desiderare il ritorno alla casa del Padre. Dal buio (Geènna) alla Luce.
Il verme non muore ma viene purificato dal Fuoco eterno (cfr. Mc 9,48-49).
L’amore del Padre (che si fa Figlio per salvare i figli) attira, alla fine, ogni uomo che riconosce il suo non amore (egoismo) e lo confronta con il grande amore del Padre che si incarna per essere vicino e condividere la sorte dei figli e dà il Suo Corpo per ridare la vita ai figli diseredati dal maligno. La vita del Corpo dà la vita dello spirito all’uomo moribondo.
La volontà del Padre è che Io non perda nessuno di quelli che Mi ha dato, ma li risusciti nell’ultimo giorno (cfr. Gv 17,6-11; Gv 18,9). Ma il Padre non fa preferenze e non vuole perdere nessuno dei figli. Dipende dai figli che ritornano in tempi diversi alla casa del Padre. C’è chi la cerca prima, i credenti e imitatori di Cristo, e c’è chi la cerca dopo aver mangiato le ghiande. Ma tutti alla fine ricercheranno il Padre e Lo riconosceranno nel Figlio incarnato, morto, risorto per far risorgere i figli nella carne.
(Ma ci sarà la risurrezione della carne?).
Carne è uguale a uomo globale. Carne è da intendere la “persona” dell’uomo formato di un corpo fisico transeunte e di un corpo psichico che serve come trait d’union col corpo spirituale. La risurrezione della carne è ritorno dell’uomo (alla casa del Padre) purificato dalle scorie accumulate sul corpo nel tempo e bruciate coscientemente nel crogiuolo del purgatorio (consapevolezza dei propri errori).
La carne, uomo globale, è purificata e torna nuda e consapevole alla casa del Padre.
Dio è Spirito. L’uomo purificato torna spirito dopo essersi alleggerito dalle scorie del corpo terreno.
 
[11/137]   6 marzo 1990
Vari sono i livelli di permanenza delle entità nella Vita oltre la vita e sempre più ascendenti.
Il cammino dell’uomo, dopo la morte fisica, è ascendente e segue la spirale luminosa che lo porta all’Infinito.
Ma l’uomo è libero di fermarsi per riguardare in basso, attratto ancora dalle forze terrene che incidono nel suo pensiero pesante - questa è la vibrazione ancora lenta che lo appesantisce e lo mantiene ad un livello basso, ancora vicino alla terra, anche se la conosce in modo più elevato di prima -, o può lasciarsi attrarre dalla Luce che lo porta a livelli di comprensione, di amore, di gioia sempre più elevati, all’infinito perché infinita è l’attrattiva della Luce Infinita. L’uomo è libero di fermarsi o di salire.
Nuovi cieli e nuove terre vedrai, piccolo uomo, quando salirai verso l’Infinito.
Non cercare solo la terra, non lasciarti appesantire dalle vibrazioni lente che seguono ancora, in parte, la legge di gravità del pensiero terreno, ma cerca la Luce e le tue vibrazioni si faranno sempre più frequenti e veloci e ti sentirai più leggero (psichicamente) e salirai verso la Luce che sempre più ti illuminerà dandoti pace e gioia.  
Così è e sarà per Maria.
 
[11/138]   20 aprile 1990
Non piangere! Tutto ciò che avviene, avviene per un bene perché sia riconosciuto il Mio Nome, il Mio Amore che salva, alla fine, ogni creatura indebolita e sfasata dalla forza negativa.
Non temere, canta, prega, abbi fiducia in Colui che ha vinto la morte.
Così sia per Maria.
(Ma anche il male avviene per un bene?).
Anche dal male Io ne cavo un bene.
Il male è nel mondo, è opera del principe di questo mondo, ma il suo regno di morte è solo nel mondo, nel tempo. «Il Mio Regno non è di questo mondo» (Gv 18,36), ma oltre il tempo e lo spazio.
Nel mondo l’uomo è libero di scegliere la sua vita, ma se la scelta è negativa, l’uomo se ne accorgerà quando sarà finito fra i porci e mangerà ghiande per vivere. Allora si ricorderà di Me, Mi cercherà, tornerà alla casa del Padre e Io lo abbraccerò e si farà festa in Cielo per ogni peccatore pentito.
Così è e sarà per Maria.
 
[11/139]   30 aprile 1990  -  Sommacampagna.
La legge dei contrari, degli opposti, provoca la legge dell’unità.
Due opposti si attraggono, si respingono, e alla fine si uniscono. Dio in alto (vibrazioni velocissime), l’uomo in basso (vibrazioni pesanti, lente). Dio attrae, l’uomo rifiuta, vuol essere autonomo, vuol essere dio, ma decade, scende, striscia (serpente, Adamo, Eva, Caino) ma Dio attira l’uomo decaduto, libero ma solo, e alla fine lo risolleva dopo essere sceso, Lui, sulla croce.
La Risurrezione dell’Uomo-Dio sceso e morto, è attrazione dell’uomo strisciante. Le energie contrarie si scontrano ma poi l’Energia più forte vince e attira e unisce a Sé l’energia indebolita, strisciante.
E l’uomo diventa uno con l’Uno.
Il simbolo è realtà, unità. La sostanza si unisce all’Essenza e diventa immagine realizzata nell’Essenza. Diventa essenza consapevole dell’Essenza e partecipe dell’Essenza.
La legge dei contrari diventa legge di unione.
C’è un solco fra l’Essenza prima (Dio) e l’essenza derivata (Uomo), ma il solco è apparente e sempre più si assottiglia quanto più l’essenza si immedesima nell’Essenza. E tutti saranno uno nell’Uno.
Così è e sarà per Maria.
(Vicino alla mia finestra c’è un nido di merli. Vedo la merla che scava nella terra per prendere un vermiciattolo, o un insetto, lo prende e lo porta ai piccoli nel nido).
E questi crescono e quando saranno forti e autonomi, usciranno dal nido per rifare quello che hanno fatto i genitori. E cantano.
Il grande mangia il piccolo (verme) e il piccolo cresce mangiando l’animale più piccolo. Questa la legge della natura. Così nell’uomo, ma guai se l’uomo sopraffa l’uomo più debole per servirsene per ingrandire sé stesso schiacciando inutilmente l’altro. Ma il forte deve assimilare il piccolo, unirsi al piccolo per farlo crescere e si farà così unità di amore, comunione. E tutti saranno uno nell’Uno.
(Ma il verme soccombe nel ventre del piccolo merlo!).
No, si trasforma nel suo sangue e lo fa crescere.
Io Mi sono fatto piccolo, Mi faccio mangiare, Mi assimilo a voi, piccoli uomini, per farvi crescere.
Niente perisce di ciò che è buono, ma si trasforma in altro bene per gli altri.
(E ciò che non è buono?).
Solo la pula (l’inutile) sarà bruciata!
Così è.
 
[11/140]   3 luglio 1990
(Ma allora la purificazione dalle scorie terrene - purgatorio o inferno - sarà solo nella Vita oltre la vita?).
No, la purificazione dalla pula - zizzania che seminata dal principe di questo mondo avviluppa il buon grano, seminato dal Padre, e talvolta sembra farlo soccombere (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43) - avviene spesso sulla terra, nel tempo concesso ad ogni uomo per la sua crescita psico-fisica-spirituale. Tale crescita è libera ma condizionata, nel tempo, da influssi negativi (memorie genetiche, ecc.) derivati dalle forze negative (nemico = principe del mondo). Ma tali influssi, se ripetutamente ascoltati e seguiti, avviluppano l’uomo, sclerotizzano i suoi canali positivi (coscienza) e lo portano verso la malattia (disordine psico-fisico) e la morte spirituale. Se l’uomo, così sclerotizzato e malato vuole e riesce a captare le ragioni profonde della sua malattia psico-fisica e chiede l’aiuto dall’Alto (preghiera) per essere liberato da tali forze negative, e offre le sue sofferenze (psico-fisiche) come mezzo per bruciare la pula che lo ha avvolto, vive e attua coscientemente la sua purificazione qui sulla terra, nel tempo ancora concessogli per tale purificazione. Questo è il purgatorio terreno dell’uomo cosciente.
Se l’uomo avviluppato dagli interessi terreni - che piano piano lo allontanano dalla visione dell’Eterno - non chiede l’aiuto dall’Alto e chiude l’orecchio alla voce della sua coscienza (Angelo-partner), resterà sempre più legato da tali interessi che lo opprimeranno a tal punto da farlo soffrire e morire di angoscia. Questo è l’inferno terreno di ogni essere che ha rifiutato la Luce.
Ma il cammino è infinito per l’uomo che pur avendo rifiutato temporalmente la Luce, la intravvederà nella Vita oltre la vita, dove le forze negative non hanno più potere su di lui, e dove tale Luce filtrerà attraverso le fessure (influssi angelici e dei Santi) che scalfiranno un po’ alla volta la sua crosta (pula), e tale Luce (Fuoco Eterno) illuminerà, riscalderà, brucerà le scorie (purgatorio) e ripulirà il grano per riporlo nei granai eterni.
Così è e sarà per Maria.
(Grazie, Signore!).
 
[11/141]   9 novembre 1990  -  ore 6
E’ la sofferenza, è la croce che salva.
L’uomo gaudente che pensa e cerca solo il suo piacere, a scapito di altri, vittime del suo piacere, finisce come l’animale, muore e marcisce. Ma dal suo marciume uscirà una nuova pianticella verde perché il suo seme non muore perché ha in sé la forza propellente della vita. Io sono la Vita che dà la vita ad ogni seme. Ma la pianticella verde uscita dal seme sepolto sotto la terra arida, o sotto il letame prodotto dal suo tegumento, fatica, soffre (Geènna) quando deve uscire dal grembo della terra, ma quando si è liberato dal tegumento, dalla terra che l’ha tenuta sepolta, esce e vede il sole, la luce la inonda e la pianticella cresce felice e si innalza sempre più verso il sole che la riscalda, l’attira verso di sé.
Così l’uomo uscito dal grembo della terra con fatica. La sua forza vitale insita nel suo seme, lo fa crescere e la sua forza propellente dall’interno lo fa spuntare dalla terra e solo allora sente il calore del sole che lo illumina e lo fa crescere con la sua forza calamitante. La forza nell’intimo del seme si assomma alla forza attraente del sole e la pianta cresce. L’uomo è fatto per la luce, se rimane nel buio della terra (interessi terreni) non cresce.
Io sono la Forza propellente nel seme, Io sono la forza attraente, Io sono il Sole che fa crescere.
Dopo la morte del tegumento, la risurrezione del seme liberatosi dalla terra. Questo il destino dell’uomo: esce dal seme sotterrato, cresce alla luce del Sole che lo attira all’infinito verso di Sé. Ma dipende dalla volontà libera del seme superare il peso della terra, o rimanervi sepolto finché vuole, o cercare la Luce che lo attrae ma lo lascia libero nella sua crescita. Dopo la morte la risurrezione e la nuova crescita eterna.
Così è.
 
[11/142]   22 novembre 1990  -  ore 3
La conversione del genere umano è già iniziata duemila anni fa (venuta di Cristo), ora attende che ogni uomo ne sia consapevole e realizzi nella sua vita attiva tale conversione.
Così è.

[11/143]   2 dicembre 1990
Il Regno di Dio è dentro di voi, Mie creature amate, ma ho anche detto: «ipocriti, perché purificate l’esterno? E’ dentro di voi che si formano i pensieri malvagi, le calunnie, le ipocrisie e tutto ciò che è negativo» (Mt 15,19; Lc 11,39).
Purificate il vostro cuore, allontanate, rifiutate ogni pensiero cattivo e la pace ritornerà nel vostro cuore e la Luce brillerà nel vostro occhio e attorno a voi risplenderà quell’aura luminosa, attraente, che è segno di Luce interiore, che dona pace e gioia.
E’ dentro di voi, nel vostro profondo che si combatte la battaglia dell’Amore che espelle il non amore, o l’amore fasullo. E’ dentro di voi che le energie positive si scontrano con le energie negative. Ma se ne siete consapevoli potrete chiedere che la Forza Positiva (Regno) allontani le forze negative e addirittura le sconvolga e le stravolga in forze positive.
Questo è stato l’iter che Io ho messo davanti ai vostri occhi durante la Mia vita temporale sulla terra. Tante forze negative urgevano contro di Me (indemoniati), ma Io le ho vinte, le ho cacciate, le ho dirottate verso i porci che le hanno assorbite e si sono precipitati nel lago (cfr. Mt 8,28-33). Morte apparente, luogo di purificazione (Geènna).
Ma alla fine anche i porci sono stati mondati dalle loro scorie. La Forza Positiva ha vinto la forza negativa sulla croce. La morte del corpo, dove sovrabbondavano e pullulavano le forze negative di tutta l’umanità, ha disorientato, sconvolto, e alla fine stravolto tali forze negative e le ha rigenerate con la forza positiva presente nel Mio Essere. La Risurrezione del Mio Corpo ne è stata, per voi, la manifestazione di tale vittoria sulla morte delle forze negative cambiate in positive.
L’acqua diventa vino (cfr. Gv 2,9). Il negativo si converte in positivo. Il Regno impera sul regno di morte.
Il Regno di Dio è dentro di voi, creature amate, siatene consapevoli!
E come la Mia forza positiva si è imposta sulle forze negative stravolgendole in positive, così voi, piccoli uomini, ogni giorno potete combattere coscientemente la battaglia contro le forze negative che urgono e tentano di attirarvi nella loro orbita. In voi il Regno, siatene consapevoli e pregatelo e riuscirete, quotidie, a espellere da voi le forze negative e alla fine stravolgerle in positive per la forza positiva che è in voi e sempre a vostra disposizione quando la invocate.
Questa è la battaglia che stai vivendo tu, ora più consapevolmente e che è sensibile anche a chi ti si avvicina. Vedono la tua tetraggine, segno delle forze negative altrui da te attirate per sconvolgerle con la tua forza positiva che, piano, piano avrà ragione sulle negative. E solo allora la tua aura sarà luminosa e visibile anche all’esterno da chi ha questa sensibilità visiva e sensitiva.
Prega, prega, prega, ama, ama, ama e sarai attraente e non più repellente.
Così sia per Maria.
 
[11/144]   15 gennaio 1991  -  in chiesa a Sommacampagna.
Dopo il confronto fra la vita vissuta col solo traguardo della morte, o vissuta come passaggio dalla vita alla vita eterna, dopo la purificazione dalle scorie intessute (nel tempo) come velo che nascondeva la Luce, quando la Luce prima offuscata volutamente dalle illusioni terrene, si farà intravedere con potenza, allora l’uomo comprenderà il perché della sua vita nel tempo.
Preambolo di vita eterna è la vita terrena. Vivetela piccoli uomini, in vista della Luce che già potete vedere sulla terra adombrata nella figura di Gesù di Nazaret, portatore di Luce. Cercate la Luce, vivete conforme la Luce vi spinge a scegliere. L’Amore è vivibile già nel tempo, vivetelo ogni giorno e Lo godrete alla fine nell’eterna Vita luminosa e armoniosa. La pace sia con voi.
Così sia per Maria.
 
[11/145]   17 gennaio 1991
Il confronto è fra: la vita illusoria del mondo, e la Vita vera.
Gv 16,13: «Lo Spirito della Verità vi guiderà verso tutta la Verità».
Gv 5,25-29: «Viene un’ora in cui tutti i morti nelle tombe (mondo) udranno la voce del Figlio e verranno fuori (confronto)... e risorgeranno. Chi ha fatto il bene risorgerà per vivere, chi ha fatto il male risorgerà per essere condannato (autocondanna)».
«Io non giudico nessuno... ma cerco di fare ciò che vuole il Padre...» (Gv 8,15-16). Il Padre vuole la salvezza dei figli, ma i figli devono esserne consapevoli, solo allora vivranno nella Luce della Verità.
Il Padre ha mandato il Figlio per salvare i figli attraverso la consapevolezza della salvezza (Cristo) e l’autocondanna per la cecità voluta.
 
[11/146]   12 febbraio 1991
Il figliol prodigo (cfr. Lc 15,11-32) è uscito liberamente dalla casa del Padre che l’ha lasciato andare, dopo avergli dato la sua dote. Ma l’ha aspettato finché il prodigo, rimasto nudo e solo, ha ripensato con speranza e amore al Padre che forse lo poteva riaccettare, l’unico che lo poteva ancora amare! Ed è tornato.
Non così il fratello maggiore che si era staccato interiormente (rifiuto di amore) dal Padre, ma pauroso, perché solo e senza amore, non era uscito (dalla casa del Padre) ma lavorava per forza nel campo.
Perciò il lavoro negativo di Satana ( = fratello maggiore) che produce frutti negativi nel mondo ( = campo)! Mugugna Satana e vuole anche lui la festa dal Padre. Ma il Padre attende anche il ritorno amoroso e fiducioso di colui che ha voluto sotterrare i talenti e ha lavorato per forza, e non per amore, nel campo (mondo) concessogli per realizzare i suoi talenti.
Chi ha sperperato i talenti, ma ricerca l’amore del Padre con umiltà e fiducia nel Suo perdono, entrerà nel banchetto finale, ma chi vuol lavorare da solo, presuntuoso di sé, e staccato dall’amore del Padre, non potrà rientrare finché non chiederà umilmente perdono cercando l’amore del Padre e non pretendendo soltanto le feste col vitello grasso.
 
[11/147]   16 marzo 1991  -  ore 7,30
Immenso è il numero degli spiriti vaganti nella Vita oltre la vita.
Il peccato che li trattiene ancora attaccati alla terra è il peccato contro lo Spirito, cioè il rifiuto di credere alla presenza di Colui che li ha creati e che li aspetta nella Sua dimora eterna. Hanno rifiutato Dio sulla terra, nel tempo e non vogliono alzare gli occhi e chiedere perdono e aiuto a Chi li ama e li attende. Ma il Creatore non costringe nessuno, non si impone a nessuno, lascia libero lo spirito di credere nel Creatore - e quindi sentirsi creatura dipendente e bisognosa di Lui - o di voler essere autonoma da Lui.
Come Lucifero all’inizio, così ogni creatura è libera di scegliere.
Chi guarda sé stesso (egoismo) guarda e rimane in basso e non può salire perché la sua libera volontà non vuole credere ancora nell’Amore del Padre (Spirito Santo).
(Ma allora non potrà mai ritornare a Te chi non Ti crede?).
Il peccato contro lo Spirito è il nodo più duro da sciogliere (cfr. Mt 12,31-32). Ma Io sono sceso fra voi, Mie creature, per mostrarvi come vivere.
L’Amore al Padre e l’amore per i fratelli è l’unica Via per tornare al Padre. Dopo la morte la risurrezione.     
I Miei quaranta giorni dopo la Risurrezione dalla tomba, Mi hanno mostrato ancora vivo a chi Mi aveva visto cadavere, ma ciò ho fatto per mostrare a voi, piccoli uomini, che l’Ascensione finale al Padre sarà per voi creature dopo la vostra purificazione dalle scorie che ancora vi trattengono attaccate alla terra. Non Io avevo bisogno di purificazione ma il Mio Tempo, fra la Risurrezione e l’Ascensione, l’ho dedicato a voi per mostrarMi vivo, perché voi comprendiate che “Io sono” vivo da sempre e per sempre.
Il Mio Spirito che «aleggiava sulle acque» (Gen 1,2), il Mio Spirito soffiato ed effuso in ogni uomo fin dal suo concepimento, il Mio Spirito risorto dalla Tomba dove l’uomo Mi credeva sconfitto e annientato, il Mio Spirito che si è mostrato ancora a voi per quaranta giorni rivestito di un corpo fluttuante (passava attraverso le porte chiuse), il Mio Spirito asceso e scomparso alla vostra vista dietro una nube (la nube dell’Antico Testamento), questo Spirito è lo Spirito del Padre che vi attende a braccia aperte.
Credete, cercate, amate Colui che dopo avervi create libere, vi attende finché alzerete lo sguardo verso di Lui cercando il Suo amplesso. Siete libere, Mie creature, Io vi attendo.
Così è per Maria.
 
[11/148]   24 maggio 1991  -  in chiesa.
(Signore fatti vedere, dà a noi qualche segno tangibile della Tua presenza, altrimenti il mondo non crede).
Nessun altro segno vi sarà dato, uomini increduli, tranne il segno di Giona. Giona = uomo incredulo che non vuole ascoltare la voce interiore che lo spinge ad andare a predicare la penitenza ai Niniviti. Giona rifiuta ed è inghiottito dal grande pesce (mondo) che poi lo rigetta sulla spiaggia dove era il suo approdo (cfr. Gn 2,11).
L’uomo sfugge i comandi del Padre, si allontana, vive nel buio del mondo (balena) ma alla fine ritorna alla riva, l’ultima spiaggia dove ancora l’uomo è invitato a muoversi, vivere per il Padre eseguendone i comandi. Beato l’uomo che segue tali consigli e porta a compimento il suo compito progettato per lui dal Padre amoroso.
Così sarà per te, piccola colomba, se non ti scoraggerai, se non rifiuterai il tuo compito. Io ti sostengo e ti riporto alla fine, all’altra riva luminosa e felice.
Vivi in pace, lavora e soprattutto credi all’Amore che crea, sostiene, dirige ma lascia libero ogni suo figlio durante il cammino nel tempo. Poi la spiaggia luminosa.
Così è e sarà con Maria.
(Ma la balena non è simbolo del sepolcro di Cristo?).
Il mondo inghiotte, il mondo ha nascosto nelle sue viscere per tre giorni il Corpo del Dio incarnato. Ma la potenza ha fatto riuscire alla luce il Risorto. Il mondo è stato vinto, la morte debellata.
Il Creatore e Salvatore del mondo è sempre vivo nei secoli eterni.
Così è.
 
[11/149]   26 giugno 1991
Come Abramo ha visto il Fuoco passare in mezzo agli animali squartati in due e posti una metà (uomo terreno?) di fronte all’altra metà (partner angelico?) - segno di purificazione e di alleanza per una unità finale (uomo angelico?) - (cfr. Gen 15,9-20) così oggi potrete capire meglio ciò che Io vi ho voluto dire nella parabola del giudizio finale: «Venite benedetti... andate maledetti nel Fuoco eterno» (cfr. Mt 25,31-46).
E’ il Fuoco il segno del Mio Amore illuminante, purificante, unificante le parti avverse! Non divisione, ma unione delle forze avverse.
Ho detto ad Abramo: «Ti farò padre di una moltitudine» (Gen 17,4-5). “E Abramo credette” (cfr. Gen 15,6), la sua ragione umana è stata superata dalla fede nel Sovraumano, nel Soprannaturale, e Abramo ha generato Isacco, nonostante le forze naturali avverse, e il popolo di Dio si è moltiplicato oggi in tutto il creato.
Ancora oggi, nonostante le forze avverse - razionalismo, ateismo, materialismo, ecc. - il Fuoco eterno continua a illuminare, bruciare la pula degli errori, riscaldare, attirare, unire tutti coloro che come Abramo credono nel Regno passato, presente, futuro.
Le forze avverse si fronteggiano ma alla fine saranno riunite in un solo corpo.
Il Mio Corpo, assunto da una Vergine - soprannaturale agente e presente nel naturale - è il segno di questa unione. La Mia promessa-alleanza sarà realizzata alla fine, quando ogni creatura vedrà con i suoi occhi il Creatore, Salvatore del mondo diviso da Satana, ma riunito da Colui che crea, ama, mantiene le promesse.
Io sono il fedele esecutore delle promesse del Padre.
Così è per Maria.
 
[11/150]   25 settembre 1991
«Nessuno può entrare nel Regno se non nasce per acqua e Spirito» (Gv 3,5).
Fuoco è simbolo del divino, acqua è simbolo dell’umano.
«Andate nel Fuoco eterno» (Mt 25,41) significa la situazione dell’entità che entra in contatto con la Realtà divina che la illumina mostrandole la sua mancanza di amore (vissuta sulla terra), brucia le sue scorie (peccati), la riscalda e trasmette il Suo Amore, prima non recepito. Ma prima di entrare nel Fuoco eterno l’entità, che è passata oltre la vita carica di negatività, si getta nel mare di zolfo (cfr. Ap 20,10-14; Ap 21,8; Ap 22,15).
Questo vuol specificare Cristo quando parla dell’indemoniato liberato dagli spiriti malvagi che entrano nei porci e si precipitano nel lago (cfr. Lc 8,29-36). C’è una prima purificazione per l’entità carica di negatività, ed è l’immersione nell’umanità di Cristo ( = acqua, mare, lago).
L’entità deve riconoscere l’umanità, l’Incarnazione di Dio in Gesù di Nazaret (Gv 16,9: «Peccato è non riconoscere Me»). Riconoscendo l’umanità del Dio incarnato e rapportando la propria vita a quella di Cristo, l’entità vede totalmente l’abisso di Amore, prima volutamente ignorato, e ne è impregnato, annega nell’Amore che la purifica.
Il secondo passaggio è nel Fuoco (Spirito Santo) che le fa sentire il calore del Suo Amore che brucia definitivamente le scorie e illumina l’entità riempiendola della Sua Luce.
L’entità finalmente consapevole dell’immenso Amore, prima volutamente ignorato perché nascosto dall’egoismo dell’entità riguardante solamente sé stessa (sulla terra), e purificata dalle scorie (zizzania), ri-uscirà da quel lago di zolfo (umanità di Cristo) e si immergerà in quel Fuoco eterno (Spirito Santo) che per sempre la riempirà di Luce e di amore.
L’entità uscita dal crogiuolo della purificazione (acqua e Fuoco) risplenderà come oro pulito e luminoso, per far parte del Regno dell’Amore eterno.
Così è.
 
[11/151]   27 settembre 1991
«Temete colui che dopo aver ucciso, ha il potere di gettarvi nella Geènna» (Lc 12,5).
La Geènna è il regno di Satana, egli ha il potere di attirare l’uomo, ingannandolo, e «far perire anima e corpo nella Geènna» (Mt 10,28). Ma il regno di Satana non è eterno, è stato «preparato per lui e per i suoi angeli» (Mt 25,41), cioè per coloro che hanno rinnegato Cristo davanti agli uomini. Questo è il peccato contro lo Spirito, e «sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio» colui che non avrà riconosciuto la Divinità di Cristo, in terra.
Due sono le versioni nel Vangelo.
Luca riferisce: «Sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio» (Lc 12,9), cioè il giudizio e la condanna viene davanti alle creature angeliche. Il giudizio è espresso dal Figlio dell’uomo, quindi secondo una giustizia umana.
Più grave è la condanna che viene direttamente dal Figlio dell’uomo (Cristo) che rinnega davanti al Padre il peccatore contro lo Spirito, cioè colui che non riconosce la Sua Divinità (cfr. Mt 10,33). Il Figlio dell’uomo giudica e condanna secondo una giustizia umana, derivante dalla Sua umanità: «Il Padre ha dato al Figlio il potere di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo» (Gv 5,27). Altro è giudicare, altro è condannare.
(Giudicare in latino = Condannare = Azione definitiva, chiude.
Giudicare in greco = Discernere = Azione selettiva, apre al futuro).
Nel giudizio del Figlio dell’uomo, c’è il rinnegamento di coloro che non l’hanno riconosciuto come Dio (peccato contro lo Spirito). L’Uomo-Dio accusa davanti al Padre tali rinnegatori. Ma poi: «Giudico come Dio Mi suggerisce, il Mio giudizio è giusto perché cerco di fare come vuole il Padre» (Gv 5,30).
Quindi l’accusa, il giudizio umano di Cristo è il rinnegamento per cui il peccatore contro lo Spirito è mandato nella Geènna, supplizio temporale, finché saranno bruciate le sue scorie (ignoranza, superbia, ecc.).
Ma il Giudizio finale (cfr. Mt 25,31-46) è nelle mani del Padre che ama, perdona, salva il peccatore proprio attraverso l’umanità, l’Incarnazione nel Figlio. Il Padre scende al vostro livello, creature amate, si incarna in un corpo come il vostro e lo lascia in balìa del principe del mondo (morte di Cristo), ma lo risuscita annullando la morte per sempre. Così per voi, piccoli uomini, il giudizio, la condanna, la pena da scontare è necessaria per una vostra illuminazione (Geènna).
Il rinnegatore alla fine dovrà confessare davanti al Padre, e a tutti, che Cristo è il Dio incarnato per salvare il mondo. E’ Satana che con le sue lusinghe ha il potere di gettarvi nel suo regno (Geènna) dove il Fuoco eterno (Spirito Santo), dopo aver bruciato le vostre scorie (zizzania) vi illumina, riscalda e vi attrae verso i granai eterni (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43).
(Signore, perché Matteo 10,28 dice: «Temete colui che ha il potere di far perire anima e corpo nella Geènna?». E’ tutto l’uomo peccatore che perisce?).
No, dovete intendere cos’è l’anima e cos’è il corpo.
Il corpo è l’involucro dell’anima. Perisce, come corpo fisico, nel tempo.
Le scorie (zizzania) che lo avvolgono nel tempo saranno bruciate dagli Angeli. Le scorie sono i cattivi pensieri suggeriti da Satana che travolgono e deviano l’uomo dalla Verità e lo inducono alla fine nel suo regno (Geènna dove è pianto = purificazione). Le scorie fanno parte del corpo psichico (spirito) che entra nella Geènna dove sarà purificato (pensieri cattivi illuminati dal Fuoco purificatore).
Sono i pensieri cattivi, ispirati da Satana, che inducono l’uomo a compiere azioni malvagie, sulla terra. Tali pensieri cattivi, illuminati dal Fuoco, si tramuteranno in pensieri positivi (comprensione dei propri errori e riconoscimento dell’amore di Dio salvatore). Perciò lo spirito liberato dalle scorie e dai lacci di Satana riuscirà limpido e splendente come l’oro nel crogiolo e si riunirà al suo partner angelico (anima = corpo spirituale) che è sempre presso Dio («In Cielo i loro Angeli vedono sempre il volto di Dio» Mt 18,10) e serve a illuminare la sua metà (coscienza nell’uomo terreno) fino alla liberazione dalle scorie.
«Il Figlio dell’uomo è venuto a salvare quello che era perduto» (Mt 18,11), ma per chi ha dato scandalo dovrà sottoporsi alla Geènna, «dove il loro verme non muore e il Fuoco non si estingue. Perché tutti saranno salati col Fuoco (resi sapienti)» (Mc 9,48-49).
«La volontà del Padre è che non perisca neanche uno solo di questi piccoli» (Mt 18,14).
I piccoli sono i puri e i purificati (nella Geènna). «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8).
Così è e sarà per Maria.
 
[11/152]   1 ottobre 1991
Dio salva, non disperde, né distrugge ciò che ha creato perché viva.
Non la morte eterna è il retaggio dei giusti! Ma gli empi devono diventare giusti attraverso la consapevolezza delle loro colpe riviste chiaramente nella Geènna dove è pianto e Fuoco illuminante. Quando l’uomo peccatore si lascerà illuminare dal Fuoco, sarà ripulito dalle scorie e salirà nei granai eterni (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43).
La volontà dell’uomo è libera, soprattutto nella Vita oltre la vita, ma più illuminata dalle presenze angeliche e dalle preghiere di Angeli e Santi (anche terreni). Non senza illuminazione (veste bianca) può salire l’uomo, ma se si lascia toccare dalle vibrazioni angeliche, aprirà gli occhi alla Luce e le sue orecchie udranno la Verità.
(Ma Signore, sei Tu, Fuoco eterno, cioè Spirito Santo, che illumini la psiche dei peccatori nella Geènna, o sono i Tuoi Angeli?).
Il Fuoco è eterno, lo Spirito Santo è l’Immutabile, ma da Sé partono i Raggi (Angeli) che illuminano i viandanti. I Raggi sono luminosi perché partono dalla Luce per illuminare il mondo. Ogni essere terreno, purificato e ricongiuntosi alla sua Metà angelica (presso Dio), dopo la liberazione dalle scorie psichiche, diventa Angelo, cioè annunciatore della verità, diventa raggio divino che serve a illuminare l’uomo che è ancora avvolto dalle tenebre o dalla nebbia dovuta al maligno e ai limiti della materia sulla terra, e ai limiti della psiche - ancora intrisa di convinzioni (spesso errate) terrene, culturali, ecc. - nella Geènna.
La psiche (corpo psichico) sarà sublimata dal Fuoco e l’anima sarà “una” (col partner angelico) e risplendente di Luce Divina derivata dal Sole eterno.
Camminate, camminate, anime nobili, il cammino verso l’Infinito è infinito, gioioso e glorioso alla fine.
(Perché alla fine?).
Quando sarete entrati nella gloria dell’Amore eterno.
Così è con Maria.
(Grazie, Signore, sei immenso!).
 
[11/153]   14 ottobre 1991
Se il chicco di grano non muore non porta frutto (cfr. Gv 12,24).
(Cosa vuol dire?).
Il chicco è il nucleo centrale dell’essere. Attorno al chicco, dove esiste il seme, c’è il tegumento. Corpo fisico che racchiude il corpo psichico (mente), all’interno del quale esiste il corpo spirituale (anima), seme. La forza vitale propellente verso l’Alto è nel seme. Il corpo psichico raccorda il corpo fisico con il corpo spirituale, ne è il trait d’union.
Nel tempo, il corpo fisico (tegumento) cresce da un minimo, iniziato col concepimento (unione dello sperma paterno con l’ovulo materno) ad un massimo sviluppo delle cellule. Cellule madri che prolificano fino alla maturità del seme, poi cessa gradatamente l’attività metabolica delle cellule madri che un po’ alla volta si atrofizzano e non producono più cellule figlie e il corpo fisico, sviluppato al suo massimo, piano piano decade, invecchia e muore. Questo il ciclo del tegumento (corpo fisico).
Il corpo psichico - che è forza vitale che presiede e regola la crescita del corpo fisico, dalla sua nascita alla sua morte, e durante tale crescita trasmette al cervello gli impulsi positivi (dall’Alto) e gli impulsi negativi (dal basso) e ne coordina le azioni guidate dal pensiero - raccoglie via via, nel tempo, le decisioni libere del pensiero, poi trasmutate in parole e in azioni, e le convoglia nel corpo spirituale dove rimangono stipate fino alla morte del corpo fisico. Morto il corpo fisico - tegumento che ritorna alla terra e si ricicla nell’ “humus” - rimane il corpo psichico con tutto il suo bagaglio di pensieri, tradotti in parole e azioni realizzate nel tempo sulla terra. E’ questo corpo psichico, nella Vita oltre la vita, quello che a contatto col corpo spirituale, dove sono stipati tali ricordi terreni (parole e azioni), fa uno spoglio delle decisioni e azioni negative da quelle positive.
E’ questo l’autogiudizio del corpo spirituale fatto su tutto ciò che l’uomo ha realizzato nel tempo sulla terra («Venite benedetti... andate maledetti» - Mt 25,34; Mt 25,41 -). In base a tale giudizio, il corpo psichico che lo recepisce, soffre o gode conforme la visione del bene o del male realizzato sulla terra. Perciò la sofferenza vissuta dal corpo psichico nella Geènna per il ricordo delle azioni malvagie vissute nel tempo, purifica tale corpo (appesantito dalla scorie = zizzania) e lo aiuta a sublimarsi.
Sublimazione è passaggio dallo stato ancora pesante - per le vibrazioni ancora lente dovute al peso della negatività vissuta sulla terra - allo stato sempre più leggero (gassoso = spirituale) dovuto alle vibrazioni sempre più veloci dell’energia.
·         Corpo fisico = energia pesante, vibrazioni lente,
·         Corpo psichico = energia più sottile, vibrazioni più veloci,
·         Corpo spirituale = energie sottilissime e velocissime.
Quando il corpo psichico, purificato dalle scorie rientra nel corpo spirituale, cessando la sua azione di cernita e di tramite fra il Positivo e il negativo (il negativo è bruciato = zizzania, riconosciuta tale dall’anima), ri-esce il corpo spirituale puro e cosciente e si riunisce con la sua parte angelica (scintilla divina, raggio emanato da Dio) e sarà angelo realizzato coscientemente come immagine del Sole eterno dal quale deriva (come raggio).
L’uomo è dotato di due parti: una Metà angelica (anima) sempre presso Dio di cui è Raggio e incide sulla sua metà creata, nata sulla terra e vivente nel tempo fino alla sua evoluzione fisica, psichica, spirituale che termina con la morte del corpo fisico. Poi, il volo all’infinito verso l’Infinito.
Così è.
 
[11/154]   25 ottobre 1991  -  ore 5
Scrivi Laura, sono Francesca.
Il Signore mi manda a voi per dirvi che solo coloro che hanno la veste bianca possono entrare nel banchetto dove è festa con Lui, l’Altissimo (cfr. Mt 22,1-13). Solo colui che ha lavato le sue vesti nel sangue dell’Agnello ri-esce purificato ed entra nella gloria del Padre.
(Ma tu hai già purificato il tuo corpo psichico? Così in fretta hai raggiunto la gloria?).
Ho purificato il mio corpo fisico attraverso le sofferenze del corpo fisico, sulla terra.
La sofferenza accettata e voluta coscientemente aiuta la sublimazione. Il corpo psichico sublimato dalla sofferenza subita, accettata, voluta, si è ricongiunto con la mia Metà angelica che mi aveva sostenuto e guidato durante il cammino terreno. La mia immensa volontà di partecipare alla vita del Crocifisso mi ha spalancato la porta del Cielo e come Cristo morto, è risorto dopo tre giorni, così l’anima mia “una”, libera e pura è rientrata nella gloria del Risorto. Questo è il cammino di ogni figlio che anela all’incontro col Padre, mangia la Sua Carne, beve il Suo Sangue, si purifica imitandolo nel cammino della croce, e risorge con Lui. «Padre nelle Tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). Così Cristo, così ogni anima purificata dal Suo Sangue.
Nel Regno entra solo colui che è rinato per acqua (sofferenze del corpo aderente alla croce e unito e credente nel Crocifisso) e per Spirito Santo che sublima e fa brillare ogni Raggio unificato col partner (Metà angelica, sempre presso Dio). Questo è l’iter di ogni cristiano credente, e di ogni fedele credente profondamente nell’Assoluto, che nella Vita oltre la vita conosce il Dio incarnato, si adegua alla Sua missione redentrice e sale alla fine nella casa del Padre dove il Suo Spirito ci illumina tutti. Camminate, credete, pregate, cantate con me il canto nuovo.
Vi amo, vi aspetto, vi aiuto per volontà del Padre che mi manda a voi. Vi sono vicina sempre. Francesca.
(Perché Francesca parli al plurale? “Voi”, a chi parli?).
A tutti coloro che saranno uniti nel gruppo dei credenti e amanti del Dio vivente.
(Ma allora, è la sofferenza che dobbiamo passare come te?).
No, è la gioia dell’amore che unisce, sostiene, illumina. A ognuno il suo cammino specifico, ma uniti insieme.
Un cuore solo e un’anima solo alla fine, perché qui siamo tutti uno nell’Uno. Alleluia.
Così è con Maria.
 
[11/155]   14 gennaio 1992
«Egli non spezzerà la canna incrinata, né spegnerà il lucignolo fumigante» (Mt 12,20).
Non la morte eterna del peccatore, ma la risurrezione Io sono venuto a portare. La Mia morte del Corpo è risolta con la Risurrezione e sublimazione del Corpo. Così per ognuno di voi Mie creature amate.
Il maligno può incrinare la canna, rendere fumigante il lucignolo della vostra vita, ma non può rompere né spegnere la vita che Io ho dato alle Mie creature (cfr. Gb 1,12).
La vita è venuta da Me e la Vita sarà ridata da Me Salvatore.
Quando il lucignolo è fumigante e la canna è incrinata la vita dell’uomo è triste, faticosa. Se chiederete forza all’Energia fonte, la canna si raddrizzerà, la Luce rinfocolerà il lucignolo fumigante e ridiventerà luce splendente. Questo Io faccio per chi Mi crede, Mi chiama, Mi guarda, Mi vede.
Così è con Maria.
 
[11/156]   20 gennaio 1992
«Andate, al fuoco eterno perché ciò che non avete fatto a uno solo di questi piccoli non l’avete fatto neppure a Me...» (Mt 25,41-45).
(Ma allora il Fuoco eterno è la mancanza di Te?).
E’ la dolorosa consapevolezza della solitudine eterna senza di Me, che brucia la pula che ha avvolto l’uomo incentrato solo sul proprio ego!
Bruciata la pula dal Fuoco dell’amore che inevitabilmente si fa sentire attraverso il desiderio struggente della Mia presenza, non prima percepita - perché troppi interessi terreni (pula) la nascondevano - l’uomo, solo, nella Geènna sarà ripulito dalla pula e ritornerà il verme nudo e il seme rinascerà perché ritroverà Me in sé stesso, come Forza propellente per la vita eterna.
Così è e sarà.
(Liberami Signore da tutte queste complicazioni intellettuali, è questa la mia pula?).
La Verità è semplice, la Verità è una: “Io sono”, in te e in ogni uomo “Sapiens”.
Liberati dalle complessità intellettuali e Mi sentirai chiaramente in te.
(Linguaggio più semplice?).
L’uomo è come una radio piena di interferenze, se centri il canale giusto senti chiaramente la Mia voce.
Così sia.
(Signore liberami dalle interferenze e sentirò solo Te... Slogan?...).
 
[11/157]   2 febbraio 1992  -  ore 6
Come ai tempi di Noè le generazioni malvagie sono state distrutte dal diluvio, così sarà per le nuove generazioni che non credono nel nome del Signore, Creatore del Cielo e della terra.
Entra nell’arca, uomo fedele e credente nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, e sarai salvato. L’arca è la nuova “Ecclesia” dove canti e suppliche saranno rivolte all’Altissimo per impetrare la fine del diluvio.
Non Sòdoma e Gomorra saranno salve, perché hanno prevaricato sulle leggi della natura; non Cafàrnao, né Corazin saranno salve, perché hanno visto i Miei miracoli, hanno udito le Mie parole ma non hanno creduto nel Dio incarnato per amore dei Suoi figli, per parlare ai Suoi figli! Col pianto pagheranno le loro colpe.
Lo Spirito disconosciuto oggi dalla massa dei gaudenti sarà sentito alla fine nel cuore di pietra degli indifferenti e degli egoisti che uccidono i figli per continuare a godere. Ma falsa è tale felicità, e piangeranno.
Pregate anime fedeli, perché il mondo si ravveda e ritorni l’amore per i fratelli derelitti, emarginati, poveri e soli.
L’Arca si apra per raccogliere tutte le razze, le religioni. L’ecumenismo non sia una farsa ma una realtà.
Tutti insieme adoranti l’Unico vero Dio Creatore e salvatore del mondo. E l’Arca raccoglierà il piccolo resto d’Israele che risorgerà e si ritroverà in una terra nuova, dopo il diluvio.
Pregate, pregate anime credenti e unitevi compatte nell’Amore eterno.
E tu, piccola colomba, porta il ramoscello d’ulivo spuntato sulla nuova terra dove tutti saranno uno nell’Uno.
(Ma non si potrà evitare il diluvio?).
Solo la conversione dei cuori di pietra divenuti cuori di carne può salvare l’uomo dal diluvio.
Chi crede in Me sarà salvo.
Così è e sarà con Maria.
(Ma perché Signore sei così arrabbiato e così duro oggi con questa generazione?).
Io sono la Vita. L’uomo oggi prevarica sulla vita! Uccide gli innocenti (aborti), manipola i geni (manipolazioni genetiche), sconvolge i cicli naturali con pillole per godere impunemente il suo istinto naturale orientato alla procreazione e diventato ora orgia di piacere. L’egoismo impera, il potere dei gerarchi si impone sui piccoli. Non così è la vita! Ma le leggi naturali siano rispettate e seguite.
Procreazione responsabile, non animale, oggi! Perciò ho messo nelle donne i cicli fertili e sterili!
Crescete Mie creature, nella conoscenza della legge dell’Amore che tutto regola per il bene comune a tutti gli uomini. Il Fuoco dell’Amore sovrasta tutti, ma il “Fuoco eterno” (nella Geènna) illumina i viandanti. Non chiudete gli occhi! Entrate nell’Arca dove la fede e l’Amore uniscono i fedeli che cantano l’Alleluia perenne.
Così sia con Maria.
(Signore, abbi pietà di questa Tua generazione! Vedi, sono infantili nello spirito gli uomini di oggi, giocano col sesso, giocano con le bombe atomiche, le vendono a chi è più infantile e più egoista di loro. Abbi pietà Signore perché non sanno quello che fanno. Svegliali, Signore!).
Perciò parlo a voi, Mie voci, perché trasmettiate ai grandi del mondo, piccoli nello spirito, ciò che lo Spirito vi detta dentro. Io parlo, se non ascoltate, vi state preparando con le vostre mani la catastrofe.
Parlate piccole voci, gridate sui monti ciò che udite nel segreto. Se le nuove generazioni ascolteranno e si convertiranno a Me saranno salve.
Le leggi naturali che Io ho messo nella Mia creazione per il bene dell’uomo, se saranno sconvolte dall’uomo, si rivolgeranno contro l’uomo che presume di essere dio.
Io sono il Signore Dio tuo. Tu credi, ama, prega e Io ti salvo perché ti amo.
Così è.
(Ma Signore, perché prima mi parli di salvezza eterna e di nuovi cieli e nuove terre, e poi mi parli di diluvio? Ma allora chi perisce nel diluvio non avrà la salvezza?).
Io sono il Salvatore, alla fine, ma pianto e stridore dovrà subire chi, volutamente e liberamente, sceglierà il suo “io” al posto di Dio.
Io chiamo, Io ho parlato, parlo e parlerò finché ci sarà uomo sulla terra, ma per i sordi e i ciechi coscienti - coloro che non vogliono credere alla Parola - ci sarà il diluvio per la loro purificazione.
«Se non rinascerete per acqua e Spirito Santo, non entrerete nel Regno» (Gv 3,3-7). Io ho in mano il ventilabro per purificare la Mia aia dalla pula, il grano pulito sarà poi riposto nei granai eterni (cfr. Mt 3,12).
Così è e sarà con Maria.
 
[11/158]   23 marzo 1992  -  ore 8  -  III° Testamento = Era dello Spirito Santo.
Dio è Uno. Dio è l’Essere. Dio è Amore. Dio è Creatore, Dio è Redentore delle Sue creature.
La teoria della “riparazione” - Antico Testamento - (sacrifici) è superata perché è superata la teoria “trinitaria” - Nuovo Testamento -.
Non più un Padre che manda il Suo unico Figlio sulla terra per riparare le colpe dei figli col sangue della vittima.  - Cristo = “agnello” che si sottomette alla volontà di un Padre offeso dalle colpe dei figli ingrati e ribelli al Suo Amore paterno, e costringe il Figlio a morire sulla croce, vittima innocente e obbediente al Padre che vuole essere “placato” col sangue del Figlio, unica persona capace e degna di questo mandato perché con pari dignità del Padre (“tre persone uguali e distinte”) -.
Non più “bisogno” di riparazione per un torto subito dal Padre nel confronto dei figli, ma “volontà di amore” del Padre che vuol sollevare i Suoi figli dal peso della carne, immersa e talvolta sommersa nelle tenebre, e mostrare loro la “Luce” attraverso la risurrezione della carne redenta, e sublimata a somiglianza di quella del Padre fattosi Figlio col nome di Gesù Cristo, Uomo-Dio, incarnato nel seno di una Sua creatura per opera del Suo Spirito, nato, cresciuto, ucciso dalla forza negativa della Sua creatura nemica dell’Amore, e risorto splendente per miracolo mostrare.
Il Padre si fa “immagine” per i Suoi figli, perché i figli vivano e crescano come immagini del Padre.
«Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48).
Il Padre si abbassa, entra nella statura del figlio perché il figlio si innalzi verso la statura del Padre.
L’uomo, imitatore di Cristo Uomo-Dio, si divinizza e la sua carne, redenta dall’imitazione del Cristo, sarà sublimata a imitazione del Risorto.
Così è e sarà per e con Maria, immagine perfetta del Figlio.
(Ma allora è la teoria dell’imitazione di Cristo quella che porta, oggi, alla salvezza?).
Non una teoria, ma una prassi, vissuta oggi consapevolmente dall’ “uomo Sapiens”, sarà quella che porterà l’uomo alla sublimazione della carne, a imitazione del Risorto.
(Terzo testamento?).
Sì, lo Spirito Santo vi sostiene!
(Grazie Signore sei grande!).
 
[11/159]   23 marzo 1992  -  ore 18,30  - alla Comunione.
«Il Verbo si è fatto carne» (Gv 1,14), perché ogni carne si faccia Suo verbo per chi è ancora ignaro della Vita.
Così sia anche per te.
 
[11/160]   27 aprile 1992  -  ore 9
Il riconoscimento degli errori fa soffrire. Questa è la Geènna.
Ogni uomo riconoscerà il proprio peccato e ne soffrirà. La sofferenza purifica. La zizzania sarà bruciata e resterà il verme nudo. L’uomo liberato dalle scorie (zizzania) si vedrà pulito. Cadute le scaglie dai suoi occhi - come Paolo a Damasco (cfr. At 9,10-23) - vedrà la Luce, riconoscerà la Verità.
Io sono la Verità. Io Mi sono addossato tutte le scorie del mondo, le ho bruciate sulla croce, le ho sepolte sotto la pietra. Sono risorto, ribaltando la pietra tombale in Pietra sfolgorante, testata d’angolo del Mio Regno eterno. Attraverso la morte, poi, la risurrezione.
Così è.
 
[11/161]   21 giugno 1992 -  ore 3,30  - a Genova.
(Dopo un sogno strano e confuso... ero agitata, sentivo una forza che mi eccitava; ad un tratto ho visto su di me, vicinissimo al mio viso, il volto di una giovane donna, col viso un po’ rotondo, con zigomi un po’ evidenti, un po’ abbronzata di pelle, che mi sorrideva con un sorriso che mi sembrava sarcastico e mi ha detto: “Ciao vecia” - vegia? -. Mi sono svegliata improvvisamente con la sensazione fortissima di questo volto incombente sopra il mio, ne sentivo la presenza quasi fisica. Cosa vuol dire? Ho pensato subito che ci fosse qui nella stanza, e forse in questo antichissimo appartamento - Rocca del ‘500 - una energia negativa, forse qualche anima vagante che non trova riposo? Avrà bisogno di preghiere? Dirò di far benedire questo appartamento, rimesso ora a nuovo, forse ancora impregnato di energie negative degli abitanti di chissà quanti secoli fa? Signore concedi l’eterno riposo a queste anime!).
Così sia per Maria.
(Più tardi stavo pregando ho sentito: “Sono Evelina, figlia di un capitano di ventura!”...).
 
[11/162]   2 luglio 1992
Io sono l’acqua (umanità di Cristo) nella quale si precipitano i porci invasi dalla forza negativa (cfr. Lc 8,27-33).
Così Gesù ci descrive il passaggio della forza negativa che, uscita dall’uomo invaso, entra nel branco dei porci ( = uomini animali) che sono spinti dalla forza positiva a immergersi nel lago ( = umanità di Cristo), luogo del Suo Amore salvifico.
Solo quando l’uomo peccatore entrerà nella Sua umanità, cioè ne imiterà la Sua vita terrena, fino alla morte, realizzando la propria purificazione nella Geènna, solo dopo tale immersione nel nome del Padre-Figlio-Spirito Santo, ri-uscirà pulito e splendente come oro nel crogiuolo.
Così è con Maria.
(Simboli: Acqua, lago, = umanità di Cristo = purificazione nel tempo.
Fuoco eterno = luce, amore e misericordia di Dio che salva il peccatore dopo averlo immerso nella Sua umanità. Bruciando le scorie del peccatore entrato nella Geènna, il Fuoco Eterno purifica le Sue creature: «Andate nel Fuoco Eterno» - Mt 25,41 -.
Primo passaggio del peccatore è “l’imitazione di Cristo” qui sulla terra.
Secondo passaggio la revisione cosciente delle proprie colpe e omissioni, nella Geènna, dove ri-uscirà il verme nudo perché: «Tutti saranno salati col Fuoco» - Mc 9,49 - = resi sapienti dalla Sua Luce = Fuoco).
(Grazie Signore, fa che la Tua Chiesa comprenda questa Tua Parola).
E’ lo Spirito che ti detta dentro, ringrazia e trasmetti.
Così sia.
 
[11/163]   9 luglio 1992  -  ore 9,30
... Grazie Laura, gloria a Dio. Mi hai aiutato a rivedere le mie colpe. Ciò che ho fatto nel segreto ora l’ho detto sui monti («Non c’è nulla di segreto che non sarà svelato» Mt 10,26-27; Lc 12,2) e mi sono liberata dalle scorie che mi tenevano ancora attaccata alla terra. Ora il mio Signore mi illumina.
(Ma hai gettato su di me, su di noi le tue scorie. Io e i miei di Genova ci siamo ammalati!).
Sì, ma voi potete guarire perché potete ancora pregare l’Altissimo che vi può liberare dal principe del mondo di cui io ero ancora succube. Pregate, uomini della terra, per le anime vaganti ancora incluse e annebbiate e appesantite dalla nebbia del maligno (Parabola della zizzania - cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43 -).
Se con le vostre preghiere aprite un varco nello spessore delle nostre scorie noi possiamo salire; le nostre vibrazioni, lente e appesantite dalla zizzania mondana, si fanno più veloci e la Luce ci appare sempre più.
Pregate, pregate per noi e noi, liberati, pregheremo per voi.
Questo è l’amore eterno che circola fra i credenti nell’Altissimo, Creatore e Redentore nostro.
Così sia con Maria.
Evelina di Genova ti parla.
 
[11/164]   14 luglio 1992  -  ore 9
La storia di Evelina {*} che tu hai vissuto sulla tua pelle e hai sperimentato con la tua mente, ti è stata concessa perché tu comprenda quale influsso possono avere le forze negative sulla mente, e quindi poi sul corpo fisico dell’uomo che diventa preda di tali forze negative.
Le malattie - disordine evidente dell’apparato organico disequilibrato da tali forze negative che ne sconvolgono il ritmo biologico normale, incidendo fortemente su alcuni organi e provocando alterazioni ormonali, metaboliche, cellulari, ecc. - sono segni evidenti di tali incidenze psichiche sul corpo fisico ( = psicosomatica?).
Le energie negative... (liberami Signore dalla nebbia!...) entrano nella mente dell’uomo - prescelto dal principe del mondo come sua vittima per sfruttarne le energie positive - e ne sconvolgono l’equilibrio normale, incidendo su qualche organo specifico e impedendo la sua normale attività. Perciò l’alterazione (febbre) e la malattia. Evelina era impregnata di forze negative, la sua ricerca di forze positive a cui agganciarsi per sopravvivere, è durata secoli. Finalmente ha trovato il tuo canale aperto al trascendente, ha inciso nella tua mente (sogno) il suo volto, ha fatto sentire la sua parola. E’ entrata in contatto con te. Le tue preghiere per lei sono state le energie positive assorbite da lei che l’hanno aiutata a liberarsi, un po’ alla volta, dalla forza negativa sovrastante (zizzania). La tua energia positiva è servita a lei che però ti ha trasmesso una parte della sua energia negativa che ha inciso sul tuo metabolismo sanguigno (perciò la mia anemia!?).
Bisogna pagare uno “scotto” per risollevare dalla polvere lo spirito appesantito dal maligno.
Io Spirito Santo incarnato in un uomo (Gesù di Nazaret), ho assorbito nel Mio Corpo fisico tutte le energie negative dell’umanità oppressa dal principe del mondo, le ho annientate e seppellite nella tomba dalla quale sono risuscitato per la Mia Energia positiva, fonte di tutte le energie positive capaci di debellare le energie negative uscite dal principe del mondo. La Mia Risurrezione è l’esplosione, visibile per voi piccoli uomini, della Energia Positiva primigenia che ha creato il mondo, l’ha lasciato libero di agire, - perciò Satana è diventato principe del mondo -, ma l’ha vinto sconvolgendo le sue energie, volutamente negative ( = ego) in energie positive.
Io vi ho create, Mie creature, Io vi ho rigenerate Mie creature, deboli e limitate nel corpo, ma forti nello spirito che si apre alla Luce e ne comprende l’Essenza.
«Io sono la Via, la Verità, la Vita» (Gv 14,6).
Così è.
{*} (Storia di Evelina. Sono andata a Genova il 21.6.92 invitata da un mio figlio la cui moglie era stata ricoverata in ospedale per fare analisi e curarsi per una forte disfunzione - ormonale, ecc. - che l’ha buttata a terra. La prima notte ho dormito nella loro stanza da letto - al primo piano di una antica costruzione “Rocca” del ‘500 circa - e ho fatto il sogno nel quale mi è apparso il volto, vicinissimo al mio, della giovane donna che poi si è fatta conoscere col nome di Evelina - mentre pregavo -. Sono tornata da Genova 26.6.92 verso sera. Alla partenza stavo benissimo, al mio arrivo a Milano ho cominciato a sentire una stanchezza incredibile e alla notte sono stata malissimo, mi sentivo svenire e avevo 39 gradi di febbre. Influenza virale, mi è stato detto! Ora dalle analisi è risultata una anemia, che prima non avevo).
 
[11/165]   19 luglio 1992   -  ore 8,30
(Stavo pregando, come ogni mattina, per liberarmi dal maligno: Vattene Satana nel Fuoco eterno).
Nessuno prega per me!...
(Ma chi può pregare per te che hai fatto di tutto per allontanarci dal Signore?).
Perciò sono solo e disperato... come posso più alzare gli occhi verso Colui che ho rifiutato mettendomi al Suo posto?
(Ma il Signore è Amore, è misericordia, ha perdonato al ladrone pentito. Chiedi perdono, inginocchiati, prostrati davanti al Re e ti perdonerà dopo che avrai pagato fino all’ultimo centesimo la tua arroganza. Superbo, folle sei stato, ora devi pagare!).
Il mondo è la mia prigione e qui rimarrò finché uomo esiste sulla terra. Questo è il mio castigo. E striscerò sul mio ventre, e mangerò polvere per tutti i giorni della mia vita. Questa la condanna.
(Sì, ma Dio è infinito nel Suo Amore e ha pagato per tutte le creature, compresa te, prima creatura ribelle! «Io sono la risurrezione e la Vita» - Gv 11,25 - ha detto Cristo, il Risorto. E il Signore non mente. Tu sei il bugiardo e il Signore ti ha già smascherato e giudicato. Tu devi servire a Lui per prospettare ad ogni creatura il male. La creatura è libera se può scegliere fra bene e male. DIO NON PUÒ FAR VEDERE IL MALE PERCHÉ È L’ESSENZA DEL BENE! Tu ribellandoti a Lui sei diventato essenza di male, creatore di zizzania e la diffondi nel mondo. Questa è la tua autocondanna! Inginocchiati, pentiti, chiedi perdono: «Non sono più degno di essere chiamato Tuo figlio» - Lc 15,19 -. Ma il Signore ti ama nonostante tutto e ti aspetta fino alla fine. Il Signore ha vinto il mondo e ricapitolerà tutto in Sé).
Prega per me! (Satana?) Sì, e per ogni spirito ribelle all’Amore.
Così sarà per Maria.
 
[11/166]   5 agosto 1992
Prega per Satana, pregate per gli spiriti ribelli perché si ravvedano e tornino al Padre che un giorno hanno rifiutato. Solo con la preghiera fiduciosa si possono scrostare le antiche incrostazioni negative.
Gli Angeli, anime credenti e ferventi, raccolgono la zizzania seminata dal nemico e la gettano nella fornace del Mio Fuoco ardente che illumina, brucia (le scorie) riscalda il verme rimasto solo e nudo perché incentrato sul proprio ego.
La “Comunione dei Santi” serve a raccogliere gli eretici, gli sbandati, i ribelli, gli egoisti.
(Ma come può Satana rientrare nella “Comunione dei Santi” se Ti ha rifiutato coscientemente e liberamente?).
La “Comunione dei Santi” è una catena di amore che parte dall’Amore (Fuoco eterno) e raccoglie e aggancia, prima o poi, ogni creatura che a Me si appella.
Chi non ha in sé tale forza di appello, perché volutamente rinchiusosi nel proprio “io”, sarà aiutato e illuminato dalle forze positive che da Me provengono, a Me ricorrono continuamente per rinnovarsi nell’Amore luminoso e per irradiare tale Luce anche su coloro che sono ancora avvolti nella nebbia dell’ego.
Camminate, pregate, unitevi, anime nobili, nella catena dell’Amore e riuscirete ad agganciare anche chi è solo e disperato, ed ora anela alla Luce. Pregate, cantate e il coro diventerà armonia diffusa nell’Universo creato per godere la Luce e l’amore eterno.
Così sia con Maria.
Chi ha, dia a chi non ha (cfr. Lc 3,11). A chi ha sarà dato, ma a chi non ha perché ha rifiutato il dono, sarà tolto anche quello che gli era stato dato (cfr. Mt 25,29), perché ha sotterrato il talento, finché non entrerà in azione la “banca dell’amore” (“Comunione dei Santi”) che aiuterà l’asfittico a riprendere fiato e forza per risalire dall’abisso terreno. Il regno del mondo diventa tomba per il suo principe, ma Io ho tolto la pietra tombale con la Mia Risurrezione.
Io sono, per voi piccoli uomini, il primogenito dei risorti.
... L’ecumenismo non si farà finché permangono i “personalismi ecclesiali”.
Che tutti siano uno come Io e te Padre siamo Uno nello Spirito Santo (cfr. Gv 17,21-22).
Così sia con Maria.
 
[11/167]   16 agosto 1992
(Perché, Signore, muoiono tanti bambini di fame? Sono Tue creature innocenti, perché le lasci soffrire così?).
Dal male al bene, dal vuoto al pieno, dal nulla al Tutto. Il Tutto riempie il nulla quando il nulla diventa consapevole della sua nullità e della sua impotenza e si appella al Tutto per sopperire alla sua nullità.
I bimbi affamati sono segni del “nulla” che i potenti della terra lasciano morire di fame e di stenti per il loro egoismo. Quando l’umanità, corrotta dall’egoista presuntuoso e bugiardo, si accorgerà di tale scempio inizierà la catena dell’amore che ristabilirà l’equilibrio nel mondo corrotto dal suo principe. Per ora il peso dell’azione negativa fa abbassare l’indice della bilancia verso il basso. Ci vuole un peso altrettanto forte dall’altra parte della bilancia per rimetterla in equilibrio.
La Mia Passione e morte, sulla terra, unita alla passione e morte dei piccoli innocenti e di tante vittime coscienti (capri espiatori) serve a rimettere in equilibrio la bilancia ora sbilanciata.
Pregate, anime nobili, e datevi da fare per far comprendere tale squilibrio. Ogni azione positiva è peso d’oro che solleva verso l’Alto il peso del male. I Miei tempi per la salvezza dell’umanità non corrispondono ai vostri tempi terreni, ma urgono sul mondo corrotto e attendono anche la vostra consapevolezza e la vostra azione positiva per salvare il mondo. Dipendono anche da voi i tempi lunghi o meno lunghi. Svegliatevi, muovetevi, agite e si accelereranno i tempi che riportano la bilancia in equilibrio.
Voi siete responsabili della vita del mondo, nel tempo. A voi l’azione unita alla preghiera.
Così sia per Maria.
 
[11/168]   5 settembre 1992  
La morte di Paola (M. B.) è simbolo della fine di tutti coloro che, nella vita terrena, escono dalla loro casa (casa del Padre) ma perdono l’orientamento. Vanno in cerca del fumo (sigarette = interessi e culture terrene) ma poi non ritrovano più la via giusta per tornare alla loro casa. Vagolano per sentirsi sconosciuti e si allontanano sempre più dalla strada percorsa all’inizio della loro vita. Perdono l’orientamento e finiscono per cadere in un cespuglio!
Così accadrà per tutti coloro che usciti dalla casa del Padre, - dove lo Spirito li illumina e li guida (Chiesa, Religione, Fede) - vanno in cerca di sentieri attraenti ma sconosciuti (scienza - culture - potere - avere - sesso - ecc.) che li allontanano sempre più dalla casa di origine da dove sono usciti e dove il Padre li attende per far festa al loro rientro (figliol prodigo).
Paola ha cercato il fumo, si è persa, ma ora è rientrata nella felice casa del Padre, dopo aver vagabondato invano in libertà.
Non vi allontanate troppo, Mie creature, dalla Mia casa, perché più faticosa e triste sarà la strada del ritorno.
Così sia con Maria.
(Paola era una anziana nostra amica che, affetta forse da malattia, aveva perso l’orientamento dopo essere uscita di casa per comprarsi le sigarette, e l’hanno ritrovata dopo circa un mese di ricerche, morta in un cespuglio).
Tutto è simbolo sulla terra! Scopritene la Verità sottostante!
Manda questo scritto ai miei figli... servirà... ora vivo in pace. Grazie Laura.
Sono felice e benedico i miei figli. Camminino sulla retta via che conduce a questa felice dimora. Paola.
 
[11/169]   15 ottobre 1992   -  ore 8,30
Come un tempo lo sposo doveva pagare uno scotto per comperare la sua sposa, così il Creatore ha pagato uno scotto - il Suo Corpo crocifisso dato momentaneamente in pasto al principe del mondo - per riavere, per liberare la Sua creazione fatta schiava dal principe del mondo.
Satana, l’antagonista, ha creduto di essere il padrone della creazione e l’ha resa schiava e sottomessa alle sue voglie di potere. «Tutti i regni della terra ti darò se inginocchiato mi adorerai» (Mt 4,8), ha detto al Creatore della terra, fattosi uomo!
Ma il Creatore ha vinto, e ha insegnato alle Sue creature: «Adorerai il Signore Dio tuo e a Lui solo renderai culto» (Mt 4,10).
Così ha insegnato il maestro alle Sue creature, nate libere, ma bisognose di Verità.
Così il Creatore si è fatto maestro delle Sue creature incarnandosi nel “Maestro” (Cristo) fino a dare il Suo Corpo in pasto alla morte, ultimo retaggio del principe del mondo. Ma il Creatore ha vinto la morte, è risorto!
Così il Creatore ha pagato lo scotto all’antagonista, illuso padrone del mondo, per riavere la Sua creazione, per liberarla dal dominio di tale padrino-padrone, per riunirsi con la Sua creazione in un amplesso perenne.
Così la creazione è diventata sposa cosciente del suo Creatore e si è definitivamente unita a Lui con libero, cosciente atto di amore.
Così la Gerusalemme celeste ( = tutta la creazione) si sta incamminando verso il suo Sposo che l’attende per l’unione perenne felice (cfr. Ap 21,1-6). E tutta la creazione sarà: una nell’Uno.
Così è e sarà con Maria.
 
[11/170]   28 novembre 1992
«Lasciate che i morti seppelliscano i morti» (Lc 9,60).
«Dove c’è un morto là si precipitano gli avvoltoi» (Mt 24,28).
E’ giunto il tempo in cui i morti nelle tombe udranno la Voce e risorgeranno... (cfr. Gv 5,25-29).
Chi non crede nella presenza dello Spirito è morto. Su di lui si accaniscono le forze negative (avvoltoi). E guai a quell’uomo che non vuole ascoltare la Voce dello Spirito, espressa dal Figlio dell’uomo (nel tempo) e ripetuta dallo Spirito nel cuore e nella mente di ogni credente che apre le sue orecchie a tale Voce, sarebbe meglio per lui non essere mai nato. Ma ogni uomo in un dato momento della sua vita sentirà il richiamo dello Spirito e, se ascolta, crede e segue tale voce, sarà salvo. Chi non avrà aperto gli orecchi a tale Voce nel tempo, nella Vita oltre la vita la udrà e allora riaprirà gli occhi per rivedere la sua vita terrena. Se la vedrà vissuta conforme i dettami del Dio vivente sarà assunto nella gloria, se la vedrà intrisa di nuvole e fumo (interessi terreni) piangerà finché avrà lavato le scorie accumulate sul suo corpo durante il tempo. «Andate maledetti nel fuoco eterno» (Mt 25,41). E solo quando il verme nudo sarà ripulito dalla zizzania, potrà salire nella gloria dell’Empireo eterno.
Così è e sarà con Maria.
Tutti i bugiardi andranno a finire nel lago ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte (cfr. Ap 21,8).
(Cosa vuol dire, Signore?).
La prima morte è quella del corpo fisico, nel tempo. La seconda morte è quella del corpo psichico nella Vita oltre la vita.
Il corpo psichico dell’uomo permane, dopo la morte del corpo fisico, finché il corpo spirituale (verme nudo) non sarà ripulito dalle scorie accumulate nel tempo. Questo avviene nella Geènna (seconda morte = purgatorio) dove la consapevolezza e la sofferenza per il male commesso sulla terra laverà le macchie dalla veste del corpo psichico e tale veste ritornerà bianca per entrare nel banchetto finale.
«Se non rinascerete non entrerete nel Regno» (Gv 3,3-7).
Così è.
 
[11/171]   7 maggio 1994  -  ore 7
L’uomo si sta mettendo al centro dell’Universo, l’uomo sta facendosi dio!
Non più un Creatore, l’ “Assoluto”, Padre del creato, ma la creatura guarda oggi solo a sé stessa, si crede “assoluta” di fronte a tutto e a tutti. Non più il “tutto” che si fa “immagine” del TUTTO assoluto, ma il “tutto” vuol sovrastare sul “TUTTO” ignorandoLo.
Come Lucifero all’inizio della creazione, così l’uomo oggi guarda solo a sé stesso, crede, vuole essere onnipotente, ignora o uccide chi si oppone o intralcia la sua corsa al potere, all’avere, al suo essere assoluto. Perciò le guerre, le lotte, l’egocentrismo, il protagonismo... o la depressione per chi si sente incapace nella corsa verso un potere, un assoluto umano.
Oggi impera l’ego satanico e molte sono le vittime di tale confusione di ruoli!
Si e spostato il Centro, non più il Creatore, Forza originante e propellente verso l’Alto, per l’uomo creato, ma la creatura autogestentesi, autonoma, ma sola. E l’uomo sopraffà l’uomo per strappargli la sua forza!
Ma la forza dell’uomo, staccato dall’Energia Fonte si esaurisce un po’ alla volta e l’uomo muore.
E guai a quell’uomo che non vuole alzare il suo sguardo verso il Creatore implorando il Suo aiuto. Pianto e stridore sarà il suo retaggio dopo la sua illusione di essere l’assoluto!
Ma il Padre vi ama, vi attende a braccia aperte, uomini illusi dal maligno, principe del mondo!
Siete libere Mie creature, come le prime creature angeliche: o Dio, l’Assoluto, Padre del tutto, o l’ego padrone del tutto.
Il Sole è al Centro e tutto ruota attorno a Lui in orbite ben definite e guai a chi esce dalla propria orbita! Perduta la forza di attrazione, si disintegra! Questo ha fatto Satana, questo sta rifacendo oggi la creatura umana che vuol essere autonoma; ma dopo la lotta immane rimane sola.
Io vi amo, Mie creature, sono sceso in mezzo a voi per darvi l’esempio di un Uomo perfetto; imitate la Mia vita dove l’amore impera; seguite la Mia vita terrena e risorgerete, come Me, per l’eternità beata.
Così sia con Maria.
(Grazie Signore, aiutaci Tu perché siamo deboli!).
Io sono con voi, credete e affidatevi al Padre che vi ama e aiuta chi Lo chiama (cfr. Mt 7,7-11). Siete libere!
Così è.
 
[11/172]   8 maggio 1995  -  ore 10
Il pensiero della reincarnazione, oggi sempre più ricercato anche dai giovani occidentali, anche cosiddetti cristiani, è segno di un bisogno profondo di purificazione insito nell’inconscio dell’uomo che un po’ alla volta comprende e cerca un cammino verso la perfezione.
E’ il desiderio dell’incontro con il “Perfetto” che spinge l’uomo a tendere e a sperare in una sua ulteriore purificazione! E’ speranza di perfezionare la propria vita per diventare “immagini” sempre più perfette del “Perfetto”, Autore della vita.
E ben venga questa speranza se questa si traduce in ricerca di libertà di fare il meglio di ciò che è già passato.
Il Buono e il Bello, il Vero e il Giusto sono spinte per camminare in avanti verso questa perfezione.
Ma povero uomo è quello che pensa di migliorare sé stesso riprendendo un altro corpo fisico, cioè rientrando nel tempo con gli stessi limiti che lo hanno già inevitabilmente condizionato e quindi continuerebbero a condizionare all’infinito ogni uomo che cresce nel tempo e, nel mondo, dove il suo “principe” ne stravolge la realtà attirandolo continuamente verso un contingente immediato ma sempre fasullo perché sempre caduco!
La speranza e la tensione verso un miglioramento della specie è reale e legittima, perché frutto della sua evoluzione, perciò il progresso. Ma non illudiamoci di poter raggiungere la perfezione qui, neanche attraverso mille reincarnazioni, perché ogni reincarnazione sarebbe una ricaduta indietro, nel tempo, un ritorno continuo ad un inizio storico che inevitabilmente porterebbe a una fine storica.
Solamente la sicurezza che tale perfezione dell’uomo, che inizialmente è datata dalla sua nascita e morte nel tempo - dove si svolge solo la prima parte della sua evoluzione, sempre limitata però dai limiti della carne - continuerà all’infinito nella Vita oltre la vita (dove non ci saranno più i limiti carnali), solo tale sicurezza ci può aiutare a camminare qui sulla terra con tanta speranza e responsabilità.
Fiduciosi però che in tale cammino verso la perfezione non siamo soli, o alla mercé del tempo, ma c’è con noi il “Perfetto” che ci ha immesso nel tempo, è sceso Lui stesso nel tempo come esemplare d’Uomo perfetto per insegnarci la “Via e la Verità” e per mostrarci con la Sua Risurrezione una vita eterna, unica e irripetibile per ogni uomo, fatta a «immagine e somiglianza» del Padre, l’Assoluto perfetto.
Così è.
E’ stato detto all’inizio: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza» (Gen 1,26-27) e «... Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48). L’importante è crederci e camminare insieme in avanti!
 
[11/173]   7 luglio 1995
Solamente dopo la morte avviene la risurrezione. Se il chicco di grano non muore non porta frutto (cfr. Gv 12,24).
Io Mi sono sottomesso alla morte, Mi sono sottomesso alla volontà del maligno che Mi ha messo nella tomba dopo averMi crocifisso, e ha così creduto di averMi eliminato, annientato, tolto alla vista del mondo. E Io Mi sono sottomesso alla sua volontà, ho accettato le sue leggi di morte. In silenzio Mi sono lasciato uccidere nel corpo fisico, poi chiuso in una tomba, sotterrato. Negli inferi (sotto terra) sono sceso. Ma dal silenzio e dal buio degli inferi sono uscito, risorto glorioso.
La Mia vita ha vinto la morte, ha vinto il principe di questo mondo buio e tenebroso. La Mia Luce è esplosa dagli inferi ed è riapparsa nel mondo per inondarlo di tale Luce che illumina ogni uomo che muore ma poi resuscita, dopo aver lasciato marcire sotto terra il suo tegumento e dopo aver lavato la sua veste nel sangue dell’Agnello. E la sua veste, ritornata candida (dopo la purificazione nella Geènna), è uscita dalla tomba (Geènna) ed è entrata nella Luce dell’Empireo eterno dove l’amore, la gioia, la comunione col Datore di Vita e con i fratelli risorti è vivibile all’infinito perché, Infinito ne è l’Autore.
Così è e sarà sempre.
(Ma Tu, Signore, non avevi bisogno di purificazione nella Geènna, non sei sceso negli inferi, per questo, come noi misere creature mortali!).
La Mia Incarnazione, Passione, morte e Risurrezione Io l’ho voluta e realizzata per voi, piccoli uomini che avete bisogno di vedere, di toccare con mano, nella vostra storia, la realtà di un Padre che si fa Figlio per insegnare ai figli come vivere da uomini, per risorgere poi come l’Uomo perfetto. Dio si è fatto Uomo per questo, per mostrare alle Sue creature come vivere, come morire (sottomissione), come risorgere. Questo è il cammino per la vostra salvezza eterna, a imitazione del Padre “Dio” fattosi Uomo, esemplare per voi sulla terra.
Così è per Maria.
(Grazie, Signore!).
 
[11/174]   7 ottobre 1995
«Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17,7-10).
Ogni uomo nasce nel tempo (campo) per eseguire un compito (operaio = laico; pastore = sacerdote o guida di altri). Quando muore torna alla casa del Padrone ( = Padre, Creatore). Ma lì deve ancora lavorare per preparare il cibo per il padrone.
Questa è l’ultima fatica dell’uomo che dopo aver lavorato sulla terra, deve rendere conto di ciò che ha fatto. Questo vuol dire «prepararmi da mangiare» cioè l’auto-giudizio del lavoro fatto sulla terra! Lavoro che ognuno ha da compiere nel tempo e per cui è stato immesso nel mondo.
“Cingiti la veste”, cioè metti la veste bianca, pulita prima di incontrarti col padrone (cfr. Lc 12,35-38). Questa è la nostra purificazione nel purgatorio ( = ripensamento doloroso della nostra vita temporale). Questo è il cibo che ognuno deve preparare per dare al Padre ciò che Lui si aspetta da me.
Il padrone è Dio, il servo è ogni uomo che viene nel tempo per eseguire il compito (lavoro) che gli è stato affidato. Tornato a casa, cioè dopo la morte fisica, c’è la revisione del lavoro fatto (giudizio che ci purifica e ci prepara la veste bianca necessaria per entrare nel banchetto finale con Lui - cfr. Mt 22,1-14; Lc 14,15-24 -). «Siamo servi inutili» (non necessari) perché dobbiamo fare ciò per cui siamo stati creati.
Ognuno ha un compito specifico sulla terra, dobbiamo eseguirlo per entrare nella gloria.
Così è.
 
[11/175]   7 dicembre 1995
«E’ meglio entrare con un solo occhio nel Regno che essere gettato con tutti e due nella Geènna, dove il loro verme non muore e il Fuoco non si estingue. Perché tutti saranno salati col Fuoco» (Mc 9,47-49).
«Ogni albero che non produce frutti buoni è gettato nel Fuoco» (Mt 3,10).
Il fuoco illumina, il fuoco riscalda, il fuoco brucia. Il fuoco è simbolo del Fuoco eterno ( = Dio) che illumina la Sua creatura mostrandole la Verità sempre più chiaramente (nel tempo e oltre il tempo).
Il Fuoco eterno riscalda la Sua creatura facendole sentire il Suo Amore che la infiamma sempre più.
Il Fuoco eterno brucia la pula della Sua creatura (zizzania che l’ha avvolta nel tempo) e perdonando le sue colpe, riconosciute mediante la Sua illuminazione, la purifica nella Geènna e ritorna così il germe nudo ma risplendente della Sua Luce all’infinito. Come l’oro ripulito nel crogiolo. Questa la coscientizzazione della creatura, prima nel tempo, poi nella Geènna, e all’infinito nella vita eterna gloriosa.
Il sale dà sapore, il sale scioglie il ghiaccio, il sale conserva.              
Il sale è simbolo della Sapienza di Dio che opera nella Sua creatura dandole sapore (facendole comprendere il senso della sua vita nel tempo e oltre il tempo).         
Il sale scioglie il gelo dell’egoista (che vive solo per le cose effimere terrene ed è privo di amore).
Il sale conserva la creatura facendola crescere in Sapienza (Verità) all’infinito.
Così è.
 
[11/176]   24 marzo 1996  
«Io sono la risurrezione e la Vita» (Gv 11,25), non temere, tutti risorgeranno un giorno.
Così è.
 
[11/177]   22 aprile 1996  -  ore 18  -  mia riflessione?
(... Ma Gesù non è morto sulla croce per salvarci, per cancellare i nostri peccati, ma per insegnarci a vivere nel tempo come è vissuto Lui: amando, perdonando, guarendo e insegnandoci ad ascoltare il Padre e a fare la Sua volontà, per diffondere il Suo Regno nel mondo. E alla fine ci ha mostrato la Risurrezione eterna, dopo la morte. La morte è naturale e necessaria per ogni uomo nato nel tempo. Non Gesù ha scelto la morte sulla croce ma ha accettato, fino all’ultima conseguenza, anche il potere del maligno che Lo voleva distruggere. E si è lasciato morire senza ribellioni, senza difendersi dal principe del mondo, ma alla fine con la Sua Risurrezione ha mostrato la Sua potenza, la Sua superiorità. L’amore per i figli Lo ha spinto a diventare Figlio-Uomo per insegnare a noi uomini che saremmo risorti come Lui-Uomo se Lo avessimo imitato! Questo il perché della Sua Incarnazione, Passione e morte. Ma poi la visione chiara della Risurrezione per la gloria perenne! Questo ha fatto per insegnarci come salvarci: imitando Lui, amando Lui; pregandoLo di aiutarci nella vita quotidiana e nell’ora della morte!
Così è.
Niente di magico - neanche la nostra salvezza - ma tutto è reale, umano, voluto, possibile anche a noi. Solo la Sua Risurrezione è straordinaria, come la Sua Incarnazione! Ma la Sua vita nel tempo è come la nostra, naturale, logica, possibile anche a ognuno di noi. Questa è la Sua “Via”, la Sua “Verità”, insegnata a noi come “vita” perfetta da seguire).
Così è.
 
[11/178]   26 gennaio 1997
... Eterno è ciò che non ha principio né fine. Dio è eterno perché non ha mai avuto un principio, né ha mai fine. L’eternità è il tempo di Dio, senza principio né fine.
Nel “Giudizio finale” (cfr. Mt 25,31-46) si parla di “Fuoco eterno”, ma se tale Fuoco è inteso come realtà di Dio - che illumina, riscalda, brucia la zizzania - è esatto tale paragone con Dio, l’Eterno! Ma se tale fuoco lo considerate come le fiamme dell’inferno dove, dite voi, l’uomo brucerà, cioè soffrirà per sempre... è errato il termine “eterno”, perché il fuoco (dice il Vangelo) è preparato per il diavolo e i suoi simili. Ma poiché il diavolo ed altre creature ribelli non sono “eterne”, ma hanno avuto un inizio, tale fuoco avrebbe avuto un inizio, quindi non sarebbe eterno.
Perciò dovete comprendere che quel Fuoco eterno “sono Io”, l’eterna Luce che illumina ogni creatura, l’eterno Amore che riscalda ogni uomo, l’eterna misericordia che perdona il peccatore e brucia le scorie dell’uomo pentito (cancella i peccati).
Così è.
 
[11/179]   27 gennaio 1997
Il sale scioglie il ghiaccio, il sale dà sapore, il sale conserva. Queste le tre caratteristiche del sale terreno.
Io vi ho detto: «... nella Geènna, dove il loro verme non muore e il Fuoco non si estingue... tutti saranno salati col Fuoco» (Mc 9,47-49). Geènna è da intendere: situazione, periodo, momento di purificazione per il corpo psichico dell’uomo che sta passando dalla morte alla Vita che non finisce. In tale situazione il peccatore è illuminato e riscaldato dal “Fuoco eterno” che perdona le colpe da lui riconosciute ( = il sale scioglie il ghiaccio). Sarà così “salato col Fuoco”, cioè reso cosciente e sapiente sempre più ( = il sale dà sapore), e conservato per l’eternità (il sale conserva).
... Io vi ho detto: «Vi manderò lo Spirito, che prenderà del Mio e ve lo spiegherà meglio, e vi farà conoscere le cose future» (Gv 16,13-14).
Ora è iniziato il tempo dello Spirito che vi illumina con nuova Luce. «Vino nuovo in otri nuovi!» (Mt 9,17).
Così è.
 
[11/180]   1 maggio 1997  -  ore 11
Tre sono le teorie religiose che servono progressivamente nella storia per comprendere la salvezza dell’uomo:
·         nell’Antico Testamento si parla di RETRIBUZIONE secondo cui il giusto (sulla terra) prospera e l’empio soffre nel tempo (Giobbe);
·         nel Nuovo Testamento si parla della teoria della RIPARAZIONE secondo la quale c’è sempre una vittima innocente che paga per salvare i peccatori (capro espiatorio) - Gesù salva sulla croce -;
·         nel Terzo Testamento (dello Spirito) si parla della teoria dell’IMITAZIONE di Cristo, secondo la quale l’uomo che imita la Vita umana di Cristo sulla terra, si procura e si avvicina alla salvezza.
Così è.
 
[11/181]   2 maggio 1997
Il mondo è posto su un’asse che poggia il suo centro su un punto focale (Dio) che regge il suo equilibrio. Da una parte e dall’altra di questo centro focale l’asse è libera, può scendere o salire conforme il peso che si appoggia sopra tale base. L’asse è in equilibrio se il peso sovrastante è uguale da una parte e dall’altra del centro. Se il peso su un lato dell’asse supera il peso dell’altra metà, la fa scendere dalla parte del peso maggiore e l’asse non è più in equilibrio. Per rimettere in equilibrio tale asse, su cui poggia il mondo, bisogna aggiungere un peso ulteriore sulla parte dell’asse carente di peso, e solo allora questa torna in equilibrio.
Così in una bilancia, bisogna che sui due piatti ci sia un peso uguale affinché i due piatti stiano in equilibrio.
L’equilibrio è necessario perché il mondo non precipiti in basso sfracellandosi sul fondo (il male è pesante e porta al basso, il bene è leggero e sale in Alto).
Il peso dell’umanità negativa, succube delle forze negative (maligne) è sempre più in aumento, è necessario quindi un supplemento di peso di Forze positive (divine o angeliche) e di uomini innocenti, sulla terra, che sollevino l’umanità negativa verso l’Alto, per rimettere in equilibrio la bilancia del mondo. Perciò esiste il dolore!
(C’è un dolore subìto e un dolore provocato, voluto).
La sofferenza - male subìto dall’uomo innocente e procurata dall’uomo malvagio, male commesso e voluto -, è tale peso d’oro che rimette in equilibrio l’asse del mondo (oggi sempre più disequilibrato).
Il peso negativo, cioè il “male voluto” razionalmente, viene sollevato dal peso positivo, cioè dal “male sofferto” dall’innocente per colpa del peccatore cosciente (coscienza distorta dal maligno).
Il male sofferto redime il male commesso, voluto. Questo è l’equilibrio divino.
Auschwitz, ne è oggi, un esempio!... Forse solo nella vita eterna, dove la Luce illumina ogni uomo annebbiato sulla terra dal principe di questo mondo, sarà palese il perché di tali situazioni terrene, ritenute tuttora ingiuste dall’uomo nel tempo, ma (nell’aldilà) comprese finalmente come necessarie per l’equilibrio del mondo.
Chi ha, dà a chi non ha! (cfr. Lc 3,11).
Cristo, sulla terra, ne è l’esemplare più significativo. Ma la morte subita da Cristo, l’Innocente, è poi superata visibilmente dalla Sua Risurrezione. Questo sarà anche per ogni uomo quando passerà dalla nebbia del mondo alla Luce, dalla libertà terrena limitata nel tempo e dal maligno, alla libertà limpida e totale nella Vita che non ha fine. Non è la vita terrena nel tempo quella che dà la felicità totale, ma la vita eterna nell’Empireo!
E’ questa che ora stanno godendo anche i bambini dell’olocausto. (... che oggi forse ci trasmettono ciò!...).
 
[11/182]   19 novembre 1997  -  ore 8  
(Cos’è il male?).
Il male in sé stesso, non esiste, esiste solo il bene creato e voluto da Dio, Bene Assoluto.
Perciò il male è un bene non realizzato. Ogni omissione di bene, conosciuto come tale nella coscienza di ogni uomo integro, diventa, o porta al male. Non realizzare il bene propostoci dalla nostra coscienza interiore produce il male e porta al nulla, al vuoto, al non fare, al “non essere”, questo apre la porta al male.
Il bene è positivo, e l’ “essere”, che fa e realizza il positivo, fa il bene; il male è il contrario, l’opposto del bene, è il non fare ciò che è bene. Il male è il “no” del “sì”.
Così è.
 
[11/183]   2 aprile 1998  
Io sono continuamente, ogni giorno in mezzo a voi, Mie creature, e parlo nel cuore e nella mente di chi Mi crede vivo, presente, parlante.
Ma l’uomo accecato dagli interessi mondani (egoistici) non crede alla Mia presenza reale fra voi, non ascolta la voce di chi Mi crede e trasmette tale Mia Voce, spesso intrisa con la propria terra (Terra = linguaggio umano di chi traduce il Mio pensiero confuso con la Mia saliva = forza divina).
L’impasto di terra e saliva, che ho spalmato sugli occhi del cieco nato (cfr. Gv 9,1-41) è il simbolo della vostra terra (pensiero e linguaggio terreno) e della Mia saliva (pensiero e volontà divina). Tolto dagli occhi tale impasto, si annulla la terra, e rimane la forza della Mia saliva (Parola) che illumina il cieco e lo fa camminare verso il Faro, intravisto dapprima, poi sempre più veduto con gli occhi della fede. Questo è l’insegnamento che vi ho dato attraverso il miracolo del cieco che ha riavuto la vista perché Mi ha cercato. Ma chi cerca di vedere solo le cose terrene, o ragionate con la propria scienza, non può vedere la Luce del Faro.
«Sono venuto perché i ciechi vedano e coloro che credono di vedere diventino ciechi» (egocentrismo) (Gv 9,39). La Luce c’è, dipende da voi uomini cercarla, e Io Mi farò vedere.
Così è.
 
[11/184]   24 maggio 1998   -  ore 8  
«In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio... e tutte le cose sono state fatte per mezzo di Lui» (Gv 1,1-3).
Il tutto ( = creazione) è opera di Dio, il “Tutto”.
Il tutto è relativo a Dio, l’Assoluto. Dio è il Positivo, ma il Positivo è tale perché permette a una Sua creatura, divenuta liberamente negativa, di stare di fronte a Lui presumendo di esserGli pari.
Il Positivo e il negativo all’inizio della creazione - che era assolutamente e totalmente positiva perché uscita dal Positivo assoluto - si fronteggiano. Qui rinasce la libertà del “relativo” di fronte all’Assoluto.
Tale libertà muove l’intelligenza del relativo all’invidia e al desiderio di supremazia sull’Assoluto!
Qui nasce la prima competizione dell’Assoluto col “relativo”, libero ma non perfetto perché bisognoso di un Datore di vita. Questa la prima e unica competizione (prova) accordata dall’Assoluto al suo primo “relativo”: il mondo angelico composto da creature fatte a immagine e somiglianza del Creatore, avendone ricevuto in dote una Sua parte specifica: l’intelligenza, la libertà, la volontà. Queste qualità essenziali delle creature angeliche (poi donate pure alle creature umane nate nel tempo) spingono tali creature alla competizione col Creatore, desiderando ottenerne la supremazia.
(E’ questo il vero peccato originale).
Da ciò nasce l’ “ego” della creatura che vuol competere superare il suo Creatore.
Da ciò nasce il negativo che si oppone al Positivo.
Da ciò la lotta immane che perdura fra il relativo e l’Assoluto finché il relativo negativo è libero di scegliere. Ma dopo la scelta negativa del relativo che ha rifiutato l’Assoluto - staccandosi liberamente dal suo Autore - tale negativo continua, nel tempo, la sua lotta. Ma l’antagonista è “solo” contro l’Assoluto, perciò sempre perdente.
 
[11/185]   16 giugno 1998  -  ore 9  
(Dio è “impotente” nel mondo! - E’ stato detto da Jacques Duquesne -.  Infatti il dilagare del male nel tempo ce lo fa pensare così. Perché nel mondo è il “bugiardo” che impera ed è potente! Ma Dio lascia libero l’uomo di fare ciò che vuole, nel tempo. La libertà è il dono più grande dato da Dio alle Sue creature. Solo così Dio valorizza la Sua creatura, cominciando da Lucifero! Ma Dio esiste anche se nascosto, ed è potente solo con chi si affida totalmente a Lui perché Lo crede vivo e pieno di amore per le Sue creature. Ma anche in chi è lontano e non Lo sente presente qui nel mondo, Dio si insinua sottilmente, e prima o dopo - nell’aldilà -, ognuno Lo riconoscerà suo Creatore e Padre. Ciò è inevitabile grazie a Lui!).
Così è.
 
[11/186]   14 ottobre 1998 -  ore 7
Parla e non temere, Io sono con te e ti illumino. Spiega la Verità a chi è nella nebbia e vive nel buio illuminato solo da luci artificiali (verità terrene) fasulle e caduche. Quando avviene un “black out” rimane solo il buio totale. Io sono la Luce eterna, solo Io posso illuminare il cammino del viandante, pellegrino nel tempo. La Mia Luce non si spegne mai. Ma l’uomo è libero nel tempo!
Solo colui che Mi rifiuta volutamente provoca un “black out” in sé stesso, perché chiude gli occhi della mente e del cuore e non vede più la Mia Luce, ma vive solo nella penombra illuminata fiocamente da luci artificiali (verità umane fasulle e caduche) che sempre cadono e si spengono. Questo è il “black out” provocato dalla forza negativa,  povera, ma illusa di avere un potere nel mondo (principe del mondo). Il suo potere è solo la morte fisica dell’uomo, ma non ha potere definitivo sulla risurrezione eterna (dopo la purificazione dalla zizzania addossatogli dal “bugiardo”, nel tempo).
Io sono la Vita eterna, la Verità incontrovertibile, la Via luminosa che porta al Faro che mai si spegne.
Così è.
 
[11/187]   8 febbraio 1999   -  ore 7,30  
Nella Geènna ogni uomo vedrà chiaramente, senza nessuna remora o dimenticanza, il bene che doveva e poteva fare durante la sua vita nel tempo, il rifiuto di tale bene e la sua noncuranza del positivo (amore, aiuto, perdono, ecc.). Tale positivo non realizzato, diventa negativo, diventa male (indifferenza o addirittura lotta contro il povero, l’affamato, il debole, ecc.).
Tutto questo male realizzato da ogni “egoista” ai danni di altri uomini poveri e bisognosi di aiuto, sarà chiaramente evidente ad ogni uomo nella Geènna, cioè quando l’uomo liberato dai limiti del corpo - sul quale incide la forza negativa del “bugiardo” principe del mondo nel tempo - sarà illuminato dal “Fuoco eterno” (Luce divina) e vedrà chiaramente il male fatto, cioè il suo bene non realizzato. E sarà pianto e stridore (cfr. Mt 25,30).
Questa è la situazione di ogni uomo dopo la morte del corpo fisico, e ciò lo aiuterà a pentirsi delle sue colpe riconosciute, a chiedere perdono al Padre, che gli aveva dato i talenti ma lo aveva lasciato libero di usarli nel tempo, e lo farà quindi ritornare, alla fine, all’ovile, dove il Pastore amoroso lo attende a braccia aperte.
Questa è la misericordia del Dio “giudice”: che prima rende consapevole l’uomo delle sue azioni - è questa la giustizia divina - ma poi alla fine perdona il pentito perché lo ama. Questa è la misericordia, atto finale dell’Amore eterno.
Così è.
 
[11/188]   18 marzo 1999  -  ore 8  
Io parlo per chi ha orecchi aperti e volontà sincera per ascoltarMi. «Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno!» (Mt 7,21). Non li conosco gli imbroglioni, i bugiardi, i presuntuosi, i falsi!
Nella Geènna saranno illuminati dalla Luce del Mio “Fuoco” ardente che brucerà la zizzania della loro superbia che li ha resi ciechi e sordi alla Mia voce, nel tempo. Ma pianto e dolore sarà il retaggio di coloro che hanno volutamente chiuso gli orecchi alla Mia voce. Ma alla fine, dopo la loro lotta contro le forze negative, saranno liberati dall’inganno del principe del male, e pentiti saliranno nell’Empireo sede dei Santi.
Così è e sarà.
 
[11/189]   17 maggio 1999  -  ore 9
Leggi e medita il “Giudizio finale(cfr. Mt 25,31-46).
Li comprenderai il perché della creazione e il fine di tale creazione.
La creazione è la messa in atto di ogni creatura intelligente e libera che nasce nel tempo, cresce, è libera di scegliere e di decidere le sue azioni o seguendo l’Amore, o accontentando il proprio “ego”.
Alla fine della sua vita temporale ogni uomo passa alla Vita che non avrà fine, dopo una illuminazione divina ( = “Fuoco eterno”) superiore a quella avuta nel tempo dove impera il maligno. Tale illuminazione lo rende chiaramente consapevole delle sue scelte terrene e delle sue “omissioni” d’amore vissute nel tempo. Ciò avviene per ogni uomo che, dopo la morte fisica, entra nella Geènna, situazione di stallo per una sua ulteriore illuminazione e consapevolezza delle sue scelte terrene spesso ottenebrate e distorte dal “bugiardo”, principe del mondo, ma escluso nella Vita oltre la vita dove prevale la Luce del Fuoco eterno (Dio). «Andate nel Fuoco eterno» (Mt 25,41) cioè nella Luce divina che illuminerà, alla fine, anche Satana e i suoi angeli.
Sarà l’uomo stesso, illuminato, che si autogiudicherà e vedrà se sarà degno di entrare nel “Regno”, preparato dal Padre fin dalla fondazione del mondo per i puri di cuore e per i purificati (figliol prodigo), o si sentirà bisognoso di purificazione se avrà seguito Satana e i suoi angeli, nel tempo.
Nel banchetto finale entreranno solamente coloro che hanno la “veste bianca” (cfr. Mt 22,1-14; Lc 14,15-24) ripulita dal “sangue dell’Agnello”.
La condizione per la salvezza finale sarà sempre ed esclusivamente basata sulla fede in Dio e sull’amore realizzato verso Dio e verso il prossimo, nel tempo.    
«Venite benedetti perché Io ho avuto fame... ero nudo, prigioniero, ecc., e tutto ciò che avete fatto ai miei fratelli più piccoli l’avete fatto a Me» (Mt 25,34-40). Dio è nel fratello!
Dio lascia libero l’uomo nel tempo.
Dio si è incarnato nel tempo per insegnarci l’amore.
Dio ci illumina tutti alla fine e ci attende a braccia aperte, ma dopo averci mostrato, dolorosamente, le nostre deviazioni dall’Amore.
Dio è giusto (nella Geènna) e misericordioso alla fine.
 
[11/190]   20 giugno 1999  -  ore 8  
... (Sì, forse oggi in mezzo a tanta confusione di idee e a tanto sfarfallare di colori disarmonici, oggi in mezzo ai giochi effimeri di una società che corre verso il “nulla”, forse oggi si incomincia a intravedere e ad avere la percezione di un “anima eterna” in cerca di Luce).
E la Luce entrerà nelle tenebre e la annullerà. La Luce brillerà, alla fine, per sempre.
Così è e così sarà.
 
[11/191]   8 settembre 1999  
Ciò che legherete o slegherete sulla terra sarà legato o slegato anche in Cielo (cfr. Mt 18,18).
L’uomo è libero nel tempo di legare, cioè fermarsi nel proprio “ego” e agire per realizzare i propri interessi caduchi e limitati, anziché agire per amore e aiutare i “piccoli”. E’ l’uomo che si lega a Satana nel tempo e non ascolta gli impulsi positivi provenienti dall’Alto! E Dio lascia la libertà all’uomo sulla terra.
Non il Cielo è chiuso all’amore, ma è l’uomo che si chiude nel proprio ego.
Ma è pure l’uomo che può aprirsi (slegare) al prossimo facendo azioni di perdono e di amore. E’ l’uomo che può slegarsi dai lacci del “bugiardo” rifiutando le sue attrattive mortali e aprirsi all’amore suggeritogli dall’Alto. Quindi è l’uomo che slega o lega sé stesso a Dio o al maligno. L’uomo è libero!
Così è.
 
[11/192]   8 ottobre 1999  -  ore 22  
(Perché Signore permetti che l’uomo subisca tante sofferenze nel tempo? Perché anche Tu hai subito la croce?).
Nel tempo impera il principe di questo mondo, il maligno. E’ colui che ha scelto sé stesso ignorando volutamente il Creatore. Io l’ho lasciato libero, come poi ogni altra creatura da Me uscita.
Ma la creatura che è libera di scegliere sé stessa al di sopra del suo Creatore, non può più pretendere il Mio aiuto perché vuole agire da sola ed è libera, nel tempo, di fare ciò. Questa è la prova della sua libertà. Ma la creatura sola, cade, perché si è privata volutamente della Mia Luce e della Mia forza, perciò è caduta nelle tenebre e continua a cadere illudendosi di essere autonoma. Questo ha fatto il principe del mondo fin dal principio.
Ma per chi vuole e cerca la Mia Luce, deve combattere con Satana che si intromette fra la creatura e il Creatore.
Perciò nel tempo esiste la sofferenza e la lotta. Io pure nel tempo Mi sono lasciato uccidere nel corpo da tale “principe”, per mostrarvi fin dove può arrivare il suo potere. Ma alla fine Io l’ho vinto con la Mia Risurrezione.
Il Paradiso è un dono per chi lo cerca e se lo guadagna faticosamente chiedendo il Mio aiuto.
Così è.
 
[11/193]   10 ottobre 1999  -  mia meditazione.  
«Andate maledetti nel Fuoco eterno perché non avete dato ai piccoli... e andranno questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Così ha affermato Gesù nella parabola del Giudizio finale - cfr. Mt 25,31-46 -. Parabola ricca di analogie!
I “maledetti” sono coloro che hanno detto o fatto il male nel tempo.
“Fuoco” è il simbolo della Luce divina che “illumina” nella Geènna ogni uomo e mostra a lui tutte le omissioni di amore fatte nel tempo; “riscalda”, cioè fa sentire il Suo grande amore a chi non ha amato; “brucia” la zizzania del peccatore pentito, cioè perdona e cancella le colpe.
Il “Fuoco” è eterno perché solo Dio non ha né principio né fine.
Il “supplizio” è opera di giustizia dell’Eterno Giusto che purifica il peccatore nella Geènna attraverso la memoria e il rimorso del male commesso nel tempo. Non il supplizio è eterno! Ma è l’Eterno Giusto che provoca la situazione di purificazione con una dolorosa consapevolezza transitoria per chi non ha dato amore!
Ma il Padre, dopo la “giustizia”, fa sentire al pentito la Sua “misericordia”, cioè il Suo perdono amoroso ed eterno per ogni peccatore divenuto “giusto” dopo la purificazione consapevole.
La “Geènna” è simbolo - non luogo! - dello stato di purificazione di ogni peccatore che deve essere consapevole e pentito delle sue colpe, prima di entrare nell’eterna gloria. - Oggi noi identifichiamo la Geènna con il purgatorio -.
Quindi il “purgatorio” è un momento transitorio, uno stato, una situazione di dolorosa purificazione data dall’Eterno Giusto a colui che, riconosciute le sue colpe, si pente e chiede perdono al Padre amoroso che lo attende e fa festa al suo ritorno. Così nella parabola del figliol prodigo! - cfr. Lc 15,11-32 -.
Ma tutti siamo sulla terra figli liberi e spesso prodighi, cioè sperperatori dei beni - tempo, intelligenza, salute,
ecc. - avuti dal Padre.
E’ questa la spiegazione della parabola del “Giudizio finale” - cfr. Mt 25,31-46 -, che non è da intendere come la fine dei tempi - Dio è eterno perciò il Suo tempo è infinito - ma vuol mostrarci che il Suo giudizio è definitivo, ma anche conquistato da ogni Sua creatura, libera nel tempo, ma alla fine resa consapevole e illuminata e finalmente purificata dalla zizzania terrena.
Così è.
 
[11/194]   25 ottobre 1999  -  ore 8  -  dopo l’ascolto della Rassegna Stampa.  
(Signore non capisco più niente! E’ possibile che ciò che finora era considerato un comportamento umano normale, dalla maggioranza, ora diventa anormale e viceversa, ciò che era visto come un fatto anormale oggi diventa normale? Non c’è più una “norma” chiara fra il giusto e l’ingiusto, fra il normale e l’anormale, fra il bene e il male, fra il buono e il cattivo? O stiamo ribaltando la realtà? Non c’è più la possibilità né la capacità di fare un discernimento, un giudizio unico sulla realtà e, sui comportamenti umani? E’ il caos!... Signore dà all’uomo nuovo il Tuo santo e sano equilibrio, Ti prego!).
Così avverrà se l’uomo seguirà le leggi inserite nella sua natura dal suo Creatore. E se tali leggi saranno distrutte o deviate per il “piacere” dell’uomo, il pianeta terra diventerà disabitato.
Uomo sei libero. Tu sei responsabile del giusto e dell’ingiusto, dell’essere normale o dell’essere anormale. Lucifero ha rotto, per primo, questo equilibrio ed è precipitato solo e disperato. Uomo apri gli occhi alla Verità!
Così sia.
L’uomo deviato e depravato da Satana cerca ora nella storia, casi, sempre più frequenti, di anomalie fisiche e psichiche per farle apparire come fatti normali. Ma questi rari casi (anomalie) sono frutto di patologie mentali o fisiologiche che derivano dal principe di questo mondo, che è libero di influire e infierire sulla mente e sul corpo delle creature. L’uomo succube di tali forze negative può realizzare tali deviazioni, il normale diventa anormale! Ma anche se potrà distruggere la creazione, o autodistruggersi, il suo spirito non  sarà mai distrutto e la Verità brillerà nei “nuovi cieli e terre nuove” (cfr. Ap 21,1) create all’infinito dal Creatore assoluto ed eterno.
Così è e sarà.
 
[11/195]   26 ottobre 1999   
«Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo» (Mt 18,18).
Vuol dire: il Cielo patisce la violenza degli uomini nel tempo perché lascia ad ogni uomo la libertà di agire come vuole durante la sua vita terrena. Anche la Chiesa è libera di fabbricare dogmi e imposizioni per i fedeli ( = legare) secondo la cultura recepita dal Magistero nei vari tempi della storia.
Perciò il Cielo lascia la libertà di decisione e di azione alle Sue creature nel tempo e si sottomette alla volontà delle creature, limitate qui anche dalle insidie e dalle bugie del principe di questo mondo.
Perciò avviene il male sulla terra!
Ma lo Spirito soffia dove vuole, con chi vuole, come vuole e quando vuole anche nel tempo, durante la vita terrena di coloro che cercano la Verità (Dio), credono e amano e ascoltano la Sua Voce che insegna sempre la Verità «a chi ha orecchi per intendere!» (Mc 4,9). E a lunga scadenza farà slegare la Verità dai lacci tesi dalle forze negative sulla terra, e tale Verità brillerà anche nei secoli terreni per opera degli illuminati dall’Alto.
«La Verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Ma la Verità sarà evidente per tutti nell’aldilà dove non c’è la nebbia e le attrattive immediate di Satana.
Il tempo serve per una prova libera per ogni creatura.
 
[11/196]   Gennaio 2000  -  mia meditazione.
(Con la parabola del “Giudizio finale” - cfr. Mt 25,31-46 -, Gesù non vuole indicarci la divisione eterna dei buoni dai cattivi, ma soprattutto insegnarci l’unico “modo” e il “mezzo”che serve all’uomo, nel tempo, per poter entrare alla fine del Regno, e tale attività, qui, è basata solamente sull’amore e sul “dare”.
Il re della parabola dice infatti: «... venite benedetti... perché avete dato...» cioè a Dio presente in loro, e dice agli egoisti: «... andate nel fuoco eterno perché non avete dato...».
Quello che soprattutto - secondo me - non è stato compreso, ma frainteso, è quel “Fuoco eterno” dove Dio, secondo l’interpretazione della Chiesa, caccia i reprobi per l’eternità. Penso che Gesù parlando di “Fuoco eterno” non lo intende certamente come le fiamme dantesche che tormentano eternamente l’uomo, ma parla di Se stesso, l’Eterno, cioè della presenza “inestinguibile” di quella Luce divina che nell’al di là illumina particolarmente il peccatore e lo rende, sia pure dolorosamente - è questa la giustizia divina - più consapevole, evidenziandogli tutte le sue omissioni di amore vissute nel tempo. E questo Fuoco eterno o Luce divina, illuminerà ogni uomo che, liberato dai limiti del corpo prima ottenebrato dal principe del mondo - ma che nell’al di là non ha più poteri -, sarà illuminato e riscaldato dall’Amore di tale “Fuoco” che brucerà finalmente per sempre la zizzania che aveva avvolto, nel tempo, il peccatore annebbiato dal deviatore.
È questa la giustizia divina che si tramuta in misericordia alla fine.
Il secondo punto in cui nel Vangelo - cfr. Mc 9,43-49 - Gesù accenna chiaramente all’al di là, è dove parla degli scandali puniti nella cosiddetta “Geénna” - situazione simbolica di purificazione, oggi denominata “Purgatorio” -: «... dove è pianto e stridore...» Mt 8,12.
Infatti Gesù avverte: «... è meglio entrare monco nella Vita» cioè nella situazione definitiva, «che essere gettati nella Geénna» situazione transitoria, «dove tutti saranno salati col “Fuoco”» cioè resi sapienti, illuminati e consapevoli. È questo il supplizio purificatore che viene dato dall’ “Eterno”.
Il Fuoco è simbolo di Luce e calore, cioè dell’Amore e della misericordia divina che alla fine perdona il peccatore dopo averlo dolorosamente reso consapevole e quindi pentito dei suoi misfatti. E tale Fuoco è eterno perché solo Dio è senza principio né fine.
Quindi Gesù insegna che solamente durante la vita temporale l’uomo può liberamente togliere da sé, cioè tagliare - “monco” - tutte le occasioni di peccato.
L’uomo infatti, nel tempo, è libero nelle sue scelte, ma solo nell’al di là sarà pienamente cosciente delle sue azioni e omissioni terrene, per cui alla fine l’uomo illuminato si autogiudicherà con “pianto e stridore” - cioè doloroso rimorso per il male commesso in vita -, perché comprenderà finalmente e totalmente la Verità e l’Amore “eterno” del Padre che alla fine lo attende a braccia aperte - il “figlio prodigo” - cfr. Lc 15,11-32 - e la “pecora smarrita” - cfr. Lc 15,4-7 - ne sono simboli evidenti -.
Gesù ha detto: «... non sono venuto per condannare ma per salvare il mondo...» Gv 12,47, ed ha affermato: «... Io ho vinto il mondo...» Gv 16,33. Egli non ci può ingannare! Perciò mi sembra assurdo e contraddittorio parlare di inferno eterno).
 
[11/197]   17 febbraio 2000  -  ore 8  
Aprite gli occhi uomini del duemila, il maligno impera e ottenebra e annebbia la mente di “masse” di uomini che cercano e credono solamente: al piacere, all’avere e al potere da raggiungere qui sulla terra nel tempo.
Lo Spirito è ignorato, esiste solo la carne, la materia temporale e godibile. La morte non fa più paura, l’aldilà non esiste più, la giustizia, l’amore, l’eternità è abolita, falsificata o annullata.
La vita è solo un gioco illusorio e nulla più. Questa è l’illusione strapotente usata da Satana.
Uomini, svegliatevi, non lasciatevi narcotizzare dal principe della morte.
Così sia per Maria.
 
[11/198]   17 marzo 2000  -  ore 8
Il maligno insiste ancora oggi (anche nella Chiesa), sull’esistenza dell’inferno eterno, perché questo è il suo regno. Crede così di rimanere eterno re di un regno che è solo di morte. Ma poco durerà la sua speranza o illusione di regnare! Cristo lo chiama “principe del mondo” (cfr. Gv 16,11) perché solo qui, nel tempo, egli può regnare su coloro che si sono inseriti stupidamente nelle sue tenebre.
Ma le tenebre saranno alla fine fugate dalla Luce, perché solo la Luce è fautrice di vita eterna e non le tenebre, fautrici di morte. La Luce vincerà le tenebre e anche il re delle tenebre sparirà, perché riconoscerà la sua sconfitta. Infatti la Luce ha permesso l’ingresso delle tenebre maligne “nel tempo”, per dare all’uomo “libero” la possibilità e la responsabilità di scegliere, dopo averla parzialmente conosciuta, la Luce o le tenebre.
L’uomo è libero qui sulla terra; ma alla fine sarà illuminato totalmente dal “Fuoco eterno” portatore di Verità e di Luce eterna (cfr. Mc 9,48-49). La vita eterna è Regno di Luce e Verità e non un regno di tenebre e di menzogna. Uomo sei libero nel tempo di scegliere fra la Luce eterna o le tenebre temporali caduche.
 
[11/199]   5 aprile 2000  
(Signore liberami dal maligno, libera la mia mente dalla sua nebbia... Tu lo puoi!).
Io sono morto sulla croce per opera sua (del maligno) ed ho permesso questo misfatto per far vedere a voi, creature nel tempo, il suo potere.
Io ho permesso a Satana di strisciare e mangiare polvere (l’uomo) durante il suo regno, ma è regno solo nel tempo, il suo! Il suo potere incide solo sulla polvere, ma non sullo spirito (anima). E polvere è il mondo, polvere è il corpo fisico dell’uomo, anche il Mio Corpo fisico, assunto da una Mia creatura, era polvere ed è finito sulla croce voluta ed eretta da Satana, perciò il Mio Corpo è morto straziato da lui, il principe della morte!
Io ho permesso tale scempio perché voi, Mie creature, poteste riconoscere da dove viene il male, la malattia, la morte, e perciò poteste fuggirla e scegliere la Vita. Io sono risorto e ho vinto la morte.
Per voi Mi sono incarnato, per voi ho accettato e subìto anche la morte, perché voi creature poteste vedere la realtà potente del bugiardo, illusionista di bene, ma poi portatore di morte.
Vedendo e conoscendo l’origine e il portatore del male, solo così potete fuggirlo e scegliere la Vita, la Luce.
Io sono risorto, Io sono la Vita e l’Amore. Scegliete Mie creature, siete libere.
Io sono con voi se Mi cercate e Mi volete. Vi amo e vi aiuto.
Così è.
 
[11/200]   19 maggio 2000  
Parabola del banchetto finale (cfr. Mt 22,1-14; Lc 14,15-24).
Il Signore prima o poi chiama tutti, ricchi e poveri, buoni e cattivi.
I ricchi (di spiritualità) sono i primi chiamati, Abramo e il suo popolo (Ebrei): «Io sono il tuo Dio e tu sarai il Mio popolo» (Es 6,6-7). Questi i primi invitati.
Ma dopo di essi molti altri sono stati invitati alle nozze (banchetto finale = incontro totale con Dio) ma hanno rifiutato l’invito e hanno preferito i loro interessi immediati ( = podere, buoi, moglie ecc.) disertando l’invito di continuare il cammino iniziale verso la “terra promessa”.
Gli Ebrei snobbano Gesù, non credendo nel Dio fattosi uomo per incitarli a seguirlo come esemplare fino alla terra promessa. Ma seguono invece la loro piccola via fatta solo di antichi fastigi (Mar Rosso, ecc.).
Dio ora chiama e invita tutti anche i lontani, gli indifferenti, quelli che si nascondono fra le “siepi” (sette religiose ecc.).
Tutti sono chiamati per entrare nel banchetto finale, ma (aggiunge Matteo) solo coloro che entrano nella sala del banchetto finale con la veste bianca, cioè i purificati, faranno parte del “Paradiso” a cui ognuno è destinato. Altrimenti saranno gettati fuori, “nella Geènna”, dove è pianto e stridore finché non avranno riconosciuto chiaramente le proprie mancanze di amore e ripulita la loro veste imbrattata dalla zizzania, nel tempo.
E’ questa consapevolezza chiara del proprio egoismo terreno che provocherà pianto e dolore e muoverà il peccatore ad una richiesta di perdono davanti al Padre buono e misericordioso che alla fine abbraccerà anche il figliol prodigo (cfr. Lc 15,11-32) ritornato pentito alla casa del Padre. E sarà festa in Cielo per ogni peccatore pentito (cfr. Lc 15,7).
Così è.
[11/201]   10 ottobre 2000
Ciò che legherete o slegherete sulla terra sarà legato o slegato anche in Cielo (cfr. Mt 18,18). Ciò vuol dire che sulla terra, nel tempo, l’uomo è libero e arbitro della sua fortuna o sfortuna. Ma solo nell’aldilà il Signore del Cielo e della terra farà vedere chiaramente la Sua Verità.
«Andate maledetti ( = voi che dite e agite male) nel Fuoco eterno» (Mt 25,41). Significa entrare in contatto con la Luce vera e il calore dell’Eterno. Luce e calore che non saranno più offuscati dalle nebbie e dagli inganni del maligno, principe del mondo soltanto nel tempo.
E’ nel mondo e nel tempo il periodo di prova dato all’uomo per scegliere liberamente tra l’attrattiva immediata dell’ego (tentazioni e interessi mondani egoistici e immediati) visualizzatici continuamente dal bugiardo - pure illusioni che presto svaniscono - e la scelta del bene comune ( = amore del prossimo).
Tale spinta positiva ci viene proposta dall’Alto attraverso la nostra coscienza (Angelo Partner) che ci fa sentire l’amore al Creatore realizzato, qui nell’amore al prossimo bisognoso.
La terra, nel tempo, è il luogo dove si svolge tale prova, cioè la scelta fra l’ego e il bene comune. Ogni uomo è soggetto a questa prova perché solamente così è valorizzata la sua volontà, la sua personalità e la sua libertà.
(Ma perché tanta fatica di scegliere per l’uomo terreno?).
Solo dopo la prova terrena l’uomo potrà comprendere chiaramente ciò che è il suo vero bene eterno. La scelta è tra il bene egoistico e immediato (preposto dal maligno), e il bene (amore) proposto dall’Eterno.
Dopo la morte (annullamento dell’ego) la risurrezione eterna.
Così è.
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