7. La fede - LauraMaschi

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7. La fede


[7/1]   12 aprile 1968  -  ore 15,15   
Ti devo parlare della fede. Vi sono tre tipi di fede:
·         la fede infantile, sentimentale, è quella dei più semplici;
·         la fede razionale, storica: è quella degli intellettuali, in genere superbi e orgogliosi;
·         la fede intuitiva, spontanea: è quella dei puri di spirito e di cuore.
La fede è totale se è formata di tutte e tre queste componenti; ma presa per le prime due, solo la parte positiva, non quella negativa che porta alla superstizione, la prima, o al mito di sé stessi anziché alla contemplazione di Dio visto nella Sua Trinità, la seconda. L’amore è il coronamento della fede, e l’estrinsecazione dell’amore verso Dio e verso il prossimo è il risultato finale dovuto alla fede e derivante da essa.
Chi non ama non crede, chi non crede non ama. Tu Mi hai chiesto la fede e te l’ho data, poi Mi hai chiesto l’amore per Me e te l’ho concesso, ora Mi chiedi l’amore per il prossimo e l’umiltà e te li concederò, perché chi Mi ama amerà anche il suo prossimo e sarà umile perché si accorgerà che tutto viene da Me.
(E’ vero, mio Signore. Grazie di avermi dato la fede incrollabile e l’amore infinito per Te e la convinzione che tutto ciò che ho e faccio mi viene tutto da Te, ora devo amare di più il mio prossimo, per amore Tuo, aiutami mio Dio).
 
[7/2]   14 aprile 1968  -  ore 1,10  -  Pasqua.   
(Signore, sei risorto, grazie mio Gesù...).
La Mia Risurrezione è la prova della Mia Divinità, perché gli uomini non vogliono credere? Se non fossi risorto potrebbero dubitare, ma quale uomo è mai risorto da solo? Lazzaro è risorto per Mio comando (cfr. Gv 11,43), non per virtù sua, e ancora non credete, che cosa aspettate a credere?. «Gente di poca fede?» (Lc 12,28).   
Voi aspettate i miracoli e talvolta mettete in dubbio anche quelli, volete dare spiegazioni di carattere scientifico, cercate di tutto per negarli, perciò saranno sempre più rari. Solo i puri di cuore crederanno e li vedranno.
Io parlerò a voi che Mi credete e Mi amate senza reticenze, a voi comunicherò i Miei pensieri, voi li comunicherete agli altri e dovranno credervi. Peggio per chi non crederà, chi è lontano da Me non crede perché aspetta cose strepitose e Io invece comunico cose semplici, chiare.
La Verità è una e sempre uguale. Il Mio comando è sempre lo stesso: amatevi gli uni gli altri.
Il Mio nuovo popolo sarà quello dei semplici: africani, indiani, cinesi, gente semplice che saprà amare senza troppo chiedere perché. Questo è l’amore puro: credere, aderire, amare. Questi porteranno avanti la battaglia finale e avranno la vittoria. I razionalisti soccomberanno: non con la sola ragione si arriva a Dio, ma con l’amore.
Il Padre ha mandato Me per farsi conoscere, Io mando voi per farMi conoscere e amare.
Tutti, un giorno, glorificherete il Padre, Io Figlio, risorto dalla morte e lo Spirito Santo che tutti circonda.
Continua a pregare lo Spirito Santo perché è Lui che porta al Padre, ora.
(Grazie mio Gesù, perdona chi non Ti vuol conoscere e amare, abbi pietà di noi tutti. Grazie per la Tua Passione, morte e Risurrezione, portaci tutti in Paradiso a cantare l’eterno Alleluia).
 
[7/3]   22 aprile 1968  -  ore 1
(Mi hai chiamato due volte, eccomi Signore, dimmi...).
Ti parlerò della fede. E’ l’argomento base. Se uno crede sarà salvo, altrimenti sarà condannato.
(Sei molto duro, Signore).
Pochi saranno condannati, solo quelli che volutamente e coscientemente Mi rifiuteranno, nonostante i Miei richiami, gli insegnamenti che da ogni parte loro fornirò e tutte le grazie che Io darò loro per credere.
Molti saranno i mezzi a disposizione degli uomini di oggi per conoscerMi. Ma guai a chi li rifiuta volutamente e ripetutamente.
 
[7/4]   24 aprile 1968  -  ore 3  
Le cose soprannaturali si possono fare solo se si ubbidisce ciecamente e si crede senza esitare. Questa è la vera fede, quella senza titubanze.
Se sarà così la tua fede, Io ti aiuterò, riuscirai a fare ciò che ti ho proposto perché Io sono con te.
(Grazie Signore, tienimi stretta nella Tua mano...).
 
[7/5]   2 maggio 1968  -  ore 8,10   
Ti devo parlare della fede perché ancora non è chiaro in te questo concetto.
Fede non è rischio. E’ rischio solo quando l’oggetto della tua fede è un uomo, allora la fede può rischiare di venir meno quando l’oggetto (l’uomo), può ad un dato momento scadere, non darti più quel tanto di fiducia che ti dava prima, perciò tu non ti fidi più di tale oggetto, non lo ami più come prima perché ha deluso la tua fede.
Ma quando l’oggetto della tua fede sono Io, ciò non potrà mai avvenire, perché Io non ti deluderò mai, Io non scado mai, tu potrai avere fiducia in Me sempre e totalmente. Io sono fedele. Perciò la fede in Me non sarà mai un rischio. Sarà rischio solo per colpa del soggetto che cerca la fede. Se il soggetto (l’uomo), non sa guardare avanti con volontà di credere, ma si volta indietro a guardare razionalmente l’effetto dei Miei comandi o dei Miei castighi, solo per constatare se era vero ciò che avevo comandato o predetto, solo allora si fermerà e rimarrà come Sara, una statua di sale destinata a fermarsi e sciogliersi lentamente.
Sara non ha creduto ciecamente, si è voltata a riguardare indietro, si è messa nel rischio di non accettare ciò che era stato predetto, per colpa sua, per libera volontà sua, (ecco il valore della vostra libertà) perciò non ha più potuto andare avanti verso la salvezza. Solo, quindi, per colpa del soggetto (l’uomo amante che dubita), la fede si può chiamare rischio.
(Grazie Spirito Santo).
 
[7/6]   25 settembre 1968   
Guai a chi frena o ferma il movimento di Dio in un’anima.
Se Dio si muove, si deve credere, non porre ostacoli, non dubitare. Questa è la fede.
Non pensare che cosa diranno gli uomini, fa quello che il tuo Signore vuole.
(... Ho tanta confusione in testa, tanta paura di essere io a muovermi, io a credere che Tu mi chiami e non voglio essere una visionaria, una falsificatrice della Tua voce, ho paura di farti fare brutta figura di fronte agli uomini dicendo cose forse immaginate da me, perciò mi sono fermata. Ho paura di svalorizzarti. Tu sei l’Immenso e l’Onnisciente, io sono una piccola, povera creatura, non voglio agire io con la mia testa, piuttosto rinuncio a tutto, anche alla gioia di sentirTi... «Signore, apri Tu le mie labbra perché la mia bocca canti le Tue lodi» - Sal 51,17 -).
 
[7/7]   17 novembre 1968  -  ore 10   
La speranza diventa certezza quando è mossa dalla fede.
 
[7/8]   26 gennaio 1969  -  ore 16   
E’ la fede vera, completa, totale che ti manca. Credi di amare e ami solo ciò che vuoi, quando vuoi, quando ti torna conto, quando hai una spinta sentimentale, questo non è vero amore. L’amore vero esige l’attenzione continua, completa, totale. Dalla fede nasce l’amore e l’amore provoca la fede.
(Ma non posso amare ciò che conosco poco e ciò che vieta di amare altre cose a me piacevoli).
Proprio questo è il vero amore, quello che aderisce a ciò che intuisce sia un bene eterno anche se lontano e contrario al bene presente. Questa adesione all’intuizione di questo bene eterno è la vera fede. Adesione vuol dire credere, amare, servire.
Il servizio dell’amore è gioia che può costare anche grande sacrificio all’inizio, certo sforzo e rinuncia a ciò che piace immediatamente.
Bisogna guardare lontano, oltre il piacere presente, allora un po’ alla volta anche il bene lontano diventerà bene presente, gioia il sacrificio, la lotta sarà desiderata perché porterà la vittoria anche se costerà cara.
Questa è la vita del vero cristiano, amante di Cristo e della croce, perché essa porterà al Padre.
 
[7/9]   3 febbraio 1969  -  ore 4  -  titolo del libro: “L’equipaggio della speranza”.  
La speranza era alla base quando la barca è partita, la speranza deve sorreggere anche con l’equipaggio, anche se questo è cambiato. Il viaggio è lungo e immenso. Ora più che mai.
Non si deve tacere, anche sul lago di Genèsaret Io ho sedato la tempesta (cfr. Mt 14,30).
Basta la fede totale in Me. Io porterò in salvo la barca con l’equipaggio. Puntate il timone verso nord, la stella polare vi deve illuminare, la Mia Mamma vi guida, rivolgetevi a lei, è potente contro la tempesta.
Io l’ascolterò non temete, abbiate fede. Camminate sicuri come ho camminato Io sulle acque, come ha camminato Pietro sulle acque del lago. Guardate a Me, non temete.
 
[7/10]   8 maggio 1970    
Fede razionale e fede istintiva. Questi i due tipi di fede a cui può accedere l’uomo.
La fede istintiva è quella dell’uomo semplice, primitivo o comunque non complessato da necessità razionali. E’ la fede del bambino che aderisce a ciò che gli viene insegnato perché ama e crede facilmente a chi lo ammaestra.
E’ unita ad una spinta interiore che gli viene dallo Spirito che in lui abita e che facilmente è sentito perché non subissato da altre distrazioni di carattere razionale o materiale che soffocano tale voce.
La fede razionale invece è quella di colui che crede a tutto ciò che la ragione può accettare, perché vicino ai modelli umani e quindi razionalmente accettabili; tutto ciò che supera tali modelli e non rientra più nel campo umano, sperimentabile cioè con prove tangibili, tutto questo rientra nel campo soprannaturale e perciò ben difficilmente accettabile da una mente, esclusivamente raziocinante.
L’uomo che accetta il soprannaturale superante il razionale e lo accetta con buona volontà, spinto dall’amore che lo coinvolge in questo processo super razionalizzante, acquista la fede integrale, totale.
E’ questa che ti spinge a credere nella Mia presenza reale in te come Spirito Santo parlante ed operante. Quando questa fede vacilla e subentra il dubbio tu non avverti più la Mia voce perché in te diminuisce o addirittura scompare la volontà di credere e quindi di intendere. E’ l’amore che si affievolisce.
Con la preghiera e il sacrificio del tuo raziocinio umano potrai ritrovare l’equilibrio e ritrovare la fede piena.
La Mia sposa Maria Santissima, Madre di Gesù potrà aiutarti in questo cammino, affidati a lei.
Amen.
 
[7/11]   17 maggio 1970  -  notte.   
(Signore stento a credere, dammi la fede viva e semplice. Eppure Tu puoi chiamarmi, Tu puoi parlarmi se Tu vuoi, a Te tutto è possibile. Fa che io creda).
A Me tutto è possibile, non così a voi, solo con la preghiera viva, ardente, fiduciosa potrete fare ciò che chiedete, se Io lo voglio. I cieli patiscono violenza, ricordi?
(Sì, Signore, è questa la violenza?).
Sì, quella operata dai Santi, da coloro cioè che credono fino in fondo, senza titubanze e chiedono, con questa fede, un qualsiasi bene di carattere spirituale. Anche la grazia materiale può essere concessa se richiesta così, ma solo se questa è subordinata ad una richiesta di gloria per il donatore che è il Padre vostro. Abbi questa fede ed otterrai qualsiasi cosa chiesta al Padre nel nome Mio. Lo Spirito ti vivifica e ti illumina la mente, riscalda il cuore, muove l’intelligenza per comprendere i divini misteri.
La conoscenza aumenterà gradualmente conforme alla tua fede, il tuo amore, la tua fedeltà.
(Che differenza c’è tra fede e fedeltà?).
La fede è accettazione dell’Assoluto nelle Sue varie manifestazioni, la fedeltà è adesione alla volontà dell’Assoluto accettato come Dio vivente e operante in eterno la gloria nei secoli e oltre i secoli nell’eternità beata.
Amen.
 
[7/12]   23 luglio 1970  
L’amore razionale è quello che conta.
L’amore carnale è quello più basso, simile a quello delle bestie, l’amore spontaneo, naturale è buono perché spinto da un istinto naturale unito ad un fatto fisiologico che differenzia l’uomo dalle bestie.
L’amore razionale è quello voluto, è una tendenza verso una persona anche poco attraente ma proprio per questo volutamente amata per il bene e la gioia di questa e non per soddisfazione propria. Non l’amore egoistico ma l’amore altruistico per far piacere all’altro.
L’amore verso Dio è l’atto spinto dalla fede che ti unisce al tuo Creatore e ti avvicina volutamente sempre più a lui in un desiderio di unione sempre più intima.
Ama sempre più razionalmente cominciando dal tuo prossimo il più vicino e il più pesante e il più difficile e amalo come tu ami te stessa. Così e maggiormente amerai il tuo Dio.
 
[7/13]   29 settembre 1970  -  Sommacampagna.   
Santità = somiglianza con Dio.
Quanto più uno si avvicina a Gesù, modello umano, assimilando il Suo Corpo, la Sua Parola, i Suoi atti, tanto più assomiglia a Dio, cioè si santifica. «Siate perfetti come è perfetto il Padre Mio» (Mt 5,48).
(Dio dammi l’equilibrio, aiutami ad avvicinarmi a Te, allontana da me il maligno, liberami dal male).
Così sia.
 
[7/14]   22 gennaio 1971   
Io sono il Re della gloria, in Me tutto si riassume. In eterno ho creato voi uomini di poca fede. Basta poco per arrivare a Me, la fede è grande in chi ama e desidera conoscerMi. E’ il desiderio quello che porta alla fede.
Tu l’hai cercato ed Io Mi manifesto a te come a tutti coloro Mi cercano con cuore sincero.
Apri le orecchie, Io ti parlo, il Signore della gloria.
(Ma come parli così? Non vedi che misero mondo? Dov’è la Tua gloria qui?).
Nel cuore dell’uomo ardente di fede e di amore e di desiderio, lì Io inizio la Mia gloria perché Mi manifesto in quell’amore. Le cose del mondo vanno a rovescio.
Ecco la legge dei contrari. Hai notato i corpi e gli anticorpi, il bene e il male, il positivo e il negativo, il più e il meno, la legge dell’attrazione e quella della repulsione, il si e il no. Tutto ti dice che c’è nel mondo un polo positivo e uno negativo, fatti ad eguale distanza.
L’uomo è in mezzo fra il positivo e il negativo. A volte è più attratto dal positivo, spesso dal polo opposto agente nel mondo con più incidenza perché più consono alla natura creata e non autonoma come quello che ha in sé tutte le perfezioni, perciò dal mondo non è attratto. L’uomo sceglie liberamente il più o il meno, conforme gli appare più evidente e attraente, più vicino o più lontano. Il negativo è più vicino perciò più evidente e più attraente, il positivo è più sfumato, è l’orizzonte più vasto ma perciò stesso più lontano dalla visione umana.
Così nelle cose dello spirito l’uomo è attratto dal positivo o dal negativo ed è libero di scegliere, così nella materia le cellule sono attratte le une, positive, di quelle con forza positiva, le negative, da quelle dotate di forza negativa. L’unica differenza che esiste fra spirito e materia è che questa non è libera di scegliere, la direzione in cui si muovono le cellule è unica e invertibile, o positiva o negativa conforme l’entità della cellula madre, mentre nello spirito l’entità esiste solo come... ma l’uomo è libero di scegliere la direzione che vuole...
(Sono stanca Signore, grazie, Ti aspetto ancora, aiutami).
 
[7/15]   28 gennaio 1971  
La tua visione sarà raziocinante e non con effetto visivo, attraverso gli occhi. Gli occhi della mente ti faranno vedere la realtà nascosta a quelli che non vogliono vedere la realtà soprannaturale ma si fermano ostinatamente alle realtà naturali, contingenti di origine materiali. Anche chi nella speculazione della verità ricerca solamente i dati di fatto razionalmente recepibili, senza ammettere realtà trascendentali, non potrà mai arrivare a trovare la Verità, quella assoluta, nella quale si dissolvono tutte le altre verità contingenti, sia pure raggiunte attraverso un alto grado di speculazione scientifica.
L’uomo si ferma se non vuol procedere oltre il razionale, determinato da leggi umane.
Solo la fede nel Trascendente lo potrà far salire alla visione della Verità assoluta, eterna, immutabile da cui derivano tutte le altre verità relative all’Essere eterno.
L’uomo è eterno nel suo essere intrinseco perché derivante dall’Essere eterno immutabile, primo motore immutabile di ogni essere mobile e materiale nella sua realizzazione contingente e temporale.
Attraverso questa evoluzione, cioè continuo e lento mutamento dell’essere contingente, esso arriverà a raggiungere la sua considerazione stabile e perennemente duratura nell’eternità, cioè al di fuori del tempo.
(Alla fine dei secoli?).
Sì per tutto il genere umano, ma per ciascuno la stabilità sarà raggiunta alla fine della vita terrena dopo la purificazione per gli aderenti al trascendente, per quelli che lo hanno rifiutato coscientemente  e liberamente sarà raggiunta nell’annientamento del contingente e nell’eterna visione del Trascendente perduto volutamente. E questa sarà la loro eterna esistenza autocondannata.
 
[7/16]   11 settembre 1971   
Sii infantile per la terra e adulta per il Cielo. Questo è ciò che Io voglio da te ora.
(Ma allora devo rinunciare alla mia personalità?).
No, tu sei persona nel senso completo, ma la tua espressione sarà d’ora innanzi diversa da prima. Sarai l’umile ancella che non sa le cose del mondo quotidiano ma si eleva al di sopra della terra inneggiando al Creatore del Cielo e della terra. Come gli uccelli canterai le lodi al Creatore della vita, come loro tesserai i voli nel cielo e preparerai il nido per i piccoli che verranno a Me dalla terra.
(Ma cosa vuol dire questo Signore?).
Se tu Mi vuoi seguire prendi la tua croce, è la rinuncia alla considerazione umana di donna capace, è l’accettazione ad essere considerata ignorante e insipiente, ma la tua sapienza è nell’intimo. Non puoi seguire la terra ed il Cielo, o l’uno o l’altro, scegli.
(Il Cielo, Signore, anche a costo di vedermi demolire ogni giorno davanti agli uomini. Ma Tu dammi la forza e la costanza di seguire questa mia decisione. E’ questa la Tua volontà?).
Sì, purché non te ne faccia un vanto. Sii umile e felice come gli uccelli dell’aria.
 
[7/17]   23 agosto 1972  -  notte.  
(Tu sei il mio Dio e Signore e io sono una misera creatura... Perché a volte Ti amo tanto e poi Ti abbandono? Non vedi come sono incoerente? Perché ancora mi tormentano i dubbi sulla Tua esistenza?...).
Perché non Mi ascolti, piccola colomba. Io ti ho scelta fra molti per donarti il Mio amore in modo più comprensibile a mente umana e tu ancora Mi rifiuti, Mi dimentichi, ma Io ti amo ugualmente nonostante tutto. Ascolto il tuo debole lamento.
Sì, hai bisogno di Me, ma allora lasciati guidare, ascolta chi ti ama e ti vuole per sé, tutta per sé.
(Ma come? Cosa vuoi che io faccia? Ho paura di darmi a Te, ho paura di non essere più capace di vivere con gli uomini, di essere capita e amata da loro).
Vuoi Me o gli uomini?
(Te o Signore, sopra tutti, ma non posso estraniarmi dagli uomini).
Quanto più Mi amerai e penserai a Me e lavorerai per Me, tanto più amerai gli uomini e farai il loro bene.
(Ma come?).
Amandoli per Me, portandoli a Me, parlando loro di Me, aiutandoli ad avvicinarsi a Me perché solo così farai la loro felicità e un giorno capiranno che tu amando Me hai amato anche loro, pensando a Me hai pensato a loro, perché dove c’è l’uomo lì c’è anche il suo Creatore.
Tu devi farglielo sentire, capire, allora sarai vicina a Me e all’uomo con Me.
Questa è la Mia volontà che vi amiate tutti perché in tutti Io sono e l’amore così sarà pieno e totale.
Amen.
 
[7/18]   5 ottobre 1974  -  Sommacampagna.   
(Signore, mi sei qui presente, perché non me ne rendo conto sempre? Che gioia Signore, Tu mi vedi, mi senti, mi ascolti, rispondimi Signore, dimmi cosa vuoi da me?).
Non Io voglio da te, ma tu da Me.
(Sì Signore, ho bisogno di Te altrimenti la vita è stupida e inutile).
Io ti chiedo, Mi ami tu?
(Tanto Signore, lo sai che Ti amo).
A Pietro ho chiesto la stessa cosa (cfr. Gv 21,15-17). A tutti e ad ognuno dei credenti in Me, chiedo l’amore. Se uno Mi ama avrà da Me un contraccambio centuplicato e il frutto evidente di questo amore sarà la dilatazione di tale amore presso gli altri, presso chi ancora non Mi conosce.
Chi Mi ama pasce i Miei agnelli, pasce le Mie pecorelle, questo è ciò che Io chiedo a chi Mi ama completamente, niente tenendo per sé ma tutto dando a Me: tempo, pensieri, volontà, disponibilità, azioni, parole, tutto regalato a chi è povero di amore, povero di volontà di bene, a chi cerca e non trova amore.
Questo è pascere il gregge che sta cercando l’erba fresca in pascoli erbosi. La Mia Parola è fonte zampillante e perenne, che disseta e rinfresca e dà sollievo a chi è oppresso. Abbeverate gli assetati di amore con la Mia Parola.
 
[7/19]   26 ottobre 1974   
L’uomo mite e credente è colui che vince la battaglia dell’amore.
L’indagine razionale nelle cose dello Spirito è sbagliata, serve fino a un certo punto poi deve subentrare la fede, la comprensione cioè di una forza liberata che conduce a comprendere i misteri della psiche, attraverso questa arriva al Dio assoluto. Siate umili e semplici come i bambini, solo la forza dell’amore e della fede semplice potrà far violenza al Cielo e potrà farvi scoprire le vie eccelse del Cielo.
Così sia per Maria.
 
[7/20]   7 aprile 1975   
Non è un salto nel buio ma un salto nella luce questo tuo accettare di seguirMi senza sapere dove e come.
Io ho detto ad Abramo: «Esci dalla tua terra e va dove Io ti indicherò» (Gen 12,1) questo è ciò che Io chiedo al credente fiducioso e sicuro in Me.
Non con mezzi razionali o scientifici, ma con la fede piena e totale si arriva a Me.
Come il bambino si affida alla mamma istintivamente, senza ragionamento, ma solo per amore che gli dà sicurezza, così voi uomini dovete seguirMi. La vostra sicurezza nella Mia guida vi dà la possibilità di seguirMi anche là dove il ragionamento non ha più possibilità di arrivare.
Questa è la fede in Colui che tutto può, tutto sa, tutto dà a chi gli si affida completamente.
 
[7/21]   30 maggio 1975   
(Togli il mio io Signore e parla, riempimi di Te e fa che io possa trasmettere agli altri, così come sei).
Io Essere eterno increato ho voluto farMi conoscere ed amare da tante creature da Me uscite per amore, per comprendere l’Amore, per vivere di amore, per realizzare l’amore fra i fratelli.
Così ogni piccola parte di amore scaturita dal cuore umano ricostruirà l’Amore da sempre esistente. Ma sarà l’immagine dell’Amore quella che voi uomini state costruendo qui sulla terra.
(Ma allora alla fine ci sarai Tu, Amore vero, e una immagine di Te, costruita dagli uomini? Non capisco, Signore, aiutami a capire).
Sì, l’Amore sono Io da sempre e per sempre.
Voi uomini non potete essere Me ma Io vi dico: amateMi come Io fossi voi e voi foste Me. Questo è l’amore che Io Mi aspetto da voi, è un amore “come” il Mio ma non è il Mio Essere.
Il “come” è similitudine, somiglianza, non identità. Così Io vi ho creati per amore e per amare. Amare Me Creatore, amare i fratelli, figli dell’Amore e destinati tutti insieme a godere la realtà dell’Amore vero.
Voi rappresentate l’Amore, perciò lo state ricostruendo, atto per atto ogni giorno, dentro di voi. A seconda dei vostri atti di amore, realizzati in favore dei fratelli, poveri nello Spirito, sarete poi ricolmati del vero Amore che sono Io. Io con voi, voi con Me per sempre. Il Dio vivo e il Dio vivente in voi per sempre.
Così sia per Maria.
 
[7/22]   7 giugno 1975  
No, non Mi ami abbastanza. Tu non hai ancora capito cosa vuol dire amare.
Amare vuol dire rinunciare al proprio io per immergere sé nell’altro. L’oggetto del tuo amore deve diventare il tuo nuovo io. Tu devi pensare, volere, agire, come pensa, vuole, agisce il tuo amore, cercato, voluto, scelto. Trapiantarti nel suo intimo e vivere con lui e di lui. Questo è l’amore che unisce e dà frutto per la vita eterna.
(Ma in concreto cosa devo fare?).
Dimenticarti di te per vivere in Me.
(Aiutami Signore perché sono ancora troppo lontana da questo amore).
Ti aiuterò, se tu lo vorrai.
(Sì Signore...).
Così sia per Maria.
 
[7/23]   12 giugno 1975  -  ore 15
Perché sei così ribelle e incredula? Non posso Io dare i Miei doni a chi voglio? Perché non li vuoi ricevere?
Credi, ama di più, credi semplicemente senza intellettualismi o cerebralismi, questi sono gli ostacoli più forti per vivere e agire secondo la fede.
Io sono con te e se tu sei con Me, potremo costruire insieme, e con tanti altri credenti, il mondo migliore.
(Signore sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in terra e dentro di me).
Non con le parole vane o con le opere fasulle si costruisce la Chiesa ma con la vera fede nella Parola e con l’azione rispondente a tale Parola. Così Io ti dico: non il gesto, il segno, l’immagine ha valore in se stesso ma ciò che vuole rappresentare tale gesto, segno o immagine...
 
[7/24]   9 settembre 1975  -  ore 18,30  -  Sommacampagna.  
(Da tanto tempo non Ti ascolto. Credevo non avessi più da dirmi niente. Sono stanca e distrutta, ma Tu mi vuoi bene, anche se non me lo merito).
Che cosa vuoi tu meritare? Solo castighi se Io ti giudicassi col metro umano.
Non da ciò che uno fa, ma da ciò che uno è nel suo intimo, Io misuro e giudico il suo amore per Me.
Non il “fare” ma “l’essere”, questo è importante.
L’amore può essere istintivo o ragionato.
E’ istintivo quando nasce da una spinta interiore che viene dallo Spirito e determina azioni e reazioni spontanee, non determinate da un ragionamento preventivo, ma scaturite così semplicemente da una spinta interiore.
L’amore ragionato è invece quello che muove una persona a fare o dire cose volute, pensate, cercate, ragionate ed espresse per un esclusivo bene dell’altro, della persona cioè che si vuole amare, nonostante tutto.
E’ amore quello che determina il sacrificio per la persona amata, la rinuncia al proprio “io”, al proprio piacere, per far piacere all’oggetto dell’amore voluto ed accettato.
 
[7/25]   3 agosto 1976  -  in chiesa.  
Voi siete sulla barca (mondo), state attraversando il mare (vita terrena). Mi pensate lontano, in cielo e remate da soli. Viene la tempesta, Mi vedete avvicinare sulle acque tempestose, non Mi conoscete, avete paura di un fantasma, non credete alla Mia Presenza.
Se ve ne accorgete chiedete aiuto e Io vi dico: venite, ma voi venite per un po’ perché credete guardandoMi e sentite la Mia forza che vi sostiene, ma poi riguardate le acque che si agitano, non Mi guardate più, vi sentite soli e sentite il peso del vostro corpo che vi fa sprofondare nell’acqua delle passioni umane.
Uomini di poca fede, basterebbe guardare sempre a Me, credere sempre nel Mio aiuto, in quella forza che da Me proviene e vi può far camminare sull’acqua senza farvi sprofondare, e la tempesta passerebbe, il mare ritornerebbe tranquillo finché raggiunta l’altra riva, potreste camminare tranquilli sul suolo eterno.
Fede sicura, non titubanze, fede continua...
 
[7/26]   28 settembre 1976  -  in cripta all’Università Cattolica.  
AmarMi vuol dire pensarMi, sentirMi presente, credere nel Mio essere in te, cercarMi quando sei lontana, volerMi sempre presente nella tua vita, nella tua mente, nel tuo cuore, nelle tue azioni, nelle tue parole.
Amare vuol dire parlare dell’oggetto dell’amore, desiderare di farlo conoscere agli altri, farlo amare dagli altri, farlo desiderare dagli altri come massimo amico, come fonte perenne di gioia, di pace, di felicità che non finisce.
Amare è sentire la forza che viene dall’amato per camminare più spediti, per risolvere i problemi, per superare le difficoltà, per affrontare i sacrifici, le rinunce, le sofferenze fisiche e morali.
Amare è sentire di non essere soli, ma sempre uniti e sostenuti dall’Amico più vero, più forte, più amabile, più sapiente, più potente, più dolce, più sicuro di tutti. Ama così e sarai Mia.
Così sia per Maria.
 
[7/27]   14 settembre 1977  -  in chiesa.  
Voi uomini badate al “fine” delle vostre tensioni e desideri, tendete ad ottenere qualche cosa che vi serve, vi soddisfa. Ma sbagliate nella valutazione del “fine”. Considerate “fine” quello che invece è solo “mezzo” per raggiungere il fine eterno. Il fine autentico e salutare per voi è l’incontro con Me, l’unione con Me.
Io ho fatto i miracoli sulla terra, ho guarito gli ammalati, ho liberato gli indemoniati, ho risuscitato i morti. Tutto questo per voi era il fine a cui tendevate: la guarigione, la liberazione dal maligno, la liberazione dalla morte.
Per Me invece tutte queste azioni sono state “mezzi” per farvi incontrare con Me, per farMi conoscere come Dio potente e amoroso e sollecito per voi.
La salvezza del corpo non è che il presupposto e l’immagine della salvezza della vostra persona. Il corpo, mezzo per realizzare lo spirito. Badate al fine ultimo della vostra vita e non fermatevi solamente a salvezze materiali, fisiche o psichiche. Ma la liberazione totale è l’incontro con Me, datore di gloria eterna. A questo tendete come fine e servitevi di Me come Mezzo per raggiungere l’incontro pieno ed eterno.
Così sia per Maria.
 
[7/28]   12 gennaio 1979
Io sono l’Essere Assoluto, Universale, Personale e Impersonale. L’Essere personale è l’Essere Assoluto e si relativizza alla persona che lo accoglie. Perciò l’Essere Assoluto sembra assente dalla persona che non ha fede perché viene a mancare questa relazione che Io, Assoluto cerco ma che l’altro, la persona a cui Io Mi confido, non Mi crede, non Mi accetta. E’ come Io non esistessi per tale persona infida e quindi non essendoci questa relazione, le due parti, Io e l’ateo, siamo staccate. L’Uno è ignorato dall’altro.
Perciò Io ti ho detto che la Mia Presenza reale impersonale è in Assoluto ovunque, ma è relativa all’uomo di fede. Io esisto senza l’uomo, l’uomo non può esistere senza di Me ma Mi può ignorare o rifiutare perciò per lui è come non esistessi.
Così ha voluto Lucifero, con la differenza che Satana Mi ha rifiutato conoscendoMi, per mettersi al Mio posto; l’uomo agnostico è relativo a Satana che mettendosi in prima persona: - io sono l’uomo -, fa dimenticare il Creatore impedendo la relazione di tale uomo col suo Dio.
Io, però, intervengo con infiniti mezzi per farMi sentire da ogni persona e alla fine nessuno potrà più ignorarMi. Guai però all’uomo che rifiuterà coscientemente, alla fine, tale relazione.
Così sia per Maria.
 
[7/29]   24 novembre 1980
La preghiera è mezzo per un’incontro fra il Padre, che sa già ciò di cui la Sua creatura ha bisogno, e la creatura che sa che da sola non può fare nulla.
L’incontro avviene quando la volontà del figlio si accorda con la volontà del Padre e crede, senza dubbio alcuno, che tale volontà servirà ad un suo bene reale.
Ma per raggiungere questo incontro, cioè ottenere ciò che si chiede, è necessaria una fede senza dubbi (cfr. Mc 11,22-24) e chiedere una cosa a Dio con un imperativo: dacci il pane, il lavoro, la salute ecc. o anche all’ottativo, indica sì una speranza di ottenere questo che si chiede, ma non la sicurezza di ottenerla, perciò è una fede dubitosa, cioè incompleta. Perché tale fede sia completa è necessario cercare di raggiungere prima una mentalità che coincida il più possibile con le decisioni di Dio.
 
[7/30]   21 giugno 1982  -  Sommacampagna.
Beati coloro che credono senza vedere (cfr. Gv 20,29). Questo avviene per voi se lo volete.
Così sia per Maria.
 
[7/31]   3 luglio 1982
(Signore che io possa contemplarTi senza vederTi).
Così sia per Maria.
 
[7/32]   10 settembre 1982  -  in chiesa a Neuchâtel.
Abbi fiducia, piccola colomba, Io ti sosterrò, getta le reti e Io ti aiuterò. Solo Io posso fare ciò che tu non hai potuto finora raggiungere.
La fede per i tuoi figli dipende da Me, non da te. Ma Io la dono a chi la chiede, a chi è disposto a riceverla, a chi ha il cuore puro e la mente libera da presunzione.
Solo chi sarà semplice come un fanciullo potrà credere e avere fede e pace.
La barca della tua vita la guido Io, ora, tu Me l’hai concesso. Non temere, non aspettarti altra ricompensa che il sapere di fare la Mia volontà.
(Signore, mi sento impotente di fronte a tanta gente che non gliene importa niente di Te).
E tu credi in Me e trasmetti, senza paura, questa tua fede, al resto penserò Io, col tempo. Sii sempre te stessa.
(Signore, fa che io veda ancora la Tua Luce).
 
[7/33]   10 febbraio 1983
Il “voglio” e il “credo” devono combaciare.
Non c’è volontà se non c’è fede in qualche cosa. Ma se il credere in qualche cosa di grande muove la volontà a perseguire l’oggetto di questa fede, ciò vuol dire che tale oggetto ha in sé una potenza e una energia che si trasmette al soggetto che crede. Perciò avvengono nella vita terrena fatti e azioni spesso incontrollabili da chi è fuori da quel fatto o da quella azione.
E’ l’oggetto che muove il soggetto. Io sono Oggetto della vostra fede, o uomini increduli e pigri.
Se Mi guardate, se Mi conoscete Mi seguite perché Io attiro tutti a Me per donare la pace, la gioia, l’amore, la giustizia, la Verità. Se credete in Me, Mi volete seguire ed Io, che vi attiro, trasmetto ad ognuno la forza per superare gli ostacoli che si frappongono per raggiungerMi.
Credete, cercateMi, ed Io soddisferò a pieno la vostra volontà di Amore.
Così sia per Maria.
 
[7/34]   13 febbraio 1983
La fede è: accedere al mistero.
Mistero è: una realtà sconosciuta all’uomo terreno ma esistente in eterno.
Solo l’uomo che già sulla terra è entrato nella vita eterna con il suo pensiero, colla sua volontà di accedere al trascendente, di vivere la sua vita terrena in rapporto con la vita eterna e col mondo che in essa vive, solo colui che continuamente tiene fisso il suo sguardo interiore alle Realtà che esistono e in cui crede, anche se sono ancora velate dalla dimensione temporale e spaziale che le sovrasta, solo costui può talvolta scoprire, anche se in minima parte, il mistero delle Realtà eterne.
Prega, credi, sii semplice e limpida, non attaccarti alle cose terrene e le cose celesti ti si sveleranno un po’ alla volta. Desidera il Regno di Dio e la Sua giustizia e cose eccelse scoprirai anche sulla terra.
Così sia per Maria.
E’ la sesta dimensione quella del trascendente. La settima dimensione è: il Trascendente.
 
 
[7/35]   12 febbraio 1984
La preghiera è luce. Ogni luce è apportatrice di pace, di gioia...
 
[7/36]   1 marzo 1984
Mettiti nell’altro, solo così si farà l’unità.
La fede non va contro la ragione ma supera la ragione. Dove la ragione può arrivare, la fede è conforme, non si oppone, non è altra dalla spiegazione della ragione, però, questa non può arrivare a spiegare razionalmente, umanamente, con le categorie umane e scientifiche, cioè sperimentali, ciò che la fede comprende, accetta e sublima. La fede è una sublimazione della Ragione.
Solo colui che accetta per fede le verità essenziali del Trascendente, solo costui sublima la sua ragione e può essere soddisfatto, perché solo la fede potrà dare la risposta ultima agli interrogativi essenziali dell’uomo.
Vivi di fede e sarai l’uomo globale.
 
[7/37]   30 maggio 1984
Non perdere le occasioni che ti si presentano per verificare ed aumentare la tua fede.
Ogni occasione perduta è un passo indietro nel cammino verso la Luce. La vita umana è come una foresta tropicale dove le piante e il sottobosco pullulano in continuazione e la pianta più forte soffoca il filo d’erba e il raggio di sole fende a fatica l’oscurità della giungla.
Quando riesce a filtrare per qualche attimo fra il groviglio dei rami e delle foglie, riesce ad illuminare anche il filo d’erba che sta ai piedi delle alte piante e ha vita breve ma continuamente rispunta e talvolta fiorisce e il seme produce altri piccoli steli che pure inaridiscono perché oppressi dall’ombra degli alti fusti.
Così nella vita intima dell’uomo. Le passioni umane terrene, contingenti, tentano sopprimere le passioni per il Trascendente. Ma, se nella giungla entra la ruspa e spazza via gli alti fusti (interessi terreni), e lascia libero il sole di baciare la terra, il filo d’erba è il primo a risorgere e a fiorire.
Le occasioni che Io ti propongo, (letture, parole udite, film, ecc.) che provocano in te un ripensamento sulla tua vita intima, non lasciarle perdere perché sono come la ruspa che abbatte ciò che fa ombra e illumina ciò che può fiorire e dare frutto per la vita eterna. Dà spazio al Sole e ti illuminerà il cammino verso la vetta.
Così sia per Maria.
 
[7/38]   10 ottobre 1984
«Vi darò un cuore nuovo, uno Spirito nuovo» (Ez 36,26), così ho detto e Io ti dico ora: il cuore di pietra (leggi, Antico  Testamento) sarà cambiato in un cuore di carne (amore, Nuovo Testamento). Ma il Mio popolo ha ancora un cuore di carta. Troppe parole, troppe leggi, troppa tradizione e forme esterne di culti non approfonditi ma tramandati come gesti che muovono il corpo ma non il cuore.
Il cuore ha bisogno della mente. Se nella mente regna l’Amore, il cuore ne è riscaldato e spinto a comprendere l’essenziale. L’Essenziale è: Che conoscano Te Padre e Colui che è venuto sulla terra per salvarvi, piccoli uomini (cfr. Gv 17,3).
Non più un cuore di carta che provoca gesti o riti superficiali staccati dalla vita, ma un cuore di carne che pulsa per l’Essenziale, conosce l’Essenziale, vive per l’Essenziale.
Questo è il cuore che ama, crede, agisce con Me.
Così sia per Maria.
(Fede = mente + cuore = vita del credente).
 
[7/39]   14 ottobre 1984
Ho detto: «Sono venuto perché i ciechi vedano e chi crede di vedere diventi cieco e i sordi odano» (Gv 9,39).
«Prima che Abramo fosse IO SONO» (Gv 8,58).
Quando i ciechi e i sordi comprenderanno questa Parola, vedranno Cristo-Dio.
 
[7/40]   21 ottobre 1985  -  leggendo il libro: “Mostrami il tuo volto”, pagina 109.
No, la fede non è dono da parte di Dio, perché Dio non può darsi a uno sì e a uno no, DIO È, ed è a disposizione di ogni uomo che Lo cerca.
DIO È DONO, non la fede, ossia la fiducia nel Suo Essere, che dipende dalla volontà libera dell’uomo che cerca. Il dono di Dio non è la fede, ma la possibilità, il desiderio, la volontà libera di cercare, di sospettare, di intuire il Suo Essere. Dio si dona a chi Lo cerca con costanza, senza stancarsi, anche con dubbi, rifiuti, ribellioni, stanchezze momentanee e ripetute, ma continuamente in ricerca dell’Assoluto, convinto di essere relativo a tale Assoluto esistente ab aeterno in aeterno. Dio è, e si dona, e prima o poi si fa sentire.
La fede non è merito dell’uomo che cerca, ma è bisogno naturale, innato, istintivo, necessario, inestinguibile, è dovere della creatura verso il suo Creatore.
«Quando avete fatto tutto quello che il Padrone vi ha chiesto (vita vissuta per gli altri) pensate che siete servi inutili» (Lc 17,10).
(Viviamo per Lui, di Lui, con Lui).
La fede è conquista cercata, voluta, scoperta e riscoperta se è perduta. Ma, alla base della fede c’è Lui, il Dio vivente e parlante in chi Lo crede e Lo sente, dopo averLo cercato e ricercato. DIO È, la fede è sentirLo.
Così sia per Maria.
 
[7/41]   14 novembre 1985
Nell’approccio alle cose sacre, o pseudosacre, ci sono tre reazioni:
·         C’è la persona credulona, o fanatica di queste cose (indice di insicurezza, mancanza di personalità equilibrata, fuga dal concreto e dal reale, ricerca di fantasie trascendenti).
·         C’è la persona razionale (mancante di speranza e di comprensione di ciò che non si vede e non si può sperimentare con metodi umani, terreni, scientifici. Tutto dipende dalla ragione limitata alla scienza già codificata nel tempo. Paura del nuovo, dello sconosciuto. Persona povera nello spirito).
·      C’è la persona semplice  (guarda alle cose con fiducia, crede, come un fanciullo, nel trascendente che illumina l’immanente. Non razionalizza troppo le cose vedute, sentite, conosciute con mezzi semplici e non esclusivamente culturali. Crede, accetta, senza infatuazione e si affida a Chi è datore di doni che superano la mediocrità umana, temporale, ma servono a svelare sempre più la realtà dell’uomo globale illuminato dall’Alto). Questa è nel giusto equilibrio.
Così sia per Maria.
 
[7/42]   13 febbraio 1986  -  alla Comunione.
Il mondo è dei violenti.  Il Cielo è dei forti = Vis.
 
[7/43]   13 marzo 1986  -  alla Comunione.
Va tutto bene quello che si orienta verso di Me, anche la candelina.
 
[7/44]   19 marzo 1986
Gli uomini Mi cercheranno, dopo aver buttato la Mia immagine fasulla fatta da uomini ignoranti il Mio Essere. Alla fine troveranno la Mia Realtà, dopo averMi cercato.
Così sia per Maria.
Quello che è legato sulla terra sarà legato anche in Cielo (cfr. Mt 16,19). E’ la volontà dell’uomo credente, o infedele, quella che lega il Positivo o il negativo. Legatevi al Positivo e sarete salvi.
Così sia per Maria.
 
[7/45]   28 maggio 1986  -  alla Comunione.
Mia creatura, figlia Mia, Io ti amo, cammina sulle Mie vie e tornerai a Me benedetta nei secoli.
La vita dell’uomo è come un cielo, nuvole e pioggia, sole e stelle. Il cielo è terso e luminoso quando l’anima è aperta alla Verità e all’Amore, ma si riempie di nubi se segue le potenze terrene.
Guai all’uomo che non sa staccare lo sguardo dalle cose transeunti e non sa orientarle verso l’Infinito. Questa è la Via che riconduce al Creatore l’uomo nato per amare, uscito dall’Amore per vivere l’amore nel tempo, e goderLo e contemplarLo per l’eternità.
Così sia per Maria.
 
[7/46]   27 giugno 1986  -  Eupilio, alla Comunione.
Yoga: moto del corpo e dello spirito, unione del terreno e del celeste, questo deve essere lo scopo di tale disciplina.
Due sono le potenze che invadono e spingono lo spirito umano verso le mete agognate dall’uomo: meta terrena, gloria terrena, e meta celeste sovrumana. La perfezione cammina verso la seconda meta, la prima può inizialmente, essere di spinta, di aiuto ad un miglioramento fisico, psichico per chi è diviso in sé stesso.
Ma guai se tale meta ha il sopravvento sull’altra. Gioia esteriore, conquista della terra ma non del Cielo.
Alzati anima Mia alla meta celeste e sarai benedetta nei secoli.
(Ma è male continuare yoga?).
No, bisogna orientarlo giusto.
 
[7/47]   25 ottobre 1986
Gli uomini hanno bisogno anche delle candeline per cominciare a intravedere la Luce.
Guai però se si fermano alle candeline, resteranno sempre nella penombra.
 
[7/48]   6 novembre 1986
... Attenta a non lasciarti prendere dal sentimentalismo religioso.
Il sentimento è utile perché spinge ad amare e poi a conoscere. Il sentimentalismo, è deviazione, perché vede le cose celesti (superiori) con occhi terreni, sdolcinati, antropomorfizza lo Spirito (sessualismo).
 
[7/49]   7 novembre 1986  -  ore 8
C’è la fede in potenza, e la fede in atto.
(C’è differenza fra l’una e l’altra?).
·         Sì, la fede in potenza è quella di colui che non è consapevole di questa fede, non conosce l’Oggetto di questa fede, per cui agisce seguendo gli impulsi che gli vengono dall’inconscio (positivo) e lo spingono ad agire per amore del prossimo, senza dare una motivazione a tale spinta e a tale amore. Questo è il cristiano in potenza, agisce da cristiano senza sapere di esserlo (buon Samaritano, ateo buono).
·         La fede in atto è quella di colui che è consapevole dell’Oggetto in cui crede, di cui ha fiducia e su cui si appoggia per agire. La sua spinta di amore verso il prossimo, che parte sempre da un inconscio (Angelo), viene poi conosciuta e riconosciuta come origine dei suoi atti. Qui, la fede agisce consapevolmente (cristiano cosciente).
·         C’è poi una fede più illuminata ed è quella di colui che oltre all’azione (aiuto al prossimo) aggiunge, volutamente e chiaramente, la parola, la spiegazione, la motivazione che lo spinge a fare tale azione. Questa è la fede più completa perché trasmette al prossimo la “Causa prima” che lo ha spinto ad agire (missionario).
Così sia per Maria.
 =  FARE;             II°  =  ESSERE;             III°  = ESSERE PER FARE.
(Fare per essere, o essere per fare?).
La seconda è indice di maturità. La prima è un cammino verso la maturità.
 
[7/50]   10 novembre 1986  -  ore 8
«Dove c’è un cadavere là si radunano anche gli avvoltoi...» (Mt 24,28).
«Uno sarà preso e l’altro lasciato, in quella notte quando tornerà il Figlio dell’uomo» (Mt 24,39-41).
La notte è il momento in cui l’uomo è smarrito, non vede chiaro il perché della sua vita, cammina nelle tenebre, le tenebre sono il mondo. L’uomo che cammina nelle tenebre non può avanzare verso la Luce perciò è come morto. Dove c’è un morto là si radunano gli avvoltoi (maligno infierisce sul morto, colui che è nelle tenebre). Ogni uomo che cammina nel mondo (notte, tenebre) ha un momento in cui c’è un lampo che guizza nelle tenebre e illumina.
Il lampo è il Figlio dell’uomo che viene e ritorna a illuminare il mondo. Ogni uomo vedrà questa Luce.
Ma di due uomini che vedono il Lampo (sulla terrazza, nel campo, nel letto = situazioni umane in cui ogni uomo si trova a lavorare con altri), uno Lo segue, cioè si incammina verso la Luce, rinasce, diventa uomo nuovo, vivo, non cadavere, l’altro è lasciato perché vuol rimanere fermo alle cose e interessi del mondo (buio) e non cammina seguendo la Luce (il Figlio dell’uomo fa comprendere dove è la vita eterna e dove è la morte - mondo terreno -).
Il Figlio dell’uomo è venuto, ha parlato, ha fatto intravedere la Luce (verità) ma questo Lampo continua a guizzare, ritorna e continua a illuminare, chiamare ogni uomo durante la sua vita terrena. Ma guai all’uomo che quando vede il Lampo chiude gli occhi perché gli dà fastidio, preferisce le tenebre, continua a camminare nel buio (mondo), perché costui è lasciato in pasto agli avvoltoi (cfr. Lc 17,20-37).
Chi è sulla terrazza (colui che è già salito verso la Luce) non scenda (non ritorni ad immergersi nel buio del mondo). Chi è nel campo ( = colui che ha già incominciato a lavorare per il Regno, per seminare la Parola = credente, sacerdote...) non torni indietro (nel mondo, interessi terreni). «Chi pone mano all’aratro non torni indietro» (Lc 9,62).
 
[7/51]   25 novembre 1986  -  ore 7,30
«La pietra scartata dal costruttore è diventata testata d’angolo» (Mc 12,10).
Così sempre, anche nella vita di ogni Mia creatura. Chi Mi ha visto con occhi umani, non illuminati dallo Spirito, perché resi ciechi dal costruttore terreno (maligno), non Mi ha conosciuto, Mi ha visto, ma non Mi ha accettato come Costruttore, Mi ha scartato, buttato via, perché intralciavo i suoi piani terreni, le sue costruzioni illusorie, dove voleva essere lui il costruttore. Mi ha rifiutato ed è rimasto solo.
Il Mio Regno, la Mia costruzione non è di questo mondo, ma inizia in questo mondo, è per questo mondo, ma il mondo Mi continua ad ignorare, a buttare via e resta col vuoto nelle sue costruzioni umane, manca il fondamento. E la costruzione fasulla cadrà.
Ma chi pone Me, come testata d’angolo, per sostenere la sua costruzione terrena, riuscirà a costruire sulla roccia e la sua casa, la sua vita non cadrà, ma resterà per la vita eterna.
Così sia per Maria.
 
[7/52]   26 dicembre 1987
Per ottenere una cosa importante, bisogna: VOLERE, PREGARE, CREDERE. E la otterrai.
Così sia per Maria.
 
[7/53]   7 marzo 1988  -  ore 9
(Mosè = primo padre della fede. «Il Signore scese - nella nube -, si fermò, passò davanti a lui proclamando: Dio misericordioso... perdona, ma castiga le colpe dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione» - Es 34,4-10 -. Il castigo avviene nel tempo. Ogni colpa è trasmessa geneticamente fino alla quarta generazione. Ma il Signore accetta la preghiera di chi riconosce la sua colpa - dura cervice - e chiede perdono. Perciò fa alleanza col popolo pentito e fa meraviglie...
Salvezza = Passaggio dal Mar Rosso = passaggio dalla schiavitù del peccato alla Terra promessa - paradiso conquistato -. Cammino di scelte e di purificazione sulla terra. Salvezza finale nell’eternità - attraverso la fede in Cristo salvatore -.
Abramo = secondo padre della fede: «In te saranno benedette tutte le genti» - Gal 3,6-14 -. La fede di Abramo è preambolo e simbolo della forza dei giusti che credono nella salvezza di Cristo.
Cristo dice: «La Verità ( = fede in Cristo Verità) vi farà liberi» - Gv 8,32 -, cioè vi salverà la fiducia nella salvezza portata da Cristo. «Se uno osserva la Mia Parola non vedrà mai la morte!» - Gv 8,51 -. «Io sono la risurrezione e la Vita» - Gv 11,25 -.
Pietro = terzo padre della fede. «Su questa pietra ( = fede: «Tu sei il Figlio del Dio vivente» - Mt 16,16 -) edificherò la mia Chiesa» - Mt 16,18 -. Assemblea dei credenti fedeli in Cristo Salvatore. Dio salva chi crede in Lui).
 
[7/54]   7 marzo 1988  -  ore 10  - dopo una mia meditazione sul Decalogo.
Nelle due tavole di Mosè ci sono i Comandamenti (insegnamenti) di Dio (Es 20,2-17; Dt 5,6-21).
·         Da un lato gli insegnamenti positivi (legge divina). Riguardano il rapporto fra le creature e il Creatore:
«Non avrai altro Dio fuori di Me.
Non nominare il nome di Dio invano.
Ricordati di santificare le feste.
Onora il padre e la madre». («Io onoro il Padre Mio» - Gv 8,49 -).
·         Dall’altro lato la legge umana, riguarda il rapporto fra uomo e uomo:
«Non ammazzare.
Non commettere atti impuri (adulterio).
Non rubare.
Non dire falsa testimonianza.
Non desiderare la donna d’altri.
Non desiderare la roba d’altri».
La disubbidienza alle leggi umane porta a fatti negativi e alla fine porta la morte. Solo l’attenzione e la sequela della legge divina porta la vita. Cristo ce lo insegna.
Nuovo testamento = insegnamento diretto di Cristo, esemplare dell’uomo perfetto.
«Siate perfetti come il Padre» (Mt 5,48).
Così sia per Maria.
La fede in Cristo e la Sua sequela salva.
 
[7/55]   7 aprile 1988
Nuovi cieli e nuove terre sono le realtà viste e vissute nella Vita oltre la vita (cfr. Ap 21,1).
Realtà intraviste, in modo confuso e limitato, anche qui sulla terra, da pochi eletti (cfr. Mt 22,14).
I prescelti sono coloro che, nel loro intimo, sono semplici e aperti alla verità come i bambini che credono senza troppo razionalizzare l’oggetto della loro fede, ma istintivamente seguono gli impulsi positivi che urgono nel loro cuore e aprono visioni e conoscenze non accettate dall’uomo razionale che si crede maturo e adulto.
La vera maturità non deriva dall’età o dalla scienza, o cultura umana, ma dalla Sapienza che spalanca nuovi cieli e nuove terre all’uomo credente e amante il Dio vivente.
Così sia per Maria.
 
[7/56]   16 maggio 1988  -  ore 8,30
Non si deve fare una “cosa” di Dio per provare, ma credendo che tale cosa avverrà sicuramente, questa è la vera fede, senza titubanze. Ipocriti, che dite di credere e scherzate con i doni di Dio!
Non per prova, ma per fede agite, altrimenti rimanete nel vostro brodo marcio.
Così sia per Maria.
 
[7/57]   17 maggio 1988  -  ore 8
(Signore, perché non mi dai un segno?... Più tardi, alle ore 9,30 mi telefona Nidia e mi dice: “Laura sono miracolata. Ieri sera stavo malissimo. Ora, sto bene”. Mi aveva infatti telefonato la sera prima parlandomi della sua improvvisa malattia... e, io avevo pregato per lei... Grazie Signore. Sei vivo, sei presente, continui a operare anche per darci la conferma che tu sostieni quelli che hai scelto per farti sentire sempre vivo e operante anche oggi, sempre. Grazie Signore per il segno che Ti ho chiesto, osando, e che mi hai dato. Nidia è guarita per Te, perché crede in Te e Ti ama. Io Ti ho chiesto un segno e Tu me lo hai dato attraverso Nidia. Grazie Signore... Ma io cosa c’entro in tutto questo? Solo Tu operi!).
Sì, Io opero le guarigioni, non voi piccoli uomini. Voi date i medicamenti, voi dite parole di amore e partecipate alla sofferenza dell’ammalato. Questo amore fa parte dell’Amore, per cui Io posso operare anche tramite questo vostro amore. E’ il circolo dell’amore che guarisce.
Credi continuamente, intensamente ama, e i segni ti saranno palesi.
Così sia con Maria.
 
[7/58]   14 febbraio 1989
«Senza di Me non potete fare nulla» (Gv 15,5).
«Ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio» (Lc 18,27).
 
[7/59]   20 aprile 1989  -  ore 8,30
CREDO in un solo Dio, Creatore del Cielo e della terra, di tutte le cose visibile invisibili;
Padre nostro onnipotente,
che si è fatto uomo in Gesù Cristo,
per noi uomini e per la nostra salvezza,
incarnandosi, per opera del Suo Spirito, nel seno della Vergine Maria.
Credo che fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto,
e il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
ed è tornato al Cielo.
Il Suo regno non avrà mai fine.
Credo nel Suo Spirito che dà la vita,
e ha parlato e parla per mezzo dei profeti,
e parla ad ogni creatura aperta al Suo ascolto.
Credo la Chiesa in cammino verso l’unità.
Credo nella Comunione dei Santi.
Credo nella risurrezione dei morti,
e nella vita eterna dove tutti saremo uno nell’Uno.
Amen.
 
[7/60]   21 maggio 1989  -  alla Comunione.
Nell’Antico Testamento l’uomo si è salvato credendo nel Dio di Mosè (fuoco, nube).
Nel Nuovo Testamento l’uomo si salva credendo nel Dio incarnato in Maria, fattosi uomo, morto e risorto per salvare l’uomo infante e debole nella fede.
Ora l’uomo si salva credendo nello Spirito che parla, agisce e spinge l’uomo maturo a credere, imitare, amare il Dio incarnato: Gesù Cristo. Unico Dio salvatore di tutti gli uomini passati presenti e futuri.
Così sia per Maria.
 
[7/61]   28 giugno 1989  -  ore 7
Fede è credere, aver fiducia in “Qualcuno” che esiste ma non è visibile con occhi terreni; magia è credere in “qualche cosa” che non esiste ma è frutto di fantasie terrene.
L’Oggetto della fede opera nel campo dello spirito e provoca azioni e reazioni riscontrabili dall’intelletto illuminato dallo Spirito Santo ( = Oggetto della Fede).
Tale Spirito Santo incarnato in Gesù Cristo, nel tempo, si è reso visibile e udibile da occhi e orecchi terreni, e si incarna nel profeta che ne esprime la volontà, nei vari secoli.
La magia è imitazione illusoria di fatti soprannaturali ma privi di contenuto reale. Il principe di questo mondo ne è il provocatore perché: “bugiardo fin dal principio”.
Quando la fede diminuisce, aumenta la magia perché l’uomo cerca il “mistero” e dove manca la fede - che inizialmente è basata su un Oggetto non visibile ma sensibile dallo spirito dell’uomo - sovrabbonda il mistero magico - immagini fantastiche elaborate dalla mente di uomini succubi del principe di questo mondo -.
La magia sparisce con la morte del mago; la fede inizia ad essere “visibile” dall’uomo vivente nello spirito.
Non confondete la fede con la magia piccoli uomini terreni, e non indicate ai piccoli cose misteriose ma false, altrimenti sfasate la facoltà di percezione del bambino che cerca la Verità, inizialmente vista come cosa misteriosa. Quanto più l’uomo cerca, pensa, approfondisce l’Oggetto di fede, tanto più sarà palese a lui la Verità e la Realtà di tale fede.
Il “libro” (Bibbia) è strumento massimo per approfondire e conoscere l’Oggetto della fede che è insita nel profondo di ogni uomo.
Così sia per Maria.
 
[7/62]   30 settembre 1989
(Signore tu sei, Signore tu sai, Signore tu puoi, Signore tu vuoi, Signore tu vedi, Signore tu provvedi).
Così sia con Maria.
 
[7/63]   4 luglio 1991  -  in chiesa a Sommacampagna.
I Miei tempi sono lunghi all’infinito, per voi piccoli uomini nati nel tempo e destinati ad evolversi all’infinito.
Come all’inizio dei tempi, conosciuti dall’uomo, Io ho parlato ad Abramo chiedendogli il figlio della promessa (cfr. Gen 22,1-18), prova per Abramo di una fede indiscussa, così oggi Io ho chiesto a te, e ad altri scelti come testimoni e trasmettitori di una fede certa, una prova simile: il distacco da un bene ritenuto massimo nella vita terrena. Ma Io sostengo i Miei amanti, e lasciando pure a loro la libertà di scelta, do loro la forza per sopportare serenamente tale prova.
Chi si sente schiacciato non è il prescelto, ma chi supera agevolmente, pure con una commozione umana, tale prova, è il prescelto da Me come esemplare del vero credente che affida sé stesso e il mondo al Creatore e Salvatore. Il Mio giogo è leggero, la Mia croce è soave per chi crede.
Va e parla a chi deve trasmettere la fede nel Creatore e Salvatore.
Io scelgo voi, Io sostengo il prescelto, Io salvo il credente nell’Amore.
Così è.
 
[7/64]   22 agosto 1991
Fa attenzione, sappi discernere la fede vigile dalla cosiddetta fede abitudinaria.
«Non chi dice: “Signore, Signore” entrerà nel Regno, ma chi fa la volontà del Padre» (Mt 7,21).
E la volontà del Padre è che tutti Lo conoscano nei Suoi tre aspetti e nomi: Padre, Figlio, Spirito Santo, e Lo amino, Lo preghino come l’unico Dio Creatore e salvatore delle Sue creature.
Così sia con Maria.
Non tu, ma Io salvo. Tu accetti, cerchi, collabori per la tua salvezza e quella dei fratelli.
Questa è la volontà del Padre.
 
[7/65]   2 aprile 1992
Per chi pretende il miracolo, o si aspetta dall’Alto delle capacità oltre il suo specifico normale, Io dico: «Non tentare il Signore Dio tuo» (Mt 4,7). Ognuno faccia il passo secondo la sua gamba, né più piccolo, né più grande. Non è fede autentica quella di colui che vuol fare qualche cosa di straordinario, nella sua vita terrena, invocando il nome del Signore, ma quella di colui che dice: «Sia fatta la Tua volontà» (Mt 6,10), e la cerca e la realizza ogni giorno nelle cose e attività normali adatte alla sua persona.
Lo “straordinario” viene dall’Alto per chi è stato scelto per un compito particolare.
Siate semplici, umili, non vogliate strafare, questo è egocentrismo!
Affidatevi a Me che sono semplice e umile di cuore. A ognuno il suo.
Così sia per Maria.
 
[7/66]   20 luglio 1992  -  ore 9
Nella parabola del figliol prodigo (Lc 15,11-32), sono adombrate le due facce della creatura credente nel Padre.
Il figlio maggiore è simbolo del credente che lavora per forza nel campo (Chiesa) del Padre: non sa staccarsi da Lui perché pigro, infantile, desidera solo far festa con gli amici (Chiesa festaiola, superficiale, egoista; ama sé stessa ma pretende dal Padre il banchetto finale: «Ho mangiato con Te, aprimi!... Non ti conosco!...» - Lc 13,25-26 -).
Il figlio minore è simbolo del credente autonomo: sfrutta i talenti ricevuti dal Padre, li usa per i suoi interessi temporali, pensa a sé stesso e si crede un dio infischiandosene del Padre. Gode e usa le sue energie per fare orge terrene (sesso, potere, avere, ecc.), tutto serve nel tempo per la vita terrena da godere; arrivata la sera (fame, porci, ghiande) si ritrova solo, disperato, e si ricorda del Padre. Si umilia, chiede perdono, ritorna a Colui che gli aveva dato i talenti e la libertà (male gestita) e si riconosce figlio “creatura” sempre bisognosa dell’aiuto del Padre.
E il Padre lo accoglie e lo abbraccia. «E si farà festa in Cielo per ogni peccatore pentito che ritorna all’ovile» (Lc 15,4-7).
Così è e sarà con Maria.
 
[7/67]   22 marzo 1993  -  ore 7,40
(Ero angosciata, temevo di non credere più a niente! Ma poi è sgorgato dal mio profondo questo “Credo”:
Credo in Dio, che è Spirito Santo, che ci è Padre, che si è incarnato in Gesù Cristo, morto e risorto.
Credo nello Spirito Santo, Creatore e Padre di tutta la creazione e di ogni essere vivente.
Credo nello Spirito Santo che ha preso carne in Maria, si è fatto uomo in Gesù Cristo, ci ha insegnato a vivere come uomini, amanti il Padre, amanti i fratelli, imploranti il Suo Spirito, imitanti la Sua Carne, credenti nella Sua Risurrezione.
Tu Cristo sei il Verbo dello Spirito che ci è Padre.
Tu Cristo, Figlio dello Spirito vivente in eterno, apparso, scomparso, ricomparso alla nostra vista di piccoli uomini, nel tempo.
Tu Spirito che alberghi in noi e ci fai vivere, ci fai risuscitare dai morti, ci fai vedere la Tua Luce, qui, e ce la fai rivedere dopo la nostra morte.
Tu Spirito Santo vivo in eterno.
Fatti sentire Spirito Santo, in noi Tue creature, Tu Padre nostro e nostro Salvatore.
Credo in Te Spirito Santo. Aiutami nell’ora delle tenebre.
Così sia.
Grazie Signore, sono tua. Fa che la Tua Chiesa sia ripulita dalle tenebre e risplenda nella Tua Luce: la Parola eterna).
... Fidati di Me, affidati a Me. Non temere, non avere fretta. Io ti detto, tu scrivi. Il tempo serve alla Verità.
Vivi in pace e canta.
Così è.
 
[7/68]   27 maggio 1993
Dio è: l’Assoluto
Dio è: l’Esistente
Dio è: l’Essere
Dio è: l’Eterno
Dio è: l’Infinito
Dio è: l’ “Io sono”.
Così è.
 
[7/69]   20 agosto 1993
«Il Figlio dell’uomo non ha una pietra dove posare il capo» (Mt 8,20).
Non una casa, non una famiglia, non un letto per riposare ha l’uomo che vive di Spirito, vive per portare lo Spirito nel mondo! Non una Chiesa, non una comunità, non un Capo (Pietro) gli fa posare il capo per riposare sugli allori mondani, ma solo la Roccia nuda (fede nell’Assoluto) gli serve come punto di appoggio per proseguire nel suo cammino infinito verso l’Infinito.
Così Io, nel tempo, ho camminato appoggiandoMi al Padre, sorretto dal Padre nei momenti della Mia stanchezza umana vissuta nel tempo, vissuta nella notte umana, terrena. Io Uomo ho vissuto queste notti terrene e solo lo Spirito è stata la Roccia che Mi ha sostenuto, a questa “Pietra” Mi sono appoggiato.
Questa pietra (umanità) Mi ha apparentemente rinchiuso nel sepolcro umano, terreno, ma Io (Divinità) ho ribaltato la pietra, ho aperto il sepolcro, ho vinto il sonno della morte, sono risorto nella Luce del Mio Spirito!
Ora è tale Spirito che illumina le vostre notti, piccoli uomini, questa è la Pietra su cui appoggiare il capo. Questa è la Roccia (fede) indelebile, dura ma forte, che vi sosterrà nelle notti terrene.
Appoggiatevi a Me, imitate la Mia vita terrena e il Mio Spirito vi sosterrà fino alla risurrezione. E allora la Roccia sarà Luce per sempre e per tutti, perché tutti siano “uno” nell’Uno.
Così sia, così è, così sarà per i secoli eterni.
 
[7/70]   18 ottobre 1994
Quando la fede diventa abitudine, è la morte della fede.
Quando la fede diventa spettacolo (liturgia), è la morte della fede.
Quando la fede diventa (solo) devozione, è la morte della fede.
Così è.
La fede è scoperta continua dell’Essere.
La fede è stupore sempre nuovo.
La fede è novità eterna.
La fede è gioia e pace infinita.
La fede suscita l’amore per Dio e lo realizza nel prossimo.
Così è.
 
[7/71]   29 novembre 1994
(Signore Tu sei il nostro “paradiso terrestre”, Tu sei la nostra “Terra promessa”, fa che noi non tradiamo l’Alleanza che Tu hai fatto con i nostri progenitori. Tu sei da sempre e per sempre il nostro Dio-Padre e Fratello, fa che noi siamo sempre più il Tuo popolo, che Ti riconosce come Dio Padre nostro e Ti segue e Ti imita come nostro Fratello - nella carne -. Fa che il Tuo Spirito illumini questa povera umanità confusa; siamo pecore disperse! Fatti sentire Signore, guidaci in questo “Mare Rosso” dove siamo incalzati sempre dal nemico; liberaci dalle illusioni, dalla nebbia, dal desiderio di cose fasulle. Da a noi un Capo valido, santo e forte che ci guidi verso la Tua “Terra promessa” che sei Tu mio Signore! Fa che tutti diventino “uno” nell’Uno).
Così sia con Maria.
Mi hanno buttato via, non credono nell’esistenza di un Padre, Creatore e Redentore!
Perciò vagate nel buio oggi Mie creature illuse da un principe fasullo decaduto che vi attira e vi promette ciò che mai può mantenere perché nulla ha.
Amatevi e aiutatevi vicendevolmente, questa è la Mia Voce, il Mio comando.
Credete nello Spirito che vi sostiene e risentirete la Sua forza, rivedrete la Sua Luce che vi guida verso il Faro eterno che illumina il cammino verso la Terra promessa dove vivrete la pace e la gioia eterna.
Così è e così sia.
 
[7/72]   11 maggio 1997  -  ore 7
Io non sono nel vento impetuoso,
Io non sono nel tuono,
Io non sono nel fulmine,
Io sono nella brezza leggera che accarezza la tua guancia, fa danzare le foglie, fa increspare leggermente le onde del mare.
Io sono nel sorriso del bimbo, nel canto degli uccelli, nel profumo dei fiori variopinti.
Io sono nell’azzurro del cielo,
Io sono nel sole che illumina e riscalda.
Io sono nel cuore dell’uomo che ama.
Io sono il Più che riempie il meno.
Io sono il Positivo che annulla il negativo e lo stravolge in positivo.
Io sono il Tutto che riempie il nulla e lo solleva sempre più in Alto, all’infinito e per sempre.
Io sono la Luce che illumina il mondo.
Così è.
 
[7/73]   19 gennaio 1998  
La storia dell’uomo si basa su tre realtà, doni divini insiti nell’uomo stesso: l’intelligenza, la libertà, la volontà.
L’intelligenza fa vedere e conoscere sempre più a fondo la realtà e la storia vissuta dall’uomo nel tempo, storia vissuta sulla terra e ricordata dall’uomo che ne tramanda gli eventi. L’uomo vede, pensa, agisce conforme la sua libera volontà gli fa concepire tale storia passata, presente, e presumibilmente futura.
Ma l’uomo può credere a tale storia vissuta dalle varie generazioni, e ricordata attraverso locuzioni orali e poi scritte (Scrittura), o anche dubitare sulla veridicità trasmessa nei secoli (soprattutto se mancano le fonti originali scritte, unico documento tangibile e riscontrabile dall’uomo che accetta tali memorie).
Se l’uomo dubita di tali documenti orali, o anche scritti - perché presumibilmente inficiati da errori o distorsioni linguistiche subite nelle tradizioni e nelle traduzioni scritte nell’andare dei tempi - subentra solo la fede a supportare tali tradizioni storiche.
La fede è un salto nel buio della mente umana (limitata nel tempo) che viene illuminata da una Luce soprannaturale e deriva da un’altra dimensione, superiore a quella temporale perché uscita da un Eterno, Essere Assoluto, senza principio né fine.
La fede è fiducia totale in questo Essere eterno che svela la Verità un po’ alla volta all’uomo che si sta evolvendo, prima nel tempo sulla terra, poi all’infinito nella Casa del Padre, dove nuovi cieli e nuove terre (cfr. Ap 21,1) vedrà ogni uomo passato dal tempo (sulla terra) all’eternità perenne.
Questo è l’iter dell’uomo che con la sua intelligenza passa dalla storia vissuta fisicamente in un tempo e luogo tangibile, alla fede (credenza nella Verità illuminata nel tempo dalla Luce eterna), e infine al riscontro incontrovertibile, nell’aldilà, della fede vissuta nel tempo.
INTELLIGO-CREDO-VEDO.                                        
Così è.
 
[7/74]   6 novembre 2000  -  ore 8
Io intervengo sull’uomo in proporzione alla sua fede.
·         Se il credente Mi prega con convinzione e intensamente, Io intervengo fortemente; anche miracoli posso realizzare per chi si abbandona totalmente a Me! (cfr. Mt 11,22-24).
·         Se il cosiddetto credente ha una fede opportunistica ed egocentrica, Io lo lascio fare liberamente, ma non intervengo.
·         Se l’uomo è in ricerca di Me, anche se dubbioso, Io lo aiuto a conoscerMi e a credere sempre più.
·         Se l’uomo Mi rifiuta, Io lo lascio libero, ma talvolta mando a lui occasioni di richiamo e di ripensamento.
Io assisto tutti, ma in proporzione alla loro ricerca e fiducia in Me.
Così è con Maria.
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