Capitolo X


Destino dell'Uomo: la Vita Eterna

12 dicembre 1968

Lo scopo della vostra vita è duplice.

Primo: conoscere, amare e servire. Colui che vi ha immesso nel mondo, nel tempo, nella storia.

Secondo: vivere eternamente felici e gloriosi nell'eternità, dove canterete per sempre la gloria di Colui che vi ha fatto vivere, che vi ha cioè fatto passare da uno stato di potenza, nella Sua mente, a quello di atto. Questa è la condizione del vostro essere eterno.

9 marzo 1971

La storia dell'uomo nel tempo finirà, inizierà la vita dell'uomo nell'eternità così come l'uomo se l'è preparata nel tempo.

Tempo breve, limitato; eternità infinita, illimitata. Sempre così è e sarà.

18 giugno 1974

Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di Me. Ascolta la Mia voce e metti in pratica i Miei insegnamenti. Ecco si faranno nuove tutte le cose.

Un giorno vedrai la Luce, diverso sarà il colore, tutto limpido ti apparirà, così come oggi vedi con gli occhi della fantasia cose non tangibili, così un giorno il tuo sguardo affinato dallo Spirito percepirà cose, oggetti, persone, scene mai viste prima. Tutto ti apparirà davanti agli occhi della mente come un sogno e sarà realtà ciò che vedi. Saranno persone vive quelle che vedrai muoversi sulla scena che ti appare. Persone vissute un tempo e poi scomparse dalla faccia della terra, ma viventi nella eternità beata e reale. Così ti apparirà il nuovo mondo.

Nuovi cieli e nuove terre vedrai, nuovi per te che sei ora sulla terra e tocchi con mano terrena le cose e le persone transeunte. La realtà sarà simile ma diversa: nuove dimensioni ti appariranno ma chiaramente vedrai persone vive e le udrai parlare, sentirai le loro voci e contemplerai il loro volto. Percepirai le espressioni e ne comprenderai l'intima volontà e scoprirai i pensieri reconditi.

29 gennaio 1975

Nuovi cieli e nuove terre, non sono da intendersi nel senso materiale, fisico, ma solo in senso spirituale.

Quando lo spirito rientra nel cielo eterno, nell'ambito cioè del seno del Padre si ritroverà nella pienezza delle sue facoltà mentali, psichiche e spirituali non più mediate dalla materia che subisce, qui sulla terra, i condizionamenti di altri fattori fisici, chimici, magnetici, fluidi e steroidi, ma libero da ogni influsso fisico si librerà nell'Empireo senza sovrastrutture pesanti e ingombranti. Solo la parte dell'uomo preesistente alla materia sarà pienamente realizzata e continuerà ad evolversi nel campo dell'amore cosciente del Dio vivo, di se stessa e del prossimo che continuamente incontrerà, scoprirà e conoscerà a fondo nei suoi reconditi meandri permeati dalla volontà del Positivo.

(E il negativo non esisterà più?).

Non esisterà nella mente dei giusti, perché in loro solo il Positivo agirà, ma esisterà per se stesso, a sè stante, isolato e infinitamente solo e sperduto, sempre in ricerca della Felicità sicuramente perduta per sempre.

(Signore, in cosa consiste questa felicità eterna che Tu ci prometti?).

Pienezza di amore, di conoscenza, tensione libera e comprensione sempre maggiore dell'Assoluto.

(Ma allora non sarà mai raggiunto?).

All'infinito continuerà questa comprensione che darà a voi la gioia continua e perenne. Vita dinamica, non statica, ma sempre completamente soddisfacente il bisogno di felicità. Non più timore di perderla o di non raggiungerla, ma sicurezza piena conquista ulteriore. Mai raggiungerete l'Assoluto totale, ma sempre più vi identificherete in Lui e ciò sarà la vostra eterna beatitudine.

Alla fine del tempo escatologico ognuno raggiungerà la quiete, soddisfazione, cioè completa, e appagamento di ogni sua ricerca e desiderio di Assoluto. Ad ognuno il suo.

Io fisico )

Io psichico )= uomo integrale

Io spirituale)

11 febbraio 1978

C'è chi entra nella vita eterna alla fine della sua vita terrena, e chi è già entrato nell'eternità durante la sua vita mortale.

"La vita eterna è questa: che conoscano Te Padre e Colui che hai mandato". Questo è stato detto, ed è proprio questo conoscere il Padre, fattosi Figlio per salvare l'umanità corrotta da Satana, ciò che fa entrare e vivere la vita eterna.

Ogni volta l'uomo si immerge in questo pensiero di Dio, nell'amore del prossimo realizzato per amore del Padre comune: ogni pensiero e ogni azione fatta in relazione all'Eterno, fa vivere l'uomo nella dimensione eterna.

Se tu, o uomo, vuoi essere sollevato dalle pene e dal peso della vita terrena, contingente, transeunte, immettila nella prospettiva eterna e tutto ti sembrerà più lieve, più sereno, più utile a raggiungere la pienezza della vita che sarà alla fine di questa terrena.

Vita terrena, mezzo e luogo di crescita per raggiungere l'Eterno.

Quanto più pensi a Me, tanto più entri nell'eternità beata.

23 febbraio 1979

L'uomo è fatto per la felicità. Da quando nasce il bimbo cerca la felicità. Il latte, l'amore della mamma, per lui sono fonte di felicità. Quando il bimbo cresce, ricerca la felicità in altre cose che via via crescono di valore quanto più l'uomo cresce fisicamente, psichicamente, intellettualmente.

La vita dell'uomo è tutta una ricerca di felicità. Questo ti dimostra che l'uomo è fatto per raggiungere tale scopo della sua vita.

Ma la felicità totale, completa, infinita ed esauriente ogni suo desiderio non la raggiungerà mai qui sulla terra, ma solo alla fine di questo cammino che ha come meta tale traguardo: la felicità.

E felicità è: pienezza di conoscenza, pienezza di amore.

Io sono Colui che è l'Amore in assoluto. Solo conoscendo Me potrete raggiungere la pienezza dei vostri desideri. La vostra vita è fatta per conoscerMi.

28 ottobre 1982

La vita terrena è segno e anticipo della vita futura.

(I Ciclo): Inizio, sofferenza, infanzia, desiderio;

(II Ciclo): Spensieratezza, coscienza, fatica;

(III Ciclo): Ricerca di felicità, di amore, di verità.

Ma la fatica e l'ansia per conquistare tali cose vi sarà tolta nella vita futura perché tutto vi sarà dato gradatamente e continuamente nella vita eterna.

Entrate fin d'ora in questa vita e comincerete a gustare i frutti della felicità, dell'amore, della verità dell'Assoluto.

(Grazie, Signore, quanto sei buono a farmi comprendere queste cose! Fa che io le viva, anche qui, questa vita eterna).

L'equilibrio celeste è quello dei Santi, l'equilibrio terreno è quello dei morti.

24 maggio 1984

Ho cercato Paolo, l'ho preso perché lui cercava il Dio vero; ho chiamato la Samaritana che desiderava vederMi.

Tutti cerco, tutti accetto, eccetto coloro che si fanno dei di se stessi.

2 ottobre 1984

La vita eterna è questo: "Che conoscano Te, Padre, e Colui che hai mandato: Gesù Cristo". Questo ho detto e lo Spirito ti spiega:

Vita eterna è uguale a Vita di Dio.

Chi entra nella Vita di Dio e coscientemente e volutamente la segue, la imita, costui è già nella Vita eterna, sia pure con cadute e resurrezioni.

Se la volontà finale dell'uomo caduco è quella di seguire la Vita di Dio, l'Eterno, costui risorgerà per sempre.

Se la volontà finale dell'uomo dubbioso di Dio è incerta, sarà separato da Dio (fuoco, Geenna, pianto e stridore di denti) finchè non si sarà purificato dalle scorie del dubbio, della presunzione, dell'attaccamento al proprio io e alle cose fasulle e caduche, e crederà e cercherà e vorrà entrare nella Vita di Dio.

Dopo la croce la resurrezione. Dopo il Purgatorio, l'incontro luminoso con Dio e l'entrata gloriosa al banchetto con la veste bianca.

(E cosa vuol dire: "Venite benedetti perché avete dato da mangiare, da bere, etc. "? ). Vuol dire che il presupposto, nella vita terrena, per entrare alla sequela della Vita di Dio è l'amore al prossimo.

Conforme l'uomo considera il prossimo come fratello (figlio cioè dello stesso Padre e perciò lo ama, lo cura, lo soccorre nelle sue lacune materiali e spirituali), o considera se stesso al di sopra di tutti, ignorando volutamente il prossimo e quindi il Padre comune, in conformità a questo suo giudizio (e quindi conseguente modo di vivere nel tempo), cosi sarà giudicato.

Entrare nella vita di Dio = Eternità.

10 novembre 1984

(Signore, non capisco: come può l'anima separarsi dal corpo alla fine della vita se l'uomo non ha voluto coscientemente seguirTi?)

Come all'inizio della vita dell'uomo c'è stata l'unione dell'anima col corpo soggetto all'evoluzione, cosi alla fine ci sarà la disgregazione dell'anima da quel corpo che volutamente ha rifiutato di seguire l'anima (Angelo, coscienza, raggio divino).

Il corpo resterà solo, nel buio finchè non si sarà decomposta la carica negativa accumulatasi su se stesso durante la vita terrena (scorie) e rimarrà il verme nudo. Decomposizione quindi, ma non distruzione.

Niente finisce di quello che è stato.

E' solo separazione momentanea del positivo (anima) dal negativo (corpo del dannato).

Ma, alla fine, l'anima si riunirà al corpo purificato dalle scorie e rientrerà nella Luce per sempre.

Solo i puri spiriti che pienamente coscienti e con la massima libertà e volontà. concessa a ogni creatura, hanno prevaricato richiudendosi solo in se stessi e rifiutando il Creatore, solo tali spiriti (che non hanno mai avuto corpo), sono eternamente dannati.

Disperazione senza più ritorno.

16 novembre 1984

(Ma, allora, l'uomo è formato di tre corpi?).

SI, la persona, come voi chiamate l'uomo globale, è dotata di tre dimensioni:

corpo fisico, materia che nasce, si evolve, muore e si trasforma in altre sostanze organiche che servono l'Universo;

corpo spirituale, anima, angelo, realtà eterna, da sempre presso Dio in potenza, entrata nel corpo fisico all'atto del concepimento, per cui diventa atto, anima vivente, spirito nell'uomo, angelo sempre presente al Creatore al quale ritornerà dopo la morte del corpo fisico;

corpo psichico, realtà che fa' da trai-d'union fra il corpo fisico e quello spirituale.

E' quello che porta i messaggi del corpo spirituale al corpo fisico e intellettuale.

Il maligno entra nel corpo psichico dell'uomo e incide sul corpo fisico e intellettuale dell'uomo che lo accetta, o lo ascolta. Non date accesso a questa realtà negativa e sarete salvi.

Alla fine della vita terrena di ogni uomo, il corpo fisico muore, il corpo psichico si sublima, cioè si purifica dalle scorie e resta il verme nudo divenuto farfalla che sale per ricongiungersi con il corpo spirituale, anima, vivente in eterno, in piena coscienza del suo essere derivante dal suo Creatore di cui è diventata immagine attualizzata nel tempo per l'eternità gloriosa.

FARE PER ESSERE. ESSERE PER FARE.

4 febbraio 1985

I Il Signore pensa la natura umana da sempre, la ama, la vuole, la concretizza,

la crea.

II La assume, si incarna, la vive, la sperimenta; la subisce, la controlla, la dirige,

la eleva, la annienta sulla croce purificandola.

III La sublima, la glorifica con la resurrezione.

IV La riassimila in Sè. E saremo uno nell'Uno.

1 giugno 1985 - alla Comunione

Non tutti sono degni di entrare nel Regno.

(E allora, Signore?).

Io salvo tutti, ma ognuno deve guadagnarsi la sua salvezza attraverso una sua totale adesione personale e cosciente.

Il Regno attende i Santi e santo è colui che è purificato dal sangue dell'Agnello. Ma l'adesione cosciente di ogni persona può avvenire durante la vita terrena o anche alla fine del tempo concesso a ognuno propriamente per raggiungere tale conoscenza e adesione al Padre.

(E se uno non crede fino alla fine della sua vita?).

Il passaggio dal tempo alla vita eterna, apre gli occhi della mente e del cuore e l'uomo intravede la Luce. Nella Vita eterna, l'uomo incredulo comincia il cammino verso la Luce e i primi passi sono dolorosi perché l'uomo s'avvede del tempo passato sulla terra inutilmente, o peggio, rifiutando o insultando il Creatore.

Ma il dolore sofferto per l'ignoranza voluta, purifica dalle scorie e fa avanzare il peccatore sempre più verso la Luce.

Ogni uomo è fatto per la Luce e prima o poi la raggiungerà e la gusterà all'infinito.

1 luglio 1990

(Signore spiegami cosa vuol dire che alla fine saremo tutti uno nell'Uno? Ci annulleremo in Te e perderemo la nostra personalità specifica di ogni persona?)

NO, ogni uomo o donna rimarrà per sempre se stesso con la sua particolare specificità. Ogni persona nasce con un suo "quid" specifico che lo differenzia dagli altri esseri umani.

Così in un campo fiorito, o in una foresta ogni pianta ha un suo colore, una sua forma specifica che si riproduce sempre con le stesse caratteristiche della pianta madre. L'insieme delle varie piante, diverse una dall'altra, forma il prato o la foresta. Una pianta staccata dal prato o dalla foresta si isola e muore. Il prato o la foresta sono i luoghi dove la pianta germoglia, cresce, si riproduce, muore per dar vita ad una nuova pianta della sua specie, e non di un'altra specie. Questo è il "quid" specifico che distingue una pianta da un'altra, una specie da un'altra specie, anche se simile a quella vicina. L'insieme delle varie piante formate da specie, specifiche e sempre uguali in se stesse, anche se si sviluppano in modi talvolta leggermente diversi -per l'apporto ricevuto dall'Humus che fornisce la linfa ad ogni pianta in quantità diversa (talenti)- tale insieme forma il prato variopinto, o la foresta con piante diverse ma che nell'insieme formano un unico bosco.

Così sarà nella Vita oltre la vita. Ogni essere si ritroverà nel livello a lui congeniale (quid) e in ogni livello, ogni essere sarà insieme ad altri esseri che hanno raggiunto lo stesso livello, e ad ogni livello saranno "tutti uno nell'Uno" perché godranno, conosceranno l'Uno per quel tanto che sarà necessario e accessibile al loro livello.

Ma mentre nella vita terrena ogni pianta rimane nel prato o nella foresta riproducendosi sempre allo stesso livello, con poche varianti, nella Vita oltre la vita ogni pianta (essere umano) potrà passare da un livello ricercato, ad un livello superiore, se lo vorrà ricercare e desiderare. Questa è la volontà e libertà dell'essere umano che potrà salire o segnare il passo nel livello voluto.

"Che siano tutti uno nell'Uno" vuol dire quindi che ognuno, con la sua specifica volontà e libertà, è destinato a salire all'infinito, di livello in livello, dove si ritrova con esseri simili che hanno voluto e raggiunto tale livello -per conquistare sempre più chiaramente la conoscenza dell'Essere Assoluto che dà ad ognuno la gioia e la gloria dell'unione con i fratelli (dello stesso livello) e col Padre conosciuto sempre più.

Essere "uno nell'Uno" è quindi pienezza per ognuno, da raggiungere un po' alla volta ma all'infinito, perché Infinito è il livello dell'Essere Supremo, Infinito, Uno.

Così è e sarà all'infinito.

23 gennaio 1991 - ore 12

(Una amica mi avverte della morte di Ombretta).

La mia Chiesa non mi ha insegnato ad amare la Vita eterna perciò ero troppo attaccata alla vita terrena, perciò ho penato tanto perché non la volevo lasciare!

(Ma perché te la prendi con la Chiesa?).

Perché solo la Chiesa sa la Vita eterna e la deve far amare dai fedeli anche qui sulla terra. La Vita eterna inizia anche qui nel tempo per l'uomo che crede, cerca, vive la vita qui in attesa del dopo.

L'Eterno è e io Lo intravedo, ora sto bene sono in pace e cammino in salita.

Dillo ai miei cari ma di a loro e agli uomini che falsano la verità per un amore fasullo, che il vero amore è per l'Eterno Amore, ed è questo che l'uomo deve cercare e sperare con tutte le sue forze.

Siate sinceri! La gioia della vita è la consapevolezza dell'Eterno Amore verso il quale siamo incamminati.

Pregate per me anelo all Amore.

Ombretta.

(Perdonami Ombretta se non ti ho detto la verità!).

Eri impedita dalla stupidità del mondo. Cammina e sii sincera.

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