14. L’incontro con Dio attraverso i sacramenti e l’Eucarestia - LauraMaschi

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14. L’incontro con Dio attraverso i sacramenti e l’Eucarestia


[14/1]   6 aprile 1968  -  ore 8    
Dillo ai sacerdoti che non credono ancora bene a questo, non è un gesto la Comunione, ma la parte essenziale della Messa, dopo la consacrazione.
Devono capire e far capire di più ai fedeli il valore della Comunione. E’ l’Eucarestia che porta la vita fra voi e in voi. «Senza di Me non potete far nulla» (Gv 15,5).
(Lo so Signore, ma come faccio a farlo capire ai sacerdoti che dicono che questo lo sanno già? Ma se lo sapessero fino in fondo l’avrebbero valorizzata di più l’Eucarestia).
Tu lo devi ribattere, questo chiedo. E’ entrato solo in superficie, deve andar giù fino in fondo e poi essere ribattuto, allora non uscirà più. Altrimenti c’è pericolo entrino poi delle eresie. Le forze del male vogliono toglierMi o allontanarMi da voi e questo è il mezzo più efficace.
Senza di Me, Pane per voi, non potete fare nulla.
(Grazie Gesù, sono felice ma Tu aiutami perché sono tanto piccola e mi sento tremare al pensiero di muovermi, da dove comincio?).
Ti insegnerò Io la strada, non aver paura. Prima parla con Don Olgiati, poi aspetta. Ti indicherò Io la strada.
(Grazie Gesù, con Te sono forte e sicura).
 
[14/2]   11 aprile 1968    
Ti devo parlare dell’Eucarestia.
(Dimmi, Signore Gesù).
Il Mio Corpo e il Mio Sangue sono veramente cibo e nutrimento delle vostre anime, non potete arrivare al Padre se non mangiate la Mia Carne, cibo per voi (cfr. Gv 6,53). Non cammina chi non mangia e presto muore.
(E chi non Ti conosce? I non cristiani?).
Per quelli c’è un altro cibo, quello della loro coscienza che è forte e sicura, ma alla fine tutti arriveranno a conoscerMi e si ciberanno di Me.
(Quando?).
Dipende da voi, dal come Mi amerete e Mi farete conoscere agli altri. Se siete lenti e pigri sarà più lungo il tempo, se vi muoverete e diffonderete il Mio Amore, accelererò i tempi. Dipende anche da voi.
Voi siete i responsabili del tempo. Ora va.
(Grazie Mio Gesù e Mio Dio).
 
[14/3]   13 giugno 1968  -  ore 1,15  -  Corpus Domini.   
Il Mio Corpo è cibo, il Mio Sangue bevanda per voi, «fate questo in memoria di me» (Lc 22,19).
Credete e sarete salvi.
La sostanza del Mio Corpo si mescola con la sostanza del vostro corpo e vi dà forza divina per la vita eterna. Questo è necessario a voi che siete sulla terra perché possiate sollevarvi verso il cielo, così il vostro corpo sarà più lieve, meno pesante la natura umana mescolata con la natura divina. Così voi potrete fare opere per la vita eterna, altrimenti sarete tanti schiavi del demonio che vi attornia e cerca di tentarvi.
Ma se Io sono dentro di voi, mescolato nel vostro sangue per opera della transustanziazione, voi sarete più forti e saprete vincere il demonio, che sempre meno avrà forza su di voi tanto più voi vi comunicherete con Me.
Questo è soprattutto l’effetto dell’Eucarestia.
(Ti adoro mio Dio, Gesù Figlio di Dio che entri in me con la Tua natura umana e divina, vero Dio e vero Uomo).
 
[14/4]   26 settembre 1968  -  mezzanotte.   
Dubiti ancora?
(No Signore, ma talvolta sono titubante, ho paura forse degli uomini, forse di me, soprattutto di me perché so che sono debole).
Ma ci sono Io che sono forte e la Mia forza la dono a chi Mi riceve, a chi si unisce a Me.
Questo è un effetto dell’Eucarestia.
 
[14/5]   28 settembre 1968  -  mezzanotte.   
Sono Io che ti parlo dell’Eucarestia (dimmi Signore).
Non è giusto relegare le Specie Eucaristiche in una cappella fuori della chiesa, ma devono rimanere sull’altare principale, questo è il Mio posto. Un unico Dio, un unico altare.
La Comunione deve essere distribuita ai fedeli durante la Messa perché è lì che si sacrifica la vittima, lì si consuma, non si deve andare a prenderla ad un altro altare. Il resto della Vittima si conserva nello stesso luogo del sacrificio. Così si deve fare, così erano fatti i primi sacrifici.
Non vogliate ora fare innovazioni storpiando il senso del Sacrificio.
Io, Vittima, Mi sono immolato per voi, il Padre ha accettato questo sacrificio per la vostra salvezza. Anche se non lo meritate, ma il Padre ed Io vi amiamo troppo per lasciarvi soli in balìa del maligno. Il Mio sacrificio e l’assunzione da parte vostra della Vittima vi procura la forza per vincere il maligno, basta che voi lo facciate con fede.
AmateMi e amatevi, questo è il Mio comandamento. Questo è l’anticipo del Paradiso.
Amen.
 
[14/6]   30 settembre 1968  - ore 5,20   
L’Eucarestia è il cibo dell’anima, se uno non ne mangia l’anima si anemizza e muore.
(Ma Tu sei nell’anima da quando uno è concepito. E allora?).
Io sono nell’anima dell’uomo sempre, ma se uno si ciba di Me Mi sente, sente la Mia forza, la Mia grazia, ma se uno non si ciba la forza diminuisce sempre più finché la Mia voce resta sopita dagli interessi umani e peccati, e Io non comunico più con quell’uomo.
(E quelli che non Ti conoscono?).
Per quelli la Mia voce è diversa e più forte la loro coscienza.
Tanti modi ho Io di comunicare con gli uomini. Questo della Comunione è il più efficace e diretto.
Usatelo voi che avete la fortuna di conoscerlo e di averlo a portata di mano. E’ come un uomo che ha un tesoro vicino e non ne usa. Peggio per voi se lo trascurate. Io sono a vostra disposizione perché vi amo e desidero con ogni mezzo attirarvi a Me perché Io vi porto al Padre. AscoltateMi.
 
[14/7]   2 ottobre 1968  -  ore 23,30   
(Signore Tu sei stato infinitamente buono, mi hai dato segni, fatto sentire i Tuoi messaggi, la Tua Parola ispirata agli altri e che riflettono il mio caso. Eppure stento ancora a credere. Come posso fare mio Dio? Vuoi Tu abbandonarmi per tanta distrazione, dubbio, incredulità?).
No, non ti abbandonerò mai se tu Mi chiami, se tu invochi il Mio aiuto. Così per tutti gli uomini se capiranno quanta forza viene da Me, sempre più spesso si accosteranno alla Santa Comunione. Lì c’è la vera forza, la vera vita. AscoltateMi.
 
[14/8]   10 dicembre 1968   
La Messa è azione eminentemente sacra e non può mai essere sacrilegio, anche se è celebrata dal solo sacerdote davanti ad un’assemblea, sia pure, per ipotesi, contraria alla persona del sacrificante.
Il Sacrificio è atto comunitario perché si unisce a tutti i Sacrifici celebrati in tutto il mondo.
 
[14/9]   26 dicembre 1968   
Lo Spirito Santo è nel mondo. Lo permea, lo muove, suscita anime ferventi, amanti, innocenti, sante.
Queste sostengono il mondo che altrimenti andrebbe presto in rovina per la cattiveria di molti che non vogliono riconoscere l’opera dello Spirito. E’ venuto l’Emmanuele per essere visibile, tangibile, per opera dello Spirito, così in ciascuno di voi si incarna lo Spirito ogni qualvolta ricevete l’Eucarestia.
Non è un’incarnazione in senso naturale come quella della Vergine, ma una incarnazione in senso spirituale, mistico. L’effetto è uguale: Dio con voi con la Sua Parola, la Sua grazia, il Suo Amore. Si unisce a voi sostanzialmente e spiritualmente. Sostanzialmente finché siete sulla terra, perché lì avete bisogno di sostanza, spiritualmente come è e come sarà per l’eternità.
(Dio mio sei in me presente, Ti adoro e Ti ringrazio, vorrei annientarmi perché Tu fossi tutto in me).
Chi più Mi riceve più Mi sente e Io abito in lui con maggior pienezza.
 
[14/10]   31 marzo 1969  -  ore 5   
... Prega di più e con più attenzione a Me, allora Mi sentirai. La tua presenza nel mondo deve essere chiara, luminosa. Non si può mettere la lampada sotto il moggio (cfr. Mc 4,21).
La Legge, i Comandamenti e i Precetti della Chiesa non devono essere seguiti senza amore.
La Messa è valida quando è ascoltata, partecipata con amore non come obbligo esterno.
Dio è in ogni luogo, lo puoi sentire anche sulle alte vette, la natura parla di Me.
 
[14/11]   20 aprile 1969  -  ore 6  
L’Eucarestia è il Mio dono più grande per voi uomini fatti a Mia immagine.
La vostra anima ha bisogno di nutrimento. Ecco il cibo pensato e preparato per voi: rinforza, rinvigorisce, illumina le menti, riscalda il cuore, aumenta l’amore e dà grazia. E’ forza per continuare a camminare, è luce per vedere il cammino giusto, per non deviare, è sponda contro gli assalti del maligno.
Con Me non potete temere nulla. Io sono roccia ferma, stabile, contro di Me si infrangono le onde della superbia, dell’ipocrisia, della lussuria, di qualsiasi malizia inventata dal maligno.
Chi mangia Me non morrà e contro di lui il maligno nulla potrà. Credete, per questo sono venuto. Vi ho così dato il segno della salvezza. Adoperate questo dono, non dimenticatelo, sfruttatelo e sarete eternamente felici.
Io Mi do a voi, Mi volete? Io vi amo e voi? Io vi chiamo, perché non venite? Io vi aspetto, perché mancate all’appuntamento? Che cosa aspettate per essere felici?
Niente qui vi farà felici. Solo Io con il Mio Corpo dato per nutrimento delle vostre anime.
Così sia.
 
[14/12]   8 dicembre 1969    
E’ lo Spirito Santo che ti detta dentro. Ascolta.
L’Eucarestia è segno reale della presenza di Cristo in mezzo al suo popolo. Non togliete le Specie Eucaristiche dal centro dell’altare maggiore. Nella casa di Dio questo è il fulcro attorno al quale si svolge la vita della Chiesa.
Non spostate i piani. Non il sacerdote e l’assemblea prima, ma Cristo Eucarestia prima.
Il sacerdote continua e perpetua la presenza di Cristo sostanza in mezzo agli uomini mediante l’atto della consacrazione durante il Sacrificio. Questo è il momento culminante della Messa. La comunione dei fedeli è partecipazione piena a questo sacrificio. Senza questa partecipazione sostanziale la Messa non ha senso perché manca l’effetto, nel partecipante, del frutto del Sacrificio. Così la Messa è valida e piena, ma per chi non potrà, per ragioni valide, partecipare alla celebrazione eucaristica, ci sarà sempre la presenza sostanziale del Cristo che dovrà rimanere conservata nel tabernacolo centrale.
Non si fa venire chi già è presente, ma si rinnoverà questa presenza per la continuità eucaristica. Ecco il valore della presenza del Sacerdote, strumento necessario per garantire questa presenza. Dio si serve degli uomini per rimanere sempre visibilmente presente in mezzo a loro. Non limitate tale presenza al solo momento del sacrificio.
 
[14/13]   9 dicembre 1969     
Il Padre si è fatto Figlio ed ha suscitato lo Spirito Santo per abitare fra voi, uomini di poca fede.
Perché non Mi credete? Perché non volete aderire a questo mirabile mistero dell’Incarnazione perenne del Figlio nel mondo? Per salvarvi è venuto sulla terra.
Voi avete bisogno di vedere, di sentire, di percepire con i vostri sensi, oltre che con la vostra mente e con il vostro cuore, la divinità, perciò il Padre si è fatto Figlio è venuto in mezzo a voi come uno di voi.
Vi ha insegnato a vivere da cristiani, cioè figli di Lui, del Dio vivente, con la Parola vi ha ammaestrato, con l’esempio della Sua vita vissuta in semplicità, purezza, umiltà, carità vi ha insegnato la strada, infine è morto sulla croce per portarvi al Padre.
E’ rimasto con voi nell’Eucarestia perché voi assumendolo inseriste in voi questo insegnamento, lo incarnaste, lo poteste meglio seguire. Perché ora lo volete limitare nel tempio, come presenza?
Sempre è presente. C’è bisogno di questa presenza continua...
Al centro dell’altare deve rimanere continuamente prima e dopo la Messa.
Così sia.
 
[14/14]   13 dicembre 1969   
Transustanziazione vuol dire cambiamento della sostanza.
Il pane e il vino, al momento della consacrazione, per la forza che viene dalle parole pronunciate dal Sacerdote, ministro di Dio, diventa veramente il corpo e il sangue del Verbo incarnato.
Cambiamento di sostanza che rende presente realmente sull’altare Cristo Uomo-Dio. Così allo stesso modo, ma senza la partecipazione del Sacerdote, ma per forza soprannaturale, avviene una seconda transustanziazione del Corpo e del Sangue di Cristo nel corpo e nel sangue dell’uomo che Lo assume sotto le Specie Eucaristiche.
Questo cambiamento di sostanza, che avviene nel giro di poche ore, serve a mantenere sempre presente e operante Dio nella Sua creatura che volutamente e coscientemente lo riceve e crede in questa Essenza realmente presente in sé e operante con lei, per raggiungere la vita eterna beata.
Nella prima transustanziazione è Dio Padre umanizzato e concretizzato nel Figlio, che si rende presente, nella seconda, il Figlio col Padre continuano la loro presenza operante attraverso lo Spirito Santo che fa sentire continuamente tale presenza di amore che guida e salva.
 
[14/15]   16 dicembre 1969  -  ore 2   
Continuità di presenza reale e sostanziale, questa è l’essenziale. La presenza reale di Dio nel mondo è, è sempre stata e sempre sarà fino alla fine dei tempi.
(Ma prima della venuta di Gesù Cristo come era tale presenza?).
Nei cuori degli uomini, nelle coscienze Io ero presente realmente. Io, la vita, entrata nel seme appena concepito nel grembo materno. Io, la luce degli uomini, realmente presente in ogni creatura.
(Dio mio è troppo difficile per me questo discorso).
Non vuoi sentirlo?
(Sono stanca Signore forse credo ancora troppo poco, dammi più fede, aiutami Madonnina).
Satana te lo impedisce, prega per non lasciarti tentare.
(Dio mio ho paura di me).
Perché non hai fede in Me?
(Domani mi riparlerai Signore perdonami, aiutami, soccorrimi).
La presenza reale di Dio continua nei secoli. I tempi sono maturi per una presa di coscienza più esatta e profonda di questa verità.
Cristo pane, cibo per l’uomo, trasformato in corpo e sangue, nell’uomo trasformato in vita fisica e spirituale per camminare nella luce. Questa è la luce che illumina il mondo, non spegnetela negandola.
Non si può mettere la lampada sotto il moggio, ma sul candeliere (cfr. Mc 4,21).
Questa è la presenza reale di Cristo, non toglietela dal centro dell’altare, non spegnetela nei vostri cuori dove deve occupare il centro della vostra vita... Vita, luce, perno di tutto ciò che esiste e esisterà nei secoli.
Amen.
 
[14/16]   9 marzo 1970  
Io sono con te, cammina e abbi fede nello Spirito che ti muove e ti detta dentro.
Amen.
(Dio mio è questa la Grazia?).
Grazia è il dono gratuito che Io do a chi chiede, a chi cerca il Bene Assoluto.
(E nei sacramenti che cosa è la grazia?).
E’ il segno efficace che il sacramento produce in chi lo riceve.
Così nel Battesimo, il segno efficace è l’ “imprimatur” del cristiano. Il battezzato sarà cristiano cioè figlio di Dio anche se non saprà mai di essere stato battezzato, ma per questa grazia ricevuta col Battesimo avrà la possibilità di conoscere e quindi amare e servire il suo Creatore.
Se poi non lo accetterà sarà quindi maggiormente responsabile di questo suo rifiuto.
La grazia del battezzato è un dono in più dato all’uomo per cui esso è più aiutato a salire verso Dio e quindi più responsabile nelle sue azioni. Se uno battezzato da piccolo non sarà allevato nella fede cristiana, avrà certamente in un dato momento della sua vita la possibilità di incontrarsi con Me che Io chiamerò e gli proporrò di seguirMi, darò a lui altra grazia per camminare con Me.
Gli altri sacramenti saranno pure mezzi gratuiti per avanzare nella santità, specie l’Eucarestia, sommo sacramento, ricco all’infinito di grazia, «chi mangia Me non morrà in eterno» (Gv 6,51). Questa è la grazia finale, somma di tutte le grazie ricevute in vita.
 
[14/17]   8 ottobre 1970   
La grazia preveniente e grazia illuminante, la grazia santificante, la grazia glorificante.
Questi i vari tipi di grazia, dono dato da Dio all’uomo di buona volontà. Collaborazione fra Dio e uomo.
Dio dà, l’uomo accetta coscientemente, riconoscente il dono dato dal Creatore servendosene solo per scopi edificanti. Edificare il regno di Dio iniziato sulla terra, completo solo nell’altra vita, questo lo scopo della vita umana aiutata dalla grazia per realizzare in pienezza la vita divina insita nella natura umana.
 
[14/18]   17 ottobre 1970   
La Cresima o Confermazione è il sacramento che fa perfetto cristiano il battezzato.
Il bambino col Battesimo riceve il carattere di cristiano, l’impronta di Dio è così stampata ufficialmente il lui anche di fronte al mondo. Ma questa impronta serve a dare alla creatura una forma ben definita nell’ambito della sua natura soprannaturale.
L’uomo riceve, col Battesimo, tutte le disposizioni necessarie per conoscere a amare Dio, un aiuto quindi superiore a qualsiasi altro, di ordine soprannaturale, che lo dirige verso l’Alto. Se poi il bambino che inconsciamente ha accettato, per volontà dei padrini di essere particolarmente figlio di Dio, cresciuto e all’età del discernimento cioè, della capacità libera di scegliere, si convince che essere figlio di Dio comporta un particolare genere di vita, decide liberamente e da solo se seguire questo genere di vita, che è quella di agire in conformità a questa fede volutamente accettata, allora e solo allora può ricevere il sacramento della Cresima o Confermazione. Questa può avvenire per il giovane che avrà compiuto almeno i quindici anni, perché solo allora ci può essere una maturità sufficiente per una libera scelta. Da allora il giovane cresimato, cioè confermato nella fede, deve agire in base a tale scelta.
 
 
[14/19]   18 ottobre 1970   
La grazia preveniente è il dono dato al bambino quando nasce per preservarlo dal male. Se il bambino è battezzato la grazia preveniente opera in modo efficace perché dà la possibilità al piccolo di fuggire le occasioni più prossime di peccato.
Il bambino finché è tale cioè fino all’età del discernimento è così prevenuto per liberarsi più facilmente dai dardi del maligno. Quando poi giunto all’età della scelta cosciente, vorrà liberamente e coscientemente scegliere di essere riconfermato nella fede, con la Cresima (2° Battesimo), allora la grazia sarà operante in lui in modo efficace perché riconosciuta come mezzo per combattere il maligno e come aiuto per portare agli altri il dono della fede. Grazia quindi preveniente, illuminante e santificante, aiuto sicuro per raggiungere l’eternità beata.
 
[14/20]   26 ottobre 1970  
L’acqua fonte di vita purificata, Battesimo inizio di vita divina in chi lo ha ricevuto, cosciente o no.
Battesimo di desiderio, vita divina accettata coscientemente, voluta, cercata, seguita, testimoniata attraverso le opere che possono arrivare fino al martirio cioè rinuncia della vita terrena per testimoniare la presenza del divino nell’anima del battezzato. Virtù eroiche dovute alla grazia battesimale, non rifiutate questo dono.
Grazia preveniente, illuminante, santificante, glorificante alla fine della vita terrena, nell’eternità.
(E chi non ha ricevuto il Battesimo?).
Entrerà nella gloria se avrà esercitato la virtù battesimale inconsciamente, meno facile è arrivare a ciò ma possibile, la via ora più diretta è quella del Battesimo apportatore di grazie sovrabbondanti anche per l’intervento delle grazie di tutti i battezzati che le mettono a disposizione del neo battezzando. Cumulo quindi di grazia, forza formidabile atta a superare gli assalti del maligno.
Per testimoniare poi la fede del Battesimo è utile la Cresima per l’adulto che ha accettato coscientemente di far parte della famiglia di Gesù. Questa la strada più diretta per arrivare al Padre.
 
[14/21]   16 novembre 1970  -  notte.   
Non temere chi può uccidere il tuo corpo ma colui che può rovinare la tua anima, questa vale soprattutto.
Nell’eternità beata entra l’anima in grazia, coperta cioè della veste candida, il Battesimo la rende tale.
(Ma se uno vive senza Battesimo?).
Lo Spirito lo vivifica, ma è privo della veste candida conferita dal ministro di Dio per cui è maggiormente preservato dalle irradiazioni micidiali del maligno.
Chi si toglie la veste scopre la sua nudità e più facilmente è preda del maligno.
Battesimo, Penitenza, Cresima, sacramenti dei morti, vivificanti.
Eucarestia, sacramento per eccellenza, unico, sconvolgente la natura dell’uomo perché la incorpora con la vita divina. Veste bianca, pane bianco, sangue rosso, forza, vita, luce, gloria.
Amen.
 
[14/22]   8 febbraio 1971  -  in chiesa.  
I sacramenti sono segni efficaci della grazia.
(Cos’è la grazia?).
E’ un dono particolare che Io do a chi Mi chiede aiuto o per bocca sua o per desiderio e dietro preghiera di altri. Vi sono vari doni... Io concedo le Mie grazie in modi diversi.
C’è una grazia preveniente, non richiesta dall’uomo ma che Io dono a tutti, questo è il dono dello Spirito che detta dentro ognuno di voi e vi fa coscienti del bene e del male (coscienza).
Questa coscienza deve però essere resa evidente in voi attraverso altri doni, ecco allora il dono del Battesimo, particolare grazia data a chi Io ho scelto per una particolare missione, quella cioè di portare evidentemente in mezzo agli uomini la conoscenza del Creatore.
Questo dono è dato anche per il desiderio espresso dalla comunità che si unisce a pregare per questa nuova creatura che entra a far parte del consorzio umano e che per desiderio dei genitori e amici, vuole entrare a far parte del consorzio degli spiriti eletti.
Dono quindi gratuito, preordinato per quella creatura ab aeterno e richiesto per lei dalla comunità. Con la cerimonia del Battesimo la creatura viene ufficialmente, alla presenza cioè di testimoni, a far parte di questo consorzio spirituale che è la Chiesa, unione di spiriti ricercanti Dio e testimoni, una volta trovatolo, della Sua presenza.
Nel bambino inconscio di tale missione e di tale dono esso agisce come spinta verso la conoscenza del Creatore. Grazia quindi propellente.
(E l’acqua e il crisma cosa significano?).
Sono segni esterni che significano la purificazione, la forza che viene da questo primo incontro col Creatore, sotto lo sguardo della comunità garante.
 
[14/23]   18 febbraio 1971  
L’inizio del tuo moto ascensionale è stata la grazia venuta dal Battesimo, da questo primo incontro col Creatore, avvenuto per Sua scelta e per la scelta dei genitori cristiani (che hanno voluto immetterti nella società dei credenti in Cristo), poi una tua scelta cosciente che ti ha portato a ricevere la Verità attraverso la meditazione della Parola.
L’Eucarestia ha soprattutto portato a te la grazia della conoscenza, prima razionale, poi mistica del tuo Creatore. Siine degna.
(Grazie mio Dio, aiutami a portarTi agli altri).
 
[14/24]   16 marzo 1971  -  in chiesa.  
«Il Mio Regno non è di questo mondo» (Gv 18,36), così dice il tuo e vostro Dio.
Io sono Re, Re dei cuori, Re delle menti a Me rivolte con la volontà di esaudire i Miei comandamenti che sono comandi di amore per voi sudditi deboli e sprovveduti.
«Il Mio Regno non è di questo mondo» ma in questa terra inizia per voi che lo accettate, che entrate liberamente e coscientemente a farne parte.
Il Battesimo vi apre la porta di questo Regno, lì è l’inizio della vostra vita spirituale, vita del Regno divino.
L’umano si avvicina al divino, il suddito al Re. Ho preparato anche la mensa per i convitati del Regno. Il Mio Corpo è cibo e il Mio Sangue bevanda, questo cibo serve per camminare con più forza per le strade del Regno, che sono irte di spine e sempre in salita.
Per chi scivola e cade c’è il cibo che rinforza e fa rivivere, fa camminare ancora per riprendere l’ascesa. Mangiate e sarete forti e saprete dare la mano anche a chi è debole e facile a scivolare e a cadere. Avete la forza di attirare anche quelli fuori del Regno perché entrino a farne parte.
 
[14/25]   20 aprile 1971   
(Signore, dimmi cos’è la Cresima?).
E’ un mandato di apostolato dato a tutti i battezzati adulti: coscienti cioè della loro fede in Dio e nell’eternità, da raggiungere attraverso le prove della vita terrena dove lo Spirito Santo agisce per salvare e rendere più cosciente l’anima del battezzato dei valori eterni.
 
[14/26]   29 dicembre 1971  -  in chiesa.  
Se l’uomo si avvicina a Me con fede avrà la vita.
L’Eucarestia, dono massimo che Io vi ho lasciato per tenervi intimamente legati a Me, è unione dell’uomo (persona) con il suo Creatore. Aumento di grazia divina nel corpo dell’uomo mortale. Forza propellente per la vita eterna, forza santificante per sorreggere la vita terrena dell’uomo caduco.
Dono quindi personale concesso ad ogni uomo che vuole unirsi a Me per ricevere tale forza. Da questo incontro e questo arricchimento personale ne verrà, come conseguenza un arricchimento di ordine spirituale, aumento di amore per il datore del dono e aumento di amore per i fratelli che condividono il dono.
Amore quindi che si riversa sui vicini e sui lontani. Non solo sui presenti alla celebrazione della cena, e questi maggiormente godranno del dono comune e si sentiranno da questo affratellati in una comunità di fede e di amore, ma anche su quelli che sono assenti dalla comunione della cena.
Dono personale e dono comunitario, primario il primo e secondario cioè conseguente il secondo.
Attenti perciò a non sopravvalutare il secondo svalorizzando il primo.
 
[14/27]   24 febbraio 1972  -  notte.   
Scrivi: «l’anima mia magnifica il Signore e il mio cuore esulta in Dio Salvatore» (Lc 1,46-47).
(Tu sei potente, Signore, Tu hai fatto tutto, perché ora lasci che il Tuo creato non Ti senta più? Non Ti riconosca più? Vedi l’uomo è lontano da Te sempre più).
E tu avvicinalo a Me, questo è il compito del cristiano.
Non per questo egli è stato battezzato? Sì, soprattutto per questo, per conoscerMi e farMi conoscere, per amarMi e farMi amare. Ora il cristiano è troppo preoccupato di forme e di formule esterne e con queste si sente a posto.
Ma solo se Mi porterà agli altri, ai non credenti, ai non amanti, solo allora avrà adempiuto il suo compito specifico per cui è stato scelto e chiamato.
Amen.
 
[14/28]   27 febbraio 1972    
Gli strumenti per una catechesi valida possono essere vari e diversi.
La Parola approfondita, meditata, scoperta come indicazione di vita personale e comunitaria, come scoperta della Mia mentalità da apprendere come regola della vostra vita quotidiana, questa Mia Parola detta nei tempi, serve soprattutto per una catechesi di primo piano. Attraverso questo studio e la sua applicazione pratica, il popolo cristiano migliorerà sempre più la sua fede e aumenterà in lui l’amore per Me e l’amore per il prossimo.
Così Io vorrei fosse impostata la catechesi delle Parrocchie in ogni riunione liturgica.
(E la Messa?).
E’ appunto la Mia Parola che viene a voi come spiegazione e guida. Da essa trarrete la forza per camminare sull’erta via della perfezione, per avvicinarvi al Padre che vi attende.
Altre forme di catechesi sono le opere caritative. Esse stabiliscono un rapporto immediato d’amore fra chi fa tale opera e chi la riceve, ed è questo un vincolo di unione fraterna che serve a cementare sempre più il popolo di Dio e a portarlo verso l’Unità finale.
C’è poi la catechesi di avvicinamento dei lontani, dei dispersi, dei disperati, dei drogati da mille forme di interessi terreni, a questi sarà rivolta una catechesi prima di esempio di una vita vissuta dal credente in modo coerente con gli insegnamenti dell’amore e poi l’azione, lo scandagliamento delle profondità intime, spirituali di tali persone lontane. Il prospettare loro l’esistenza certa di una vita eterna, potrà mettere nelle loro anime il seme della vita spirituale, seme che sarà poi innaffiato dalle vostre preghiere e dai vostri sacrifici fatti per la loro crescita spirituale. Così attraverso queste ed altre forme di catechesi potrete raggiungere la meta: un solo gregge sotto un solo Pastore.
Amen.
[14/29]   4 marzo 1972    
(Spirito di Dio, parla e io Ti ascolto... no Signore, non voglio più sentirlo questo discorso, forse è solo mia presunzione).
Tu sei stata colta per portare agli uomini la Mia volontà.
Altri, come te hanno questo incarico. Voi siete gli araldi del nuovo mondo che si sta istaurando ora, dopo il Concilio Vaticano II°. Tu come gli altri prescelti, dovrete portare la chiarezza della Verità nei punti oscuri o non più adatti agli uomini di oggi e di domani.
(In che cosa dovremmo portare la luce?).
Io ti dirò, volta per volta in che cosa dovrete operare con le parole che ascolterete da Me e riferite all’autorità competente. Oggi si tratta dei sacramenti.
E’ ora che si chiarisca bene e a fondo il perché e il valore di questi incontri che il cristiano, cioè l’uomo scelto da Me per imitare la Mia vita e portare a tutto il genere umano i Miei insegnamenti, deve fare.
Il primo incontro, chiaramente espresso, è quello che avviene con la cerimonia del Battesimo. In quel momento Io metto nel battezzando, in modo chiaro e riconoscibile da tutta la comunità partecipante al rito, il Mio Spirito di Amore. Spirito che dà la forza al bimbo, o all’adulto, di conoscerMi e di amarMi per poi farMi conoscere ed amare da quanti il battezzato incontrerà nel suo cammino temporale.
Se il battezzato è infante, la fede della comunità, unita in preghiera per lui, lo aiuterà a crescere nella conoscenza delle verità celesti (verità dello Spirito di amore che detta dentro in ogni battezzato la volontà del Dio accettato, prima inconsciamente, poi sempre più consciamente fino a diventare volontà, scelta liberamente, di una vita di veri cristiani, seguaci cioè del Mio nome e della Mia vita.
Solo l’amore è e sarà per il cristiano la spinta che lo farà agire conforme i Miei insegnamenti. E l’amore per Me si tramuterà e si realizzerà nell’amore per il prossimo. Questo è lo scopo e la forza che viene al battezzato dopo l’entrata nella Chiesa attraverso tale primo incontro con Me.
 
[14/30]   5 marzo 1972  -  ore 13,10     
Ti devo dare un incarico: va da Don Oggioni a dire che si deve rinnovare la catechesi dei sacramenti, è necessario istruire il popolo Mio in una maniera più aderente al Mio Vangelo, non conforme le regole fissate finora ma conforme i principi acquisiti nel Vangelo.
Io ho parlato, voi comprendete e applicate in modo esatto i Miei insegnamenti.
Oggi il popolo è maturo per comprendere l’Amore che voglio donare a ciascuno in ogni incontro con Me.
Amen.
 
[14/31]   20 gennaio 1973   
(Signore cancello tutto, è assurdo).
Tu scrivi e non giudicare da te stessa la giustezza o l’errore di tali scritti, altri lo faranno. Non tocca a te questo compito.
Battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vuol dire immergere l’oggetto da santificare in un bagno di santità in modo tale da riempirlo e rivestirlo e impregnarlo di tale sostanza nella quale è stato immerso. Quando un oggetto è immerso in un liquido, o comunque in una massa gassosa o solida, ne diventa parte integrante. Fa parte di questa massa e diventa un tutto pur rimanendo un oggetto nella massa. Uno in tutto il resto che l’attornia. Amalgama dunque. Quando fuoriesce tale oggetto dalla massa in cui l’hai immerso trovi l’oggetto ricoperto di particelle della massa e tali particelle rimarranno nell’oggetto facendone definitivamente parte intrinseca. Così il battezzando.
Quando sarà immerso nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo rimarrà permeato di tali Essenze che rimarranno in lui per tutta la sua vita e agiranno in lui come sostanza veramente attiva e trasformante. Perciò il battezzato avrà nella sua vita la spinta ad agire conforme tale sostanza, intrinseca a sé stesso, lo farà agire.
Questa è la grazia che il Battesimo conferisce a chi lo accetta liberamente.
Amen.
 
[14/32]   22 gennaio 1973   
La catechesi degli adulti deve cominciare verso il ventesimo anno di età.
La preparazione alla Cresima o sacramento della Confermazione deve essere l’apogeo al quale deve tendere tale catechesi. Il bambino non può comprendere a pieno l’importanza dell’azione dello Spirito nell’uomo.
Solo quando sarà cresciuto e giunto ad una maturità fisica e psichica, intellettuale e razionale, volitiva e cosciente completamente delle proprie scelte e decisioni, solo allora il giovane potrà decidere liberamente se seguire il Regno di Dio o rifiutarlo per seguire altri interessi puramente terreni.
Perciò Io esorto il Papa Paolo VI, i vescovi e tutto il clero a prendere in considerazione l’opportunità di portare l’istruzione catechistica, cioè preparazione al sacramento della Cresima, all’età circa di 20 anni per i giovani di buona volontà. Non vi spaventi lo spostamento, lo Spirito Mio vi sosterrà in questa battaglia per il rinnovamento della pastorale nel campo catechistico. Io sono con voi, figlioli, non temete.
Amen.
Va dal Cardinale e porta questo messaggio. Va in pace e non temere. Io sono con te.
Così sia per Maria.
 
[14/33]   19 novembre 1974  -  in chiesa.                
Gli anticorpi servono a debellare i corpi negativi, quelli cioè che tentano di distruggere la materia necrotizzandola. Io sono l’anticorpo che serve a distruggere l’opera del maligno, che vuole distruggere tutto ciò che c’è di buono nell’uomo per farsene una sua vittima.
L’Eucarestia è l’anticorpo per eccellenza. Non la Messa come fine, ma la Messa come mezzo per raggiungere il fine specifico della comunione con Me. Questo dovete insegnare ai fanciulli che si preparano a questo primo incontro con il Maestro e l’Autore della vita eterna.
Così sia per Maria.
 
[14/34]   3 dicembre 1974  -   in chiesa.  
Io ti parlo, il Signore Dio tuo. Ascolta le Mie parole: Messa è = Pasqua.
Passaggio Mio rinnovato continuamente per la volontà dei credenti che Mi invocano. Ritorno fra voi in modo sensibile nell’Eucarestia. La Parola letta è pure ricordo della Mia volontà.
La presenza è assicurata attraverso la consacrazione del pane e del vino che sono i mezzi che incarnano la Mia presenza. Se voi credete interiormente, sicuri di questa Mia presenza, Io ancora sono fra voi con la Parola, con l’esempio, la forza che libera e aggiunge Santi alla Chiesa. Dipende però dalla fede di ognuno e dalla volontà di adesione al Mio passaggio, che può ogni giorno essere rinnovato.
Ogni passaggio è un incontro personale della creatura con il suo Creatore. Ogni incontro incide interiormente nella creatura e la aiuta a superare la forza negativa sublimando la materia che tenderà sempre più al Positivo. Questa è la forza per la sublimazione della materia.
Così sia per Maria.
 
[14/35]   17 gennaio 1975  
(Signore mi puoi dire se valgono i sacramenti che la Chiesa ci ha proposto? A che cosa servono realmente?).
Il Battesimo: immersione nel nome del Padre, Figlio, Spirito Santo. Immergere vuol dire penetrare nel profondo.
Così deve essere per chi vuole realmente unirsi in modo evidente e pieno nella Realtà trinitaria del Dio vivo. Seguite il curriculum della Mia vita umana.
Presentazione al tempio: così sia per i piccoli che iniziano così la loro immersione nella Realtà trinitaria. Tempio, luogo efficace per tale immersione. Inizio, cioè, di conoscenza del Padre, Figlio, Spirito Santo. Conoscenza approfondita, con l’andare del tempo, del battezzato che cresce sempre più in questa conoscenza, e quindi nell’amore del Dio vivente. Quando il battezzato arriverà ad una età adulta, cioè nella pienezza delle sue facoltà mentali e volitive, deciderà autonomamente se seguire il Cristo conosciuto o rifiutarlo.
Tale decisione sarà decretata ufficialmente, alla presenza cioè della comunità garante nel sacramento della Cresima o Confermazione. Confermerà il battezzato le promesse fatte dai genitori o padrini al momento della presentazione al tempio, cioè dell’inizio della sua vita religiosa.
Il mezzo più adatto per una immersione totale nella realtà del Dio vivente, è l’Eucarestia, incontro personale pieno e completo tra il Creatore e la Sua creatura. Se tale incontro sarà stato preparato da una catechesi adeguata e non fasulla, sarà questo il mezzo per far giungere il Comunicato alla decisione positiva da farsi in età matura.
(E la Confessione?).
Tutto rientra nell’incontro col Dio vivente. Se l’uomo si accorgerà di non procedere nella linea della immersione nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, ma avrà seguito la sua inclinazione contraria al Positivo, avrà cioè deviato dalla meta, potrà ritornare sui suoi passi attraverso una revisione approfondita delle sue azioni. Riconoscendo tale deviazione e desiderando ritornare verso la luce, potrà riconciliarsi attraverso un colloquio penitenziale, una rinuncia alla deviazione negativa e un proposito di aggancio al Positivo.
«Io sono con voi fino alla fine dei secoli» (Mt 28,20) ed oltre.
Così sia per Maria.
 
[14/36]   18 gennaio 1975   
(Signore, dimmi: il colloquio penitenziale dell’uomo pentito si deve fare attraverso un Tuo ministro o si può rivolgersi direttamente a Te?).
Beato l’uomo che in Me confida e si affida riconoscendo direttamente i dettami della Mia voce, cioè la voce dello Spirito che detta dentro all’uomo di buona volontà e di cuore sincero.
Ma colui che ancora non è immerso totalmente in questa realtà salvifica e potente, potrà arrivare, un po’ alla volta, a tale immersione attraverso la voce del sacerdote da Me consacrato per questo.
Ma guai a quel ministro che non troverò pronto e disposto ad aiutare il fedele ad entrare in contatto con Me. Questo deve fare il confessore, portarMi le anime penitenti, rendendole docili alla Mia voce e capaci di ridurre ogni azione terrena a mezzo di collegamento con la vita futura che poi continuerà nella linea dell’immersione iniziata sulla terra.
Così sia per Maria.
 
[14/37]   22 gennaio 1975  -  in chiesa.  
(Liberami dal maligno perché io senta solo la Tua voce, Signore).
E così sia. AscoltaMi.
L’Eucarestia è pienezza di vita sacramentale. E’ realtà divina che si incarna nella materia.
Il pane e il vino sono involucri, sovrastrutture, che contengono la realtà della Mia presenza.
Io, incarnato nel corpo di una Vergine per mostrarMi al mondo e farMi sentire vivo, uomo come voi uomini, ma contenente il Padre, parlante con le parole scaturite dal pensiero e dalla volontà del Padre in Me, uomo, esistente in pienezza.
Così nella Eucarestia Io Mi incarno in quella materia per entrare ancora e continuamente nel mondo, ma solo in quel mondo che Mi vuole ricevere, che si avvicina a Me per incorporarsi con Me.
Così in te, piccola colomba, e in tutti coloro che seguono le Mie vie e ascoltano la Mia voce, Mi incarno, perché poi Mi trasmettiate agli altri, a coloro che ancora non Mi conoscono.
Incarnazione continua, quindi, per una trasmissione perenne di amore a tutti gli uomini di buona volontà.
 
[14/38]   2 febbraio 1975  -  ore 2,10   
(Signore, o sono pazza io o non capiscono più niente i teologi della Confermazione moderna. Signore manda il Tuo Spirito su quei... cresimati perché mi pare che non l’abbiano ancora ricevuto. Illuminali, Signore, e fa capire veramente cos’è la Confermazione, a cosa serve veramente).
Ad accettarMi coscientemente - come modello da imitare, amico da amare, fine ultimo da perseguire - e portarMi agli altri, perché tutti siano Uno.
Così sia per Maria.
 
[14/39]   14 febbraio 1975  -  in chiesa.   
La Messa, atto liturgico per eccellenza, è il culmine del mistero salvifico.
Durante la Messa Io comunico con voi fedeli ed amanti della Verità. Perciò avete pur bisogno di sentire la Mia presenza con un cuore solo e un unico spirito, ma la vostra mente limitata e singola, diversa cioè una dall’altra, ha pur bisogno di un alimento specifico per le necessità singole e individuali.
Per questo Io ho istituito l’Eucarestia. Tutti in Uno e Uno in tutti.
L’incontro comunitario, che è massimo durante la Messa, ha però bisogno dell’incontro individuale perché ogni uomo è persona a sé stante e l’amore, la convinzione, la comprensione comunicata da Me al singolo uomo, sarà poi messa in comune e sfocerà in un’azione, che è pur sempre individuale, ma ha come scopo il bene comune e quindi diventa poi comunitaria.
Si sottolinei perciò nella Messa il momento comunitario e il momento individuale che è quello della incorporazione del Mio Corpo nel singolo uomo per dare a ciascuno ciò di cui ha personalmente bisogno. I canti, i ringraziamenti, le preghiere comunitarie siano quindi prima e dopo la Comunione, ma questa rimanga il momento particolare dell’incontro Mio con la singola persona.
Così sia per Maria.
(Signore, ma alla cena dei primi cristiani non c’era un momento di silenzio per un incontro fra Te e il singolo).
Allora tutti erano uno, i problemi erano comuni, le soluzioni comuni. Erano tutti un cuor solo e un’anima sola. Oggi questo non è più. L’individuo è a sé stante ed ha bisogno di una parola personale per unirsi agli altri e comunicare poi la ricchezza personale agli altri. Perciò Io dono perle preziose ad ogni uomo che a Me si accosta per riceverle, credendo ed aspettando ciò da Me.
Ogni perla singola sarà poi legata alle altre e si farà una collana di perle preziose che illuminerà il volto della comunità credente.
Così sia per Maria.
 
[14/40]   13 maggio 1975  -  in chiesa.  
(Dimmi, Signore, perché sei nell’Eucarestia e noi Ti dobbiamo assumere, se Tu già sei in noi, nel nostro intimo?).
Come il tuo corpo fisico ha in sé tutti gli elementi necessari per vivere, ma ha bisogno continuamente di immettere altri elementi, simili a quelli formanti le tue cellule, per ricostruirle dopo il logorio di decomposizione che avviene durante la giornata, e sono agenti esterni che agiscono per questa lenta combustione degli elementi interni, così nel tuo apparato spirituale.
Io, Spirito Santo, sono in voi, piccoli uomini fin dal vostro concepimento nel grembo materno.
Quando la vostra vita psichica e spirituale diventa viva e cosciente agiscono su essa elementi esterni che tentano di scardinare, sconvolgere, sabotare e soprattutto isterilire questa vita dello Spirito. L’io spirituale facilmente diventa preda dell’io fisico e il maligno dall’esterno tenta di mitigare e poi estinguere le spinte che vengono dallo Spirito interiore. Troppe sovrastrutture si addossano all’io spirituale e questo ne resterebbe ben presto sopraffatto e dimenticato. Perciò Io sono venuto nel mondo, Io, Spirito increato e invisibile, sono diventato visibile, incarnato, parlante e vivente come voi uomini della terra.
Passato il periodo della Mia vita visibile sulla terra, ho voluto lasciarvi un segno visibile e tangibile della Mia Realtà esistente ancora in mezzo a voi. Io sono rimasto a vostra disposizione perché, consci di questa Mia presenza reale in quell’Ostia che vi ho lasciato, possiate assumendola, cibarvi di Me per ricostituire quella realtà intima spirituale che altrimenti andrebbe facilmente subissata e dimenticata perché affievolita e consumata da tutte le aggressioni che il maligno tenta fare sul vostro io spirituale.
L’io spirituale interiore si incontrerà così coll’Io eterno e forte renderà la vita spirituale di chi Mi incontra.
 
[14/41]   15 maggio 1975  
L’esperienza che i Miei primi discepoli hanno fatto il giorno della Pentecoste è stata una esperienza di fede e di amore tradotta in esperienza fisico-psichica per la visione del fuoco e il rumore del vento (cfr. At 2,1-12).
Questi sono stati i segni evidenti della realtà che essi in quel momento hanno percepito: la realtà della Mia presenza come Spirito in essi e in mezzo ad essi. La forza che è in loro sopraggiunta è stata causata da questa loro scoperta del Mio Essere presente. Questo è il cammino che ogni credente deve fare se vuole incontrarsi con Me.
La preghiera e la fede nella Mia venuta sono stati i preamboli per tale esperienza fisico-psichica. Pregate e credete, sperate e aspettate riuniti fra voi aumentando ogni giorno tale fede nella Mia presenza e nella Mia rivelazione per voi uomini fedeli.
Così sia per Maria.
(E’ questa la Cresima, Signore?).
Sì, il momento in cui l’uomo dopo aver pregato, creduto e riflettuto sulla Mia realtà essenziale, si sarà convinto e percepirà a livello di coscienza intima tale Realtà presente e operante in sé stesso.
Quando l’uomo maturo accetterà tale Realtà e ne vorrà far parte con tutti quelli che incontrerà sul suo cammino, allora potrà proclamare visibilmente, di fronte alla comunità garante, tale sua fede e decisione.
 
[14/42]   22 agosto 1975  -  in chiesa.    
L’unione eucaristica significa il rapporto vitale che deve essere fra il Creatore e la creatura. Tutto deve entrare nella Mia logica, logica di amore che porta all’unità completa e totale. Così Io ti dico: «Non di solo pane vive l’uomo» (Mt 4,4), ma della Parola che è cibo per lo spirito dell’uomo carente di amore.
Comunicarsi con Me vuol dire sentire viva e palpitante la Mia presenza nel proprio corpo, vuol dire sentire la Mia Parola chiara e precisa, parola di amore e di unione con i fratelli. Questo è lo scopo della Comunione, per questo Io ho dato il Mio Corpo in cibo a voi uomini. Perché non credete?
Io tutto posso se vi ho detto: «questo è il Mio Corpo e il Mio Sangue offerto per tutti in remissione dei peccati» (Mt 26,26-28), vuol dire che solo l’unione intima, cioè cosciente, con la Mia Essenza può portare la vita eterna.
Comunicatevi con Me, unitevi cioè coscientemente con Me e sarete beati in questa vita perché sorretti dalla forza dello Spirito e nella vita futura immersi nella beatitudine eterna.
Così sia per Maria.
[14/43]   18 ottobre 1975  -  in chiesa.  
Da adulti coscienti si deve fare la conferma dell’accettazione...
 
[14/44]   23 ottobre 1975  -  in chiesa.  
Se la Chiesa vuol camminare oggi, deve assumere modi e sistemi diversi da un tempo. Sono cambiati gli uomini, è cambiata la mentalità, è maturato l’intelletto delle cose sacre, della vita dell’uomo, perciò deve adattarsi, la Chiesa, a tale nuova mentalità. Le esigenze sono diverse oggi da quelle dei secoli passati.
Perciò Io ti dico: la pastorale dei sacramenti deve essere aggiornata alla mentalità, ai tempi, alle esigenze del popolo di Dio odierno. La catechesi sia adatta a persone adulte e coscienti di quello che fanno. Devono essere immesse formule nuove per spiegare la Mia Realtà trinitaria. La catechesi sia fatta a giovani coscienti e ricercanti Me. Questa sarà la catechesi basata sulla Mia Parola che servirà al giovane per crescere nella conoscenza e nell’amore per il Creatore.
Tale conoscenza e amore porterà il giovane cosciente a voler pubblicamente manifestare la sua fede e la sua decisione di vivere per questa fede e di questa fede. Tale manifestazione esterna ed ufficiale, sarà confermata nel sacramento della Cresima realizzato dal giovane cosciente e volente, al cospetto del vescovo e della comunità garante del suo impegno.
Così sia per Maria.
 
[14/45]   16 gennaio 1976  -  notte.  
La pastorale dei sacramenti deve essere rinnovata per essere aderente alle attese e alla maturità dell’uomo di oggi. Riprendete il Vangelo e seguite in modo più attento quali sono i segni che devono accompagnare e provocare la fede nel Dio vivente e parlante.
Io, battezzato da Giovanni, Mi sono fatto conoscere dalla comunità dei presenti e dei posteri come Figlio del Dio venuto sulla terra per parlare e far conoscere la Mia realtà di Padre, Figlio, Spirito Santo.
Così l’uomo battezzerà il proprio figlio entrato nel mondo per conoscere il Padre-Figlio-Spirito Santo e lo educherà in questa conoscenza e lo farà crescere nell’amore per questo Padre-Figlio-Spirito Santo, unico Dio, Creatore e Signore di tutte le cose. Il bimbo, cresciuto in questa fede e in questo amore deciderà poi e pubblicamente dichiarerà la sua volontà di essere figlio cosciente e amante del Dio conosciuto, davanti ad una assemblea che raccoglierà la sua testimonianza di adulto.
L’Eucarestia sia la forza che accompagna il fanciullo nella crescita della fede, della speranza, della carità.
La Penitenza segni le tappe delle revisioni della propria vita intima che il battezzato farà di tanto in tanto per rivedere la propria giustizia di fronte al Dio vivente e agli uomini.
Il Matrimonio sarà celebrato da chi battezzato, confermato nella fede nell’età adulta, e deciso di seguire la Mia via, vorrà unirsi con la sua compagna scelta per intraprendere un cammino di ascesa e di amore in unità con essa e per comunicare tale ascesa ai figli e al prossimo.
L’Ordine sarà dato solo a chi deciderà di tutto lasciare per seguire Me totalmente e per portarMi agli altri in maniera totale e definitiva, chiara e precisa, senza sottintesi o altre attività collaterali.
L’Estrema Unzione sarà l’ultimo segno d’amore per il cristiano che si prepara al passaggio finale alla nuova vita, dove vivrà nuovi cieli e nuove terre (cfr. Ap 21,1).
Così sia per Maria.
 
[14/46]   5 febbraio 1976  -  in chiesa.  
La pastorale dei sacramenti deve essere rinnovata. Non più segni esterni, privi di contenuto o con accentuazioni non esatte, ma reale comprensione dei gesti esplicitanti un contenuto evangelico.
Così per il Battesimo. La Mia presentazione al tempio (cfr. Lc 2,22-24) ha voluto significare la Mia appartenenza al Padre, così il neonato sia offerto al Padre in riconoscimento della sua figliolanza derivata da Lui. Riconoscimento, quindi, da parte dei genitori e della comunità, garante il sacerdote, di tale figliolanza del proprio figlio, nella carne, come figlio di Dio nello Spirito. Tale riconoscimento deve essere accompagnato da un impegno, preso dai genitori e dalla comunità, di crescere il bimbo nella conoscenza e nell’amore del Padre perché questo sia poi riconosciuto e amato da quanti saranno poi educati in questa fede anche per opera del battezzato.
Tale battezzato confermerà da adulto la sua fede, il suo amore, il suo impegno di testimonianza per il Dio vivente, conosciuto e amato.
Così sia per Maria.
 
[14/47]   24 febbraio 1976  
Eucarestia: unione fisica, psichica, spirituale.
Unione fisica come segno: il pane e il vino segno efficace della presenza del Mio Corpo glorioso.
Unione psichica: comprensione sempre maggiore della realtà che sottintende l’unione spirituale che è la realtà per eccellenza proposta dal segno, compresa dalla psiche, realizzata nello spirito.
Credete e venite a Me voi tutti che avete fame e sete di Verità ed Io vi sazierò dandovi la forza di camminare per la salita irta e difficile fino al Calvario, oltre il quale raggiungerete la risurrezione gloriosa.
Così sia per Maria.
 
[14/48]   1 aprile 1976  
Educazione permanente: questa sia, per il vero credente, l’impegno che si assume per raggiungere una conoscenza della Realtà del Dio vivente.
Oggi e domani la Chiesa si occupi di preparare equipe di persone ben coscienti del loro compito: preparare il battezzato a diventare uomo adulto nella fede, nella speranza, nella carità.
E’ adulto nella fede vera colui che avrà capito che cosa vuol dire essere veramente cristiano, figlio del Dio vivente e parlante, imitatore della Sua vita, dei Suoi gesti, portatore e trasmettitore della Sua Parola. Maturo nella speranza, sarà il battezzato che vivrà continuamente la sua vita guardando al fine ultimo a cui è destinato. L’eternità beata sarà la meta agognata, con la speranza di raggiungerla attraverso un cammino continuo di ascesi verso l’Infinito.
Adulto nella carità, sarà il battezzato che amerà il suo Dio sopra ogni cosa e amerà il suo prossimo, per amore del suo Dio, con tutte le sue forze e farà al prossimo tutto ciò che vorrebbe fosse fatto a sé stesso.
Così sia l’educazione permanente che la Chiesa farà ai battezzati per prepararli alla Confermazione della loro fede, speranza e carità. Confermazione che il battezzato farà quando si sentirà maturo in queste tre realtà da realizzare poi, dopo averle scoperte, per tutta la sua vita. L’equipe si preoccupi di preparare l’uomo globale, colui cioè che avrà capito la sua realtà intrinseca ed estrinseca, la sua realtà fisica, psichica e spirituale. Perciò lo aiuteranno a crescere non solo i sacerdoti, religiosi, ma medici, psicologi e sociologi.
Questa sia l’educazione permanente, da farsi cioè in continuazione, per preparare via via le varie generazioni dei battezzati alla Cresima.
Tappa che segnerà un momento di arrivo per il battezzato coscientizzato e un momento di partenza per il cresimato impegnato nella realizzazione e testimonianza della sua fede, speranza e carità.
Così sia per Maria.
 
[14/49]   23 aprile 1976  -  in chiesa.  
Così sono i sacramenti che voi uomini avete definiti in modo troppo semplicistico. Non momenti di incontro con il Creatore, che solo in quell’attimo dà la Sua grazia e i Suoi doni, ma momenti di incontro fra il credente, il suo Dio e la comunità alla quale il credente trasmette il suo dono ricevuto in anticipo, fin dalla nascita, e scoperto via via conforme la maturità e la crescita nella conoscenza di tale dono.
Scoperta e riscoperta quindi di un grande dono, affermata di fronte ad una comunità che diventa garante di tale dono concesso alla persona che ne estrinseca la sua realtà conosciuta in sé stessa.
Tappe, quindi, di manifestazione di un dono o tappe di acquisizione continua di un dono, come nell’Eucarestia, che continuamente opera nell’intimo di chi coscientemente Lo assume.
Nel Battesimo dei bimbi, il dono dato loro della fede è scoperto dai genitori e accettato come tale per un impegno di crescita nella vita dello spirito del battezzato.
Confermazione di tale fede fatta dal cresimato adulto che ha scoperto in sé stesso tale dono di amore e lo propone, dopo averlo continuamente espresso a quanti lo incontreranno.
Penitenza è riconoscimento di deviazione dal dono ricevuto e non accettato e impegno a riviverlo in pienezza.
Matrimonio è scoperta del dono d’amore che è in ognuno dei coniugi per unirlo in uno e farlo crescere insieme per sé stessi e per i figli e per gli amici.
Ordine è scoperta di un dono speciale dato a chi è stato scelto per trasmettere in modo pieno la realtà del Creatore e l’amore da Lui derivante per chi ne ha bisogno...
 
[14/50]   12 giugno 1976  -  in chiesa.  
Non è il cibo conservato per i momenti di emergenza, il pane per gli infermi, che si tiene in disparte nella madia, ma il Mio Essere eterno, il Mio Corpo dato per voi, piccoli uomini e sempre in ogni momento desideroso di essere al centro della vostra attenzione e del vostro amore.
Perciò vi dico: non traslocate le Specie Eucaristiche, segno della Mia presenza continua fra voi, dal centro dell’altare, dove Mi avete invocato e riscoperto per la ennesima volta attraverso la consacrazione del pane e del vino, non Mi relegate in un angolo dove servo di riserva. Non sono sempre Io il datore di vita?
Perché Mi mettete al centro quando questo gesto serve a mettere in luce il vostro rito dove i protagonisti siete soprattutto voi, e poi quando i sommi sacerdoti sono assenti, il Datore di vita è messo al margine?
Non vedete quanto siete incongruenti nelle vostre assemblee?
Voi al centro, Io come richiamo, ma volete essere voi i datori di vita quando volete e quando potete, poi mancando la vostra presenza, la Mia presenza viene sottovalutata.
Non così si deve fare, ma mantenere il Datore di vita sempre al centro.
Concentrate l’attenzione sul Mio Essere presente e vivente sempre in mezzo a voi, piccoli uomini, e l’Eucarestia sarà solo il rinnovamento di attenzione a questa presenza che non verrà mai meno.
Così sia per Maria.
Io al centro, voi attorno a Me per sempre.
Amen.
 
[14/51]   27 agosto 1976
Come il pane e il vino sono cibi abituali per la vostra mensa, così Io ho preso questa materia per trasformarla nel Mio Corpo e Sangue. Corpo e Sangue indicano la Mia Realtà.
L’uomo è fatto di materia e spirito, è un tutt’uno, non si può scindere l’uomo materiale dall’uomo spirituale, ma l’una e l’altra realtà sono inscindibili...
Così Io, Uomo Dio per mostrarMi a voi piccoli uomini che Mi avete guardato con occhi terreni e ascoltato con mente umana. Ma come il Mio Corpo adombrava il Padre celeste, così l’Eucarestia, pane e vino, adombrano la Mia Realtà trinitaria.
Io in tutti coloro che a Me si avvicinano e Mi assumono per essere in tutti uno. Così alla fine dei tempi sarà un solo corpo realizzato attraverso l’unione di tutti gli spiriti bene-volenti. AssumeteMi e Io sarò con voi nell’eternità beata che vivrà qui ogni volta che voi Mi riceverete coscienti del vostro gesto di unione.
Io in tutti, voi in ogni fratello che ha bisogno di amore.
Unione di piccole parti di amore forma l’Amore totale e assoluto.
Così sia per Maria.
 
[14/52]   31 agosto 1976    
L’Eucarestia è il momento tipico dell’incontro pieno, cosciente, voluto e cercato dal fedele con il suo Creatore. Per questo Io ho istituito questo sacramento perché serva di unione cosciente con Me.
 
[14/53]   3 settembre 1976  -  in chiesa.  
Messa, incontro con Me Creatore e perpetuatore di vita. Chi mangia Me vivrà in eterno (cfr. Gv 6,51).
Chi partecipa alla Messa riceve un mandato di apostolato. Messa, unione di fratelli col Padre.
Usciti dalla Messa camminate per le vie del mondo in cerca di altri fratelli da riportare al Padre comune.
Questo è l’impegno dato dalla partecipazione alla Messa.
 
[14/54]   9 settembre 1976  
L’Eucarestia è fonte di vita, ma dipende dal perché e dal come si fa la Comunione.
Non tutte le unioni hanno lo stesso scopo e quindi il medesimo frutto per la vita eterna.
 
[14/55]   15 settembre 1976  -  in Duomo a Milano.  
Mangia chi ha fame. Se uno prende il cibo senza desiderarlo, ben presto lo rigetta.
Così chi viene a Me per mangiarMi deve desiderarMi, sapere quello che fa e a che cosa giova unirsi a Me, altrimenti prima o poi Mi rifiuterà e vane saranno state le sue Comunioni con Me.
Tu vieni perché sai che quando Mi ricevi ti unisci più sensibilmente a Me, ascolti la Mia voce che ti dirige, ti conforta, ti sostiene, ti indica sempre il perché della tua vita. Questo sia l’insegnamento da fare ai comunicandi.
Non per abitudine o per tradizione, o perché spinti da altri, si deve accedere all’Eucarestia, ma solo se consci dell’azione salutare, si desidera unirsi coscientemente al Creatore.
Così sia per Maria.
 
[14/56]   30 marzo 1977  -  in chiesa, dopo la Comunione.  
Eucarestia:
·         Io Corpo
·         Io Spirito
·         Io Uno
·         Io Tutto
alla fine vedrai il Tutto nell’Uno.               
 
[14/57]   6 maggio 1977  
Messa, momento di incontro di fratelli con il Padre comune.
Unione dei figli di Dio che si incontrano per conoscere sempre più il Padre, conoscere la Sua volontà, per poi farla conoscere agli altri, per lodarLo, ringraziarLo insieme e chiedere insieme forza per realizzare, nella vita quotidiana la Sua volontà su ciascuno di noi.
Incontro tra fratelli per poi portare avanti una azione comune (Messa = mandato).
Comunione, mangiare insieme per ricevere ognuno la forza per agire e per parlare del Padre comune.
Incontro personale con Dio, incontro comunitario con i fratelli, per un incontro con i fratelli inconsci di Dio, per arricchirli di Lui.
Così sia per Maria.
 
[14/58]   11 maggio 1977  -  in Duomo a Milano.  
(Signore vorrei fare prima la Comunione per poter parlare con Te a quella persona).
Tu sei con Me ogni volta Mi credi e Mi ascolti. L’Eucarestia è mezzo, momento di incontro con Me, ma per chi tale incontro conosce anche al di fuori dell’Eucarestia, l’effetto è uguale.
Io ho donato il Mio Corpo sulla croce per voi uomini peccatori.
Io ho donato il Mio Corpo nel memoriale della cena ultima con i Miei apostoli per trasmettere loro e attraverso loro alla Chiesa Universale, la Mia Realtà presente in chi Mi cerca e Mi vuole assumere e ascoltare. Dipende quindi da chi ha capito cosa vuol dire incorporarMi in sé per trasmetterMi a chi è vuoto di Me.
Eucarestia, meditazione della Mia Parola, incontro cercato, voluto, creduto, tutto ha lo stesso scopo: l’unione del singolo con il suo Creatore, preambolo dell’unione ecclesiale sulla terra e dell’unione totale e finale nella vita eterna beata. L’Eucarestia ti ha aiutata a raggiungere ora la consapevolezza di questa unione mistica con Me.
(Grazie Signore...).
 
[14/59]   2 agosto 1977  -  in chiesa.  
Tu Mi senti in te, tu Mi vedi nel tabernacolo, tu Mi tocchi nell’Ostia, e sono sempre Io, il tuo Signore e Creatore che ti si fa presente. La tua mente, la tua vista, il tuo tatto servono a recepire una parte del Mio Essere.
Tu uomo hai bisogno di vedere, udire, sentire con i tuoi sensi limitati e limitanti. Il tuo corpo serve di tramite fra il Mio Essere e il tuo essere. Se metti in contatto queste due essenze hai la percezione, sebbene limitata, della divinità. Io tutto in tutti e in ognuno di voi piccole Mie creature.
Io vi ho creato per farMi conoscere, amare e dialogare con voi.
L’Io e il tu sono di fronte, anche se il tu è derivato dall’Io. Così è stato nella Mia Incarnazione, l’Io Padre ha dialogato col Figlio. La natura divina ha dialogato con la natura umana.
Così nel tuo corpo mortale l’Io divino uscito da Me viene in contatto con l’io umano. Il soggetto dipende dall’oggetto purché questo lo voglia ascoltare. Io, tu, uniti, fanno l’Uno...
(Signore, non capisco, mi sento ottusa, perdono Signore).
 
[14/60]   11 agosto 1977  -  in chiesa.
Io, tu, gli altri, questo è l’incontro eucaristico.
Tu Mi incontri, pienamente cosciente, nell’Eucarestia, Mi parli e Io ti parlo. Da questo incontro personale fra te e Me ne viene a te un arricchimento di coscienza, una acquisizione di Verità che poi tu devi trasmettere agli altri. Aumenti l’amore in te stessa e poi lo donerai agli altri, ai freddi, ai tiepidi, agli incoerenti, ai disperati, agli emarginati.
Questo è l’incontro eucaristico che diventa da personale a trinitario. Io, tu, gli altri.
Così sia per Maria.
 
[14/61]   16 agosto 1977  
«Io sono il pane disceso dal Cielo, chi mangia Me vivrà in eterno» (Gv 6,58).
Così Io ti dico: pane = farina e acqua impastate insieme.
Farina derivata dal seme di frumento. Padre, radice del seme.
Acqua = elemento vitale intriso nella materia.
Io Cristo ho recepito la natura umana da Maria, acqua pura.
Ho unito la Mia sostanza vitale, (seme di frumento) con questo elemento unico...
Essenza divina ed essenza umana unita insieme, questo il corpo del vostro Redentore, pane di vita per voi.
Così voi piccoli uomini siete composti di materia e di spirito, acqua e farina.
Lievitate questo vostro corpo come il pane e fatelo crescere come il Pane Divino.
Io sono venuto perché voi Mi conosciate, Mi assimiliate in voi, perché alla fine siate tutti uno, come il pane e l’acqua hanno formato il corpo del Dio vivente.
Voi, corpo fatto ad immagine del Dio vivente e parlante. Siate tutti uno.
 
[14/62]   27 agosto 1977  -  Selva di Val Gardena.  
Voglio comunicare con te, ascoltaMi. Io sono il Padre di voi tutte Mie creature.
Per voi sono venuto nel mondo, per farMi conoscere e amare, per dare a voi esplicitamente con parole umane il senso della vostra vita. Credete a Me voi credenti in Cristo Redentore e portateMi agli altri.
Non è un gesto solamente comunitario l’Eucarestia, ma è rendimento di grazia che ognuno di voi deve fare al Padre comune.
Io, Figlio, nella carne, di Maria, ho parlato come voi, ho sofferto come voi, sono morto come voi, ma sono risorto come voi un giorno, se Mi seguirete. Io parlo a ciascuno di voi Mie creature, nel linguaggio di ognuno, seguendo e adattandoMi alla mentalità di ognuno, per fare un discorso personale ad ognuno, per portarlo all’amore comune con i fratelli, per indicare ad ognuno qual è lo scopo della sua vita, per indicare ad ognuno qual è il bene comune.
E bene comune è aiutare chi ha fame e sete di giustizia e di amore a sfamarsi e abbeverarsi alla fonte zampillante che sono sempre Io, Spirito Santo.
Tocca a voi, credenti in Me Cristo, portarMi ai non credenti facendoMi conoscere come Padre amoroso, Fratello esemplare, Forza primordiale che interpella e insegna la via per raggiungere l’eternità beata.
Questo è il compito del cristiano. Questo è il “più” che Io ho messo in chi ho scelto per essere portatore di luce e di amore divino a chi questa luce ancora non ha.
Così sia per Maria.
 
[14/63]   6 settembre 1977  
L’Eucarestia è mezzo, momento, non fine. Il fine è l’incontro pieno e totale, della creatura con il suo Creatore.
Non il Dio racchiuso nel pane e nel vino, ma il Dio Universale si deve cercare.
Io nell’Ostia, Io nel cuore di ogni uomo che crede nello Spirito che gli detta dentro, Io nell’universo, Io dentro e fuori di ogni creatura, Io personale e impersonale, universale. Ovunque Mi cercate, Mi trovate.
Quando Mi cercate, Mi trovate: nell’uomo, fratello vostro, particolarmente nel povero, nel misero, nel debole, nell’affamato e nel derelitto, nell’ammalato oppresso dal maligno, in costui Mi potete trovare e a costui dovete svelarMi.
Questo è il compito di chi Mi ha cercato, Mi ha trovato. FateMi conoscere ed amare dai soli, dai diseredati della terra, e riempirete la terra di uomini inneggianti a Me, fautore di grazia e di gioia.
Questa è l’Eucarestia, rendimento di grazie personale e comunitario.
Così sia per Maria.
 
[14/64]   12 settembre 1977  
L’amore si estrinseca.
Questo è il presupposto dell’Amore: Essere e comunicarsi agli altri.
Io sono l’Amore. Io sono, Io Mi comunico con le Mie creature nate da Me...
 
[14/65]   28 settembre 1977
Io voglio comunicare con voi Mie creature. Per questo ho istituito l’Eucarestia. Nell’ultima cena...
 
[14/66]   19 gennaio 1978   
L’ESSENZIALE è importante, non l’accessorio.
Troppo spesso si usa dell’Essenziale per mettere in evidenza e valorizzare l’accessorio.
Il fine è l’Essenziale, il mezzo è l’accessorio. Così nelle celebrazioni liturgiche, il fine è scoprire e riscoprire il Datore di vita, il mezzo è la liturgia: canti, parole e azioni.
Non vi preoccupate troppo del mezzo, ma del fine e solo allora il mezzo sarà valido e congruente.
Così sia per Maria.
 
[14/67]   4 febbraio 1978  -  in Duomo a Milano.  
«La Mia Carne è cibo, il Mio Sangue è bevanda per voi» (Gv 6,55). «Chi mangia Me vivrà in eterno» (Gv 6,51).
Non chi Mi assimila come pane eucaristico credendo, attraverso questo gesto, di accaparrarsi la vita eterna automaticamente, ma chi si unisce a Me intimamente, chi Mi sente presente in sé, che dialoga con Me, Mi ascolta e Mi segue, chi Mi porta agli altri come Persona viva e presente, solo costui è già entrato nella vita eterna.
Non sia la Comunione un puro gesto formale, anche se devozionale, non ho bisogno di devozione, ma di amore sincero, vivo e cosciente. Io, oggetto dell’amore vostro Mi unisco in ogni momento uno Mi cerca, Mi vuole, Mi ama. Io, sempre con ogni amante della Verità.
Porta questa Parola, sugli alti monti (gerarchia) perché questi si abbassino e riempiano le valli. L’alta gerarchia sia umile e cosciente del proprio mandato, che è: conoscere per far conoscere, amare per far amare.
Così sia per Maria.
 
[14/68]   10 marzo 1978
Gv 6,47-64 «Io sono il pane che dà la vita...».
Il Padre è la vita... Io ho la vita grazie a Lui, chi mangia Me avrà la vita grazie a Me...
Soltanto lo Spirito di Dio dà la vita...
Le parole che vi ho detto danno la vita perché vengono dallo Spirito di Dio.
(Quindi il Padre e lo Spirito sono la stessa cosa e Gesù è incarnazione di questa stessa “res” ed è pane per noi, cioè si comunica a noi, per trasmetterci questa “res”, perché tutti siamo Uno).
 
[14/69]   18 aprile 1978  -  in Duomo a Milano.  
Ogni amante quando si incontra con la sua bella, prova gioia e provoca gioia in lei.
Questa è l’immagine dell’amore umano.
Anche tu, cerchi di unirti a Me nella Comunione e più vicino Mi senti più chiaramente Mi odi e Mi ascolti.
Questo è il valore dell’Eucarestia, per questo ho detto: «prendete e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo» (Mt 26,26). Avvicinatevi a Me, voi che avete fame e sete di amore e di giustizia e Io vi riempirò di gioia e di forza per proseguire il cammino fino all’amplesso finale e duraturo.
Così sia per Maria.
 
[14/70]   22 gennaio 1979  -  in chiesa.
Giorno verrà in cui calpesteranno queste Ostie, le profaneranno (quando Signore?). Fra non molto tempo.
Prega e fa pregare perché i giusti si salvino dalla corruzione instaurata da Satana.
Così sia per Maria.
 
[14/71]   28 aprile 1980
(Cosa devo dire al vescovo Carlo Maria Martini?).
Parla dei sacramenti. Si devono rinnovare.
Il Battesimo: immissione del bambino nella comunità dei credenti, per essere preparato a svolgere il mandato per cui è stato prescelto fin dall’eternità (Cantico di Zaccaria).
La Cresima: testimonianza del giovane maturo che proclama ufficialmente la sua fede e si impegna a viverla e a trasmetterla come profeta.
Penitenza: incontro con Dio per rivedere il cammino di fede e rientrare sulla retta via quando se ne fosse allontanato. (deviazione = peccato).
Eucarestia: incontro, voluto, cercato, cosciente con il Creatore; possibilità massima di unione e di dialogo; forza, sostegno, guida per l’uomo depauperato da Satana. Presenza reale del Dio vivente tale quale nella Parola letta, compresa, assimilata, pregata.
Ordine: impegno massimo del cristiano che si mette al servizio totale della Parola per incarnarla e portarla ovunque, in ogni momento (eunuco per scelta - cfr. Mt 19,11 -).
Matrimonio: unione totale di due vite per crescere insieme e formare l’unità. Simbolo dell’unione totale fra Creatore e creatura. Porta frutti per una trasmissione continua di vita aperta e in cammino verso la vita eterna.
Assistenza ai malati: nel corpo e nello spirito per avvicinarli alla Casa del Padre.
(Cosa devo ancora dire?).
Trinità: si riscopra l’Essenziale, l’Uno. Si aggiornino le parole che la descrivono.
(E ancora?).
Il maligno: se ne smascheri la realtà personale, presenza reale nel mondo.
“Liberaci dal maligno”. Preghiere.
 
[14/72]   Agosto 1980
Io sono il Signore Dio tuo, ascolta. La Parola è venuta fra voi e voi non l’avete accolta.
Il Battista l’ha accolta, l’ha testimoniata, l’ha ripetuta, è morto ed è risorto, glorificato.
Così sia per ogni battezzato nel nome del Padre-Figlio-Spirito Santo. Così il battezzato deve testimoniarMi. Ogni battezzato è stato scelto per portare davanti agli uomini la Mia Parola.
Questo deve fare il cristiano altrimenti non è cristiano.
Il Battista è il primogenito dei cristiani, il Precursore e l’esempio. Questo sia il Battesimo dei piccoli come è stato detto per bocca di Zaccaria: «e tu o bambino andrai avanti al Signore a prepararGli le strade per l’ultima Sua venuta» (Lc 1,76). Questo deve fare ogni battezzato degno di questo nome e di questo mandato.
Così sia per Maria.
 
[14/73]   1 settembre 1980  -  San Giorgio in Braida (Vr).
Capisci ora il valore del tuo Battesimo?
(Sì Signore, comincio a capirlo).
E’ stata la grazia che Io ti ho donata quando sei nata nella tua famiglia cristiana e pienamente cristiana. La tua presentazione al tempio (San Giorgio) ha significato l’entrata nella Mia famiglia e l’inizio del cammino del tuo spirito verso queste alture a cui oggi sei giunta. La tua famiglia e la tua Chiesa ti hanno aiutata a salire i primi gradini della scala della sapienza. Tu hai corrisposto con semplicità, con fede nello Spirito che ti ha dettato dentro, con un crescendo accelerato negli ultimi tempi, ciò che Io voglio che il mondo sappia.
Continua a credere e ad ascoltare lo Spirito che ti è stato confermato ufficialmente in questa Chiesa e seguirai l’iter proposto ad ogni battezzato.
Così sia per Maria.
(Grazie Signore).
 
[14/74]   21 febbraio 1981
Così sono i sacramenti: segni che indicano la via da seguire per diventare imitatori di Cristo e aiutano a con-seguirla. Seguirla insieme con Me, Spirito Santo.
Inizia il bimbo questa via quando è immerso nell’acqua. La Mia presentazione al tempio (cfr. Lc 2,22-24) sia l’esempio da comprendere e da imitare per il battezzato infante.
Il Mio Battesimo nel Giordano (cfr. Mt 3,13-17), faccia comprendere l’impegno di testimonianza che conduce anche sul Calvario. Non a tutti è chiesta la testimonianza fino al martirio, ma a tutti i battezzati, diventati adulti, è chiesto questo impegno cosciente e libero. Questa sia la Confermazione della scelta fatta inizialmente dai genitori per il proprio figlio e da questo confermata poi pubblicamente ed esplicitamente. Impegno grande ed essenziale per il cristiano adulto.
Sono stanco di cristianelli che si adornano di un nome che nella realtà non comprendono e non vivono. Pochi gli eletti, ma autentici e battaglieri. Non foglie secche che cadono per la via, ma rami verdi che portano frutto continuamente.
Questo impegno la Chiesa faccia riscoprire e sentire al cristiano, a colui cioè che di questo nome vive e mostra a tutti il cammino da seguire per la vita eterna.
Così sia per Maria.
 
[14/75]   21 marzo 1981  -  in chiesa.
Sì, è un gesto la Comunione che indica unione di corpi e di spiriti inneggianti al Padre comune. Così è il senso comune dell’Eucarestia. Ma il senso recondito è una unione intima e personale con la persona che assume il suo Creatore in piena coscienza e volontà di unione. Io con ognuno di voi Miei fedeli coscienti, Io con tutti voi, corpo Mio cresciuto con membra diverse per approdare ad un unico monte.
 
[14/76]   27 marzo 1981
Cresima: mandato di apostolato per quelli che ho scelto per portare nel mondo la Mia Parola e far sentire la Mia continua presenza.
Così sia per Maria.
 
[14/77]   13 aprile 1981
Io sono tuo, e tu sei Mia. Questo è il massimo di Comunione. Per questa Io ti ho fatto, per questa ti ho messa nel mondo. Porta agli altri la verità della Comunione.
Così sia per Maria.
 
[14/78]   23 maggio 1981
Il Mio Corpo è cibo, il Mio Sangue è bevanda per voi, Mie creature (cfr. Gv 6,55).
Corpo è la Mia umanità assunta da Maria, cresciuta nel tempo conforme le leggi naturali di ogni uomo.
Sangue è il principio vitale che anima la materia e la fa vivere. Nel corpo e col sangue inabita lo spirito che è sorgente di ogni attività di pensiero e di volontà.
Così, come l’uomo normale, Io ero sulla terra. Il Mio Spirito però era in pienezza, libero, autonomo, infinito nel pensare, nel volere. La Mia attività massima era l’amore, perciò ho sopportato tanti disagi, tanti limiti, tanta sofferenza per voi, Mie creature. Assumendo il Mio Corpo e il Mio Sangue, voi vi unite alla Mia umanità e inserite in voi il Mio principio vitale che è nel Mio Sangue...
(Aiutami Signore a comprenderTi, il maligno mi insidia. Madonnina, S. Michele aiutatemi a sentire il mio Gesù).
AssumendoMi nell’Eucarestia, voi assumete la Mia umanità, che vi serve di esempio per la vita terrena, e la Mia Divinità che vi illumina nelle scelte da fare e vi fa comprendere l’essenziale: l’amore.
Voi, assumendo la Mia Carne, cioè la Mia umanità, diventerete sempre più simili a Me e porterete agli altri il Mio Amore divino. Così, solo unendosi a Me, tutti saranno uno. Io in loro, tutti in Me.
Così sia per Maria.
 
[14/79]   1 giugno 1981  -  in Duomo.
La Mia casa non è racchiusa fra quattro mura e tanto meno in un piccolo tabernacolo che racchiude le Ostie consacrate. Io abito nell’universo e dovunque l’uomo, che Mi cerca, Mi può trovare. C’è sì un luogo d’incontro dei fedeli, per unirsi fra loro per una comune preghiera e adorazione al Padre, perciò amo le chiese ma solo come luogo di incontro comunitario, ma ovunque Io sono, ovunque potete riunirvi per cercare, pregare, acclamare il vostro Dio.
Non sia la chiesa luogo di distrazione; le belle opere che adornano il tempio, opere dell’uomo, fatte per onorare il Creatore, non per onorare l’artista che le ha costruite. Troppe distrazioni esistono ora nelle Mie chiese.
Il popolo vuole divertirsi alle Mie spalle e si serve anche del Mio nome per rendere più legittimo il suo divertimento. Ma questo non è amore al Creatore ma amore al proprio io.
I Miei ministri non si preoccupino troppo di inventare cerimonie, feste e festini per richiamare la gente, ma il Mio Nome, il Mio Volto sia impresso nel cuore della gente non nei sensi della vista e dell’udito.
Si ritorni ad un metodo serio e profondo di meditazione della Parola e di unione Eucaristica. Solo così il popolo sarà educato a cercare Dio ovunque, a trovarlo ovunque, a portarlo ovunque non è conosciuto.
A questo servano soprattutto le chiese.
Così sia per Maria.
 
[14/80]   10 marzo 1982
L’unione Eucaristica è nel tempo, per il tempo; l’unione mistica è per sempre.
 
[14/81]   27 settembre 1982  -  in chiesa.
(Signore, Ti hanno messo nel buio, hanno spento tutte le luci e sei solo).
Sì, la luce è in basso, Io sono nella penombra. Così fanno gli uomini di Chiesa, Mi illuminano quando fanno i riti, poi, tutto si spegne e Io resto solo. Non Mi abbandonare piccola colomba, ma tieni sempre accesa la tua luce e vedrai Me, Luce per gli uomini di buona volontà.
 
[14/82]   6 ottobre 1982
(Signore, io credo che Tu sei nella Eucarestia).
Sì, Io sono prima, sono durante, sono dopo l’Eucarestia.
Credete in Me «che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29).
Così sia.
(Ma nell’Eucarestia Signore, Tu sei veramente presente?).
Io sono presente ovunque dove l’uomo Mi crede, Mi sente, là Io sono presente.
Non c’è luogo né spazio speciale per la Mia presenza. Ma Io abito dove c’è l’Amore, dove c’è la Verità, dove c’è la giustizia. Io sono il Signore dell’Universo e l’Universo è il Mio spazio e l’Infinito è il Mio tempo.
Non limitateMi nello spazio e nel tempo, perché ovunque Io sono, sempre Io sono. CercateMi e Mi troverete ovunque c’è l’Amore.
Così sia per Maria.
GESU’ = PERSONA FISICA DI DIO.
 
[14/83]   26 ottobre 1982
EUCARESTIA = al rapporto coniugale pieno e totale.
 
[14/84]   15 novembre 1982
Il Battesimo, la Confermazione, l’Eucarestia sono gesti che significano ed esprimono gesti fatti da Me durante la Mia vita terrena. Vogliono significare realtà profonde come: l’ingresso nel Regno, la comprensione del Regno, la Comunione col Re e con i fedeli appartenenti al Regno. Questo devono significare chiaramente i sacramenti dai voi realizzati durante la vostra vita terrena.
Presentazione dei bambini al tempio, cioè inizio di immersione nel Regno.
Confermazione dell’adulto, cioè comprensione del compito assunto nel Regno.
Apostolo e martire, se necessario, del Regno.
Comunione continua col Re e con i fratelli per un cammino comune verso la Patria definitiva.
Così sia per Maria.
 
[14/85]   21 novembre 1982
Battesimo dei bambini = riconoscimento esplicito, da parte dei genitori e della comunità, della derivazione divina del neonato (figlio di Dio) e quindi impegno di educare il bambino nella fede, cioè farlo crescere nella conoscenza del Padre, Figlio, Spirito Santo, fino all’età adulta quando cioè il figlio confermerà coscientemente la propria fede e si impegnerà a testimoniarla con la vita (Cresima).
 
[14/86]   25 novembre 1982
Distrazioni, distrazioni, distrazioni. Canti, riti, feste, tutte distrazioni dall’Assoluto.
L’essenziale è immergersi in Lui, non divertirsi sentimentalmente per Lui.
 
[14/87]   2 febbraio 1983
La Mia presentazione al tempio (cfr. Lc 2,22-24) è segno per voi, Miei uomini. Vuol significare l’entrata nella comunità di Dio. Questo sia il significato da dare al Battesimo dei bambini. Presentazione del figlio al tempio.
Riconoscimento della paternità di Dio.
Impegno a far conoscere e crescere nell’amore del Padre il bimbo neonato.
Così sia per Maria.
 
[14/88]   22 febbraio 1983
La Comunione avviene nello spirito con lo Spirito Santo.
 
[14/89]   28 marzo 1983
E siamo due in una sola carne, così nell’Eucarestia. Io con te tu con Me e siamo uno.
(Ma Signore, non è possibile, c’è differenza infinita tra Te e me!).
Sì, ma la similitudine vale perché comprendiate come Io voglio unirMi a voi, Mie creature per formare alla fine l’unità del Mio popolo. Unione personale, unione collettiva.
Il Tutto nell’uno, perché l’uno diventi immagine del Tutto. E ci sarà l’amore totale.
Così sia per Maria.
Come due fiammelle unite insieme fanno un’unica fiamma splendente e irradiante luce così Io vengo a voi per illuminare i vostri passi e così sarà più chiaro e luminoso il cammino del Mio popolo verso la vetta.
 
[14/90]   13 maggio 1983
E’ con Me o contro di Me (cfr. Lc 11,23) l’uomo creato da Me.
Emesso dal Mio intimo, chiamato per nome e personificato con la nascita terrena e temporale, l’uomo nasce, vive, muore e ritorna a Me se Mi ha voluto, rientra nel nulla eterno se Mi ha coscientemente rifiutato.
Pochi sono coloro che coscientemente Mi rifiutano ed anche per essi c’è un momento di coscienza.
La chiamata avviene sempre per ogni uomo che è Mio figlio, non creatura solamente, perché anche l’animale è creatura Mia, non figlio. Figlio significa partecipante della natura del Padre e della Madre.
L’uomo partecipe della Mia natura nello spirito e in quanto tale, ha la possibilità e la capacità di conoscere il Padre. La madre è la Chiesa. Quando un figlio accetta la paternità e la maternità vuol dire che la sua natura spirituale lo spinge a riconoscere anche la maternità cioè la derivazione dalla Chiesa che lo adotta come figlio e lo alleva come figlio di Dio. Perciò Paolo dice che col Battesimo l’uomo diventa figlio di Dio. Diventa cioè, un po’ alla volta, cosciente di essere figlio del Padre perciò è profondamente impegnato a vivere secondo la natura e l’insegnamento del Padre. Siate figli coscienti della paternità e maternità da cui derivate.
Così sia per Maria.
 
[14/91]   29 maggio 1983
IO SONO VITA della vita. IO FACCIO VIVERE.
L’Eucarestia è segno di una Realtà presente e operante nella storia.
 
[14/92]   31 maggio 1983
(Non è la stessa presenza nell’Eucarestia e nella Tua Parola?).
No, è una presenza specifica e particolare e personale quella dell’Eucarestia.
Nella Scrittura Io sono presente a tutti per tutti, pure parlando in particolare al cuore di ogni uomo che Mi ascolta. La presenza Mia nell’Eucarestia è per ognuno di voi, Miei fedeli, perché Mi portiate agli altri in rendimento di grazie.
 
[14/93]   5 giugno 1983
Eucarestia = energia spirituale che muove l’energia psichica, che incide sull’energia fisica dell’uomo.
E l’uomo sarà cambiato: dal negativo al positivo.
Così sia per Maria.
 
[14/94]   13 luglio 1983
Io sono in te, e tu Mi hai assunto ora con più chiarezza.
«Io sto alla porta e busso, se uno Mi apre, Io entro e dimoro con lui» (Ap 3,20)
L’Eucarestia è un mezzo per rendere cosciente la persona che Mi cerca, della Mia presenza.
Corpo = entità dotata di tre dimensioni: Fisica, psichica (intellettuale), spirituale.
Corpo: è nel tempo e nello spazio, finito il tempo e lo spazio, del corpo rimane l’insieme delle tre dimensioni sublimato in una sola dimensione: la spirituale.
 
[14/95]   25 luglio 1983
«Prendete e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo offerto in sacrificio per voi» (Mt 26,26; 1 Cor 11,24).
Corpo è il luogo dello Spirito. Chi si unisce a Me avrà la Vita in sé e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
(E chi non si unisce a Te attraverso il corpo?).
Si unisce a Me attraverso l’amore per i fratelli e saremo Uno.
Unione cosciente, l’Eucarestia. Unione col prossimo, via per l’unione eterna.
Via diritta e via lunga, l’importante è la meta finale.
Così sia per Maria.
 
 
[14/96]   15 dicembre 1983
Io sono con te SEMPRE.
Ho istituito l’Eucarestia perché voi vi ricordiate di Me, di ciò che Io ho fatto per voi.
E’ ricordo che porta lo stesso effetto di ciò che ho fatto un giorno sulla terra. Vi porta la salvezza.
Unitevi a Me continuamente e seguite la MIA PAROLA.
Così sia per Maria.
 
[14/97]   12 gennaio 1984
Corpo = entità formata di tre dimensioni: fisica, psichica, spirituale.
Nell’Eucarestia il Mio Corpo è presente: la dimensione fisica è ottenebrata dal pane e dal vino, segni di una Realtà che supera la dimensione fisica. Il Mio Corpo nella dimensione fisica è nato, nel tempo, da Maria, è cresciuto, ha patito ed è morto. E’ risorto glorioso come apparenza del corpo fisico ma non più con le caratteristiche di prima.
Sono nato, morto, risorto una sola volta e non c’è più reincarnazione.
Durante la Messa, non c’è più un rinnovato sacrificio, ma il Sacrificio unico e irripetibile è stato nel tempo, ora permane e si ripete ad ogni Consacrazione e Comunione, vissuta in piena coscienza da chi Mi assume, l’effetto del Sacrificio che Io ho consumato, una volta per tutti, sul Calvario.
AssumeteMi coscientemente, sentendoMi presente e vivo in voi e Io vi parlerò personalmente.
L’essenziale è credere alla Mia presenza e al Mio Amore per ognuna di voi, Mie creature.
(Grazie Signore).
 
[14/98]   17 gennaio 1984
(Sia fatta la Tua volontà).
E Io ti dico: va e parla.
L’Eucarestia è per tutti gli amanti del Dio vivente. In Me troveranno la Vita e la vita terrena sarà più facile e limpida se uniti con Me ogni giorno. Sii umile e prega.
Così sia per Maria.
 
[14/99]   Febbraio 1984
Le Liturgie primitive sono le più autentiche perché più vicine alla carica originale della Verità.
Non sovrapponete cerebralismi o sentimentalismi.
 
[14/100]   17 marzo 1984
(Ho voluto fare la spesa prima della Messa, perciò sono arrivata in chiesa tardi. Mi sono sentita dire):
Mi tratti come l’uomo della spesa!
 (Mi sono confessata e ho capito, come non mai, il valore della Chiesa e della Confessione).
[14/101]   19 marzo 1984
(Quale è la preghiera che preferisci, Signore?).
Il colloquio a TU per tu.
Così sia per Maria.
 
[14/102]   19 luglio 1984
Non ti preoccupare troppo per le forme. Se la Comunione si fa attraverso la mano o le labbra non è tanto importante. L’essenziale è comprendere il significato del gesto.
Chi si sente convinto di incontrare il Corpo del Signore - cercato, voluto, pensato con la propria volontà di ricerca ed approccio all’Amore attraverso lo Spirito che detta dentro il cuore e la mente dell’uomo aperto alla Sua voce - è bene prenda con la sua mano il Corpo del Signore per portarlo agli altri.
Chi è ancora attaccato alla gerarchia umana e non si sente di camminare da solo guidato dallo Spirito ma aspetta la guida, il sostegno, la parola dell’uomo-maestro, si lasci imboccare.
Ma a tutti dico: camminate verso Colui che vi dà il Suo Corpo per darvi la forza di seguire le Sue orme fino alla Casa del Padre.
Così sia per Maria.
 
[14/103]   31 agosto 1984
Per questo ho istituito l’Eucarestia: momento di sosta per l’uomo affannato dalla vita terrena, momento di incontro col Padre, con i fratelli. Mangiare insieme per una forza personale e comunitaria, parlare insieme per una comprensione delle cose eccelse.
Così sia per Maria.
 
[14/104]   23 ottobre 1984
Nell’Eucarestia si rinnova la memoria e il frutto di ciò che ho fatto sulla terra per voi, piccoli uomini.
Così sia per Maria.
 
[14/105]   16 dicembre 1984
«Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,22-23).
«Se un tuo fratello ti offende, tu rimproveralo, se poi si pente, tu perdonalo. Se ti offende e si pente sette volte al giorno, tu perdonalo» (Lc 17,3-4).
Così Io ti dico: «Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni Parola che esce dalla Mia bocca» (Mt 4,4).
Io ho dato il mandato ai Miei discepoli di perdonare i peccati, ma non a quelli soltanto, ma a qualsiasi uomo che conosce la Parola, crede nella Parola, ascolta e vive la Parola.
Ognuno di voi, piccoli uomini, scelti da Me per portare il Mio messaggio di salvezza, può portare il perdono al peccatore contrito. Non è un privilegio dato al ministro consacrato, questo ha il carisma per perdonare, ufficialmente, il pentito, ma ogni uomo offeso può perdonare sempre chi l’ha offeso.
Il perdono dell’uomo offeso vale anche in Cielo.
Così sia per Maria.
(E se uno non conosce la Tua Parola, il suo perdono al fratello pentito serve allo stesso modo, in Cielo?).
Sì, dove c’è uomo che perdona il pentito, tutto è perdonato anche in Cielo.
(E se uno non è pentito, e l’offeso lo perdona ugualmente?).
Il perdono dell’uomo offeso servirà, alla fine, al peccatore, per pentirsi e chiedere coscientemente il perdono.
Il perdono di Dio precede e segue il perdono dell’uomo.
 
[14/106]   19 febbraio 1985  -  Messa nella chiesa di San Giorgio a Verona; lettura: Gen 7,1-16; alla Comunione.
Corpo di Cristo, Sangue di Cristo, salvezza per l’uomo insidiato dal maligno.
Io Segno per il peccatore (cfr. Gen 4,13-15), salvezza per l’uomo colpito dal maligno. Io Arca per salvare l’uomo (cfr. Gen 7,1-23) a cui sovrasta il diluvio del male che sommerge l’umanità succube del maligno.
Acqua che distrugge, acqua che purifica, questa la realtà ambivalente dell’umanità insidiata dal maligno  distruttore dell’uomo, ma salvato dal Mio Sangue offerto per purificare le nefandezze del maligno.
Abbeveratevi alla Mia Sorgente: la Mia Parola, il Mio Corpo e Sangue sono mezzi per salvare Caino.
Così sia per Maria.
 
[14/107]   25 maggio 1985
Perciò ho istituito l’Eucarestia: tu ti fermi con Me, pensi e parli con Me, ricordi quanto Io ho fatto per voi, piccoli uomini, per salvarvi dal maligno. Ho dato il Mio Corpo in pasto alla morte, e l’ho risuscitato glorioso e trionfante, e con Me tutte le creature pensanti ritorneranno un giorno per essere glorificate e cantare l’eterno Alleluia.  Questo è il ricordo che vi ho lasciato da rinnovare ogni giorno fino alla fine dei secoli.
Così sia per Maria.
(E’ solo nell’Eucarestia la Tua presenza reale?).
No, Io sono presente sempre e ovunque l’uomo Mi cerca e Mi sente. L’Eucarestia è momento forte e pregnante di questa Mia presenza reale. IO SONO L’ONNIPRESENTE all’infinito.
Così è per Maria.
 
[14/108]   17 settembre 1985  -  alla Comunione.
L’Eucarestia è: un richiamo, un segno, un incontro.
Così sia per Maria.
 
[14/109]   20 settembre 1985
Se non ci fosse l’Eucarestia, pochi si unirebbero coscientemente a Me: questo è richiamo.
·         L’Eucarestia è segno: il Corpo è ottenebrato dal pane e vino, materia, sostanza materiale che sottintende la Realtà spirituale. Così in ogni realtà terrena trovatene lo spirito che la anima.
·         L’Eucarestia è incontro: unione cosciente con il Creatore perché tutti siano Uno.
Così sia per Maria.
 
[14/110]   11 ottobre 1985
E’ il corpo di Cristo, è il sangue di Cristo che unifica le due nature: umana e divina.
Così in te, uomo credente, la Comunione è unione delle due nature, cosciente nell’uomo che Mi accoglie.
Così sia per Maria.
 
[14/111]   26 ottobre 1985
Eucarestia = Involucro di Dio: apparenza = (pane e vino), sostanza = Dio Salvatore.
Essenza e sostanza unite insieme e ottenebrate dal segno esterno.
E’ l’Essenza interiore che dovete sentire, non l’involucro. Io, Dio, in un segno terreno limitato, transeunte. Finito l’accidente resta la Sostanza in eterno, per la vostra felicità eterna, piccoli uomini.
Prendete e mangiate, incorporate coscientemente Me in voi, il Dio che viene dall’esterno e si ritrova nell’intimo di ogni uomo. Perché Io cresca in voi in modo sempre più cosciente.
Io in voi, fuori di voi, dentro e fuori di ogni creatura pensante. Mangiate e Vedete.
Così sia per Maria.
(E i figli?). Arriveranno, aspetta e credi. Anch’Io ho aspettato, aspetto e aspetterò fino alla fine dei secoli.
Così sia per Maria.
Il “sempre” è l’ “oggi eterno”.
(Ma, l’oggi, qui cambia ogni giorno).
E l’oggi eterno è sempre diverso e sempre unico. Non ti annoierai, non temere!
(Ma non ci sarà una fine nella conoscenza?).
No, il Mio Essere è Infinito e all’infinito Mi scoprirete e con Me, gli altri, e tutti saranno Uno.
Come nell’Eucarestia c’è il ricordo, la memoria di ciò che è succeduto sulla terra (morte e Risurrezione), così nella vita eterna. Il ricordo del passato è presente e operante nel presente per sempre.
 
[14/112]   11 novembre 1985  -  alla Comunione.
Domenica = il giorno del Signore.
Ma per un fedele ardente ogni giorno è domenica. Perciò le pratiche religiose imposte sono uguagliabili in ogni giorno. Libera quindi dal peccato, se peccato ne è considerata, dall’anima fedele, l’impossibilità di seguire il precetto della Chiesa. Ama e sali sempre più.
Così sia per Maria.
(Non avevo potuto partecipare alla Messa domenicale e il lunedì non avevo trovato nessun confessore).
 
[14/113]   13 dicembre 1985  -  alla Comunione.
Tu alla Comunione apri la tua bocca, apri il tuo cuore, la tua mente, la tua volontà per ricevere la Mia Parola, perciò ho istituito l’Eucarestia.
 
[14/114]   19 febbraio 1986
Io Dio, Io vittima immolata per salvare te, piccolo uomo.
Tu mangi la vittima e ti unisci a Me Dio e saremo Uno. Il tutto è nello Spirito.
Così sia per Maria.
 
[14/115]   1 marzo 1986  -  alla Comunione.
«Prendete e mangiate, prendete e bevete, questo è il Mio Corpo e il Mio Sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati» (Mt 26,26-28).
Questo ho detto negli ultimi giorni sulla terra. Io sono venuto per salvare tutti, non avete ancora capito uomini di poca fede? Il vostro grazie sgorghi dal cuore credente e fedele.
Così sia per Maria.
 
[14/116]   6 marzo 1986  -  alla Comunione.
E’ il Corpo di Cristo che salva tutti, entro il Corpo c’è lo Spirito che vivifica.
Così sia per Maria.
 
[14/117]   30 marzo 1986  -  Pasqua.
Giuda ha intinto il suo boccone nel Mio piatto e appena preso se n’è andato (cfr. Mt 26,23). Così è stato.
Ora la Chiesa imbocca il fedele. Non così deve essere, ma ogni fedele deve essere conscio e responsabile del suo gesto, non imposto, non abitudine, ma consapevolezza personale di ciò che uno vuol fare.
Così sia per Maria.
 
[14/118]   17 aprile 1986  -  alla Comunione.
Eucarestia: gesto, segno, Realtà propellente per la vita eterna.
Così sia con Maria.
 
[14/119]   30 maggio 1986  -  alla Comunione.
(Signore, riempimi di Te perché io Ti porTi agli altri).
Quando ami, né pensi, né vedi: godi, così sia il tuo amore per Me.
Non cercare col pensiero, né con l’intelletto visivo, ma credi, senti, ama.
Così sia per Maria.
Il pane è un simbolo, il corpo è un simbolo, la Realtà è la Mia Essenza presente per voi, uomini di poca fede.
Non attaccatevi ai simboli, ma credete in Me presente in voi, nella storia, inizio di vita cosciente della Mia Realtà eterna. Unitevi coscientemente a Me, che vi amo, e saremo Uno per sempre.
Così sia per Maria.
Se la vita terrena è una Pasqua continua, diventerà vita eterna nella gloria dell’Unità.
 
[14/120]   3 giugno 1986
L’importante è l’incontro, non col segno (Eucarestia) ma con la Realtà.
E’ il desiderio del vero incontro che ti fa sentire la Realtà presente. Tu sali, Io scendo, e siamo Uno.
Così è e così sia per Maria.
 
[14/121]   23 giugno 1986  -  Eupilio.
Eucarestia = unzione, consacrazione, assunzione, unione, memoriale = presenza reale del Dio incarnato, tutto porta alla missione.
 
[14/122]   5 luglio 1986   -  Verona, alla Comunione.
(Signore, perché prendi il paragone del pane e del mangiarTi?, non mi piace molto!).
Il mangiare è un gesto necessario all’uomo, mantiene in vita, assimila il cibo che si trasforma in forza vitale. Assimili Me, cioè ti unisci intimamente a Me in modo profondo e diventi un tutt’uno con Me, un po’ alla volta. Ogni Eucarestia è rendimento di grazie per il cibo, cioè la forza vitale che da Me sprigiona e ti dà vita, amore, pace e gioia, ti fa contemplare il vero senso della vita e ti aiuta a perseguirlo per la vita eterna. Così saremo per sempre Uno, ora cammina e mangia e lasciati guidare dall’Amore.
Così sia per Maria.
 
[14/123]   27 luglio 1986  -  Verona, Comunione in casa.
Come l’uomo è passato da una dimensione metafisica ( = vita in potenza, in Dio), poi è sceso nella dimensione fisica ( = vita in atto, sulla terra), per poi raggiungere la dimensione metafisica con la sublimazione ( = passaggio dallo stato materiale allo stato spirituale), così IO, incarnato, ho seguito l’identico iter.
Così nella Comunione col fedele cosciente c’è questo passaggio di energia salvifica e sapienziale che trasforma, un po’ alla volta, l’uomo che Mi riceve coscientemente, e lo prepara alla sublimazione ( = ritorno cosciente a Dio).
 
[14/124]   15 ottobre 1986
(Fare la Comunione in Chiesa o unirmi con Te a casa, o dovunque, è la stessa cosa?).
L’importante è l’unione. Per chi ha bisogno di strade visibili, l’Eucarestia è la via maestra, per chi non ha più vie, sentieri terreni, ma solo la Parola, il salto è necessario.
E camminerà sulla Via (invisibile all’occhio terreno) Unica ed Essenziale (Gesù = Via) che porta all’Unità.
Tutti prima o dopo, arriveranno.
Così è per Maria.
(I sacramenti?...).
Sono mezzi, vie terrene per arrivare a Me. Ma siano illuminati dalla Mia Parola (non feste o riti umanizzati).
 
[14/125]   26 gennaio 1987  -  ore 8,30
Non temere, lo Spirito ti adombra, lo Spirito ti parla, ascolta e scrivi perché l’umanità conosca sempre più la Verità. Io sono, e voi siete per Me.
L’Eucarestia: pane e vino che diventano per voi uomini, Corpo e Sangue del Salvatore. Corpo e Sangue che salva e vivifica l’uomo terreno perché l’uomo comprenda sempre più l’unione. Il Creatore si fa presente alla Sua creatura, la compenetra, consapevolmente per lei. Pane che diventa corpo, vino che diventa sangue, acqua che diventa vino (cfr. Gv 2,1-10).
Uomo terreno che diventa uomo celeste. Materia che diventa spirito. Capisci?
(No Signore, è troppo difficile per me questo passaggio).
Questa è la transustanziazione. Al di là della sostanza visibile, tangibile, la sostanza diventa essenza.
L’Essere eterno s’immerge nell’essere transeunte perché, tale essere, ritorni essere eterno cosciente!
L’essere eterno in potenza diventa essere eterno in atto, coscientemente, volutamente, liberamente.
E così ogni essere si incontrerà, si unirà con ogni altro essere consapevole di essere eterno e canterà l’Alleluia in coro, e tutti saranno uno nell’Uno.
Così è e sarà in eterno.
(Ma Signore mi avevi detto che l’Eucarestia è segno, ma allora è simbolo di unione o è veramente la Tua Essenza che si unisce alla nostra essenza?).
Tutto dipende dalla fede. Se tu credi incondizionatamente a questa unione, l’acqua diventa vino, la Mia sostanza diventa tua sostanza eterna, supera i limiti del tempo e dello spazio e tu sei in Me e Io sono in te e in tutti quelli che credono con cuore sincero a tale unione. «Se uno Mi ama crede alla Mia Parola e Io sono con lui e abito in lui» (Gv 14,23). Il Padre è in Me, Io sono col Padre, Io e il Padre siamo Uno e abiteremo nell’uomo che crede e ama, e saremo Uno nell’uno (cfr. Gv 17,21-22).
Così è con Maria, per Maria.
(Ma allora l’Eucarestia è un anticipo sulla “terra” dell’unione eterna con Te?).
Hai capito. Ringrazia e cammina nella Luce. L’importante è credere.
(Ma allora devo andare come prima a fare la Comunione tutti i giorni?).
Il tempo per Me non esiste, esiste per l’uomo che scandisce i suoi atti nel tempo.
Per chi ha già superata la visione del tempo, perché è entrato nella visione dell’eternità, tale incontro è già in atto sulla terra, nel tempo, per ciò è unione già perenne, anche senza l’unione attraverso e col Segno.
L’importante è l’unione cosciente.
 
[14/126]   15 aprile 1987  -  alla Comunione.
Fusione: il Corpo e il Sangue Mio dati per voi Mie creature, ha fuso le vostre scorie e vi fa rilucenti come l’oro nel crogiuolo. Io risorto splendente, con voi Mie creature amate.
Perciò sono venuto fra voi, per fonderMi con voi, per sublimare le vostre vite. Io Vita immersa nella vostra vita per la fusione perenne e gloriosa.
Così è per Maria.
 
[14/127]   16 aprile 1987  -  ore 4 -  Giovedì Santo.
“Mangia il Mio Corpo e bevi il Mio Sangue” vuol dire unisciti intimamente a Me comprendendo la Mia Passione e morte per te piccolo uomo.
Io unito al peccatore per redimere il suo corpo piagato e oppresso dal maligno.
L’unione fa la forza, e forza propellente per la vita eterna è quella che scaturisce dall’incontro della creatura, cosciente, col suo Creatore amante. Ogni unione cosciente porta amore e porta all’Amore per sempre.
Chi mangia si unisce e si trasforma. Il cibo diventa sangue e forza per la vita eterna. L’importante è l’unione cosciente. Solo la fede autentica porta all’unione perenne.
Così sia per Maria.
(E’ questa la Comunione?).
Sì, unione cosciente della creatura col suo Creatore perché sia uno nell’Uno.
(Ma è solo nell’Eucarestia l’unione con Te? Solo lì c’è la Tua presenza reale?).
Non fermatevi al segno, necessario per chi ha bisogno di segni visibili, tangibili, ma la Mia presenza è reale ovunque, in qualunque luogo o momento della vita dell’uomo che Mi cerca con cuore sincero.
Io Realtà presente dove si cerca, si sente l’Amore.
Io nell’Eucarestia, memoriale del Mio gesto salvifico che continua nei secoli per ogni uomo che Mi incontra con cuore sincero.
Io Corpo e Sangue offerto, una volta nel tempo, per salvare l’uomo che Mi ignora, Mi rifiuta, si ribella a Me perché vede sé stesso come dio.
Io ho offerto la Mia vita umana per salvare la vita della Mia creatura depravata dal Mio antagonista.
Io sono Uno per tutti, perché tutti siano uno con Me.
 
[14/128]   21 maggio 1987
Antico Testamento: manna (realtà fisica, simbolo di una realtà spirituale) = cibo per l’uomo che vive nel deserto (cfr. Es 16,4-35). Dio provvede e nutre chi Lo segue e si affida a Lui per camminare verso la terra promessa. Il cibo (forza) viene da Lui.
Nuovo Testamento: due moltiplicazioni dei pani e pesci, con sovrabbondanza (dodici ceste) = dodici apostoli che raccolgono il cibo avanzato (nulla vada perduto) per distribuirlo ai posteri (cfr. Mc 6,34-44; Mc 8,1-9).
Missione della Chiesa: raccogliere la Parola per distribuirla.
Così l’Eucarestia nell’ultima cena. Pane e vino (realtà fisica, simbolo di una Realtà spirituale) = cibo spirituale per far camminare il nuovo popolo verso la terra promessa = salvezza data da Cristo attraverso il Suo Corpo e Sangue dato per sfamare, cioè salvare l’uomo vagante nel deserto del mondo.
Chi Lo cerca e Lo segue trova il cibo, gli avanzi dello stesso cibo servono agli uomini che ancora non Lo seguono consapevolmente, nel tempo e nei vari tempi presenti e futuri, ma alla fine tutti saranno sfamati.
«Chi segue Me non avrà più fame» (Gv 6,35).
Così sia con Maria.
 
[14/129]   23 maggio 1987
«Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo» (Mt 18,18).
Legare = stringere, fermare, non lasciar scorrere, arrestare, bloccare = leggi, dogmi, imposizioni, abitudini.
Slegare = liberare dalle costrizioni forzate, lasciar muovere, lasciar andare, non fissare = libertà, fluidità, scorrevolezza, possibilità di cambiamento, cammino, dinamismo.
Legare = stop.  Slegare = libertà di movimento.
Per questo ho detto e dico agli uomini di tutti i tempi: ciò che voi legate, fissate, fermate con la vostra mente, con le vostre leggi, con la vostra volontà umana, resterà fermo anche in Cielo perché il Cielo lascia libero l’uomo di agire come vuole.
Se l’uomo è costretto, legato da convinzioni, abitudini, leggi, insegnamenti limitati dalla mente e dalla volontà di leaders, resterà fermo nelle sue abitudini e convinzioni.
Se l’uomo è slegato da leggi terrene, ma segue la legge della coscienza, è libero.
«La Verità vi farà liberi» (Gv 8,32).
Slegatevi dai bizantinismi, regole umane, ma camminate sciolti verso il Cielo. E il Cielo vi accoglierà come figli liberati e sciolti.
Questo è il compito della Chiesa: sciogliere i nodi, liberare dalle schiavitù, far camminare in libertà il fedele che a lei chiede un consiglio.
«Io sono la Via, Verità, Vita» (Gv 14,6). Questo insegni la Chiesa e il fedele camminerà libero e sicuro.
Così sia per Maria.
 
[14/130]   25 maggio 1987
(Ma allora “ciò che legherete, ecc.”, non è il peccato, non riguarda l’assoluzione dei peccati fatta dal confessore al penitente? Oppure riguarda il Matrimonio cristiano, redatto e codificato dalla Chiesa e ratificato dal Sacerdote celebrante?... Suona il telefono...).
 
[14/131]   26 maggio 1987
No, slegare vuol dire allargare i confini del vostro essere interiore.
Nel vostro intimo sono Io, Infinito. Non Mi limitate in piccoli ambiti ristretti dalla vostra piccola mente che guarda le cose contingenti come cose assolute e vede, fissa, determina, lega, solo queste. Ma spaziate nei Cieli eterni. Il vostro cuore non sia attaccato solo al vostro prestigio, o al vostro corpo, o al vostro sapere limitato, ma spazi oltre il contingente e immetta l’immediato (cose terrene, fisiche), nel mediato ( = metafisico, soprannaturale) per raggiungere l’Infinito.
Non l’uomo, sia pure consacrato da un altro uomo, può assolvere, sciogliere, il peccato fatto e riconosciuto come colpa da un altro uomo, ma ogni uomo che riconosce in sé stesso, nel suo profondo, dove si incontra con Me, la propria deviazione dal retto cammino, può tornare a Me sciogliendo i nodi che lo tenevano imbrigliato e legato al mondo e può ritornare a camminare, sciolto, sulla Via maestra (cfr. Mt 5,23-24).
Ognuno deve sciogliere da sé stesso i nodi e i legami devianti terreni. «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12).
La Chiesa, la gerarchia, ha il compito di aiutare colui che è legato a Satana (mondo) a slegarsi e a camminare sulla Via maestra.
Il confessore sia l’amico e colui che aiuta il penitente a sciogliere i nodi; non può e non deve scioglierli per un altro (cfr. Lc 17,3-4). Come la mamma deve aiutare il bambino a camminare, sorreggendolo all’inizio dei suoi primi passi, ma aiutandolo piano, piano a staccarsi dalla sua mano, perché il bambino sappia camminare da solo, così il confessore. Nessuno può camminare per un altro, ma può proporre appigli adatti a far camminare l’altro. Questo il compito della gerarchia.
L’appiglio più sicuro da proporre è la Parola che aiuterà il bambino a camminare da solo e a rimuovere gli ostacoli che lo fanno cadere e a sciogliere da sé stesso, i nodi che lo tengono legato e gli impediscono di camminare oltre.
Così nel Matrimonio cristiano, ognuno deve essere cosciente dell’impegno di unità scelto dalla coppia all’inizio del cammino da fare insieme.
La gerarchia aiuti la coppia a vedere sempre questa meta: che tutti siano uno nell’Uno.
 
[14/132]   29 maggio 1987
... La catechesi deve essere unica e non unilaterale. Chi non conosce la Parola per esteso, taccia.
 
[14/133]   8 giugno 1987  -  ore 4,30
«Chi mangia la Mia Carne e beve il Mio Sangue ha la Vita in sé e IO lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54-56). Così ho detto.
Ma ho anche detto: «Chi Mi ama, ascolta la Mia Parola, sarà amato dal Padre Mio; anch’Io lo amerò e Mi farò conoscere a lui... Se uno Mi ama metterà in pratica la Mia Parola e il Padre Mio lo amerà. Io verrò da lui con il Padre Mio e abiteremo con lui» (Gv 14,21-23).
Chi ama ascolta la Parola e Mi conosce, si unisce quindi a Me e abita con Me-Padre.
Chi mangia si unisce a Me e vive con Me. Sia che tu mangi la Mia Carne per unirti a Me, o ascolti la Mia Parola per unirti a Me e fare la Mia volontà, fai sempre un gesto di unione e IO abito in te, vivo con te, ti do la Mia forza, il Mio Amore e siamo insieme.
L’importante è l’unione per la vita eterna.
Così sia con Maria.
(Ma allora è la stessa cosa l’Eucarestia e la meditazione della Parola?).
Sono sempre IO che tu senti dentro di te e ti guido nel cammino terreno fino all’unione definitiva e perenne dove il segno sparirà ma rimarrà la Sostanza per sempre.
Così è.
 
[14/134]   29 giugno 1987
«Ho ancora molte cose da dirvi, ma ora non potete comprenderle. Lo Spirito prenderà del Mio e ve lo farà comprendere» (Gv 16,12-15).
La comprensione della Verità è infinita, perché infinito è il Mio essere. Un po’ alla volta l’uomo Mi conoscerà, attraverso la sua evoluzione, nel tempo prima, e nell’eternità poi.
·         Il Padre - Creatore - ha parlato nella creazione.
·         Il Verbo ha parlato visibilmente nel tempo.
·         Lo Spirito parla nello spirito della creatura per sempre.
·         Dio, Uno, parla all’uomo che Lo ascolta. «Chi ha orecchi da intendere, intende» (Mc 4,9).
Così sia per Maria.
«Ciò che Io faccio non lo comprendi ora, ma lo comprenderai più tardi» (Gv 13,7).
Io Maestro vi ho lavato i piedi, vi ho purificati e salvati - morte e Risurrezione -.
Così voi battezzati, immersi nella Mia morte e risorti con Me e per Me, dovete lavarvi, purificarvi, perdonarvi gli uni gli altri, vicendevolmente. «Nessun servo è più grande del suo padrone» (Mt 10,24). Nessun maestro è più grande di Me, Maestro. Nessun uomo, sia pure maestro, è tanto superiore ad un altro uomo, peccatore come lui, da erigersi a Redentore (il confessore è pari al penitente).
Io solo sono il Maestro (cfr. Mt 23,8-10) e Redentore, voi uomini potete e dovete aiutarvi vicendevolmente a purificarvi, a perdonarvi a vicenda. «Padre nostro... perdona a noi i nostri debiti, come noi li perdoniamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Chi perdona sarà perdonato. Chi lava sarà lavato.
Così sia per Maria.
La gerarchia (magistero) sia umile, resti al suo posto di creatura, non metta Me a sgabello per i suoi piedi.
Io solo sono il Maestro e Redentore.
Così è.
 
[14/135]   29 giugno 1987  -  alla Comunione.
Camminate, camminate uomini fedeli, andate oltre, proseguite, non segnate il passo. Il cammino è ancora molto lungo per arrivare a scoprire la Verità. Poche scintille avete scoperto e spesso le affumicate con le vostre leggi. Camminate, camminate in libertà e la Verità vi farà sempre più liberi e coscienti (cfr. Gv 8,32).
Così sia per Maria.
La confessione rimarrà ancora per secoli, ma deve cambiare tono. Non il confessore assolve, ma Io solo assolvo colui che è pentito, perdona i suoi offensori, e sarà perdonato.
Il confessore è ministro, trasmettitore del perdono, non il padrone del perdono.
Il sacerdote fedele si abbeveri alla Sorgente, la Mia Parola è Sorgente, solo questa trasmetta e non la sua parola misera e limitata. Beva, beva la Parola e la sua parola sarà simile alla fonte zampillante per la vita eterna.
Così sia con Maria.
 
[14/136]   30 giugno 1987
«E’ giunto il tempo, ed è questo, in cui non più nel tempio o a Gerusalemme adorerete il Padre, ma i veri adoratori adoreranno Dio nello spirito e Verità. Dio è Spirito» (Gv 4,21-24).
Non Mi antropomorfizzate, non Mi chiudete nei vostri piccoli schemi umani, temporali, non Mi limitate nei vostri templi, nei vostri tabernacoli d’oro e infiorati per la gioia dei vostri occhi.
Non ho bisogno, IO, di ori, di fiori, di drappi variopinti, ma IO sono nel vostro spirito, nel vostro cuore, uomini fedeli e amanti del Dio vivente. Allargate i vostri confini, e nel vostro cuore Mi ritroverete, e ovunque c’è uomo credente e amante lo Spirito di verità. Io sono Spirito, Io sono Verità da scoprire all’infinito.
Io sono vostro Padre, Padre del Mio Corpo assunto da una Vergine, Mia creatura.
Corpo assunto (Incarnazione), annullato, ucciso dalla Mia creatura, risorto e sublimato dal Padre, Spirito di Verità. Il pane e il vino sono segni, simboli di questo Spirito che si offre come cibo per voi, piccoli uomini amati e bisognosi di forza. Io, Forza propellente per voi, per farvi entrare coscientemente nella vita eterna dove adorerete il Padre in Spirito e Verità. Io sono Spirito, e Verità per voi all’infinito.
Così è.
Tutto Mi serve per farMi sentire da voi, piccoli uomini.
(Ma nell’Ostia ci sei?).
Sempre e ovunque l’uomo Mi cerca e Mi crede. Se uno Mi ama, Mi cerca, non importa dove o come, Io Mi farò sentire. Non Mi limitate nell’Ostia o nelle vostre chiese, ma ovunque credeteMi.
Così sia per Maria.
 
[14/137]   23 agosto 1987
«Pace a voi! Come il Padre ha inviato Me, così Io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. Quelli a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti» (Gv 20,22-23).
Il mandato viene da Me attraverso la forza dello Spirito Santo. Ma la prima condizione per voi credenti - ai quali è dato il mandato di farMi conoscere al mondo - è rimettere i peccati, cioè perdonare chi vi ha offeso (cfr. Lc 6,37).
 
[14/138]   24 agosto 1987  -  alla Comunione.
(Signore, era più bello quando io Ti credevo presente solo nell’Eucarestia!).
E non è più bello sentirMi presente in te, sempre?
(Sì Signore, ma sono talvolta perplessa e confusa).
La Mia Presenza ti accompagni sempre fino all’amplesso finale.
Così sia per Maria.
Vivi per Me, vivi con Me sempre, sei felice sempre.
 
[14/139]   5 ottobre 1987
(Cos’è il “sacro?”).
Tutto ciò che “è”, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è eterno.
(Cos’è il “sacramento?”).
Intuizione umana (mens) del “sacro”, realizzata, attualizzata nel tempo sulla terra dall’uomo sapiens, evoluto nel suo spirito. Rendere sacra una azione significa realizzarla in unione col divino, il “Sacro” per eccellenza, Sacro in assoluto, Essenza del sacro.
·         Sacerdote = colui che ha in dote il “Sacro” per donarlo a chi ne è privo o non lo conosce.
·         Sacrificio = offerta al “Sacro” di una realtà (persona o azione) da sublimare = elevare oltre il materiale e il temporale.
·         Sapienza = Essenza, pienezza del “Sacro”. Serve a salare, a riempire, dare sapore a ciò che è insipido. «Voi siete il sale della terra» (Mt 5,13).
·         Sale             Sacro            Santo = unto col “Sale” = Consacrato = reso sacro dal Sacro. Dal “Sacro” esce il sale (sapienza) che fa diventare santo l’uomo che lo assimila.
·         Santo = uomo pieno di sale, sapienza.
·         S-a-tana = privo di sale.
·         Salvezza = forza vitale del “Sacro” che trasmette all’uomo la “salus” perduta.
 
[14/140]   7 gennaio 1988
·         Sublimazione = cambiamento di stato (esempio: acqua = stato solido, liquido, gassoso. Ma è sempre la medesima sostanza H2O).
·         Transustanziazione = al di là della sostanza, sostanza che diventa essenza. E’ un cambiamento percepibile dalla mente dell’uomo che crede nella Essenza eterna della sostanza, prima percepita con i sensi (tatto, vista, gusto, ecc.), poi percepita con la mente, alla fine sentita, goduta, sperimentata con il cuore.
·         Comunione = unione del corpo umano (fisico, psichico, spirituale) col Corpo Divino di Cristo. Unione dello spirito (intelligenza, volontà, sentimento) con lo Spirito Santo, consapevolmente.
L’Essenza è lo Spirito, la sostanza è il pane e vino segni di una Realtà che trascende tale sostanza, tangibile per l’uomo, ma riscontrabile a livello psico-spirituale. Non è un cambiamento di sostanza (il pane e il vino rimangono tali anche dopo la consacrazione) ma è l’Essenza di tale sostanza che viene percepita dal cuore del comunicante e agisce in lui nel suo spirito (intelligenza, volontà e sentimento) provocando un po’ alla volta, la sublimazione del suo essere = cambiamento di stato: da uomo animale a uomo spirituale.
Questa sublimazione sarà evidente nella Vita oltre la vita.
Comunicatevi con Me, uomini fedeli e amanti, e sarete, sempre più consapevolmente, uno nell’Uno.
La Comunione porta l’Eucarestia, cioè il rendimento di grazie. Questo è anticipo di gloria.
Così sia con Maria.
 
[14/141]   27 gennaio 1988  -  ore 9,30
Il confessore deve essere lo psicanalista dello spirito dell’uomo che a lui si affida per liberarsi dalle proprie scorie. Aiuti il confidente a mettersi davanti a Dio per rivedere, nel suo profondo, i perché delle proprie azioni negative. Ogni uomo ha bisogno di conoscersi nel profondo e liberarsi da lacci che lo tengono legato, fin da piccolissimo, ma in maniera inconscia, a situazioni vissute che hanno lasciato un solco nel suo inconscio.
Da queste ferite escono poi le tensioni e le azioni negative vissute nella sua vita.
Il confessore aiuti il confidente a scoprire tali ferite passate e dimenticate, e dia a lui una visione positiva della vita. Riempia tali ferite con la speranza di una guarigione, dando al malato la certezza di un aiuto Superiore che gli viene dal grande Medico che sa lenire e guarire tali ferite. L’amore del figlio (confessore) riempie il vuoto d’amore del fratello confidente e lo dirige, insieme, verso l’Amore del Padre che tutto risana e tutti abbraccia.
Così sia con Maria.
... L’uomo realizza sé stesso se nell’ambito familiare vive, fin da piccolissimo: pace, quiete, serenità, amore.
(E se non può vivere questo amore?). Si realizzerà più tardi.
 
[14/142]   28 gennaio 1988
La deviazione, nella interpretazione delle Mie parole dette nell’ultima Cena, è nel sottolineare soprattutto la parola “questo” è il Mio Corpo. E’ stato visto, e tuttora è soprattutto visto, il pane come realtà della Mia presenza. Il pane è segno, simbolo della Mia presenza, non realtà sostanziale, ma nel pane consacrato, cioè reso sacro dalla volontà e dalla fede del credente, c’è l’Essenza della Mia presenza reale. Essenza della Mia presenza reale che ogni fedele credente nella Mia Parola può trovare tale e quale nell’Eucarestia e in ogni segno che suscita la consapevolezza della Mia presenza.
Anche la perfezione del creato, ordine dell’universo, bellezza della natura, ecc. può suscitare nel ricercatore attento al trascendente, tale sensazione della Mia presenza.
Il pane e il vino sono segni per voi piccoli uomini che avete bisogno di mangiare per vivere. Io vi ho dato il Mio Corpo sulla croce perché possiate vivere. E la vostra vita eterna è scaturita dalla croce perché lì ho inchiodato, annientato (con la morte del corpo) tutte le vostre scorie temporali per farvi rivivere nello Spirito per sempre.
L’Eucarestia è il memoriale di questo Corpo dato per voi, una volta nel tempo, e ogni vostro ricordo di tale Mio dono, riproduce in voi l’effetto reale di tale gesto che vi ha salvati.
«Io sono con voi fino alla fine dei secoli» (Mt 28,20), ed oltre.
Così è.
Eucarestia: non “possesso” del sacerdote che dà il pane, ma ricordo di un dono che continua nel tempo il suo effetto salvifico.
 
[14/143]   8 febbraio 1988
Come il pane e il vino servono all’uomo che li assume per vivere, per rinforzare il suo corpo fisico, così nell’Eucarestia la Forza per vivere nello spirito viene dall’assunzione di quelle specie che contengono una Essenza vivificante lo spirito dell’uomo che Mi assume consapevolmente. Chi si unisce a Me Mi incorpora nel suo spirito e il Mio Spirito agisce in lui come Forza propellente per la vita eterna.
Non il segno, la sostanza del pane e vino servono alla salvezza dell’uomo credente alla lettera della Mia Parola («questo è il Mio Corpo» - Mt 26,26 -), ma l’Essenza intrinseca in quel gesto che, consapevolmente, è unione dello spirito dell’uomo credente con lo Spirito che vivifica.
Non vi fermate alla lettera della Mia Parola, ma comprendetene lo Spirito che è sottinteso alla lettera.
“Come... così”.
Come = lettera della Parola.
Così = spirito della Parola.
Così sia per Maria.
Nell’Antico Testamento l’uomo credente vedeva la Nube (cfr. Es 16,10; Es 34,5), il Fuoco (roveto ardente - cfr. Es 3,2-4 -). Questi segni sostanziali contenevano una Essenza vivificante lo spirito dell’uomo credente. Ma la Nube e il Fuoco erano segni, immagini, di quella Essenza che agiva nell’uomo credente in quel segno (Nube, Fuoco).
Nel Nuovo Testamento, nella «pienezza dei tempi» (cfr. Gal 4,4), Io Padre ho preso un corpo tangibile per voi piccoli uomini. Ma in quel corpo (chiamato Gesù) era lo Spirito vivente (Realtà) parlante, agente in quel tempo, fra quel popolo.
Nell’ultima cena ho lasciato a voi uomini credenti, un segno, una immagine sostanziale contenente la Mia Essenza vivificante lo spirito dell’uomo credente che vuole comunicare con Me. Nella Nube, nel Fuoco, nel pane e vino Io sono in Essenza, ma la sostanza di tali segni è solo immagine di tale Essenza.
Nella Mia Incarnazione invece non era immagine la Mia presenza, ma Realtà (Essenza) sostanzializzata in un corpo. La Mia presenza reale per voi uomini è stata in quel tempo (Incarnazione) e solamente allora.
La Mia presenza nell’Antico Testamento (Nube, Fuoco) e nell’Eucarestia ora, è Essenza adombrata da un segno, immagine tangibile, ma non Realtà vivente come si è mostrata a voi uomini nella pienezza dei tempi. Io, vivo e tangibile e parlante e agente in un corpo vivo tangibile all’uomo di quel tempo.
Io, vivo e sensibile all’uomo credente in quel segno (Nube, Fuoco, Eucarestia), immagine della Mia Essenza che agisce continuamente in ogni uomo credente e amante.
Presenza reale nel corpo fisico di Cristo. Presenza essenziale nel segno (Nube, Eucarestia).
La Mia presenza reale, sostanzializzata (nel corpo) ed Essenziale (nel segno) agisce comunque continuamente per la vostra salvezza eterna, piccoli uomini amati.
Così è.
Cristo = Realtà essenziale sostanzializzata.
Nube, pane = immagine sostanziale essenzializzata (Spirito Santo).
Pienezza dei tempi = presenza reale di Dio sostanzializzata nel tempo.
Prima e dopo la venuta di Cristo (pienezza dei tempi) c’è la Presenza essenziale di Dio, sostanzializzata nei segni, per l’uomo credente.
Presenza di Dio nel tempo:
Antico Testamento = Nube, Fuoco = immagine della Realtà.
Nuovo Testamento = Cristo = Realtà («pienezza dei tempi»).
Ultimo Testamento = Eucarestia = immagine della Realtà.
Il Tutto visibile e sensibile per l’uomo nel tempo.
Il Tutto agisce sempre per la salvezza dell’uomo, Sua immagine.
Il Tutto = Realtà eterna.
L’uomo = immagine della Realtà (evolventesi all’infinito verso la Realtà infinita).
Come nella Nube, Fuoco, Pane e Vino c’è una sostanza-immagine che adombra una Essenza vivificante, così nel Mio Corpo, immagine sostanziale di una Realtà Essenziale, è adombrato il Padre e lo Spirito, Essenza viva e vivificante l’uomo. Perciò: il Mio dialogo terreno (nel tempo) fra natura umana (Corpo fisico-psichico) e natura divina (Padre-Spirito).
Così potete comprendere la Trinità. Unico Dio sostanzializzato nel Corpo ed esistente contemporaneamente nell’Universo eterno. Questo il Padre-Figlio-Spirito Santo, unico Dio.
Così è.
 
[14/144]   9 febbraio 1988
«Prendete e mangiate questo è il Mio Corpo» (Mt 26,26), vuol dire: come ora Io vi do da mangiare questo pane così domani Io darò a voi e a tutti questo Mio Corpo (corpo fisico crocifisso) che darà la vita a chi si unisce a Me con cuore sincero.
“Come” = immagine; “così” = Realtà.
 
[14/145]   17 marzo 1988  -  alla Comunione.
L’acqua cambiata in vino è segno di conversione (cfr. Gv 2,2-10).
L’uomo carnale sarà cambiato in uomo spirituale, un po’ alla volta. Il vino sarà la realtà finale dell’uomo salvato da Me. Io faccio la conversione. L’uomo può piano piano cambiare la sua acqua in vino, ma sarà sempre un vino annacquato. Io converto, e il vino sarà del migliore.
Vi sono molte qualità di vino: dal più annacquato a quello genuino, ma anche il genuino dipende dalla qualità dell’uva mostata.
Sii uva buona, lasciati illuminare dal Sole che fortifica la tua pianta e il tuo frutto sarà dolce come il miele.
Così sia per Maria.
 
[14/146]   20 marzo 1988  -  ore 10
La realtà visibile si assume, si decanta, si assimila. E tutti saranno uno nell’Uno.
Così sia per Maria.
 
[14/147]   14 aprile 1988  -  ore 8,30
Io Mi adatto all’uomo conforme la sua evoluzione mentale e spirituale. Conforme l’uomo Mi può recepire così Io Mi manifesto a lui, nella storia, nel tempo.
Il Mio approccio con l’uomo primitivo (Abramo) è stato nel suo intimo (mente-cuore), ha sentito dentro di sé il Mio richiamo: «Io sono il tuo Dio, esci dalla tua terra e va dove Io ti indicherò» (Gen 12,1). Mi sono fatto vedere “da tergo”, nel fuoco (Mosè, roveto ardente - cfr. Es 3,2-4 -), ho dettato la legge primordiale perché allora l’uomo aveva bisogno di leggi e di timore dell’Altissimo. Mi sono fatto sentire nelle battaglie, nella schiavitù del Mio popolo scelto per seguirMi (primo approccio = mente-cuore).
Mi sono fatto mangiare come agnello senza macchia, per farMi sentire “Forza” nel cammino dalla schiavitù alla terra promessa. Ancora viscerale era il Mio approccio con l’uomo primitivo, ma solo così Mi poteva recepire.
Poi sono entrato, Io Dio, nelle viscere di una donna, Mia creatura, per farMi vedere, sentire, ascoltare dall’uomo evoluto. Ma l’uomo di allora ha compreso poco della Mia Realtà esistenziale, ha visto, toccato il Mio Corpo e Mi ha visto come uomo, il grande profeta che gli serviva per essere grande popolo, grande nazione liberata dalla schiavitù dei nemici oppressori. «Quando instaurerai il regno di Israele?» (At 1,6). Questo cercavano in Me! (Secondo approccio = viscerale).
Pochi hanno intravisto la Mia Divinità. Anche Maria «Meditava in cuor suo» (Lc 2,19), ma poco comprendeva il Mio vero Essere. Solo il suo immenso amore Mi sentiva nel suo intimo (non intelletto, ma cuore).
Prima di lasciare la terra per il grande olocausto, Mi sono fatto pane. Cibo per le vostre viscere.
Dopo la Mia Risurrezione ancora ho mangiato con l’uomo che aveva bisogno di mangiare con Me, per crederMi vivo. Era sempre un approccio viscerale. Io agnello, Io pane. Ancora oggi l’uomo che Mi cerca ha bisogno del pane. L’Eucarestia è questo approccio ancora, in parte, viscerale.
Ma Io ho detto: «E’ giunto il tempo, ed è questo, in cui il vero adoratore adorerà il Padre in spirito e Verità» (Gv 4,23-24). Camminate, uomini fedeli, uscite dalla fede viscerale. Ora la vostra fede deve raggiungere lo spirito, attraverso la Verità (Parola) recepita dalla mente e assimilata nel cuore. (Terzo approccio = mente più cuore). Così l’uomo uno (corpo, psiche, spirito) Mi comprenderà sempre più. E sarà uno nell’Uno.
Così sia per Maria.
·         Approccio di Gesù (corpo psichico) con l’uomo, dopo la Risurrezione.
·         Approccio con Maria Maddalena: non visivo (non l’ha riconosciuto) ma sensibile nel cuore: “Maria”, la voce è stata tramite per l’incontro. «Noli me tangere!». (Gv 20,17). Non i sensi, ma il cuore.
·         Approccio con gli apostoli sul lago: “Avete da mangiare?” (cfr. Mt 15,34) approccio ancora viscerale, oltre che intelletto e cuore.
·         Approccio con Tommaso: «Toccami, metti le tue mani» (Gv 20,27). Approccio sensuale. Attraverso i sensi: vista, udito, tatto.
·         Approccio con i discepoli di Emmaus: approccio intellettuale: discorrono di Lui e Lui spiega le Scritture. Poi incontro nel mangiare (viscerale) e nello «spezzare il pane» (Lc 24,35). Gesto              ricordo           presenza.
Così dall’approccio viscerale, alla comprensione. Mente più cuore. Questo è l’incontro più profondo e più fecondo per l’unione.
 
[14/148]   9 maggio 1988
(In Duomo, mi confesso, il sacerdote non mi dà l’assoluzione perché gli chiedo se tale confessione avrei potuta farla direttamente a Dio anziché a lui - non tramite l’uomo -, vado da un altro confessore e, questo mi assolve. Faccio la Comunione e sento): Sei contenta ora? (Sì Signore).
Vedi che la Chiesa serve? Serve per le anime deboli come era la tua in quel momento.
Non sempre l’anima è aperta alla Verità perciò ha bisogno di piccole porzioni di verità tramandate dalla Chiesa ai fedeli che non sanno salire più in Alto. Ogni uomo ha momenti di debolezza, di nebbia, perciò ha bisogno di parole d’uomo, più preparato e più santo di lui, che dia forza e spiegazioni accessibili all’anima debole ancora attaccata alla terra. Un po’ alla volta l’anima sale, se lo vuole, e comprende cose più eccelse.
«La Verità vi farà liberi» (Gv 8,32), se la cercate, un po’ alla volta. Così per tutti i fedeli e i ricercatori di tale Verità, compresi i miei sacerdoti.
Così sia per Maria.
 
[14/149]   12 maggio 1988
(Spirito Santo dimmi chiaramente che cosa sono i sacramenti perché anche i miei figli e i giovani razionali possano accettarli dopo averli compresi).
Bisogna comprendere con la mente e con il cuore, questa è la fede = fiducia in Colui che è e si fa sentire anche attraverso segni che indicano la Sua presenza.
I sacramenti sono momenti forti e pregnanti nella vita dell’uomo che attraverso questi segni si avvicina, ricerca, crede, sente la presenza del Creatore. Voi uomini terreni avete bisogno di vedere, di toccare. Attraverso quello che vedete e toccate con i vostri sensi voi arrivate a comprendere, con la mente, il significato della cosa che vedete e toccate. L’oggetto veduto e toccato è segno di ciò che poi si attualizza nella vostra mente e serve a comprendere il senso profondo che quell’oggetto sottintende e provoca un effetto vitale e duraturo.
La sostanza (segno tangibile) diventa Essenza.
Nel sacramento la sostanza usata come segno (acqua nel Battesimo, pane e vino nell’Eucarestia, olio e crisma nell’unzione, ecc.) è simbolo della Realtà essenziale che sottintende.
Se voi uomini comprendete l’effetto naturale (acqua = purifica, disseta, ecc.; pane e vino = sfama, da forza, da vita al corpo, ecc.) di quella sostanza (che usate come segno) e ne cogliete l’analogia nello spirito, comprendete l’effetto soprannaturale che quel gesto comporta in chi lo realizza con cuore sincero.
Non la sostanza suscita l’effetto, ma la comprensione del gesto di unione con l’Essere Assoluto, Creatore della sostanza (segno della Sua presenza), Essere che entra in comunione cosciente per l’uomo che realizza il gesto (sacramento = segno di unione).
Sacramento è rendere sacra una azione e tale azione è sacra se è compiuta in unione col Sacro che è l’Essere Assoluto. Il sacramento è segno di unione cosciente della creatura con il suo Creatore.
Così sia.
 
[14/150]   25 maggio 1988  -  ore 10  - alla Comunione.
Scrivi. «Questo è il Mio Corpo» (Mt 26,26). A Me è tutto presente, sempre.
Questo pane è simbolo del Mio Corpo dato a voi per cibo e salvezza. E’ presente sempre. Ho detto: «Fate questo in memoria di Me» (Lc 22,19).
Per voi uomini c’è un passato, un presente, un futuro, perciò fate memoria di ciò che è stato, nel tempo.
Ma quel ricordo è per Me “fatto” presente sempre. Perciò la salvezza comunicata a voi nel tempo e ricordata da voi, nel tempo, attraverso i segni del pane, simbolo del Mio Corpo, è presente sempre e per voi è chiarificata ogni volta ne ricordate il “fatto”. E’ ricordo che porta salvezza sempre, come allora. Non c’è un prima e un dopo. La salvezza è un evento vissuto da voi esplicitamente nel tempo.
Io vi ho salvati da sempre, ricordatelo, e vivrete in pace con amore.
 
[14/151]   28 giugno 1988
Nella Chiesa, troppo spesso si sopravaluta il mezzo e se ne sottovaluta la Causa e il Fine.
Come nell’Antico Testamento erano molto considerate e attese le feste tradizionali che servivano al fedele per incontrarsi con i connazionali e gli aderenti a una medesima fede, con riti celebranti fatti importanti passati, vissuti e tramandati di generazione in generazione (memorie genetiche rivissute nel tempo), così nel Nuovo Testamento la Chiesa celebrava feste con riti imposti e vissuti dai fedeli come leggi inderogabili. Le feste erano mezzi obbligatori per unire il popolo e tenerlo legato con leggi, riti, doveri religiosi imposti dai sacerdoti.
Così oggi, troppo spesso, si osserva la festa come dovere, come legame imposto, sotto pena di peccato mortale, per gli aderenti alla fede cristiana.
Sono stanco delle vostre feste, dei vostri riti celebrati per tradizione. La Causa e il Fine di tali feste sia sottolineato. Io nell’Eucarestia per la comune unione di tutti i fedeli tra loro e di ogni fedele che cerca l’unione col Padre comune. Memoriale di un fatto unico e irripetibile nella storia terrena, ma continuamente operante la salvezza di ogni fedele consapevole, che crede con cuore sincero.
 
[14/152]   8 agosto 1988  -  alla Comunione.
Pane = simbolo di una Realtà che trascende la sostanza.
Prendete e credete, Io sono con voi, attraverso il simbolo, cibo per le vostre anime.
(Ma Dio dove sei? Aiutami!). Sono qui, credi.
 
[14/153]   9 agosto 1988  -  alla Comunione.
(Non capisco più niente, Signore! E’ tutto folle quello che ho scritto? O quello che ci è stato insegnato finora?).
No, ma i tempi sono maturi perché inizi una nuova mentalità nell’uomo moderno.
Deve comprende la Realtà nuova, adatta ai tempi dello Spirito. Energie...
 
[14/154]   10 agosto 1988  -  ore 17  -  alla Comunione.
«Io sono il Pane disceso dal Cielo... chi mangia si unisce a Me, non morrà in eterno» (Gv 6,58).
Così ho detto nella Mia parentesi terrena. Voi uomini avete bisogno di parole che indicano la vostra vita, le vostre necessità, i mezzi tangibili per vivere, perciò ho parlato di pane di vita.
Tutto è reale nella vostra storia, ma simbolico nella realtà essenziale ed eterna.
Io sono venuto sulla terra per farMi sentire vivo e tangibile da voi Mie creature, per mostrarvi la Via, la Verità, per darvi la vita attraverso un corpo simile al vostro. Le Mie parole hanno nominato un Padre, un Figlio, uno Spirito, ma Io sono Spirito da sempre per sempre. Così voi, uomini terreni, ritornerete nell’Empireo come spiriti ma sempre più coscienti del vostro essere derivato dal Mio Essere eterno.
Padre vostro e fratello nella carne, ma salvatore nello spirito.
Io sono il Cristo, Io sono il Padre, Io sono lo Spirito che vi illumina, vi fa vivere, vi riprende, illuminati, nella Patria celeste. Credete, amate, amatevi e amateMi, e alla fine comprenderete l’Amore eterno.
Così è.
 
[14/155]   18 gennaio 1989  -  alla Comunione.
«Io sono il pane disceso dal Cielo... chi mangia di Me vivrà in eterno» (Gv 6,58).
Io cibo, corpo che dà la vita a chi si unisce a Me (mangia). Io pane per voi, piccoli uomini, ho spezzato il pane per darlo ai presenti, ai fedeli.
Ho moltiplicato i pani per dare cibo agli affamati presenti e ne ho dato in sovrabbondanza tanto che ne sono avanzate dodici ceste per chi non era presente, per i posteri.
Io corpo, pane, cibo, vita per tutti i presenti e i futuri, per chi in ogni tempo Mi cerca ed è affamato di Me.
L’uomo Mi cerca, ma non l’Eucarestia è cibo magico per chi pretende la salvezza attraverso il segno, ma per chi vuole unirsi a Me nella vita. Io spezzo il pane perché chi ne mangia diventi pane per chi ha fame.
Io corpo dato per tutti ma assaporato da ognuno conforme la fede lo spinge a cercarMi, a voler unirsi a Me Vita per conquistare la vita eterna.
Siate pane anche voi, Miei fedeli, e date cibo (parole e opere) a chi è affamato e stanco.
Così sia per Maria.
 
[14/156]   18 maggio 1989
Non la liturgia studiata o imposta è la più autentica, ma la liturgia spontanea di ogni credente che esprime con gesti, riti, parole proprie ciò che lo Spirito gli detta dentro.
La liturgia non è monopolio di una Chiesa istituzionale fatta dagli uomini colti, ma spesso insipienti nello spirito, ma è espressione libera di adorazione del fedele che si rivolge al Padre comune secondo la sua cultura lo spinge a comunicare la sua fede.
 
[14/157]   1 giugno 1989
(Dio mio perché ho tanta paura oggi? Sento dentro di me qualche cosa di nuovo, non so chiaramente cosa sia, sento che c’è una comprensione nuova della Verità. Una comprensione nuova che scardina le antiche sicurezze della mia Chiesa. Signore come è possibile che Tu abbia lasciato credere alla Chiesa cose non esatte, come l’Eucarestia, compresa in modo magico, ambiguo, miracolistico? E’ il sacerdote che con le Tue parole Ti fa venire presente realmente in quel pane e in quel vino? O è la presunzione dell’uomo che crede di avere questo potere? Ma come, Signore, si può scardinare questa fede di secoli che ha sostenuto la mia Chiesa?).
Ascolta Mia colomba.
Io sono il Signore Dio tuo e di tutte le Chiese passate, presenti, future. Io sono presente fra Voi, uomini fedeli. Ma voi troppo spesso non ascoltate la Mia Parola, ma la interpretate a modo vostro, secondo un vostro vantaggio. Troppo spesso il maestro terreno ha ragionato con la sua mente limitata ed ha riportato a sé stesso l’opera di Dio.
La Messa è il cardine della vita cristiana, è stato detto, e lo è: come incontro comunitario dei fedeli con Me e fra di loro. La Messa è celebrazione di ciò che Io ho detto e ho fatto nel tempo. La Messa è ricordo, è preghiera, è ringraziamento, è missione rinnovata ad ogni celebrazione.
«Quando due o più sono uniti nel Mio nome Io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Ma ho anche detto: «Chiuditi nella tua stanza e prega» (Mt 6,6). Io sono presente realmente ovunque e in chiunque Mi ama e ascolta la Mia Parola (cfr. Gv 14,23).
Ho ancora detto: «E’ bene che Io me ne vada... Vi manderò lo Spirito che vi guiderà verso tutta la Verità...» (cfr. Gv 16,7-14), «Io sono con voi fino alla fine dei secoli» (Mt 28,20).
Non voi, piccoli uomini di Chiesa, fate venire Me sull’altare, con le vostre parole, ma Io sono sempre presente nel cuore e nella mente di colui che Mi ama, ascolta la Mia Parola e vive con Me, per Me, per portarMi a chi non ha questa fede ed è, solo, nel mondo.
L’Eucarestia è rendimento di grazie per ciò che Io ho fatto per voi, Mie creature.
Il Mio Corpo è stato dato per tutti voi piccoli uomini amati, un giorno, nel tempo, per salvare la vostra vita immersa nella nebbia del transeunte. Il Mio Corpo risorto dalla morte, sublimato, tornato nell’Empireo, è segno, è anticipo, è esemplare del vostro corpo che tornerà al Padre dopo la morte di tutto ciò che vi appesantisce sulla terra. Il Mio Corpo siete voi uomini credenti e amanti! Unitevi coscientemente a Me, in ogni momento, ovunque siete. L’incontro con Me è possibile sempre, purché lo vogliate.
Non il ministro Mi fa venire sulla terra, nel pane! Ma Io sono il vostro pane, Io sono nel vostro sangue.
E’ la Mia energia che dà forza alla vostra vita. «Senza di Me non potete fare nulla!» (Gv 15,5).
Credete, amateMi e amatevi fra di voi dando il vostro corpo per salvare quello dei nemici. Solo così sarete uno nell’Uno. Questo ricordate nelle celebrazioni eucaristiche, questo impegnatevi a fare ogni volta vi accostate a Me con cuore umile e sincero. E Io sono con voi fino alla fine.
(Ma c’è una fine?). Fine del tempo, inizio dell’eternità cosciente per voi.
Così sia per Maria.
 
[14/158]   10 giugno 1989
«Non si può mettere una pezza nuova sul vestito vecchio, ma si deve cambiare vestito» (Mt 9,16).
Non la tradizione forma e definisce la dottrina, ma la dottrina che scaturisce dalla Parola deve informare la fede del credente. Io ho parlato, ma la Mia Parola, è stata fraintesa e deviata la sua realtà perché compresa con mentalità umana, antropomorfica. Il segno è simbolo di una Realtà che vi è sottintesa e che deve essere messa in luce. Non le apparenze (sostanza, forma) sono la Realtà ma... {*}.
(Signore parla Tu! Io non so andare avanti!).
Devi collaborare con la tua mente, ora sei cresciuta. Nel tuo pensiero c’è la Mia volontà, abbandonati e scrivi ciò che ti passa per la mente.
(Ho paura, Signore, di svisare la Tua volontà!).
Se pensi a Me, ti immedesimi nella Mia volontà che ti viene trasmessa dall’inconscio al conscio. Abbi fede in Me e scrivi. Io ti sorreggo.
{*} ... ma La ricoprono con forme temporali, transeunti che evidenziano l’effetto di tale Realtà per chi ha occhi da vedere e orecchie da udirne il contenuto profondo. Così l’Eucarestia che è ancora vista con occhi antropomorfici.
Non il pane e il vino “diventano” il Corpo e Sangue del Redentore, ma la redenzione vi è data dalla Mia volontà di salvezza, espressa nel tempo con un unico sacrificio realizzato una volta per sempre.
Non rinnovamento di sacrificio, fatto per le parole del celebrante, ma ricordo, memoria del reale sacrificio Mio, realizzato, offerto, subìto, nel tempo, per opera dei capi religiosi che imperavano e insegnavano dottrine limitate e sfasate dalla loro presunzione di essere maestri.
Non la liturgia, oggi, attualizza il mistero pasquale (per le parole del sacerdote) ma il mistero pasquale ha reso attuale la salvezza che continua nei secoli.
Ogni celebrazione eucaristica è ricordo, memoria di quel dono di salvezza, visto da voi, piccoli uomini, una volta nel tempo, ma voluto dal Padre fin dalla creazione, realizzato dal Figlio nel tempo, e attuato dallo Spirito, eternamente, perché tutti siano uno nell’Uno.
La liturgia serve a rinnovare continuamente il ricordo e il segno di tale salvezza.
Il pane dà vita al corpo fisico dell’uomo, ed è simbolo, segno del Mio Corpo che è dato per la Vita del mondo.
Non i doni (pane e vino) che il sacerdote offre sull’altare diventano realmente il Corpo e il Sangue Mio, ma rinnovano il ricordo del Mio dono che si attualizza nei secoli.
Ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo vino fate questo in memoria di Me (cfr. Lc 22,19-20).
La “memoria” rende presente l’attualità della salvezza data a voi Mie creature amate, per l’eternità beata.
(Ma per chi non fa questa “memoria” non c’è salvezza?).
Io sono venuto per salvare il mondo. Prima o dopo, le Mie creature conosceranno tale salvezza e questa sarà l’Eucarestia ( = rendimento di grazia) finale di tutte le “Ecclesiae”. Ma per chi ha già conosciuto il dono del Cristo (cristiani) c’è il mandato di farLo conoscere a chi ancora non ne ha avuto memoria. Questi sono gli “eletti” a cui è stato affidato il compito di divulgatori della Parola e trasmettitori di tale reale salvezza.
Questa è la Mia presenza reale che è sottintesa nel mistero dell’Incarnazione, della Passione, della Risurrezione, e che si realizza soprattutto dove l’uomo prende coscienza di tale Realtà presente ovunque dove l’uomo Mi cerca.
 
[14/159]   10 giugno 1989 - ore 11,30
(Ma perché, Signore, la mia Chiesa parla di una Tua “presenza reale” solo nell’Eucarestia?).
La Mia è una presenza reale ovunque l’uomo Mi cerca e Mi sente.
Non c’è una presenza reale e una presenza non reale, o falsa. Il grado di realtà conosciuta, della Mia presenza, dipende dalla consapevolezza e dalla comprensione umana di questa Realtà. Quanto più l’uomo crede a questa Presenza, tanto più ne sente la Realtà dentro di sé e attorno a sé, quanto meno vi pensa e vi crede, tanto meno Mi sente presente.
Non limitateMi dove e quando voi Mi credete presente, dipende dall’ampiezza e dalla profondità della vostra fede il riconoscere tale Presenza. Ma ovunque IO SONO, sempre Io sono a disposizione dell’uomo che Mi cerca con cuore sincero.
Così è.
 
[14/160]   28 giugno 1989
... Non usate i sacramenti come fatti magici in cui una realtà “diventa” un’altra! (Es. Eucarestia), ma servitevi dei sacramenti come “segni” di una Realtà che è sottintesa nel gesto, nelle parole, nella sostanza visibile, ma che opera in chi crede veramente (ha fiducia) nell’Essenza di tale Realtà presente anche in tali riti, espressioni umane di una fede sovraumana.
(Che differenza c’è fra la fede dei protestanti e la fede dei cattolici?).
Dipende dall’intensità e dalla verità di tale fede personale. In generale i protestanti credono nell’Eucarestia come “memoria” di un fatto che ha operato la salvezza, una volta nel tempo; i fedeli cristiani credono nell’Eucarestia come rinnovamento della salvezza, ogni volta si celebra il sacrificio, nella Messa.
La vera fede è credere nella salvezza operata, visibilmente per l’uomo, una volta nel tempo (morte e Risurrezione di Cristo), ma voluta dal Creatore fin dall’inizio della creazione, e realizzata continuamente per ogni creatura che coscientemente ne comprende la realtà operante all’infinito.
Anche la “memoria” del sacrificio, rinnovata ad ogni Eucarestia, opera, per l’uomo cosciente, tale salvezza.
La sostanza (uomo fisico) diventa essenza (uomo spirituale). L’ “Essenza” opera nella sostanza sublimandola.
Essenza = Spirito Santo: opera la sublimazione cioè il passaggio dall’uomo fisico all’uomo spirituale.
 
[14/161]   8 novembre 1989  -  alla Comunione.
(Perché la Comunione?).
Per introdurMi in voi in modo più tangibile (per voi), perché Mi ritroviate nel vostro intimo dove Io parlo sempre, purché Mi crediate e Mi ascoltiate.
 
[14/162]   17 dicembre 1989  -  alla Comunione.
Io in te e tu in Me, questa è l’unione che inizia nell’incontro cosciente eucaristico per voi credenti in Me Cristo-Dio, ma può avvenire in ogni credente nel Dio Assoluto che abita nell’intimo di ogni fedele e in ogni ricercatore del Dio eterno.
Così è.
 
[14/163]   5 aprile 1990  -  ore 4,30
La lavanda dei piedi (cfr. Gv 13,5-10) è una liturgia realizzata da Gesù che anticipa con gesti e con parole il senso della Sua imminente Passione, morte e Risurrezione. Gesù, sapendo che era Dio, depone la sopraveste (morte del corpo sovrapposta alla Divinità invisibile) e si cinge un asciugamano ( = incarnazione umana visibile) e si abbassa a lavare i piedi degli apostoli ( = creature impolverate dal contatto - piedi - con la terra).
Anche chi ha fatto il bagno ( = Battesimo) è un po’ impolverato, non è tutto mondo. Questa è la purificazione dalle scorie (pula) che Gesù è venuto a realizzare qui nel tempo.
Sulla croce il Suo Corpo ( = asciugamano) ha assorbito tutte le energie negative delle Sue creature di tutti i tempi, e le ha annullate con la morte, ma la Sua Potenza infinita (vibrazioni sottilissime e velocissime) ha sconvolto tali energie negative (opera del principe di questo mondo) e le ha ribaltate, rigenerate, cambiate in energie positive. Questa è l’esplosione della Sua Risurrezione.
Le energie negative (vibrazioni lente e pesanti = polvere dei piedi = pula) sono stravolte, sublimate in energie positive. Dal Suo Corpo sulla croce esce sangue ed acqua che lava ogni sozzura e asciuga (asciugatoio) ogni lacrima delle Sue creature pentite. Così ogni Sua creatura sarà lavata, purificata dal Suo Sangue rigeneratore di energie.
Simbolo e realtà si intrecciano nella lavanda dei piedi e nella Passione, morte, Risurrezione del Creatore Salvatore.
Il Risorto per noi è il segno della nostra risurrezione che avverrà dopo la morte e la purificazione (lavanda) di ogni creatura cosciente della salvezza operata in lei dal Creatore Redentore.
«Uno solo è il Signore, Uno solo il Maestro» (Mt 23,8; Mt 23,10; 1 Cor 12,5), «non sia il servo da più del suo padrone» (Mt 10,24). Non la gerarchia può lavare e salvare, assolvere il peccatore, ma chi più è mondo può aiutare l’altro peccatore a purificarsi. «Lavatevi gli uni gli altri» (Gv 13,14).
«Padre rimetti a noi i nostri debiti» (Mt 6,12), come ognuno di noi li toglie (rimette = lava) al suo debitore.
Così è e così sarà per Maria.
 
[14/164]   23 aprile 1990
«A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi» (Gv 20,23).
«Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12).
«Chi è senza peccato lanci la prima pietra... Nessuno ti ha condannata? Neanch’Io ti condanno» (Gv 8,7-11).
«Togli prima la trave dal tuo occhio e poi potrai togliere la pagliuzza dall’occhio dell’altro» (Mt 7,5).
«Vai in pace e non peccare più» (Gv 8,11).
Il perdono di Dio parte dal perdono dell’uomo per l’uomo peccatore. Quanto più l’uomo perdona e accetta l’altro peccatore, tanto più, e altrettanto, farà Dio con noi.
Non può l’uomo peccatore togliere la pagliuzza, cioè perdonare gli altri, se prima non si è tolto la trave da sé stesso, cioè purificato dalle sue colpe. Solo il Signore può illuminare l’uomo e fargli vedere i suoi peccati, e l’uomo pentito chiede perdono e ottiene da Dio la purificazione. Tale purificazione avviene quando il peccatore perdona l’altro peccatore. Tutti gli uomini sono peccatori, tutti si mettano su un piano di parità fra loro e su un piano di sottomissione al Signore!
Io perdono se tu perdoni, tu perdoni se l’altro (l’offeso) ti perdona. La catena del perdono e dell’amore parte da Dio, si realizza fra gli uomini di buona volontà, ritorna a Dio («anch’Io ti perdono»).
Non solo il confessore, ma ogni uomo purificato può assolvere chi lo ha offeso direttamente. Non la legge (lapidazione dell’adulterio) ma l’amore può cancellare i debiti.
«Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche il Cielo, ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto (perdonato) anche in Cielo» (Mt 18,18).
La strada del perdono va: dall’uomo che perdona all’uomo; dall’uomo che perdona di fronte a Dio; da Dio che perdona all’uomo peccatore disciolto ( = perdonato) e disciogliente ( = perdonante le offese) i legami con l’altro.
 
[14/165]   2 maggio 1990
«Il Padre non giudica nessuno perché ha affidato al Figlio tutto il potere di giudicare... perché è il Figlio dell’uomo. Giudico come Dio Mi suggerisce e il Mio giudizio è giusto perché non cerco di fare come voglio Io ma come vuole il Padre» (Gv 5,22-30; Gv 8,15-16).
«Come il Padre fa risorgere i morti e dà loro la vita, così pure il Figlio dà la vita a chi vuole» (Gv 5,21).
«Chi ascolta la Mia Parola e crede nel Padre che Mi ha mandato ha la vita eterna...» (Gv 5,24).
«Tutti i morti udranno la Voce e verranno fuori» (Gv 5,28) (consapevolezza della propria vita di fronte alla Vita di Cristo). Chi si riconosce in sintonia con la Parola risorgerà per vivere, chi non l’avrà seguita andrà nella Geènna (purgatorio). Autocondanna, dove sarà pianto e purificazione dalle scorie.
«E’ venuta l’ora in cui i morti udranno la Voce (Verbo) del Figlio di Dio» (Gv 5,25).
La Voce è del Figlio di Dio che dice di essere «venuto non per condannare ma per salvare» (Gv 3,17; Gv 12,47). La condanna quindi viene solo dall’uomo (legge - Mosè) (cfr. Gv 5,45; Lc 16,29-31) (autocondanna per non aver ascoltato la Voce).
Gesù è venuto per parlare (del Padre) e per salvare, così vuole il Padre. L’Uno salva dopo aver parlato e fatto conoscere il Suo Amore. Dio salva, l’uomo si autocondanna finché non si purifica dalle scorie che lo tengono legato alla terra e non ascolta la Parola che fa vivere. «Il Padre dà la vita e pure il Figlio di Dio dà la vita» (Gv 5,21). La Divinità (Padre) e l’umanità di Gesù salvano l’uomo morto e lo fanno rinascere.
Risurrezione di Gesù, primizia dei risorti. Il Figlio di Dio ( = Divinità) salva, il Figlio dell’uomo giudica (l’umanità di Gesù è prototipo e pietra di paragone per il giudizio dell’uomo).
I morti risorgeranno. «Se non rinascerete non entrerete nel Regno» (Gv 3,3-7).
 
[14/166]   7 giugno 1990  -  ore 9,30  -  in chiesa a San Fedele.
(Dove sei, Signore? In quale tabernacolo? Ce ne sono tanti qui!).
Io sono qui, in te e in ogni fedele che Mi crede presente realmente in sé, fuori di sé, nell’Universo infinito.
Non più nel tempio adorerete il Padre, ma oggi e domani Lo adorerete nel vostro intimo e nello spirito di ogni uomo credente, o non ancora credente.
Dipende anche da voi uomini credenti farMi sentire vivo e presente nel cuore di tutte le Mie creature.
Così sia con Maria.
... “Fiat mihi secundum Verbum tuum”.
 
[14/167]   17 giugno 1990  -  Festa del Corpus Domini, alla Comunione.
Mangia il Verbo, Io sono il Verbo.
 
[14/168]   25 agosto 1990  -  ore 20  -  in cappella.
(Signore ci sei in quella piccola casa rotonda - tabernacolo -? Perché Te ne stai lì?).
Per i piccoli uomini bambini. I piccoli hanno bisogno del pane per crescere e Io Mi sono fatto Pane. Ma quando l’uomo diventerà adulto nella fede... {*}
 
[14/169]   25 agosto 1990  -  ore 21,30  - al concerto in San Damiano.
{*} ... la sostanza diventerà Essenza in lui e per lui.
 
[14/170]   30 ottobre 1990  -  in chiesa, guardo il Tabernacolo.
(Signore, quanto resterai ancora rinchiuso lì dentro?).
Ancora un poco, per adesso.
Ma tempo verrà, e Io te lo dico, che come il cuore di pietra sta diventando cuore di carne, così il tempio di pietra diventerà un tempio di carne. Il cuore dell’uomo sarà il Mio tabernacolo e l’uomo sarà il Mio tempio.
Così sia e sarà con Maria.
 
[14/171]   5 novembre 1990
La Mia presenza reale è là dove il credente Mi pensa e Mi sente.
In principio il credente Mi sentiva nelle forze della natura. Poi Mi hanno sentito presente nel fuoco, il roveto ardente ne è stato un segno visibile per Mosè (cfr. Es 3,2-4). La nuvola e il fuoco sono stati pure segni della Mia presenza, segni visibili e Forza invisibile ma realmente sentita come guida del Mio primo popolo.
La Mia presenza è stata poi vista, intuita, anche se non compresa pienamente, nella persona del Cristo, nato da donna, parlante e operante fra i ricercatori del regno di Israele. Ricerca, stupore, incertezza e meraviglia hanno accompagnato la Mia vita nel tempo fra gli uomini amici o nemici.
La Mia presenza era adombrata in quel corpo di carne, ucciso, risorto trasformato, ma visibile ai discepoli.
Il pane e il vino fino ad ora, sono segni della Mia presenza reale per chi crede con cuore sincero, Mi cerca e Mi incontra. Ora il credente maturo, evoluto anche nelle sue facoltà razionali e ultrasensibili, Mi ritrova presente in sé stesso, nel sacrario del suo cuore amante e attento alla Mia voce che parla a ognuno conforme il suo linguaggio, la sua mentalità, la sua capacità di approccio e di unione con Me.
Io sono con voi, Miei credenti, ora e sempre.
Così è.
 
[14/172]   23 gennaio 1991  -  ore 9
(Ma Signore, in concreto cosa devo fare?).
Prepara il domani. (?).
I sacramenti siano rivisti e riscoperti non come riti magici, o di potere (per la gerarchia) ma come momenti di incontro, o come inizi di un cammino che porta all’incontro col Padre.
La vita della Chiesa sia limpida, comunione dei fedeli fra loro e col Padre.
I sacramenti segnino questo cammino come pietre miliari che indicano la via del ritorno alla casa del Padre.
Il cammino sia fatto insieme perché tutti siano uno nell’Uno.
Così sia per Maria.
 
[14/173]   25 gennaio 1991
(Ho fatto un sogno. Ero entrata in una grande sala piena di confusione. Ragazzi e seggiole smosse. Un prete stava finendo di dare la Comunione. Io arrivo all’ultimo per fare la Comunione ma non c’erano più particole. Io do al prete un limone sbucciato e lui cerca un coltello per darmene una fettina. Brontolando per il mio ritardo, non trovando un coltello, prende un pettine e taglia il limone in pezzi e me ne dà un pezzo zuccherato, guardandomi con stupore negli occhi, con uno sguardo profondamente interrogativo. Io pure lo guardo con uno sguardo interrogativo, ma benevolo e sicuro, in fondo. Forse l’importante di questo sogno è l’incrocio di questi due sguardi! Lui voleva capire che cosa c’era in me, e io volevo chiedere a lui una risposta di un qualche cosa che volevo e speravo di avere da lui una conferma. ... Signore non capisco più niente. Signore sto andando fuori strada? Signore sto diventando blasfema? Signore fammi capire dove sto andando. Sono con Te o il maligno mi insidia sottilmente? Ti prego Signore non permettere che io cada nella tentazione!).
«Dì a queste pietre che diventino pane»... (Lc 4,3).
«Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4).
Cerca la Parola, cerca e unisciti a Me, questo è l’amore vero che non ha bisogno di segni (Comunione?). Per chi Mi ama anche un limone può servire come segno!
(Dio mio aiutami, non capisco!...). Capirai, ama e prega.
Così sia con Maria.
(Ma Signore che cosa vuoi da me?).
Che tu Mi aiuti a far camminare, avanzare, la Mia Chiesa. Questo è il tempo dello Spirito, camminate anime nobili e lasciate una scia luminosa dietro di voi.
Così sia per Maria.
 
[14/174]   28 gennaio 1991  -  Università Cattolica, in cappella dopo il colloquio con Monsignor Ghidelli.
I sacramenti o servono ad avvicinare la creatura al Creatore, o sono inciampi che fermano la creatura legata al “segno” come mezzo utilitaristico per raggiungere la salvezza.
La salvezza viene da Me, non dai segni sacramentali che vanno vissuti come momenti e mezzi per incontrarMi più chiaramente, più consapevolmente.
Siano rivisti i sacramenti, riscoperto il valore profondo, essenziale del gesto che produce effetto salvifico in chi Mi crede presente in Essenza e non in sostanza.
A chi crede con cuore semplice e sincero la Mia presenza sarà sentita sempre e ovunque.
Così sia per Maria.
 
[14/175]   19 febbraio 1991  -  ore 9
Tre sono i modi di approccio del sacerdote che consacra e celebra l’Eucarestia.
·         Il sacerdote razionale, agisce conforme una sua convinzione cerebrale: il pane è segno del corpo di Cristo dato sulla croce una volta nel tempo; ed è quindi memoriale della salvezza. La consacrazione è perciò un “gesto”, spesso distratto e abitudinario, affrettato e superficiale.
·         Il sacerdote ignorante e presuntuoso di sé, consacra soffiando sul pane e pensando di essere lui, in quel momento, Gesù Cristo, che fa cambiare con le sue parole, il pane che diventa Corpo reale di Cristo. Il sacerdote si sostituisce a Cristo e pensa di rinnovare sull’altare il sacrificio incruento. Presunzione ignorante la Realtà.
·         Il sacerdote santo, che alla consacrazione si immedesima talmente nel memoriale del gesto fatto realmente da Gesù come “segno” della salvezza - da Lui portata agli uomini uniti a Lui nell’umanità, dando il Suo Corpo visibile a tutti, per farli risorgere con Lui - che concentrato in questa azione memoriale, si solleva da terra perché in quel momento non è più lui (sacerdote) che vive, ma Cristo vive in lui e ripete, riattiva tale gesto di salvezza perenne. Cristo, Uomo-Dio, si comunica, si unisce spiritualmente al suo consacrato che diventa “tramite” di salvezza perenne. Ogni volta che ricorderete questo gesto risentirete in voi la Forza del Salvatore del mondo.
Così sia con Maria.
Il tuo compito è smantellare costruzioni fasulle. Riportare la Chiesa all’Essenziale, non al marginale: gesti, riti, abitudini superficiali, ipocrite, o ignoranti la Realtà profonda dove: l’ “Essere è”.
 
[14/176]   23 marzo 1991  -  mia meditazione?
(Come Paolo aveva compreso che la circoncisione non era necessaria nella carne ma nello spirito, mentre Pietro aveva preso alla lettera la Parola detta ad Abramo, - Gen 17,11-12 -, così oggi la Chiesa deve cogliere lo spirito della Parola di Cristo, Uomo-Dio venuto a mostrare la Via - croce -, la Verità - salvezza eterna -, la Vita - Risurrezione -. I gesti fatti da Cristo sono “segni” che contengono una realtà profonda salvifica.
Il Suo Corpo muore e risuscita, e si trasfigura sul Tabor, e ascende nascosto dalla nube. Tutti “segni” per noi creature che abbiamo bisogno di vedere fatti visibili ai nostri occhi, ma che dobbiamo comprenderne il significato profondo e salvifico. Così nella Cena, il pane spezzato e offerto è “segno” del Corpo Suo offerto per la salvezza di tutti coloro che ne mangiano, cioè si uniscono intimamente, consapevolmente a Lui. Il pane mangiato che dà vita al corpo, è “segno” del Suo Corpo morto e risorto che dà vita allo spirito di chi Lo crede Salvatore e Padre e si unisce - mangia - intimamente a Lui e vive con Lui, di Lui, per Lui. Unità nello spirito con lo Spirito, non unità di carne! La carne - corpo -, il pane e vino sono “segni” esterni, involucri transeunti che contengono lo Spirito del Salvatore. La “legge” - Antico Testamento -, il pane e vino - Nuovo Testamento - sono “segni” che contengono lo Spirito vivificante. Non fermatevi al “segno” piccoli uomini, ma cogliete l’Essenza della sostanza).
Così sia per Maria.
La Chiesa non si fermi alla “lettera” della Parola, ma ne colga lo Spirito sottinteso.
E’ lo Spirito che salva, non il gesto.
 
[14/177]   14 maggio 1991  -  in chiesa a Sommacampagna.
Nell’Incarnazione (Gesù) l’Essenza si fa sostanza (Essenza = Dio Spirito). Nella Eucarestia l’Essenza fattasi sostanza nel pane, ritorna Essenza nel credente che Lo assume con cuore sincero.
Corpo (di Gesù) e pane consacrato, sono simboli sostanziali di una Essenza che “è” e trascende la sostanza.
La sostanza sparisce dalla vista terrena, ma rimane l’Essenza eterna che ha informato la sostanza per apparire più visibile e sensibile all’uomo terreno dotato di sostanza trasformabile in essenza (uomo = immagine dell’Essenza) attraverso la sublimazione della sostanza.
Sublimazione = cambiamento di stato. L’uomo passa da uno stato etereo inconscio (in Dio), a uno stato corposo nel tempo, con la possibilità di elevarsi coscientemente e volutamente per ritornare allo stato etereo cosciente della sua evoluzione e sublimazione.
La Risurrezione di Cristo è indice di tali passaggi visualizzati dall’uomo e realizzati, per l’uomo sapiens, dal Creatore del mondo.
 
[14/178]   20 luglio 1991  -  ore 7
Approfondite il senso reale delle parole che usate nel linguaggio eucaristico, e comprenderete più esattamente la Realtà sottintesa dalle parole.
·         Sub-stantia = Realtà che sta sotto, = Essenza.
·         Sus-stantia = realtà che sta sopra (super), = forma visibile.
·         Consubstanziale = della stessa sub-stantia, = della stessa Essenza.
La realtà che sta sopra è visibile, tangibile = fisicità della materia: pane e vino, corpo, nube, fuoco, ecc.
Tutte realtà visibili dall’uomo animale.
La Realtà che sta sotto (sub) è invisibile all’occhio umano, ma sensibile, intuibile dalla mente e dal cuore dell’uomo “Sapiens” che vive nello spirito. «E’ giunta l’ora, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e Verità. Dio è Spirito» (Gv 4,23-24).
Ciò che sta “sub” o “super” è da prendere in esame! Sub è l’Essenza, super è la sostanza visibile ( = materia).
Non confondete la Substantia con la sustantia, l’Una è intrisa, conglobata nell’altra, è la Vita nella vita, è il Soffio (Spirito Santo) che anima la materia dell’uomo “Sapiens”.
Non “soffio vitale” che dà la vita ad ogni creatura, la fa esistere nel tempo (animali e vegetali), ma “Soffio spirituale” che anima l’uomo sapiens rendendolo sempre più simile a Sé. «Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48).
Lo Spirito informa l’uomo “Sapiens”.
Lo Spirito informa il pane e il vino consacrato = reso evidente come “segno” sacro di una Presenza che è Essenza di una sub-stantia (uomo) divenuta cosciente della “Sua” esistenza e permanenza nell’uomo sapiens vivente, nello spirito, la Realtà dello Spirito. Questa è la Presenza reale dell’Essenza che si fa sub-stantia per l’uomo credente.
Così è.
(Cosa vuol dire consubstanziale?).
Della stessa substantia. Padre-Figlio-Spirito Santo sono insieme (cum-sub-stantia), sono l’ “Uno” presente nella sostanza dell’uomo credente e cosciente di tale Essenza presente nel proprio Sé profondo. Lo Spirito divino nello spirito umano!
Transustanziazione = Al di là (oltre) la sostanza.
Sublimazione = cambiamento di stato. Questo è il cammino dell’uomo “Sapiens”.
 
[14/179]   4 settembre 1991
Il confessore serve a quelle anime che ancora non sanno sentire la Mia voce che parla a «chi ha orecchi da intendere» (Mc 4,9). Ma per chi è infante nella fede, è necessaria la voce di un uomo che lo diriga con parole umane. Il confessore ha questo compito. Ma guai a quell’uomo che si mette al Mio posto, prevaricando e insegnando precetti umani e trascurando i Miei comandamenti.
Il confessore deve essere totalmente unito a Me se vuol trasmettere la Mia voce tradotta (da lui) per chi non ha ancora orecchie mature per intendere. Non il confessore può assolvere il peccatore, ma lo aiuta a comprendere il suo sbaglio per farlo rientrare nella strada giusta e retta. Io solo assolvo colui che si riconosce, coscientemente, debitore di amore verso Dio e verso il prossimo, e perdonando, chiede perdono.
«Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo» (Mt 18,18). Attenti, confessori e maestri, a non legare le anime con i vostri precetti umani (dogmi, ecc.) che chiudono le porte alla misericordia di Dio che è infinita, ma slegatele dai lacci del maligno aiutandoli a riconoscerne le provocazioni. Questo è il vostro compito.
E’ l’amore che conta. Predicate l’amore, vivete con le orecchie aperte alla Voce dell’Amore e saprete aiutare i piccoli a crescere nell’amore.
«Ciò che slegherete sulla terra (attaccamenti alle cose terrene) sarà sciolto anche in Cielo». La parola del confessore è come l’olio che aiuta a sciogliere i nodi che inceppano il percorso della Verità insita nel profondo di ogni uomo.
Così sia per Maria.
 
[14/180]   4 settembre 1991  -  ore 9,30
Il peccato contro lo Spirito sarà perdonato quando il peccatore ritornerà coscientemente, liberamente, volutamente al Padre riconoscendone la sovranità e l’amore.
Così il figlio prodigo (cfr. Lc 15,11-32) aveva peccato contro lo Spirito ( = Padre) non riconoscendone più la sua derivazione da Lui, rompendo il suo legame parentale per camminare da solo con la dote datagli dal Padre e poi sperperata in cose fasulle.
Il Padre non esisteva più per lui ( = peccato contro lo Spirito) che si credeva libero in assoluto. Ma quando la sua libertà lo ha portato alla solitudine e miseria infinita, si è ricordato del Padre, è riaffiorato in lui il legame parentale, unico per la sua salvezza, ed è tornato chiedendo perdono. E il Padre lo ha riabbracciato.
Così sarà per tutti quelli che peccando contro lo Spirito, credendosi autonomi, ignorandolo, si ritroveranno soli, miseri e bisognosi del Padre.
«E sarà festa in Cielo per ogni peccatore che si converte» (Lc 15,7; Lc 15,10) e ricerca il Padre, credendo, amando e chiedendo perdono.
Il legame strappato si rifarà con l’Uno riconosciuto coscientemente nello spirito (dentro di sé).
Così è e sarà per Maria.
 
[14/181]   5 settembre 1991  -  ore 9,30  - alla Comunione.
Io sono il Corpo del Signore dato per voi amici fedeli, per essere mangiato.
Mangiare è atto di unione fra chi ha fame e il cibo che assume. E l’uomo saziato sta bene e cammina.
Così sia per voi Miei credenti.
 
[14/182]   8 settembre 1991  - alla Comunione.
(Signore è simbolo della Tua Presenza questo pane?).
Segno e Realtà per chi La sente consapevolmente in sé.
(E per chi non se ne rende conto?).
E’ segno propellente verso la Realtà che alla fine, se cercata, sarà evidente.
Così è.
 
[14/183]   23 settembre 1991  -  ore 18
(Questa notte ho fatto un sogno. Non lo ricordo bene dall’inizio. Ricordo solo, e mi è rimasta fissa negli occhi della mente, una immagine. Era un grande tabernacolo di pietra bugnata, bianca, fatto a tempietto, alto circa un metro o più, le pietre erano molto grosse - circa uno spessore di 20 cm. -. Il tutto appariva pesantissimo e fissato stabilmente su tre o quattro gradini - non ricordo bene il numero preciso -. Io, non so assolutamente in che modo, lo avevo toccato, smosso e fatto scivolare giù dai gradini. Cercavo disperatamente di risollevarlo e chiedevo aiuto ad altri per rimetterlo sui gradini, ma nessuno vi è riuscito. Il resto del sogno non lo ricordo. Mi è rimasta impressa solo la forma, il colore bianchissimo delle pietre pesantissime che formavano il tabernacolo e la sua inclinazione verso terra nel scivolare giù dai gradini. Cosa vuol dire? Sarà inerente al mio ultimo discorso sull’Eucarestia? O vuol indicare quello che ha detto Gesù: «Non più nel tempio adorerete il Padre ma nello spirito e Verità» - Gv 4,21-23 -, cioè dentro di noi? Signore, fammi capire!).
Così sarà.
 
[14/184]   27 ottobre 1991  - alla Comunione, dopo una predica sulla Chiesa.
Io sono il Dio universale, il Dio di tutti, portateMi fuori della vostra piccola Chiesa.
Così sia con Maria.
 
[14/185]   21 novembre 1991  -  davanti al Tabernacolo.
(Signore, Tu sei lì e io sono qua, davanti a Te).
No, Io sono in te e nel tabernacolo c’è un “segno” della Mia Presenza per chi non Mi sente ancora dentro di sé. Oggi l’uomo è maturo per comprendere questa Mia Presenza ovunque l’uomo Mi crede. La Mia presenza reale è nell’uomo “Sapiens”, in colui che intende, dentro di sé, la “Sapienza”.
Così è con Maria.
 
[14/186]   2 dicembre 1991
Il “segno” (sacramenti, Messa, azioni liturgiche, riti, ecc.) è “simbolo” di una Realtà che “è”, esiste al di là del segno che ne illustra, ne visualizza, ne sottolinea, ne ricorda alcune caratteristiche o particolarità che vengono appunto messe in evidenza da tale segno. Il segno non è Realtà, è approccio alla Realtà che vuol essere simboleggiata con quella determinata azione.
Non fermatevi ai segni, uomini religiosi, ma fate sentire chiaramente lo Spirito che informa e sottostà a tale segno. Il segno è involucro, una sovrastruttura della Realtà simboleggiata in quella struttura o azione liturgica.
Il “Corpo” visibile di Gesù di Nazaret è sovrastruttura della Divinità (Padre, Spirito) che è realmente presente nell’intimo di quel Corpo. «Il Padre è con Me» (Gv 14,10), «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30), «Chi ha visto Me ha visto il Padre» (Gv 14,9).
Ma la Realtà (Spirito Santo) invisibile (per l’uomo) è visibile e sensibile attraverso questo Corpo tangibile di Cristo che ne significa, con le parole e i gesti, la Presenza reale invisibile all’uomo terreno.
Così nell’Eucarestia, pane e vino sono segni e simboli della Realtà di Cristo che ha dato il Suo Corpo per far rivivere l’uomo morto per il peccato. Mangiare quel pane significa unirsi spiritualmente, intimamente a quella Realtà significata dal Corpo simboleggiato nel pane.
Così il corpo mistico della Chiesa, segno di unione dei vari membri sottomessi, guidati, amati dal Capo, Cristo, il cui capo visibile in terra è il Pontefice eletto a guida del popolo di Dio.
Pontefice è colui che fa da “ponte” fra Dio e il Suo popolo. Ma guai a quel Papa che fa, di sé stesso, un dio in terra. Il Papa è tramite, come ogni credente illuminato, fra il Cielo e la terra.
Così sia con Maria.
... La Messa è memoriale di una “reale azione liturgica” compiuta da Cristo in un tempo, sulla terra.
La Messa è memoriale che significa tale azione di Cristo nel tempo, ma, se è vissuta consapevolmente e intimamente dal credente, esercita una forza, una potenza salvifica che muove nell’intimo il credente (partecipante alla Messa) e ne sconvolge le energie negative, coinvolgendolo nell’azione memorizzata, a tal punto da stravolgere le energie negative in positive.
La Messa, se è profondamente vissuta, è azione liturgica impregnata di Energia Positiva che ha il potere di debellare e stravolgere le energie negative in positive.
Come sulla croce Gesù ha attirato su di sé tutte le energie negative dell’umanità e, attraverso la morte del Corpo le ha annullate, e attraverso la Sua Risurrezione le ha rigenerate in Positive, così nel memoriale della Messa impregnata di tali energie positive che scaturiscono da ogni fedele credente, e unite insieme dal sacerdote offerente, si uniscono all’Energia Fonte e producono l’effetto salvifico di Cristo, Uomo-Dio.
Solo se l’azione liturgica (Messa) è vissuta consapevolmente, può raggiungere tale effetto salvifico, per l’immenso amore del Padre che si unisce ai Suoi figli, coeredi del Figlio e salvati da Lui.
Così è.
 
[14/187]   3 dicembre 1991
Messa = mandato. Il popolo di Dio, credente nel Messia, è radunato in “Ecclesia” (assemblea, adunanza) per proclamare, santificare, glorificare, impetrare il nome del Signore.
La Messa è momento di incontro dei credenti nel Cristo incarnato, Uomo-Dio, Messia mandato dall’Alto in basso, dal Cielo alla terra per miracolo mostrare. E miracolo è l’Incarnazione, la vita, la morte e la Risurrezione dell’Uomo-Dio. L’apice del miracolo è la Risurrezione dell’Uomo-Dio venuto a palesarSi come Padre-Figlio-Spirito Santo, Unico Dio, Creatore e Salvatore delle Sue creature amate, create libere, salvate, alla fine, per la gloria di tutte. E tutti saranno “uno” coscientizzato nell’Uno.
Come il Messia è il “Mandato” dal Cielo alla terra, così la Messa dei credenti nel Messia, è il “mandato” offerto, proposto, donato a tali credenti fedeli e coscienti del compito affidato loro: sollevare il mondo dalla terra verso il Cielo. Questo è il mandato esplicitato nella Messa, questo è il compito del fedele che, unito in assemblea con altri fedeli credenti e obbedienti al Padre, si impegnano di realizzare poi nella vita quotidiana sulla terra (questo mandato).
Camminate anime nobili, cantate, lodate, pregate insieme il Messia perché doni a voi, quotidie, la forza e la gioia di essere imitatori Suoi, per essere sale della terra e luce nel mondo (cfr. Mt 5,13-14).
Così sia per Maria.
Mangiate insieme il Corpo di Cristo = unione mistica fra voi e il Messia del quale siete portatori e imitatori nel mondo. Usciti dalla Messa, iniziate il vostro compito, la vostra Messa specifica, a ognuno il suo, quotidie.
 
[14/188]   9 dicembre 1991
Messa è momento di unione cosciente della creatura col suo Creatore e con i fratelli per portare Dio, poi, ai fratelli lontani.
Così sia per Maria.
 
[14/189]   20 dicembre 1991
(Lc 3,16): «Io vi battezzo con acqua, ma viene Colui che battezzerà nello Spirito Santo e col Fuoco».
Battezzare è = immergere. Immergere nell’acqua significa far entrare la persona in contatto con l’umanità cioè con la parte visibile e tangibile di Cristo, Uomo-Dio, dopo aver riconosciuto coscientemente e sinceramente la propria umanità.
Riconoscere la propria umanità significa rivedere chiaramente lo stato interiore della propria vita terrena.
L’acqua può essere limpida o fangosa, trasparente o melmosa, fluida, scorrevole o ferma, stagnante.
L’acqua per sua natura è limpida, trasparente, scorrevole. Se l’acqua è torbida, stagnante, significa che terra, sassi, detriti, alghe, ecc. ne impediscono la trasparenza e la scorrevolezza.
Guardatevi dentro, uomini coscienti, vedete se la vostra vita terrena, la vostra umanità è limpida, trasparente, scorrevole (amare = andare verso Dio e verso il prossimo), o è ferma e ingombrata dai vostri egoismi e interessi terreni che vi impediscono di scorrere agili verso il prossimo e di vedere il “Padre” della vostra umanità.
Se la vostra acqua (umanità) è limpida, scorre = ama il prossimo e rispecchi a Dio del quale siete immagine. Battezzare nell’acqua significa entrare nella consapevolezza della propria umanità e nella conoscenza, progressiva, dell’umanità di Dio fattosi uomo (Cristo) per mostrarvi la limpidezza e la scorrevolezza della Sua vita terrena. Esempio massimo di acqua limpida e trasparente, tanto trasparente da far vedere in Sé stesso la presenza del Padre. Cioè la Sua Divinità.
Immergere nell’acqua e nello Spirito vuol dire penetrare, conoscere sempre più la Divinità dell’uomo Dio, vedendo la Sua Divinità attraverso la Sua umanità.
(Lc 3,16) «Io vi battezzo nello Spirito Santo e col Fuoco» = vi immergo, attraverso la Mia umanità nella Mia Divinità, cioè nel Mio Spirito che dono a ogni Mia creatura che a Me si avvicina, a Me si affida, con Me scorre la sua vita terrena di cui brucio le scorie, inevitabilmente assunte nel tempo (lavanda dei piedi), col Mio Fuoco d’Amore e di misericordia.
Così Io vi battezzerò Mie creature, vi immergerò per sempre nello Spirito Santo, Fuoco Eterno che brucia le scorie, ripulisce la Sua aia (Chiesa) col ventilabro e vi ripone nei granai eterni (cfr. Mt 3,12) dove sarete grano purificato e pronto per la semina eterna. Non eterno riposo, ma eterno dinamismo per nuove semine e nuovi raccolti nella Mia creazione eterna.
Così è e sarà con Maria acqua limpida e zampillante.
 
[14/190]   22 dicembre 1991
«Nessuno se non nasce per acqua e Spirito Santo può entrare nel Regno di Dio» (Gv 3,5).
L’anima “è”.
L’anima è scintilla dell’Essere eterno. (Jahve = Io sono Colui che è = l’Esistente eterno) (cfr. Es 3,14).
L’anima è proiezione, derivazione della e dalla Luce.
L’anima è “Raggio” di Luce che parte dal Sole eterno, scende, entra nell’uomo concepito (inizio di vita nel tempo) e illumina il suo cammino nel tempo. L’impasto di materia e spirito è illuminato dall’anima.
Spirito è = intelligenza, intelletto dell’uomo che da uomo animale - dove opera all’inizio per scoprire e conquistare ciò che gli serve per sopravvivere (mangiare e riprodursi) - diventa, un po’ alla volta, uomo sapiens -uomo che ragiona, rapporta le cose a sé stesso con gli altri esseri, scopre, inventa, costruisce, demolisce col suo intelletto che si fa azione, ogni situazione quotidiana - e da uomo sapiens può diventare uomo “Sapiens”.
Il passaggio è: da uomo animale a uomo intelligente (sapiens) a uomo sapiente (“Sapiens”).
E’ nell’uomo “Sapiens” che è visibile, sensibile, l’anima.
L’anima è conoscibile dall’uomo “Sapiens” attraverso la sua “coscienza”.
Coscienza = cum scio = cioè: conosco insieme con Colui che “sa” la Verità.
La Verità è il Sole, dal Sole partono i Raggi (anime, Angeli) che illuminano la coscienza (mente?) dell’uomo “Sapiens” rivelando scintille di Verità.
Solo nell’uomo “Sapiens” inizia il cammino della Verità che sarà sempre più illuminato di mano in mano che l’uomo si avvicina alla meta (Verità = Sole = Dio eterno).
Quanto più l’uomo cerca la Verità liberandosi dalle scorie del transeunte, tanto più entrerà in contatto con la “Sapienza” e diventerà sempre più uomo “Sapiens”.
(Che differenza c’è fra scienza, sapienza e Verità?).
Scienza è conoscenza delle realtà immediate, tangibili, riscontrabili, sperimentabili dall’uomo intelligente attento ai fenomeni umani naturali, fisici, temporali. = Verità terrene, temporali, mutevoli.
Sapienza è comprensione della Verità eterna. = Realtà immutabile, esistente oltre il tempo e lo spazio.
... Io sono Uno in tre. Il Figlio è il frutto dell’unione dei due. E tutti saranno uno nell’Uno.
 
[14/191]   11 gennaio 1992
«Chi è senza peccato scagli la prima pietra» (Gv 8,7).
Pietra = roccia = fede nel Creatore e Salvatore dei peccatori.
Chi è senza peccato? Chi si può ergere a giudice e accusatore di un altro uomo peccatore come lui? Soltanto colui che è senza fede, cioè fiducia in Colui che perdona e salva, solo colui che crede di essere giusto e di salvarsi da solo, colui che non ha in mano la pietra (fede) può pretendere di condannare l’altro, il peccatore.
Io sono la roccia, la pietra davanti alla quale le potenze dell’inferno non prevarranno.
Solo la fiducia nel perdono che Io dono a chi si avvicina a Me e chiede protezione e perdono, solo questa fede salva il peccatore dai dardi del maligno che induce in tentazione l’uomo debole nella carne e nello spirito e poi lo attira e lo condanna nel suo regno. L’inferno è il suo regno e il retaggio di chi lo segue.
Io sono venuto per salvare il peccatore, per sollevarlo dal regno di morte e riportarlo alla Vita. Questo “IO SONO”. Io non giudico, «non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo» (Gv 3,17).
E’ l’uomo che giudica e condanna!
«Nessuno ti ha condannato? Neanch’Io ti condanno, va e non peccare più» (Gv 8,10-11).
Il giudizio e la condanna dell’uomo può servire al peccatore come monito, come revisione della propria vita che è lontana dalla fede, è lontana da Me (roccia), segue le attrattive di colui che è totalmente privo di questa pietra (fede). Io perdono chi Mi chiede perdono dopo aver perdonato, a sua volta, chi lo aveva offeso («Perdona a noi i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori» - Mt 6,12 -).
La catena del perdono parte dal peccatore pentito, raggiunge il proprio offensore e insieme sono perdonati da Me e riuniti nell’amore ritrovato. «Quello che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo» (Mt 18,18). Se perdonerete, sarete perdonati, se giudicherete e condannerete non potrete entrare nel Regno dell’Amore.
Così è e sarà per Maria Madre del perdono.
(Signore, ma allora il confessore che talvolta non assolve il peccatore - «Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo» Mt 18,18 - non entra nel Regno? E’ vero che hai dato ai Tuoi ministri il potere di giudicare e anche di condannare?).
Io perdono, Io amo, Io salvo.
Il confessore aiuti il peccatore a comprendere il suo peccato: «Va e non peccare più!» (Gv 8,11).
Ma nessun uomo ha il diritto di condannare: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Il confessore si unisca al peccatore per camminare con lui verso la Luce. Non può un cieco essere guida di un altro cieco (cfr. Mt 15,14). Il confessore sia unito al “Faro” che lo illuminerà nel suo “profondo” mostrandogli le sue lacune e porti tale Luce a chi è ancora nelle tenebre. Solo questo deve fare il confessore. «Chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Questo deve rivedere la Mia Chiesa nel rielaborare i sacramenti.
Così sia.
... (Ambivalenza della parola pietra):
·         Pietra che chiude il sepolcro = non fede.
·         Pietra che apre il sepolcro = fede nella Risurrezione e nella salvezza del Redentore.
·         Pietra di inciampo per i peccatori ciechi, «Poiché dite di vedere rimanete nel vostro peccato» (Gv 9,41).
·         Pietra, testata d’angolo nella costruzione del Regno.
 
[14/192]   24 febbraio 1992  -  ore 8,30
Immagini, simboli sono realtà visibili di una Realtà invisibile che è sottintesa in quelle immagini e da quei simboli. Conforme l’uomo vede tale realtà, conforme il livello di comprensione di ogni uomo - livello sempre diverso da uomo a uomo - così ne capta la forza interiore che emana da quella immagine-simbolo. Se l’uomo è grossolano nel suo spirito ( = intelligenza, cultura, sensibilità, ecc.) vede nell’immagine solo la parte esteriore: la forma, il disegno, i colori, lo spessore, il peso, la misura, ecc., cioè tutto ciò che i suoi sensi (vista, udito, olfatto, tatto, ecc.) sanno captare.
Se l’uomo è raffinato nel suo spirito capta anche ciò che l’immagine vuole esprimere, significare, attraverso la visione esteriore. Ne capta cioè il significato interiore, ne coglie il senso, lo Spirito che emana da tale immagine e ne coglie la “Realtà” simboleggiata da tale immagine-simbolo.
Così nel Corpo di Cristo, così nell’Eucarestia, così nella Parola.
Corpo, pane, parola non sono che immagini-simbolo di una Realtà veramente esistente, ma sottintesa da quel corpo, quella parola, in quel pane e vino («Chi ha visto Me ha visto il Padre» Gv 14,9. Gesù sarà un “segno” di Dio - cfr. Lc 2,34; Lc 24,31; Gv 1,32-34).
Così le parabole, descritte dall’ “Uomo”, sottintendono una Realtà descritta con immagini di realtà visibili e tangibili dall’uomo nel tempo.
Tutto è stato fatto per voi, Mie creature amate, ma limitate nel tempo e nello spazio dalla vostra realtà corporale e mentale. Il vostro corpo (fisico) inizia, cresce (vede, sente), decade, finisce, si ricicla nell’humus, ma la vostra “mente” cresce, si espande, interiorizza e, finito il ciclo temporale del vostro corpo fisico, prosegue il suo cammino di speculazione e comprensione della Realtà, non più intravista attraverso immagini-simbolo (come nel tempo), ma sempre più viste e sentite dal vostro corpo psichico (mente), fino alla sublimazione di tale realtà psico-fisica. Poi il volo in Cieli e terre nuove dove l’incontro con la Realtà eterna (Dio) è all’infinito.
Così è e sarà con Maria.
·         Realtà fisica = corpo fisico;  
·         Realtà psico-fisica = mente = corpo psichico = spirito;
·         Realtà spirituale = anima = corpo spirituale;
·         Realtà Eterna = Dio.
 
[14/193]   4 marzo 1992
I sacramenti sono “segni” di una Presenza che si fa sentire nel presente e attualizza, per chi ne è consapevole, la memoria dell’azione realizzata nel passato. Il passato si fa presente e agisce per il futuro.
Questi sono i sacramenti: atti passati, memorizzati nel presente e agenti nell’Homo “Sapiens” nella sua vita temporale, per raggiungere la vita eterna.
Battesimo = immersione nell’acqua (umanità) e nello Spirito (Divinità) di Gesù Cristo.
Memorizza il Battesimo di Gesù nel Giordano. Lo Spirito (colomba) scende: «Questo è Mio Figlio... Colui che battezza nello Spirito e col Fuoco brucia la pula» (Mt 3,11-17). Nel Battesimo il bimbo inizia l’immersione nel nome del Padre-Figlio-Spirito Santo. Inizia cioè l’incontro con il Creatore Salvatore, memorizzato (all’inizio) dai genitori e dalla comunità dei credenti (Ecclesia), e conosciuto poi sempre più dal battezzato cosciente e ricercante la Verità. Solo il battezzato cosciente cammina verso la Luce e attualizza sempre più in sé stesso la vita dello Spirito vissuto da Gesù che lo aiuta a bruciare la pula (peccati) col Fuoco dell’amore per il prossimo ( = imitazione di Cristo). Battesimo = immersione (conoscenza) e imitazione di Cristo morto e risorto.
Il Battesimo degli infanti è il sacramento che impegna i genitori e la comunità ecclesiale a far crescere nella fede il bimbo affidato a loro.
Così sia con Maria.
 
[14/194]   17 marzo 1992  -  ore 9,30
Il Battesimo degli infanti segna l’inizio del cammino di fede di ogni uomo scelto dall’Alto per essere testimone del Dio incarnato, morto e risorto per miracolo mostrare. Il battezzato infante, cresciuto e adulto nella fede e nella conoscenza del Salvatore Redentore del mondo, testimonierà ufficialmente tale sua fede col sacramento della Cresima, segno e conferma della sua maturità spirituale e impegno, davanti alla comunità garante, di annunziare la realtà del Cristo conosciuto e imitato nella sua vita quotidiana.
Il cresimato è l’esemplare del credente, imitatore di Cristo e trasmettitore della realtà e della volontà del Padre che ama e raduna i Suoi figli, come fa la chioccia con i suoi pulcini, sotto le sue ali. La Chiesa è simbolo della chioccia che raduna, protegge e nutre i fedeli fino all’età matura, poi li lascia liberi di scegliere e vivere la loro vita autonoma, sostenuta anche dagli insegnamenti ricevuti dalla madre (Chiesa = chioccia).
La Riconciliazione, l’Ordine, il Matrimonio cristiano, sono mezzi per aiutare il fedele:
·         a ritornare a Dio, qualora se ne fosse allontanato ( = confessione);
·         a dedicare la propria vita alla ricerca e alla trasmissione della volontà del Padre - a tempo pieno (sacerdoti), o nel mondo (diaconi) - ( = Ordine);
·         a vivere la vita coniugale realizzando insieme l’unità fisica-psichica-spirituale per una trasmissione, nei figli e nel mondo, della Realtà trinitaria dello Spirito che tutto permea, tutto dirige, tutto sostiene e illumina per un cammino orientato verso il Faro eterno ( = Matrimonio cristiano).
L’Eucarestia è segno e mezzo di unità. Rendimento di grazie e comunione dei fedeli fra loro e col Padre salvatore del mondo.
Così sia con Maria.
 
[14/195]   6 aprile 1992  -  ore 10  
Sei stanca?
(Sì, Signore, ma io volevo fare quella ricerca sulla confessione nel Vangelo, per smontare il palco fatto dalla Chiesa sui sacramenti. E adesso cosa faccio? La mia mente è stanca e distratta!...).
Ti aiuto Io.
Prendi il Vangelo:
Gv 20,22-23: «Ricevete lo Spirito Santo. Quelli a cui rimetterete i peccati, saranno rimessi; quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti»;
Mt 6,12: «Padre nostro... rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori».
Ogni uomo ha i suoi debiti di fronte al Padre e di fronte ai fratelli. Ogni uomo ha dei debitori che l’hanno offeso. Ogni uomo perdoni al proprio debitore direttamente, e non per interposta persona, e sarà perdonato direttamente dal Padre, e non per interposta persona (confessore)!
(E adesso, Signore?).
Mt 18,15-18: «Se il tuo fratello ha peccato va e riprendilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, tu avrai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone affinché tutto l’affare sia regolato sulla parola di due o tre testimoni. Ma se egli non vuole ascoltare neppure loro, dillo alla Chiesa. Se non vuole ascoltare neppure la Chiesa, sia per te come il “gentile” o il “pubblicano”. In verità vi dico: tutto ciò che legherete sulla terra, sarà legato in Cielo».
Attenti a non legare, sulla terra, ciò che Io posso slegare!
Mt 16,19: «Ed Io darò a te le chiavi del Regno dei Cieli e ciò che tu legherai sulla terra, sarà legato nei Cieli, e ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei Cieli».
Significa: darò a te, uomo singolo - credente nel Cristo, il Figlio del Dio vivente - le chiavi del Regno, cioè la Mia Parola che insegna a perdonare, ad amare ogni fratello, anche nemico, slegandolo dai lacci dell’odio (maligno) e legandolo nell’amplesso dell’Amore eterno. Ogni uomo è libero di amare o di odiare. Pietro, simbolo di ogni uomo credente, insegni a legare all’Amore il fratello lontano. Non può un uomo rimettere i peccati di un altro uomo. Io (Dio) solo posso rimettere i peccati dell’uomo consapevole e pentito delle sue colpe.
Mt 9,2-7: «Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha autorità di rimettere i peccati sulla terra... Io te lo dico: levati...».
Oggi è giunta l’ora, per l’uomo evoluto e libero nella sua mente, di comprendere ciò che è stato detto.
Mt 10,24-27: «Nessun discepolo è più del suo maestro... Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli di casa sua... Ciò che vi dico nel segreto, Mie voci, ditelo nella luce e ciò che udite nell’orecchio predicatelo dai tetti».
Così sia con Maria.
(Signore, ma Luca 12,2-3 dice: «Quanto avrete detto nelle tenebre sarà udito nella luce e quanto avrete raccontato all’orecchio - confessore? - nelle stanze più interne - confessionale? - sarà predicato dai tetti». E’ diversa tale versione da Matteo 10,27, sei Tu che parli - «Vi dico» -, o gli uomini - “Avrete detto” -? Non capisco, Signore!).
Sì, due sono le parole dette nel “Segreto”. Nell’intimo dell’uomo scelto per ascoltare la Mia voce Io parlo, e voglio sia trasmessa sugli alti monti (magistero) tale Mia voce. Questo è il compito della gerarchia è: trasmettere al popolo ciò che recepisce dal Vangelo spiegato ai piccoli (Mie voci).
Le parole raccontate invece dal peccatore all’orecchio del confessore saranno predicate sui tetti.
(Cosa vuol dire?).
Tutti i peccati personali sono conosciuti da tutti i credenti che di questi peccati, più o meno, hanno esperienza (e talvolta vengono confessati dalle “entità” ai sensitivi riceventi, sulla terra. E perciò vengono liberati). Non condannate il peccatore singolo, Io solo vedo nel suo intimo, ma condannate sui tetti, apertamente e chiaramente, il peccato contro lo Spirito. Questo è l’unico peccato “cosciente” che solo Io potrò perdonare, dopo la purificazione del peccatore coscientizzato (Geènna?).
(Perché dici “potrò?” Ma Tu sei nel presente!).
Sì, ma voi creature siete nel tempo e nel divenire, perciò il Mio perdono avviene “dopo” la vostra purificazione. Il futuro è per voi, creature. Per Me è sempre il “Presente”.
 
[14/196]   11 aprile 1992  -  ore 9
Gli Angeli tolgono la pietra che chiude il sepolcro del Figlio dell’uomo. Gli angeli toglieranno, nel tempo sulla terra, la pietra che ha nascosto e rinchiuso, nel tabernacolo dorato, le spoglie del Salvatore del mondo.
La Mia presenza reale è uscita dalla tomba dove Mi avevano seppellito gli uomini pietosi.
Così oggi, i farisei ignoranti della Mia presenza che è reale, è viva, è risorta alla luce del mondo, ed è sentita nel cuore di chi veramente Mi cerca, Mi ama, Mi crede presente in sé stesso e nel fratello, così i sommi sacerdoti oggi Mi hanno rinchiuso nelle loro casette dorate (tabernacoli) e Mi custodiscono come i soldati al sepolcro!
Io sono nelle loro mani, alla mercé dei loro riti, dei loro orari. Aprono e chiudono quelle porticine dove Mi tengono per il loro uso e consumo!
Hanno in mano le chiavi del Regno, ma il loro regno è il tempio, il loro trono è l’altare, è il pulpito elevato al di sopra della folla dei piccoli, dei poveri che hanno fame di Me, fame di Luce e di giustizia, fame di Amore e di vita eterna. Aprite, spalancate quel sepolcro fatto da voi, uomini di Chiesa. Io sono Risorto!
La Mia presenza è reale ovunque l’uomo Mi cerca, Mi crede, Mi ama.
La Mia presenza è nel cuore dell’uomo puro e amante il Dio vivente in eterno.
Così è e così sia con Maria.
(Cosa c’entrano gli angeli?).
Siete voi, Mie Voci, gli angeli che dovete aprire il sepolcro oggi, rovesciare la pietra tombale, e farMi sentire vivo e presente in voi e nel cuore di ogni credente fedele, sincero amante del Dio vivente in eterno!
Così è e sarà.
... Guai agli “egoisti spirituali” che Mi vogliono e Mi tengono solo per sé stessi!

[14/197]   12 giugno 1992  -  ore 11,30  -  in chiesa, davanti al tabernacolo.  
Non fermarti qui... TrovaMi dentro di te e sentirai la Mia Parola.
Così sia con Maria.
 
[14/198]   14 giugno 1992  -  Festa della Trinità, alla Messa.
«Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,22), «ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo» (Mt 18,18).
L’unione con i fratelli e l’unità col Dio trinitario, esempio di unità, è ciò che dovete realizzare (legare) sulla terra per una unione perenne. Perché tutti siano uno nell’Uno.
Così sia.
 
[14/199]   14 giugno 1992 -  alla Comunione.
L’amore lega. Dio è Uno, Dio è amore. Legatevi all’Amore e legatevi con amore fra voi Mie creature. Solo se sarete legati con amore all’Amore avrete in voi lo Spirito Santo.
Non l’assolvere il peccato di un altro (confessore al peccatore) ma l’aiutare chi è diviso in sé stesso (lontano dall’Amore) e diviso dagli altri (peccato = deviazione, divisione, odio, ecc.) a riunirsi con Dio e col prossimo, è opera del credente unito con Dio.
Io Uno e trino, apparentemente diviso in tre Persone, realmente sempre Uno, per voi, in voi, con voi Mie creature amate. Siate uno, moltiplicato per tutti.
Così sia con Maria,
una col Padre, unita con lo Spirito fattosi Figlio in Lei, per Lei e per tutti, perché tutti siano uno nell’Uno.
 
[14/200]   22 luglio 1992
«Io sono voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore...» (Gv 1,23);
«Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta Uno che voi non conoscete...» (Gv 1,26);
«Ecco l’agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo... Dopo di me viene uno che è più grande di me perché esisteva prima di me... Io non lo conoscevo, ma Chi mi ha mandato a battezzare nell’acqua mi ha detto (rivelazione privata!...): Colui su cui vedrai discendere e posarsi lo Spirito è Colui che battezza nello Spirito Santo. Io ho visto e posso testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio» (Gv 1,29-34).
«Egli vi battezzerà nello Spirito Santo e col fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile» (Lc 3,16-17).
Non si assuma, la Chiesa, la prerogativa di assolvere i peccati degli uomini, ma aiuti i peccatori a riconoscere i peccati soprattutto il peccato contro lo Spirito - presunzione di mettersi al posto del Salvatore -.
Io solo posso ripulire la Mia aia (mondo) dalla pula (zizzania seminata dal maligno per avviluppare il grano - cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43 -) e tale pula sarà bruciata dal Fuoco eterno che purifica il peccatore dalle scorie raccolte dai Miei angeli.
I Miei angeli sono coloro che identificano tali scorie (confessori e anime ispirate) e le raccolgono, dopo averle separate dal grano, per essere bruciate.
Io Fuoco eterno, ripulisco la Mia aia e ripongo il grano pulito nei granai eterni (cfr. Mt 3,12).
Così è con Maria.
[14/201]   29 luglio 1992  -  ore 8  
(Ho fatto un sogno. Ero entrata in una grandissima Chiesa quasi vuota. Dal fondo vedevo sull’Altare maggiore un alto Tabernacolo, con un arco sovrastante, dove c’era l’esposizione del Santissimo fra luci e fiori. Ad un tratto ho sentito un rumore e ho visto il Tabernacolo crollare. Era come una fitta pioggia di pezzetti di cristallo coloratissimi che scendevano continuamente verso terra. Cosa vuol dire?... Poi in un’altra sala vuota, c’era una suora e mi diceva che avevano raccolto loro le particole e avevano ripulito e risistemato tutto. Il tutto mi aveva lasciato un senso di vuoto, di provvisorio e di grande desolazione! Cosa vuol dire? Forse queste cose stanno più a cuore e sono più sostenute dai religiosi - fede devozionale... - che non dai laici?).
«Non più nel tempio o a Gerusalemme adorerete il Padre, ma è giunto il tempo in cui Lo adorerete nel vostro spirito e in Verità» (Gv 4,21-23).
Così sarà per i secoli eterni.
 
[14/202]   11 agosto 1992
Il “segno” non è il fine, ma il “mezzo” per raggiungere il “Fine”.
Il soggetto tende all’Oggetto come il segno tende al Fine.
Così per i sacramenti, così per la Chiesa, così per la Messa e i riti ecclesiali, sono tutti “mezzi” per avvicinarsi, ricordare, ripensare, conoscere sempre più il Creatore (Fine) a cui tende la creatura. Non fermatevi al segno, piccoli uomini, mettendo in evidenza soprattutto questo soggetto formale e visibile, ma coglietene lo Spirito che è adombrato nel segno e lo vivifica.
E’ lo Spirito l’Oggetto da scoprire, da sentire vivo e parlante nel soggetto che lo identifica. Mettete in luce l’Oggetto e il soggetto ne sarà illuminato e alla fine sparirà il segno perché immerso e vivificato dal Fine che tutto incorpora, tutto comprende, tutto vivifica di Vita nuova. E il segno, il mezzo, diventerà “l’immagine pura” del Fine eterno, Oggetto unico e assoluto per ogni soggetto a Lui relativo.
Così è, così sia per Maria all’infinito.
 
[14/203]   30 settembre 1992  -  ore 9
(Leggo: Tb 12,17-20: «L’Angelo disse loro:... Quando ero con voi... a voi sembrava di vedermi mangiare, ma io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza. Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io, ritorno a Colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadute». E salì in alto).
Come nell’Antico Testamento, l’Angelo si mostra a Tobia e mangia con lui... così Cristo risorto, nel Nuovo Testamento, si mostra e mangia con i discepoli = corpo psichico di Cristo apparente alla psiche degli uomini terreni. Così per i veggenti e udenti nello spirito... Così per i “profeti” passati, presenti e futuri...
Così è.
 
[14/204]   1 ottobre 1992  -  ore 6
Tre giorni nel silenzio, tre giorni nella tomba. Così il Cristo ucciso dall’uomo. Poi la Risurrezione.
Lo Spirito è esploso, ha vinto la morte, ha tolto la pietra tombale, è risuscitato alla vita, alla vista dell’uomo incredulo e stupito. Così per te, ti hanno costretta al silenzio, chiusa nell’indifferenza di un mondo che, ignaro della Verità, crede e vuole seppellirla nel buio, nel silenzio. Ma Io ti risollevo dalla tomba, ridò voce al tuo spirito e il Mio Spirito parla nuovamente nel tuo cuore credente e amante.
Così avviene per chi si accosta a Me con fede. Io parlo, Io pulso nel cuore dell’amante sincero e attento al Mio Essere, vivo e parlante sempre. Io adombrato nel pane e nel vino chiuso nel tabernacolo, tomba rinnovata, indorata dagli uomini che credono di tenerMi nelle loro mani, prigioniero dei loro riti, dei loro orari. Mi danno in pasto ai piccoli che hanno fame di Me, fame di Assoluto, e poi Mi rinchiudono per un rinnovato incontro deciso da loro, managers dell’Infinito!
Ma guai a chi si crede padrone e manager dell’Infinito, rimarrà vuoto nelle sue mani sacrileghe quel pane che dicono di trasformare nel Mio Corpo ma che sarà vero cibo solo per coloro che credono al Mio Essere eterno che supera lo spazio, la forma, il luogo e il tempo. Non l’uomo Mi può far sentire vivo e parlante nel cuore del vero credente, ma lo Spirito che urge in quei cuori assetati di Luce e di Amore.
Lo Spirito è esploso dalla tomba in cui avevano rinchiuso un Corpo.
Lo Spirito ha ridato forma apparente a quel Corpo psichico visto dai discepoli con gli occhi dell’amore.
E la Voce è risonata per ripetere le Scritture! Così per te, piccola colomba, dopo il silenzio, la Voce riesplode.
Canta e gioisci. Il tuo Signore ti parla e tu ascolti e trasmetti, adorando.
Così è con Maria.
Porta sugli alti monti questo scritto perché scendano dalle loro nuvole e riempiano le valli del nome del Signore.
Così sia.
 
[14/205]   4 ottobre 1992
(Signore, Tu mi dici che la Chiesa deve rivedere i sacramenti, la Trinità, il centralismo del Papa, ecc., ma se cadono questi pilastri che hanno sostenuto da secoli la Chiesa, che cosa resta? Su che cosa si regge la Chiesa se tolgono l’autorità del Capo, Vicario di Cristo; i sacramenti come mezzi aggreganti di un popolo che ha bisogno di segni che considera magici; una Trinità Divina per cui il popolo si può attaccare, appellare o al Padre, o al Figlio-uomo come noi, ma più potente, o a uno spirito indefinito ma potente e svolazzante come un Essere magico, potente ma invisibile e forse terribile?... “Io vi dono lo Spirito Santo”, ha detto un vescovo ai bambini cresimandi!... Cosa può dire, cosa può dare la gerarchia se non ha più questi punti forti di riferimento e di appoggio per i fedeli? Casca tutto Signore!).
Gente di poca fede!
Vi appoggiate sugli uomini maestri, vi appoggiate su un capo a cui inneggiate, vi appoggiate a segni che diventano abitudini necessarie, ma non andate oltre il segno, oltre il capo, oltre le buone abitudini che però non cambiano la vostra vita!
Andate oltre il capo, oltre i segni (sacramenti), oltre le tre Persone definite con mentalità antropomorfica!
Andate oltre e scoprite l’ “Uno” Creatore e Salvatore vostro, del quale vi è data un’immagine terrena da imitare nel tempo (Cristo). Andate oltre i segni Sacramentali!
Il Battesimo è iniziale immersione, e progressiva, nella Realtà Divina a cui potete accedere se purificate il vostro cuore confessando le vostre colpe e mancanze di amore. Se cercherete sempre più l’unione (Eucarestia) col vostro Padre, Redentore vostro che vi illumina col Suo Spirito - scoperto da voi attraverso il primo incontro coscientizzato - nel segno della Cresima, dove ricevete chiaramente il mandato ad essere testimoni della Sua Realtà Divina; se cercherete il Tutto, anche attraverso i segni Sacramentali, le Scritture e l’amore al prossimo bisognoso di Luce e di Verità, sarete veramente Miei discepoli e camminerete, non invano o stancamente, verso il Faro che, illuminandovi, vi indica la Via, la Verità e vi da la Vita eterna.
Così sia per Maria.
 
[14/206]   8 ottobre 1992
«Tutto ciò che legherete sulla terra, sarà legato anche in Cielo» (Mt 18,18).
Ambivalenza della parola “legare”.
Legare, in senso positivo, indica l’unione fraterna, l’unione con Dio amore = “Comunione dei Santi” (perdono, aiuto reciproco, dar da mangiare agli affamati nel corpo e nello spirito, ecc.). Legare in senso negativo indica l’unione di persone che si accordano e si aiutano per fare il male: solidarietà per danneggiare il prossimo (guerre, lotte di partiti per sopra valere sui deboli, messe nere, ecc.), unione con Satana e i suoi adepti.
Nella Chiesa c’è chi lega il fedele a Dio e al prossimo insegnando la preghiera, il perdono, l’amore, il dare più che l’avere, ecc. «Se due o più sono uniti nel Mio nome, Io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Ma nella Chiesa c’è anche chi lega i fedeli a sé stessa, impone la sua dottrina (dogmi, imposizioni dottrinali false o fatte per legare al proprio potere i piccoli imponendo l’obbedienza alla propria autorità, che non viene dall’alto ma dal basso). Tutto ciò è legato anche in Cielo perché ciò, sulla terra, tiene fermo (legato) l’uomo succube di tale autorità fasulla.
«Il Cielo patisce violenza» (Mt 11,12), tanto in positivo (amore, preghiera, sacrifici, ecc.), quanto in negativo, finché c’è uomo sulla terra, perché lascia libero l’uomo di fare ciò che vuole nel tempo.
Dio rispetta la libertà dell’uomo. Ma tanto nel tempo, quanto più nella Vita oltre la vita, il Cielo illumina il viandante e lo spinge, anche attraverso la “Comunione dei Santi”, ad unirsi e a legarsi al consorzio celeste dove ogni creatura, liberamente e coscientemente, comprenderà l’Amore Supremo e cercherà l’unione perenne con Lui e col prossimo felice. Così alla fine il legame eterno sarà con l’Uno, e tutti saranno uno nell’Uno.
Così sarà con Maria.
Io sono lo Spirito Creatore.
Io sono lo Spirito demolitore (del male).
Io sono lo Spirito restauratore (del bene).
Così è con Maria.
 
[14/207]   4 dicembre 1992
Nella Messa non è l’offerta sacrificale al Padre del pane e vino ( = simboli del Corpo di Cristo offerto a noi creature come segno di partecipazione totale di un Dio alla natura umana delle Sue creature), ma è il memoriale di questa unione divina con l’umanità - decaduta fino alla morte per la protervia di colui che si crede principe del mondo ma alla fine lo porta alla morte -.
Questa comunione del Divino (Spirito Santo) con l’umano (Corpo di Cristo) arriva fino alla morte in croce di quel Corpo che però, dopo la morte, risuscita vivo e glorioso. Questo è il segno dell’Amore, il memoriale da ricordare in ogni Messa e da rivivere in ogni comunione del fedele col suo Creatore.
Come Cristo è morto e risorto, per miracolo mostrare, così il credente, unendosi a Lui (mangiare) e imitandone la vita, risorgerà come Lui e con Lui per essere, alla fine, assunto nella Sua gloria. Questo è il senso specifico della Messa e della Comunione, che diventa Eucarestia, cioè rendimento di grazie al Padre.
Così è e così sia con Maria.
Dio (Padre, Figlio, Spirito Santo) è Uno, l’uomo si unisca sempre più a Lui per diventare Sua immagine perfetta.
Così sia.
(Nella Messa noi creature offriamo al Creatore la nostra nullità - umanità - perché Lui la riempia della Sua Divinità, e diciamo: PADRE, MANDA IL TUO SPIRITO A SANTIFICARE LA NOSTRA UMANITÀ PERCHÉ DIVENTI TUA IMMAGINE, SEMPRE PIÙ SIMILE ALL’UMANITÀ DI CRISTO, TUO FIGLIO NELLA CARNE MA UNO CON TE E CON LO SPIRITO).
Così sia.
 
[14/208]   7 dicembre 1992  -  ore 8,30
Il controllore è colui che, salito sul tram, deve controllare se gli utenti hanno acquistato il biglietto di ingresso al mezzo di trasporto prescelto per fare un tratto del tragitto del loro cammino. Se trovano uno sprovveduto di tale biglietto devono dare la multa perché nessuno ha diritto di usare di un servizio senza pagarne il pedaggio. L’operaio ha diritto alla sua mercede per quello che fa (cfr. Lc 10,7).
Nella Chiesa, mezzo di trasporto per una parte del tragitto del viandante, il controllore è il sacerdote confessore. C’è poi la guida spirituale che dirige il viandante indicandogli il mezzo più adatto al suo cammino spirituale. E guai al guidatore che indica al viandante un mezzo non adatto al cammino specifico di tale viaggiatore. Il guidatore deve conoscere bene i vari percorsi, i vari mezzi di trasporto e soprattutto il cammino specifico del viandante per suggerire a lui il mezzo più adatto per fare il tragitto più breve per raggiungere la meta ricercata dal viandante. Il guidatore si accosti al viaggiatore, lo prenda per mano e faccia una parte del tragitto insieme a lui. Questa è la guida spirituale più utile e adatta al viandante smarrito.
E insieme cammineranno e si aiuteranno a vicenda. L’uno (il guidatore) è esperto della via da scegliere, l’altro (il viandante) può insegnare, lungo il tragitto insieme, molte cose diverse ancora sconosciute dal guidatore.
Non un cieco guida di un altro cieco (cfr. Mt 15,14), ma un illuminato può prendere luce anche da un presbite o da un miope.
«Chi ha dia a chi non ha» (cfr. Lc 3,11). Scambio di doni (energie, sapere, ecc.).
Così sia con Maria.
 
[14/209]   15 dicembre 1992
«Fate questo in memoria di Me» (Lc 22,19).
Questo ho detto quando ero nel tempo con i Miei discepoli, alla vigilia della Mia Passione e morte.
La memoria è il ricordo di un fatto vissuto nel tempo e visto con gli occhi della carne e sperimentato attraverso i “sensi” fisici del corpo fisico. Così la stessa azione si può ripresentare e rivivere nella mente umana e rivedere con gli occhi della mente. Entra in funzione il corpo psichico attivato da impulsi derivanti da energie trascendenti che incidono non più sul corpo fisico ma sul corpo psichico (mente), riattivando la scena che è rimasta impressa nella materia cerebrale dell’uomo (apostolo) che ha assistito fisicamente all’azione poi impressa nella sua mente.
Se tale azione non è stata vista dagli occhi fisici dell’uomo non presente fisicamente all’azione, ma ne è stato informato dal racconto di testimoni oculari (che hanno vissuto nel tempo quell’azione vista con i loro occhi fisici), tale informazione resta incisa nella mente dell’uomo istruito dal racconto del testimone oculare, e così si trasmette l’informazione.
Dal conscio di chi ha “visto”, all’inconscio di chi ascolta il racconto, lo memorizza nella sua mente (corpo psichico) e poi a sua volta lo trasmette con la parola, ad altri ascoltatori. Così viene trasmesso il ricordo di una azione realizzata nel tempo fisicamente, e riprodotta poi nella mente dei posteri attraverso i successivi racconti. Tale memoria di un fatto accaduto realmente nel tempo, suscita nell’ascoltatore attento, lo stesso stupore e lo stesso effetto suscitato nella persona presente fisicamente al fatto.
Come un fatto negativo (una uccisione, uno stupro o altro) visto dagli occhi fisici di un uomo presente a tale fatto, lascia una impressione negativa nella mente del testimone oculare, così la stessa impressione negativa si imprime nel cervello dell’ascoltatore postumo e produce lo stesso effetto negativo tanto in chi ha commesso, o visto con i suoi occhi fisici, tale fatto negativo, quanto in chi lo memorizza per sentito dire.
Così avviene per un fatto positivo. L’effetto positivo di un’azione lascia traccia nella mente del vedente e di colui al quale è ricordata tale azione positiva. «Fate questo in memoria di Me», vuol dire ripetere i gesti e le parole realizzate da Me nell’ultima cena, e quel gesto simbolico (mangiare pane e vino) voleva insegnare che come la vita fisica dell’uomo è sostenuta dal cibo, così la vita dello spirito è sostenuta, attivata e accresciuta dal cibo spirituale che Io vi ho dato nel tempo (Corpo), con l’esempio di vita o con le parole da Me realizzate per voi nel tempo. Come allora, così ora ricordando tale Mia vita e imitandone i fatti, potrete come Me raggiungere e superare la morte con la risurrezione. Come allora fisicamente, così ora psichicamente col ricordo, poi con l’attuazione pratica del ricordo, potrete realizzare la vostra vita a imitazione della Mia.
E risorgerete gloriosi come Me, per non più morire. Dopo la morte, la risurrezione.
Fate questo in memoria di Me e raggiungerete la gloria.
Così è.
(Il ricordo della vita di Cristo ci spinge ad imitarLo nella nostra vita quotidiana).
 
[14/210]   9 gennaio 1993  -  alla Comunione.
E’ la “Comunione dei Santi” che percepisce più distintamente la Mia presenza reale sempre.
Perciò l’Eucarestia, Comunione dei fedeli credenti in Me, è il momento più chiarificatore della Mia presenza in mezzo a voi. Le onde dei fedeli si uniscono in un coro di fede. Ma per chi crede alla Mia presenza reale sempre e ovunque la sua fede si unisce alle onde degli Angeli e Santi che sempre inneggiano al Creatore.
Unisciti ai fedeli nell’Eucarestia e agli Angeli e ai Santi nel rendimento di grazie continuo.
E così un giorno tutti saranno uniti nella Mia gloria. Uno con tutti e tutti con l’Uno.
Così sia.
 
[14/211]   19 marzo 1993  -  ore 9,30  
Come un tempo (Antico Testamento) i capi della sinagoga hanno frainteso la Parola dando un senso letterale a ciò che era simbolico, e hanno costruito riti e precetti per comandare su un popolo di piccoli e insipienti, così oggi sono state fraintese alcune Parole del Figlio dell’uomo («Questo è il Mio Corpo...» - Mt 26,26 - ecc.) e si sono costruiti riti e sacramenti dove regna l’abitudine, la superstizione, ma non si è colta l’Essenza di tale Parola.
Muovetevi uomini “Sapiens”, spiegate l’essenziale che è lo Spirito sottinteso nella Parola.
E’ giunto il tempo della «Verità e la Verità vi farà liberi» (Gv 8,32).
Così è.
 
[14/212]   6 settembre 1993
Pane spezzato, Corpo di Cristo, Vita umana di Cristo, questa è da assumere (mangiare) per essere trasformati in Lui. Cibo che diventa carne, carne = vita, vita umana a imitazione della Vita umana di Cristo che rende grazie al Padre perché Lo ha ascoltato (“Tu sempre Mi ascolti”). Questa è l’Eucarestia.
 
[14/213]   1 novembre 1993
Tu sei lampada vivente che illumina chi ti sta vicino e sta cercando la Luce.
Io sono la tua Luce. La Mia Parola che tu cerchi, mangi, assimili in te, illumina la tua mente perché tu trasmetta la Mia volontà, la Mia Realtà, il Mio pensiero, il Mio Amore a quanti Mi cercano con cuore sincero.
La Mia Presenza reale è in chi Mi cerca e Mi ama con cuore sincero e si unisce a Me mangiando il Mio Corpo, cioè assimilando in sé stesso (memoria) tutto ciò che Io ho detto e ho fatto durante la Mia vita esplicitata nel tempo, per voi piccoli uomini, che avete bisogno di vedere l’Uomo perfetto per poter imitarne la vita umana da trascorrere, nel tempo, in mezzo e con altri uomini, limitati come voi, ma tendenti alla perfezione del Padre: «Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48).
Io, Padre vostro, Mi sono fatto vostro fratello nella carne, nella vita vissuta sulla terra perché voi ne imitaste le gesta e sempre più assomigliaste a Me (Cristo Uomo) per diventare un po’ alla volta, vere immagini del Dio vivente fra di voi Mie creature create per amore, cresciute per amare, per godere all’infinito la Luce e la gloria dell’Amore eterno, Cristo risorto.
Così è.
 
[14/214]   8 novembre 1993  -  ore 7,30
(Alberto aiutami sto impazzendo!?). No, vivi in pace e canta.
Non tu puoi cambiare la Chiesa, non demolirla ma ripuliscila dalle false incrostazioni umane, terrene che hanno, in parte, ricoperta la sua struttura portante.
Non feste o riti teatrali attirino i fedeli, ma la Parola letta e spiegata con semplicità e autenticità, legando i fedeli alle Verità fondamentali e non alle sovrastrutture inventate dagli uomini, sacerdoti fasulli.
Non fumi o incensi mondani, ma l’amore, la giustizia, la Verità profonda ed essenziale sia riscoperta.
Vivi in pace, cerca nella Parola la “mentalità” di Gesù Uomo perfetto, imita la Sua umiltà, la Sua discrezione, il Suo equilibrio umano. Non voler importi a nessuno e per nessuna ragione, ma proponi con amore, calma, pazienza, umiltà, perseveranza ciò che la tua coscienza ti suggerisce. La Verità va proposta, non imposta.
Prega l’Altissimo che confermi e porti avanti tale Verità, proposta anche da te, nel cuore e nella mente di chi ti ascolta con cuore sincero.
Sii serena, affidati totalmente allo Spirito che soffia anche in te e in coloro che Lo credono presente.
Ti sono vicino e prego per te. ... Credi! Ti abbraccia il tuo Alberto.
(Grazie Alberto, aiutami..., sono confusa..., e i sacramenti? Sono veri?).
Sono “segni”, simboli di una realtà che trascende tali segni visibili e tangibili dall’uomo terreno.
Battesimo = inizio di una immersione nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo - conoscenza e quindi imitazione - per un cammino illuminato dallo Spirito, verso la Casa del Padre comune.
Eucarestia = unione con lo Spirito del Padre per essere sempre più consapevoli della Vita del Dio incarnato (Gesù) per imitarne le gesta umane realizzate nel tempo.
Cresima = Confermazione cosciente delle promesse (fatte per noi dalla comunità) di una ulteriore ricerca, conoscenza e quindi imitazione del Dio vivente fra noi. Per esserne Suoi testimoni sulla terra.
Confessione = esame e revisione della vostra vita nel tempo. Scoperta, illuminata dallo Spirito, e - inizialmente con l’aiuto di una guida illuminata - delle proprie deviazioni (peccati) dall’Amore, dalla Verità, dalla Giustizia. Richiesta di perdono di fronte all’Altissimo e di perdono di fronte a coloro che abbiamo offeso, e che abbracciamo se ci hanno offeso. Impegno cosciente di non ricadere nell’offesa, e richiesta di aiuto.
Ordine = impegno a seguire, a tempo pieno, le orme del Crocifisso portando nel mondo il Suo Nome (sequela totale del Cristo).
Matrimonio = unione perenne e totale fra maschio e femmina per essere una carne sola (cfr. Gen 2,24; Mc 10,7). Esempio di unità, carità, complementarietà per una diffusione della specie umana santificata. La coppia animale deve diventare coppia spiritualizzata (coppia “Sapiens”) per la sua unità perenne. Esemplare di unità, perché tutti siano “uno nell’Uno”. Così per noi: tu con Me, lo con te per sempre!
Unzione degli infermi = preghiere comunitarie per chi è ammalato nel corpo e nello spirito. Così si avvera la promessa: «Venite benedetti perché avete dato da mangiare...» (Mt 25,34-40).
Così siano compresi e vissuti, nel tempo, questi segni (sacramenti) proposti dal Creatore per le varie circostanze e le varie categorie umane, in cammino verso la Casa del Padre, dove è Luce e Gloria per l’uomo purificato dalle scorie terrene.
Così sia con Maria Madre dell’Amore.
 
[14/215]   6 dicembre 1993  -  ore 4,30
La Chiesa magistero (operai) ha avuto dei talenti in prestito da amministrare per i fedeli.
I talenti sono: Parola e sacramenti per aiutare i fedeli ad avvicinarsi al Padre.
La Parola è del Padre, non venga adulterata con misere interpretazioni personali che mettono in luce più il potere umano dei maestri che non la volontà e l’amore di Dio!
I precetti sono parole d’uomo! La tradizione è spesso ripetizione di errori di interpretazione della Parola, letta alla lettera senza averne colto lo Spirito che vi è sottinteso.
I sacramenti sono “segni” dell’amore di Dio.
·         Dio chiama a Sé il fedele, anche attraverso i Suoi “operai” = Battesimo.
·         Dio lo unisce a Sé dandogli la Sua Carne, unione intima del credente con l’Uomo-Dio per imitarne la vita terrena e comunione dei fedeli fra loro = Eucarestia.
·         Dio riaccoglie il peccatore pentito - anche illuminato dalla guida spirituale (talento dato al confessore preposto alla correzione fraterna) -, e lo perdona. Non, “io ti perdono”, ma “Dio ti perdona se ti converti” = Riconciliazione.
·         Dio chiama al Suo servizio, a tempo pieno, colui che ha scelto per essere Suo operaio = Ordine.
·         Dio chiama l’uomo e la donna ad una unione totale e perenne per una trasmissione della vita fisica e spirituale = Matrimonio.
·         Dio chiama il credente maturo a rendere testimonianza della sua fede adulta = Cresima.
·         Dio chiama la comunità a pregare per il malato fisico e spirituale = Unzione degli infermi.
I talenti: Parola e sacramenti, sono doni dati agli eletti perché ne trasmettano l’efficacia al fedele in ricerca.
Il dono viene dall’Alto, il Magistero non lo usi come dono “proprio”, ma lo trasmetta come dono del Padre.
Così sia per Maria.
 
[14/216]   23 dicembre 1993  -  ore 8
«Fate questo in memoria di Me» (Lc 22,19).
·         La “memoria” è il ricordo di un fatto passato, di parole dette nel tempo, di situazioni vissute da persone in tempi e luoghi lontani dalla mente di chi li ricorda.  
·         La memoria di un fatto, di un detto, è incisa nel nastro della Vita che scorre nel tempo e poi continua all’infinito. In questo nastro è incisa la storia della salvezza dell’uomo, creato per amore, uscito dall’Amore per amare il proprio simile e per tornare - unito al proprio fratello e cosciente del Padre comune - alla Casa d’origine.
·         La memoria della storia umana, incisa nel nastro della Vita, resterà per sempre e servirà, nel tempo, a rivedere e ripensare e riscoprire quanto ha fatto il Padre per i Suoi figli, per riportarli alla Sua casa donde erano usciti e dalla quale spesso si allontanano per seguire la volontà del “deviatore”, portatore di tenebre.
·         La Memoria della Mia Incarnazione in un corpo vergine da Me uscito, da Me usato come tempio nel tempo, la Mia vita terrena vissuta da uomo, come voi Mie creature, vi serve come memoria esemplare di una Vita data per voi Mie creature, per insegnarvi la Verità, per indicarvi la Via del ritorno alla Casa paterna, per ridarvi la Vita osteggiata dal deviatore.
Ricordate piccoli uomini, ogni Mio gesto, ogni Mia Parola detta per voi e incisa nel nastro della Vita.
Così la cena, il pane spezzato per voi, dato a ognuno di voi, è simbolo e memoria del Mio Corpo dato a voi come esemplare da imitare nella vostra vita terrena, Mie creature amate.
«Fate questo in memoria di Me», imitate il Mio “dare”, imitate e seguite il Mio “dire” e risorgerete come Me, Uomo risorto, e con Me vostro Padre e Fratello e Forza propellente per la vita eterna beata.
Così è.
(Memoria incisa nel nastro della Vita = “onda” che parte dall’Energia pura e si snoda nel tempo e nello spazio e raccoglie tutte le vibrazioni dell’umanità, comprese quelle uscite dall’Uomo-Dio, e ritorna memorizzata, cioè incisa in modo indelebile, all’Energia fonte).
Tutto rimane scritto nel libro della Vita inciso nel tempo e riaperto, come memoria, nell’eternità beata (Ap 5,1-10; Ap 10,2; Ap 10,8-10; Ap 20,11-12).
Così è e sarà all’infinito.
 
[14/217]   2 gennaio 1994  -  ore 8
Ricordare”: la vita del Cristo nel tempo sulla terra.
Credere”: in Cristo, Uomo-Dio incarnato nel tempo sulla terra.
Imitare”: la vita terrena di Cristo risorto nel tempo sulla terra.
Questo è l’essenziale per l’uomo credente in Cristo-Dio incarnato, morto e risorto per indicarvi la Via, dirvi la Verità, darvi la Vita.
Così sia con Maria.
 
[14/218]   2 gennaio 1994  -  ore 10,30  - alla Comunione.
Io sono presente in te come nell’Ostia, segno del Mio Corpo. Anche tu sii segno evidente del Mio Corpo, immagine della Mia vita terrena vissuta per voi, Miei figli fedeli.
Così è e così sia con Maria.
 
[14/219]   7 gennaio 1994  -  ore 8
(Che differenza c’è fra “presenza reale” di Cristo e “presenza” di Dio nell’Universo?).
... Fidati di Me e scrivi...
La “presenza reale” di Cristo nell’Eucarestia è detta così dalla cultura trasmessa da uomini che hanno interpretato alla lettera le Mie parole dette nell’ultima cena: «Questo è il Mio Corpo...» (Mt 26,26). Tale comprensione letterale della Parola ha poi portato la riflessione della Chiesa - guidata da teologi non ispirati dall’Alto ma solo legati ad un ragionamento umano razionale - a fissare con un dogma tale interpretazione letterale della Parola. E’ così uscito il dogma della “transustanziazione” che è pure legato a termini, parole, comprensioni umane legate ad un termine “sub-stantia” inteso in modo errato.
Sub-stantia è da intendere come “ciò che sta sotto” (sub-istemi) e non come ciò che è materia visibile (pane e vino), ma ciò che è intimo alla materia visibile, ma invisibile da occhio terreno.
Perciò la sub-stantia è l’Essenza, invisibile, della materia visibile. Transustanziazione è da intendere non come il cambiamento di ciò che è visibile nella materia (pane e vino), poi convertito in corpo e sangue, ma è l’Essenza - ciò che sta sotto (sub-istemi) alla materia visibile (pane e vino) - che passa in voi, uomini razionali che intendete erroneamente con la parola sub-stantia ciò che è materia!
Sub-stantia è quindi da comprendere allo stesso modo di Essentia.
Transustanziazione è quindi un moto di conoscenza, comprensione, consapevolezza profonda di ciò che è “intimo” alla materia visibile. Il pane e il vino sono solamente “segni” di ciò che vuol essere rappresentato alla memoria di colui che si unisce consapevolmente con tale sub-stantia, cioè col Corpo e il Sangue del Signore che ha dato la propria “Vita” temporale come esemplare di vita terrena dell’Uomo perfetto.
Mangiare il Corpo del Signore vuol dire quindi unirsi consapevolmente a tutto ciò che è stato detto e fatto, nel tempo, dall’Uomo-Dio che nell’ultima cena ha lasciato un “segno” come memoriale di tale “Vita”, vissuta nel tempo. E l’assunzione di tale segno fa rivivere - nella memoria di chi Lo assume consapevolmente - le gesta dell’Uomo-Dio vissuto nel tempo, e lo spinge a imitarne la “Vita” durante la propria vita terrena.
L’assunzione del “segno”, fatta consapevolmente, porta quindi un po’ alla volta a diventare “alter Christi”, perché modifica la vita intima dell’uomo terreno da uomo animale a uomo “Sapiens”.
L’Essenza dell’Uomo-Dio entra nella sub-stantia dell’uomo che si unisce consapevolmente, attraverso il segno, alla realtà dell’Uomo-Dio per imitarne la “Vita” terrena, durante la propria vita nel tempo. Così avviene un po’ alla volta, la transustanziazione del Corpo del Signore nel corpo dell’uomo che ne riceve la “sub-stantia” per diventare nel tempo “alter Christi”. Questo è l’effetto della presenza reale del Dio vivente anche nel “segno” dell’Eucarestia. La presenza reale del Dio vissuto nel tempo (Cristo), è presenza reale dell’unico Dio vivo e presente, da sempre e per sempre, ad ogni uomo che Lo pensa, Lo crede, Lo sente in sé e fuori di sé.
Dio personale e impersonale, Dio presente realmente ovunque e per sempre, perché Dio è l’Essente, il Vivente eterno nell’Universo infinito.
Così è.
... Non c’è una presenza reale e una presenza irreale, ma Io sono sempre presente realmente in ogni uomo che Mi crede e Mi sente vivo. «Tu sei il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16). Questo ripeta la Chiesa!
La presenza reale del Dio visibile nel tempo ( = Figlio) è “segno” della presenza reale del Dio invisibile nel tempo ma realmente vivo nell’Universo e nell’Eternità infinita.
Così è.
CRISTO È LA PARTE VISIBILE DI UN “TUTTO” INVISIBILE.
 
[14/220]   10 gennaio 1994
Agápē = incontro amoroso, banchetto, riunione fraterna dove il credente si unisce col fratello per ricordare insieme le Mie gesta e la realtà del Padre comune. Unione fraterna, memoriale di una cena fatta una volta nel tempo, testamento dell’Uomo-Dio - alla vigilia della Sua dipartita dalla terra - desideroso di lasciare un “segno” unificante a ogni commensale, a ricordo della Sua vita terrena, simboleggiata nel pane e vino (simboli del Corpo e Sangue), e data in eredità ai Suoi seguaci perché ne seguano le orme.
«Io sono la Via, la Verità, la Vita» (Gv 14,6). Questo Mio Corpo e Sangue ( = vita temporale di Cristo, simboleggiata nel pane e vino) è dato per voi perché unendovi a Me (mangiare) e seguendo la Mia vita terrena, non cadiate nelle tentazioni del deviatore.
La Mia Verità vi libera dalle menzogne del deviatore, vi indica la Via del ritorno alla casa del Padre, vi dona la Vita eterna beata. Perciò la imitazione della Mia vita terrena, datavi come esempio (memoriale), vi dona la vita eterna beata (cfr. Gv 13,15).
E’ questa la remissione dei peccati: chi Mi ama e Mi segue, non pecca imitando la Mia vita terrena, vive con Me («Abiteremo con Lui» cfr. Gv 14,21; Gv 14,23) e risorgerà come Me e vivrà eternamente con Me.
Così è.
Questa è l’eredità che vi ho lasciato nell’ultima cena, memoria dell’Alleanza sancita con voi, Miei figli per aiutarvi a seguire la Mia “Via” per ritornare, risorti e consapevoli, alla Casa del Padre donde siete usciti per un viaggio di ricerca libera nel tempo.
Il Faro sono Io che vi illumino. Aprite gli occhi, le vostre orecchie odano la Mia Voce, la vostra volontà segua la Mia Via che riporta al Padre, Salvatore delle Sue creature.
Così sia con Maria.
QUESTO È IL VANGELO DELLO SPIRITO.
(Gv 16,13: «Lo Spirito di Verità vi guiderà alla Verità tutta intera... e vi annunzierà le cose future»).
... Il racconto evangelico è in parte reale, vissuto nel tempo, e in parte analogico. Il simbolo vi aiuta a comprendere il Reale.
 
[14/221]   15 gennaio 1994  -  ore 3
Si sta scoprendo un po’ alla volta il grande “falso” perpetrato nella Chiesa. La grande “eresia” perpetrata per secoli e sostenuta da ministri ignari della Verità, si sta scoprendo. Ma ancora, chi incomincia a scoprire l’errore, è costretto a tacere. Chi ha definito alcuni dogmi ne sta ora per pagare le conseguenze.
La Chiesa istituzionale andrà un po’ alla volta deserta e sorgerà, a fianco, la Chiesa dello Spirito dove la Parola sarà riscoperta nella Sua integrità e nel Suo senso simbolico ma vero e profondo.
Non più teoria sacramentale dove tutto è “misterico” ma la Realtà della presenza reale del Padre che si è fatto Figlio; è entrato nell’acqua del Giordano per insegnare la purificazione dei peccati; si è fatto conoscere come Figlio che ha in mano il ventilabro per spazzare la Sua aia (Chiesa) dalla pula; ha parlato di Geènna dove il Fuoco illumina, riscalda, brucia la zizzania; ha parlato di grano ripulito da riporre nei granai eterni (cfr. Mt 13,24-30; Mt 13,36-43); ha parlato di rinascita per opera dello «Spirito che soffia dove vuole»; ha parlato di morte e risurrezione.
E il Padre, mostratosi Figlio è morto (corpo fisico) come ogni uomo, ucciso dal deviatore, ma è risorto per mostrare che solo “Lui” è padrone della vita.
Non la Chiesa dà la vita a chi è già nato dal Padre, ma la Chiesa deve far conoscere che tutti sono figli del Padre, ma devono imparare a conoscerLo come Creatore e Salvatore delle Sue creature.
Il Padre si è fatto Figlio per indicare la Via, dire la Verità, ridare la Vita al peccatore deviato.
Non la Chiesa assolve o condanna il peccatore, ma il Padre attira e attende il figlio prodigo per l’eterno riabbraccio! Non il pane che diventa Corpo di Cristo per le parole di un ministro presuntuoso di farsi dio, ma Cristo dà la Sua vita terrena in pasto ad ogni credente che ne vuole imitare la Vita di Uomo perfetto!
«Io sono la risurrezione e la Vita» (Gv 11,25). Le Mie parole sono fonte zampillante per la vita eterna. Riscopritele uomini di Chiesa! Non mettetevi al posto di Dio, ma siate umili imitatori della Sua Vita amando, perdonando, insegnando ai fedeli a seguire la Sua Via, la Sua Verità e vivete la Sua Vita fino alla risurrezione.
Questo riveda la Mia Chiesa fondata da Me. Io ne sono il Capo e voi le membra obbedienti e collaboranti col Capo per la salvezza del mondo.
Così sia con Maria.
(Sono pazza, Signore?). Sì, d’amore!
 
[14/222]   15 gennaio 1994  -  ore 10
Chiesa: non “massa” ma pugno di lievito per sollevare il mondo.
Così sia con Maria.
 
[14/223]   16 gennaio 1994
Memoria e desiderio sono i due primi moti della mente umana che provocano poi un’azione nel tempo.
Memoria di un gesto, di una parola, memoria del tono di una voce che ha pronunciato quella parola, ricordo di un gesto visto fare da una persona in un tempo passato, fa rivedere, riscoprire, ricordare nel presente quella persona che nel passato ha pronunciato, con quel tono, quella parola, ha fatto nel passato quel gesto, ripetuto nel presente tale e quale quello del passato.
Il passato ritorna nel presente e riutilizza l’azione. L’azione passata ritorna nel presente con la stessa forza, con la stessa modalità, con lo stesso effetto. Così la memoria di un’azione, un gesto, una parola realizzata nel passato torna a realizzarsi nel presente attraverso l’identico gesto, azione, parola rifatta nel presente. E l’effetto, nel presente, è identico all’effetto prodotto nel passato da tale azione, gesto, parola.
Così per la “memoria”, ricordo che riattualizza nel presente il fatto passato.
Esempio: «Maria... Rabbunì!» (Gv 20,16). Il tono di voce del Risorto che chiama per nome la Maddalena le rende presente la Persona (Gesù) che nel passato l’aveva chiamata con lo stesso tono di voce.
Così per i discepoli di Emmaus che riscoprono, nel gesto dello spezzare del pane, la stessa persona che avevano visto fare tale gesto nel passato.
Così nell’Eucarestia, la memoria dell’ultima cena, rifatta dal celebrante con gli stessi gesti e parole di Gesù prima di morire, riporta lo stesso effetto, nel presente, di ciò che Gesù aveva voluto insegnare nel passato: spezzare il pane, cioè darsi a ogni persona affamata di Verità, come esemplare di vita di un Uomo perfetto che ama, aiuta, istruisce, perdona, si unisce intimamente e personalmente al povero («Venite benedetti per ciò che avete dato al più piccolo...» Mt 25,34-40).
Non c’è né passato né presente, né futuro, ma tutto è presente. Tutto è in atto. Solo nel tempo l’uomo ricorda un passato, agisce nel presente e provoca un futuro. Ma nella realtà eterna tutto è presente.
Dio è l’ «IO SONO» (Es 3,14).
Così voi uomini creati: vissuti (inconsciamente prima della nascita temporale) in “potenza” in Me (l’Eterno), entrati in “atto” nel tempo (inizio della consapevolezza dell’uomo), ritornati nell’eternità ma consapevoli del vostro “essere” in Dio, da Dio, per Dio, con Dio.
Così è.
 
[14/224]   25 gennaio 1994  -  ore 8
La fede cieca nell’efficacia dei sacramenti assunti come “legge” per la salvezza, è tale e quale la fede cieca dei farisei che imponevano la “legge” farcita con i loro precetti (circoncisione, sabato, ecc.) e la imponevano come unico mezzo di salvezza.
Non la circoncisione sterile e formale serviva alla salvezza, ma la circoncisione del cuore e della mente. Cioè il ricordo, la memoria di tutto ciò che Dio aveva detto ad Abramo: «Io sono il tuo Dio e tu sarai il Mio popolo» (Es 6,6-7). ... «Parti dalla tua terra» (Gen 12,1). ... Anche se trovo un solo giusto Io non distruggerò il popolo a causa di quel giusto... (Cristo?)... (cfr. Gen 19,23-32).
La memoria di ciò che Io ho detto, fin dall’inizio, da Abramo in poi, fino alla Mia Parola rivelata nel tempo della Mia Incarnazione, serve a comprendere il cammino della salvezza.
La via della salvezza sono Io. «Io sono la Via, la Verità, la Vita» (Gv 14,6). Io do la Vita non la circoncisione, né oggi il Battesimo dei cosiddetti cristiani che si appoggiano a “segni”, formali e sterili se non sono avvalorati e resi fecondi dalla Mia Parola ricordata, rivissuta attraverso la memoria e attraverso la realizzazione, nella propria vita temporale, di ciò che è stato detto e fatto da Me nel tempo.
Non la circoncisione formale, non il Battesimo o altri sacramenti assunti in modo superficiale o come riti magici, servono alla salvezza, ma l’attenzione, il ricordo, la realizzazione di tale Parola compresa nel suo senso profondo e spesso simbolico servono a indicare la via per il ritorno alla Casa del Padre.
Così sia per Maria.
Lo Spirito che abita nel cuore di ogni credente e amante il Dio vivente, vi illumina la mente e vi spinge, oggi più che mai, a comprendere ciò che per secoli è stato insabbiato da parole di uomini insipienti, egocentrici e ignoranti la Verità profonda e simbolica insita nella Parola.
Non la tradizione delle parole e delle interpretazioni umane limitate dalla mente di cosiddetti “consacrati”, ma la tradizione della Mia Parola intesa e tramandata da uomini scelti e consacrati dall’Alto (San Paolo, Evangelisti, profeti di ogni tempo) serve e servirà a comprendere la Verità.
Ascoltate lo Spirito, uomini “Sapiens” e lo Spirito prenderà del Mio e ve lo spiegherà meglio (cfr. Gv 16,13-14). Io sono l’Uno perché tutti siano uno nell’Uno.
Così è.
 
[14/225]   13 maggio 1994
Io sono in te, tu sei con Me, non temere, cammina, Io ti sostengo. Canta e vivi in pace.
Così è e così sia.
(Che cos’è la “prima Comunione?”).
E’ l’inizio di un rapporto cosciente della creatura col suo Creatore.
Rapporto razionalizzato, ratificato, celebrato ufficialmente dalla Chiesa che introduce, con un rito festoso, il bambino nel seno della comunità che si è impegnata, col rito battesimale, a far crescere tale bambino nella conoscenza del Padre-Figlio-Spirito Santo.
Col rito della prima Comunione il bambino inizia questo incontro cosciente e ne esterna ufficialmente tale rapporto che è e sarà sempre più intimo fra la creatura e il suo Creatore. Se tale incontro sarà ripetuto sempre più coscientemente dal fedele, credente nel Dio incarnato (Gesù), ne diventerà “imitatore” durante la sua vita terrena, diventerà sempre più “alter Christi”, diventerà sempre più “immagine” del Padre.
Così sia con Maria.
L’Eucarestia non sia incontro formale o abitudinario, ma unione cosciente della creatura col suo Creatore. Non buttate le perle ai porci (cfr. Mt 7,6).
Ma l’incontro e l’unione col Creatore può avvenire anche al di fuori del rito eucaristico, in ogni momento e in ogni luogo in cui la creatura pensa, cerca, crede alla Presenza reale del suo Creatore.
 
[14/226]   22 maggio 1995
«Voi adorate ciò che non conoscete... Non più sul monte o a Gerusalemme adorerete il Padre... E’ giunto il tempo in cui i veri adoratori adoreranno il Padre nello spirito e nella Verità...» (Gv 4,21-23).
(Signore, manda il Tuo Spirito ad illuminare la Tua Chiesa. Noi adoriamo ciò che non conosciamo, adoriamo un pezzo di pane, lo mangiamo credendo di mangiare Te, ma è falso ciò che facciamo! Infatti oggi la Chiesa è confusa, parla di presenza reale nell’Ostia fabbricata dagli uomini, consacrata dagli uomini, distribuita e moltiplicata dagli uomini per i fedeli ignari e bambini. Signore, fa che Ti conosciamo veramente dentro nel nostro spirito, fa che la Tua Verità, il Tuo Vangelo, sia riconosciuto nel suo spirito e non secondo la lettera che adombra la Verità. Fa che la Tua Chiesa docente riconosca il Tuo Spirito e non si fermi al Tuo Corpo fisico. Fa che questo Tuo corpo serva alla Tua Chiesa come esemplare di vita umana da imitare e non da mangiare per appropriarsene e farsi dio! La Tua Chiesa Ti ha catturato, Ti ha messo nella casetta d’oro e Ti espone, e Ti dà quando vuole, come vuole e poi Ti rinchiude nel silenzio del Tabernacolo. Signore parla, Signore fa sentire la Tua Verità, non permettere che tale Verità sia distorta, sia fraintesa, serva solo per la gloria di pochi uomini presuntuosi. Signore fa che Ti conosciamo veramente e Ti adoriamo nel nostro spirito dove alberga il Tuo Santo Spirito che ci spiega la Tua Santa Verità. Ti prego Signore, fatti sentire! E’ giunto questo tempo?).
E così sia.
 
[14/227]   21 febbraio 1996
Oggi si è ripetuta, nella Chiesa Magistero, la stessa tentazione di Satana che ha chiesto a Gesù di far diventare pane i sassi (cfr. Mt 4,3). Tentazione del potere umano che vuole superare la natura. E Gesù mette in primo luogo la “Parola” di Dio che non stravolge mai la natura ma, semmai, supera e riporta ordine nella natura sconvolta dalla deviazione maligna (guarigioni del corpo: malattie, e dello spirito: indemoniati e increduli).
Così nella presunzione del Sacerdote che dice di cambiare (nell’Eucarestia) il pane nel Corpo di Cristo! (Teoria della transustanziazione).
Non le parole o il potere di un uomo - sia pure cosiddetto consacrato dal vescovo - può cambiare la sostanza del pane e farla “diventare” Corpo di Cristo, ma la fede del credente può sentire l’unione intima fra la Persona dell’Uomo-Dio e la persona del fedele che ripetendo le Parole di Gesù: «Prendete e mangiate questo Mio Corpo» (Mt 26,26), comprende questo segno (mangiare il pane) come simbolo di unione intima con la vita umana di Cristo: vita da conoscere, da amare e da imitare durante il cammino temporale dell’uomo imitatore del Cristo in terra. Cambiamento quindi, nel tempo, dall’uomo animale in uomo “Sapiens” ( = uomo sapiente dove predomina lo Spirito Santo).
(Grazie Signore fa che i Tuoi sacerdoti siano più umili e sapienti e non desiderino i “regni del mondo” posseduti da Satana).
Regni del mondo sono:
l’avere        = ricchezze;
il potere      =   autorità;
il sapere   =   scienza e cultura terrena;
il godere  =   sessualità animale.
 
[14/228]   26 maggio 1996  -  Pentecoste.
«Ricevete lo Spirito Santo..., a chi rimetterete i peccati saranno rimessi...» (Gv 20,22-23).
Solo lo Spirito Santo può rimettere i peccati. Gesù di fronte all’adultera aspetta la condanna verbale (giudizio) degli accusatori, ma prima li costringe a guardarsi dentro!
Nessuno può giudicare se non è puro in sé stesso: «Togli prima la trave dal tuo occhio» (Mt 7,5).
Solo al buon ladrone (cfr. Lc 23,39-43) che alla fine ha riconosciuto la sua vita peccaminosa e ha riconosciuto il Cristo come Padre (padrone del Paradiso) e Gli ha chiesto misericordia e perdono, solo a un tale peccatore, Cristo promette il Suo Paradiso. Non l’uomo può rimettere i peccati degli altri, o condannarli, ma l’uomo può e deve autogiudicarsi con la Luce dello Spirito, riconoscendo le proprie colpe, chiedendo perdono e affidandosi alla misericordia di Dio (Fuoco eterno) che assolve e salva ogni uomo pentito che ricorre al Suo Amore.
Così è.
Dio non giudica, Dio non condanna, Dio assolve e salva ogni uomo che si riconosce peccatore e riconosce il Cristo come suo Redentore e Padre.
(Grazie Signore).
 
[14/229]   3 agosto 1996  -  ore 8
«Ricevete lo Spirito Santo... quelli a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti» (Gv 20,22-23).
E’ lo Spirito Santo che rimette, cancella i peccati. Solo Dio può cancellare i peccati!
Gesù, con l’adultera (cfr. Gv 8,1-11), scrive sulla sabbia i suoi peccati, e tace, ma aspetta che siano gli uomini (gli accusatori dell’adultera) ad andarsene senza averla condannata perché hanno riguardato, ognuno dentro di sé, i propri peccati (la trave tolta dal proprio occhio, permette di vedere la pagliuzza dell’altro - cfr. Mt 7,5 -).
E i peccati scritti sulla sabbia sono cancellati dal vento dello Spirito che illumina colui che condanna il fratello e fa vedere a ciascuno il proprio peccato (non quello degli altri).
Ogni uomo deve autogiudicarsi di fronte a Dio (coscienza) e nessuno può giudicare né condannare gli altri. Al massimo l’uomo purificato può correggere e illuminare il fratello che è ancora nelle tenebre.
Così è.
Ogni uomo può perdonare l’offesa fatta a lui da un fratello e tale offesa, perdonata dall’ “offeso”, è perdonata anche in Cielo. Ma nessun uomo può perdonare le offese fatte dai fratelli ad altri fratelli.
Ogni offesa (peccato) è personale e va denunciata, cioè riconosciuta davanti a Dio, al Quale si chiede misericordia e perdono.
Solo Dio cancella il peccato scritto sulla sabbia.  Sabbia = spazio e tempo terreno, transeunte.
L’uomo consapevole del proprio peccato, anche nel tempo, e ne chiede perdono, sarà perdonato anche in terra. Altrimenti se ne renderà consapevole nella Geènna, perché direttamente illuminato dal Fuoco eterno (Spirito Santo) che lo illumina, riscalda e ne brucia le scorie (cancella i peccati).
Così è.
 
[14/230]   8 agosto 1996
Tutto è simbolo sulla terra.
Come i “sub” quando si immergono nel profondo del mare, vedono e scoprono un mondo meraviglioso, reale, vivo, fatto di vegetali e animali coloratissimi; vedono luci, colori, forme, paesaggi mai visti dall’uomo che vive in superficie sulla terra, così è nel mondo dello spirito.
Immergetevi, uomini terreni, nel profondo del vostro spirito e nuovi cieli e nuove terre vedrete.
Le cose prima invisibili all’uomo - che vive solo sulla superficie terrena e si immerge solo negli interessi mondani e temporali - verranno alla luce e un nuovo mondo scoprirà.
Le cose vere e meravigliose dello Spirito saranno sempre più visibili e palesi all’uomo che si immerge nelle profondità dello spirito. E l’uomo inizierà una vita nuova, leggera, luminosa dove scoprirà all’infinito le meraviglie dell’Infinito.
Tutto è simbolo sulla terra! Cercate, immergetevi nel vostro spirito e scoprirete un mondo meraviglioso e sempre nuovo illuminato dallo Spirito Santo.
Così è.
(Grazie Signore, aiutami a vederTi).
 
[14/231]   24 gennaio 1997  -  ore 9
Tre sono le parole che la Chiesa gerarchica usa spesso, oggi, per camuffare la sua ignoranza della Verità: “Mistero, Grazia, Sacramento”.
·         Tutto ciò che è difficile da comprendere e quindi da spiegare con parole umane - perché è un fatto che trascende la vostra ragione limitata e quindi può sembrare razionalmente illogico - viene denominato “Mistero”.
·         Tutto ciò che avviene nell’essere umano ma non è dovuto alla volontà, capacità, possibilità dell’uomo, viene denominato “Grazia”.
·         Tutto ciò che supera l’azione umana perché ne trascende i limiti, è detto “Sacramento”.
L’uomo religioso ha bisogno di questi termini per definire ciò che lo trascende.
Ma guai a quella Chiesa che usa questi termini per chiudere la bocca e la ragione di colui che, con cuore sincero, cerca di comprendere con la sua mente le ragioni superiori, cioè le “Forze superiori” che agiscono in quella realtà o situazione visibile da lui, ma non comprensibile né spiegabile con concetti umani terreni.
Tutto è “Mistero, Grazia, Sacramento” ciò che viene dall’Alto e supera le facoltà intellettive dell’uomo nel tempo!
La fede è credere che l’Autore di tali situazioni visibili, ma non ancora comprensibili dalla ragione umana limitata, “sono IO”, il Signore! Ma non create, voi uomini di Chiesa, certe situazioni paradossali che dovete denominare “misteri” perché illogiche, essendo create solo dalla vostra mente limitata e confusa!
(Signore Ti prego, dammi qualche esempio di tali misteri!...).
La “TRINITÀ”... tre è uguale ad uno?!... Ma non avete ancora capito che “IO SONO UNO”?!
Tre i nomi, attributi e visibilità Mie, diverse, per voi uomini terreni!
Così “l’EUCARESTIA” è per voi - Mistero -; ma siete voi sacerdoti che create il mistero dicendo di cambiare il pane nel Mio Corpo! Ma il pane resta pane e la vostra Eucarestia non ha minimamente cambiato il mondo, in tanti secoli! Credete umilmente che “Io sono”, non voi, il Salvatore del mondo!
Così è.
(Signore, ma come faccio a far capire queste cose?). Lascia stare per ora.
La Chiesa si sta “giubilando”. Dopo il Giubileo, inizierà a uscire la Verità! Ci penso IO!
Vivi in pace e trasmetti questi scritti a chi Mi cerca e ama con cuore sincero.
Così sia con Maria.
(Sono stanca Signore! Aiutami!).
 
[14/232]   4 marzo 1997  -  ore 4,15  
Continua il grande “falso” perpetrato dalla Chiesa docente che oggi vuole ancora celebrare la Mensa eucaristica inventata dall’uomo a imitazione e falsificazione dell’ultima Cena.
Perché, uomini presuntuosi, volete imbrattare tale Mensa, istituita da Me come “memoria” di quell’ultima Mia agápē fatta con i discepoli, prima della Mia morte, dove Io proponevo la visione di quel Mio Corpo offerto come esemplare di vita umana da imitare da voi, fedeli alla Mia Parola?
Perché volete imbrattare tale mensa ponendo un “segno” (pane e vino) come “centro” da adorare e consumare da voi, uomini presuntuosi? Io non sono nel pane e nel vino, ma siete voi che dite di farlo “diventare” il Mio Corpo e il Mio Sangue, con le vostre parole umane!...
E fate ciò per attirare le masse dei fedeli ignari, che credono nel vostro gesto magico, e per sottomettere il popolo al vostro potere!...
Ma non così si attira un popolo, falsando il “centro” che continuamente dovete riconsacrare con le vostre parole! Non così intendevo la Cena, data a voi come ricordo dell’offerta del Mio Corpo sollevato sulla croce come vittima esemplare, come maestro di vita umana che vi ha insegnato ad amare il Padre vostro e a fare la Sua volontà, che è volontà di amore, di perdono, di aiuto e di guarigione; volontà di Verità espressa nelle Mie parole umane che vi hanno insegnato, fin dall’inizio, a cambiare l’acqua in vino! Cambiare cioè la vostra vita animale terrena in vita spirituale che cammina verso la vita eterna.
(«Quando sarò innalzato, attirerò tutti a Me» Gv 12,32). Questa è la Verità che Io ho voluto lasciare a voi in quell’ultima Cena. «Fate questo in memoria di Me» (Lc 22,19).
Così è e così sia.
 
[14/233]   7 marzo 1997  -  alla Comunione.
(Ma dove sei Signore?).
Qui c’è solo un epitaffio della Mia figura ma Io sono nel cuore di chi Mi crede e Mi sente dentro di sé, Io sono con lui.
Così è.
[14/234]   14 marzo 1997
«Lazzaro vieni fuori... scioglietelo e lasciatelo andare...» (Gv 11,43-44).
Lazzaro è simbolo dell’amico del Signore che però si ammala, muore, ed è ricoperto di bende, messo in una tomba ricoperta da una pietra. Questo è il simbolo del credente legato ai riti, ai dogmi; il credente nelle parole della Chiesa che ha imbalsamato il Corpo di Cristo, racchiuso nei tabernacoli costruiti dall’uomo per conservare un morto che la Chiesa tira fuori quando vuol attirare le folle plaudenti i gerarchi.
Solo Cristo fa risuscitare chi è morto alla vera fede ed è legato dalle bende umane (parole, riti, orpelli umani) che seppelliscono Dio e legano il fedele a un morto.
Ma Io sono vivo! Il credente nel Dio vivente sia sciolto da tali bende umane, religiose. «Tu solo sei il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16): questo dica la Chiesa (Pietro) e il credente slegato dalle bende mortuarie rivedrà e risentirà il Cristo vivo e parlante nel cuore di ogni uomo sciolto dalle bende e lasciato libero di camminare nella vita realizzata a imitazione del Dio vivente, libero e amante le Sue creature in eterno.
Io sono risorto libero, Lazzaro esca dalla tomba ecclesiale, sia sciolto dalle bende religiose umane e cammini in libertà dietro di Me, risorto dalla morte.
Così sia.
 
[14/235]   6 novembre 1997  -  ore 1  
La realtà dell’Eucarestia oggi, è una situazione riflessa nella tua mente da una Luce superiore che illumina ora la tua ragione su tale problema divenuto mistero per voi. E’ giunto il tempo in cui tale realtà deve essere conosciuta anche dal fedele, oggi più evoluto nella mente che non può più essere turlupinata dalla falsità presuntuosa di maestri ignoranti la Verità.
“Mangiare il corpo” di Cristo significa assimilare in sé stessi le Parole e le azioni realizzate dall’Uomo-Dio durante la Sua Vita umana nel tempo, esempio luminoso e reale per ogni uomo imitatore della Vita umana dell’Uomo perfetto (cfr. 1 Pt 2,21).
Così è.
E’ questo il grande “falso” perpetrato per secoli (talvolta in buona fede) dalla Chiesa gerarchica, illusa maestra di un popolo ignorante che vuol appropriarsi e toccare l’Intoccabile.
Io sono nell’intimo dell’uomo che cerca e crede alla realtà del Dio incarnato anche nell’uomo credente e amante. Il Mio ritorno fra voi è la presenza reale del Mio Spirito che illumina la vostra mente e fa memoria della Mia vita umana vissuta nel tempo.
Così è.
«E’ giunto il tempo, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre nello spirito e nella Verità. Dio è Spirito» (Gv 4,23-24).
 
[14/236]   22 ottobre 1998  
La preghiera è un incontro col Signore.
·         Pregare è entrare in sintonia con lo Spirito Santo.
·         Pregare è cercare di entrare nella mentalità del Signore per comprendere e assimilare la Sua Verità, per viverla, imitando la Vita del Signore incarnato in Cristo.
·         Pregare è credere nella presenza reale e continua dello Spirito Santo che abita nel nostro intimo spirito, lo illumina, parla e insegna la Sua Verità.
·         Pregare è ascoltare la Sua Parola, chiedere la Luce per comprenderla, viverla e trasmetterla a tutti.
·         Pregare è chiedere di amare come Lui, di perdonare come Lui, di aiutare il prossimo come, dove e quando Lui spinge.
·         Pregare è ringraziare e lodare il Padre.
·         Pregare è vivere all’unisono col Signore, ora e sempre.
Così sia con Maria.
 
[14/237]   12 dicembre 1998  -  ore 7  
Il Rosario raccomandato dalla Madonna a Lourdes, a Fatima, a Medjugorje e in altri luoghi, è importante non tanto per la ripetizione mnemonica delle “Ave Maria”, ma soprattutto per il ricordo, la memoria che si fa dei Misteri riguardanti la vita terrena di Gesù.
Meditando le varie situazioni vissute da Gesù (Misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi) ripercorrete e vi mettete in sintonia con la vita umana dell’Uomo-Dio che vi insegna così la “Via” da percorrere anche qui nel tempo.
Solo così sarete imitatori e seguaci del Dio incarnato che vi insegna e vi ha mostrato la “Via” per raggiungere la risurrezione finale.
Così è.
 
[14/238]   9 febbraio 1999  
Mangiare il Corpo di Cristo e bere il Suo Sangue vuol dire assimilare dentro di noi la Sua Parola, che è per noi cibo che ci nutre per la vita eterna.
Imitare la vita umana di Gesù vuol dire aver assimilato i Suoi insegnamenti e viverli nella nostra vita terrena, fare cioè quello che Gesù ha fatto nel tempo, come uomo: ha amato, ha perdonato i suoi nemici, ha guarito i malati, ha insegnato la Verità, ha aperto gli occhi ai ciechi, ha fatto camminare i paralitici, ha proclamato la salvezza.
Questo vuol dire mangiare il Corpo di Cristo: «va e fai così anche tu» (Lc 10,37).
Così sia.
(Signore sono stanca, aiutami).
 
[14/239]   19 maggio 1999  
La costruzione e l’adorazione del “vitello d’oro” dell’Antico Testamento (cfr. Es 32) è un preambolo simbolico, equivalente all’adorazione che talvolta si fa oggi, davanti all’Ostia, creata e consacrata da mani umane!
Guai se l’Ostia di pane diventa un surrogato della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo ignorante, e presuntuoso di fabbricare con le proprie mani e con i suoi materiali, il suo “Idolo” da adorare!
Il “segno” deve riportare alla “Realtà” della vera presenza di Dio, invisibile, ma vivo sempre in mezzo al Suo popolo e sensibile nel cuore di ogni vero credente e amante.
Non voi uomini potete fabbricare Me! Ma Io solo posso farvi rinascere nel Mio Regno.
Così sia.
 
[14/240]   27 maggio 1999  -  alla Comunione.  
(Tu sei con me, è vero Signore?).
Sì, ma non solo quando ricevi l’Ostia, “segno” della Mia presenza, ma sempre Io sono con te e con tutti quelli che Mi pensano, Mi credono, Mi amano.
Così è.
 
[14/241]   6 aprile 2000  
Eucaristia = buon ringraziamento.
Perciò l’Eucaristia ha senso come “segno” di riconoscenza e ringraziamento al Padre che ci ha dato la vita, ci mantiene in vita e si è incarnato per mostrarci e insegnarci la Vita dell’Uomo perfetto. E soprattutto perché ci ha mostrato la Sua Risurrezione, preambolo ed esempio anche della nostra risurrezione futura.
Così sia.
(Grazie Signore, Ti prego aiutaci a trasmettere la Tua Verità e il Tuo Amore).
Così sia.
 
[14/242]   6 dicembre 2000  
Prega credendo; credi pregando.
Se vuoi vincere il pressappochismo, l’individualismo, il qualunquismo dell’uomo moderno che non è attento al “bene comune”.
Così sia con Maria.
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