Capitolo XXI


La Legge divina e la legge umana

29 dicembre 1968

La legge umana è un pallido ed imperfetto riflesso della legge divina che Io ho messo nell'animo di ogni uomo. La Mia legge è legge di amore per cui ogni creatura deve amare il suo simile, convivere in armonia con Lui: aiuto reciproco, comprensione, amore. Fa all'altro ciò che vorresti fosse fatto a te stesso.

La legge umana è ancora troppo imperfetta. Parte da un diritto naturale che l'uomo sente in sè e cerca di esplicare, ma l'intervento del maligno glielo vieta, perciò accade il male, i pervertimenti, le lotte. Tutto ciò va contro la legge dell'amore, che è legge naturale. Finché l'uomo non scopre e non segue questa legge naturale dell'amore non farà mai leggi sagge o comunque complete, atte cioè a regolare i rapporti umani in modo degno della natura buona che è nell'uomo ed è regolato dalla coscienza. Quella è la vera legge giusta ed equa. Seguitela, approfonditela, amatela, esplicatela e così il convivere umano sa di buono e così vi avvicinerete alla felicità che un giorno vi attende nell'eternità.

8 febbraio 1969

La giustizia divina è sospesa fra cielo e terra. Guai se agisce per voi. Le vostre preghiere la tengono lontana per ora. I castighi che molti meritano saranno diminuiti per la misericordia mossa anche dalle preghiere dei giusti. Guai se così non fosse.

Poveri peccatori! Ma Dio è anche Padre e la sua misericordia supera spesso la giustizia. Così fino alla fine dei secoli. Poi nulla varrà per distogliere il reo dalla pena meritata con la ribellione, voluta e cosciente, alla legge di Dio. Legge di amore, di carità, di giustizia che anche fra gli uomini deve essere esercitata.

Tutte le ingiustizie fatte su questa terra saranno purificate in purgatorio.

Questo è uno dei peccati più comuni. Rendetevi conto delle ingiustizie che

operate nei confronti dei fratelli, amatevi gli uni gli altri. Se uno toglierà all'altro ciò che ha di bene materiale, morale o peggio spirituale, sarà colpevole.

La giustizia non è di questo mondo, questa terrena è pseudo giustizia, è basata solo su interessi umani, limitati. La Mia giustizia riguarda l'amore verso Dio e verso il prossimo. Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, questo non lo avete ancora capito.

Troppo tempo dedicate a Cesare e troppo poco a Dio, anche questo fa parte della ingiustizia.

(Signore chi mi impedisce di sentire? S. Michele aiutami).

Il maligno è la prima fonte di ingiustizia. State attenti perché l'ingiusto è subdolo e fa passare per giusto ciò che agli occhi di Dio non lo è.

Aprite gli occhi. Misurate col metro della giustizia mossa dallo Spirito cioè dall'amore. Amen.

18 febbraio 1970

(E la giustizia come deve essere?)

Non quella umana che protegge i deboli nella carne, ma quella divina che colpisce i sopraffattori del debole con ingiuste leggi umane atte a reprimere la volontà di ascesa dell'uomo.

(Non capisco).

Si deve guardare all'uomo integrale, anima e corpo. Si deve aiutare l'uomo a vivere in condizioni normali cioè senza privazioni del necessario, ma il necessario non è il superfluo!

Giustizia è togliere il superfluo da chi ne usa sperperando a danno di chi è privo del necessario.

Se c'è la carità non c'è il dovere. Se c'è l'amore non c'è il diritto, ma tutto è fatto per spinta di amore verso il prossimo in vista di una unione eterna perfetta fra povero e ricco. Questi due termini presi non nel senso materiale ma solo in quello spirituale.

Solo la visione spirituale dell'umanità aiuterà a risolvere i problemi di oggi. La confusione deriva da questa annebbiata, e spesso annullata volutamente, visione dello spirito dell'umanità.

10 novembre 1970

Giustizia = dare a ciascuno ciò che gli spetta di diritto. A Dio il massimo: la gloria attraverso il riconoscimento di quello che è l'amore derivante da questo riconoscimento.

All'uomo l'assistenza: essere presenti al fratello riconoscendo le sue necessità prime materiali e contemporaneamente quelle spirituali. Non solo fame e sete naturali ma soprannaturali.

Uomo = anima e corpo -prima i valori dello spirito, poi quelli della carne-.

Uomo visto in rapporto al suo Creatore quindi con necessità derivanti da questa posizione spirituale. E' giusto assistere l'uomo in anima e corpo, non solo nel corpo.

30 gennaio 1971

L'uomo vuole ciò che gli fa piacere, come l'animale; ma mentre questo si ferma all'attuazione del piacere materiale, come fine a se stesso e riferito solo a se stesso, l'uomo valuta il piacere anche in rapporto agli altri uomini che con lui sono coinvolti in quell'azione di piacere.

Se l'uomo è giusto cerca di fare un'azione adatta a far piacere ad ogni prossimo partecipante di tale azione, direttamente o indirettamente, godibile cioè a tempo susseguente o ancora indeterminante; se l'uomo è ingiusto bada solo al proprio piacere egoistico, goduto anche a scapito, soprattutto a scapito del prossimo. Per questo egoismo non si realizza il bene comune che porta verso l'Unità.

E' questo egoismo che rovina l'umanità privandola del bene comune.

31 gennaio 1971

Giustizia è attuazione di un bene comune a tutti, che può variare però da uno all'altro conforme l'intensità del bisogno e conforme la forza dei talenti usati. Chi più ne ha, più ne metta, dia cioè con maggiore intensità la sua azione per sollevare e aiutare chi è meno dotato e quindi ... meno abbiente.

9 giugno 1971

Io sono il Signore Dio tuo e vostro, di tutta l'umanità.

E' mio l'uomo, da Me deriva e nessuno ha diritto a sopprimerlo. Non la donna che lo concepisce per gioco può, scherzando, sopprimerlo, per poi ricadere nel gioco del concepimento che finisce in un aborto.

La voce di tanti uomini soppressi per l'egoismo delle madri grideranno contro di loro invocando il proprio diritto alla vita e questa sarà la condanna per chi ha ucciso.

Il mondo finirà nel sangue degli uccisi e guai a coloro che si macchieranno di questo sangue che ricadrà a loro condanna.

Voi credenti in Cristo siete i più colpevoli perché non vi muovete per arginare tanta corruzione, per voi le porte dell'inferno sono spalancate.

18 Agosto 1971

Inginocchiati e adora il tuo Dio che ti parla. Non tu ma Io so ciò che è giusto.

Non la giustizia umana è perfetta ma quella divina.

Il metro di valutazione dell'uomo nei riguardi della giustizia è ben diverso da quello che uso Io. Non l'uguaglianza, la parità dei diritti e dei doveri è ciò che importa, ma la giustizia divina è quella che bada alle piccole cose, alle sofferenze dei giusti accettate per amore dell'Eterno, in vista di una giustizia superiore che si esplicherà nella vita ultraterrena.

Qui sulla terra potrà essere applicata in misura minima e contraria a quella cosiddetta umana. La legge dei contrari vige sempre anche nell'applicazione della giustizia divina contraria alla giustizia umana. Perciò i primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi (i vignaioli dell'ultima ora), perciò chi soffre e piange quaggiù per amore Mio staccandosi dai piaceri terreni, sarà ricompensato, per la giustizia divina che regnerà in eterno. Amen.

29 Marzo 1971

Questo sarà cibo per quelli che non hanno fame delle cose di Dio e perciò morirebbero dissanguati, perché le cose del mondo tolgono la vita dello spirito. Per queste anime aride e vuote e inconsciamente affamate nello spirito, gli affamati e non saziati di pane materiale, daranno il cibo spirituale.

Questo è l'equilibrio.

La legge dei contrari: cibo materiale mancante, procura cibo spirituale ai mancanti di ciò; chi ha, darà a chi non ha nello spirito.

(Ma perché dici a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha?).

Proprio per quello che ti ho detto prima. Chi ha, è spiritualmente dotato, sarà arricchito di doni spirituali tanto da poterne dare, sia pure inconsapevolmente a chi non cerca questi beni. Ma se costui non li cercherà o peggio li rifiuterà, sarà tolto a lui

anche quel poco di bene di cui era dotato inizialmente.

E sarà eternamente affamato invano.

10 gennaio 1973

Tu sei niente e sei tutto. L'uomo è grande solo se è visto in Me per l'eternità, altrimenti è polvere.

L'egocentrismo è la matrice del disordine che regna nel mondo oggi, ieri e domani.

Se l'uomo non supera la visione di se stesso resterà sempre chiuso in un piccolo cerchio che alla fine si richiuderà su se stesso e nulla rimarrà di lui se non la disperazione per una uscita alla Luce volutamente rifiutata.

22 novembre 1974

Ecco, si stanno facendo nuove tutte le cose. La coscienza dell'uomo sta tripudiando. Un tempo avevo posto innanzi all'uomo immaturo la legge.

La benedizione, la maledizione era il metro di verifica per fare o non fare una determinata azione. La maledizione incideva nella mente dell'uomo semplice e credente e ne determinava la fuga dal peccato, da ciò che era contrario alla legge.

Ora l'uomo è maturo. Ho messo in lui un cuore di carne e non di pietra, come è stato detto. Tutto ciò che l'uomo oggi compie di bene o di male viene vagliato nel suo intimo, discusso e deciso.

E' la coscienza intima dell'uomo quella che ora riconosce l'azione turpe e l'azione giusta, e in base a tale discernimento l'uomo deve decidere. Se poi, nonostante la convinzione di un'azione turpe, la compie ugualmente allora pecca tre volte. Pecca contro di Me che gli ho immesso tale coscienza del bene e del male. Pecca contro di sè perché non tiene conto di questo suo riconoscimento di valori negativi e positivi. Pecca contro il prossimo perché nonostante tutto infierisce anche contro di lui. Ecco quindi che la benedizione o la maledizione l'uomo moderno se la procura da sè stesso e ognuno è cosciente della propria fine.

28 dicembre 1974

Niente va perduto del bene offerto per chi ne è bisognoso. Così i santi innocenti, hanno dato la vita per Erode. Il massimo di 'meno' è stato colmato da un massimo di 'più'. Questa è la legge dei contrari.

Chi ha dà a chi non ha o non vuol dare. L'equilibrio si raggiunge così. Questa. la giustizia divina. Anch'io, Dio, sono morto per voi uomini peccatori. Ho dato a voi la salvezza che voi avevate perso per il peccato: peccato personale voluto e cosciente. Io, ricco, ho dato a voi, poveri nello spirito, poveri perché depauperati dal maligno che vi ha illuso con false promesse di gloria e di benessere.

Io dico a voi, anime scelte e disposte a dare: date con gioia, ringraziate per il dono ricevuto dell'Amore, e date amore, date preghiere, date sacrifici. La vita è bella così, anche con la croce.

Così i santi innocenti sono passati dalla morte alla vita, e beate quelle madri che hanno saputo dare a Dio la loro sofferenza per essere state private dei figli.

Così Maria ha dato il Figlio all'umanità da redimere, Lo ha ridato dopo la Sua morte all'umanità piangente e bisognosa i aiuto. Offerta del Figlio cosciente e voluta, offerta della Madre, cosciente e accettata. Questo è l'equilibrio della giustizia divina. Accettate, ringraziate, offrite e sarete gloriosi alla fine.

25 marzo 1975

Quello che fai, fallo presto. Così Io ho detto a colui che Mi tradiva. Così Io dico oggi a coloro che nuovamente Mi tradiscono dando la mano ai Miei persecutori. Così arriverà prima, nel tempo, la Mia morte e la Mia Resurrezione.

Stanno cercando di farMi sparire dal mondo, il Mio nome e il Mio volto viene sempre più cancellato dalle menti e dagli occhi degli uomini materialisti. Questo stanno facendo i seguaci di Marx, il loro Dio in terra. Si appoggiano a questo idolo, lo sostengono e lo seguono. Il Dio dell'oro sarà però distrutto, come il vitello d'oro di un tempo. Cancelleranno il Mio nome per un po' di tempo. Si illuderanno di averMi fatto morire. Ma questa sarà la loro condanna: la morte porterà la Vita. Guai però a coloro che Mi conoscevano e come Giuda Mi danno in mano a Miei nemici. Meglio sarebbe per loro non fossero mai nati. Ma Io li chiamo, li richiamo, li invito a tornare, li chiamo ancora amici: possono ancora ritornare a Me che sono lì che li aspetto. Ma se al Mio posto vogliono mettere il vitello d'oro, l'uomo deificato, allora non ci sarà più salvezza per loro.

20 maggio 75

(Signore mi puoi spiegare cosa vuol dire quando parli di giustizia? Tu dici: Beato

chi ha fame e sete di giustizia; cosa vuol dire?).

Beato è colui che è in uno stato di quiete. Non il disagio di dover fare da solo, ma la tranquillità di chi sa che è aiutato, diretto, spinto, forzato dolcemente a fare ciò che gli procurerà un bene eterno. Questa è la condizione di chi tende a realizzare, qui sulla terra, la giustizia divina.

Giustizia è realizzazione dell'amore del Padre che si risolve nell'amore verso i fratelli. Se l'uomo ha davanti a sè continuamente la visione del Padre, che ama e sostiene il proprio figlio in ogni necessità quotidiana, certamente costui farà solo opere di amore e di beneficenza con i propri fratelli che incontrerà durante la giornata terrena. Se poi l'uomo retto avrà compreso fino in fondo cos'è l'ius, camminerà spedito verso Dio proclamandolo in ogni occasione come unico vero bene da cercare. Allora il mondo raggiungerà la giustizia perché avrà cercato Dio in ogni creatura.

Cercare Dio nell'uomo significa cercare la giustizia e la realizzazione della giustizia, qui sulla terra vuol dire aver incontrato Dio che illumina e fa realizzare l'amore con i fratelli.

Solo allora si realizzerà pienamente quel detto: chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Quindi giustizia è condizione di equilibrio di forze e potenze umane e terrene, è posizione di quiete per gli uomini della terra che non più vivranno per sè ma per gli altri, perché negli altri cercheranno e scopriranno il Dio creatore, apportatore di pace e di beatitudine eterna.

14 giugno 1975

Anche in C.L. si annidano i serpenti. Si inoltrano e si insinuano con voce suadente ma dentro sono lupi rapaci.

State attenti, dalle opere nascoste conoscerete la loro matrice. O con Me, o contro di Me. L'uomo ha in sè la possibilità di scegliere liberamente o Dio o il non Dio.

Il maligno si insinua attaccando l'uomo con voce piacevole. La giustizia, il bene comune sono i suoi primi argomenti suadenti ed attraenti, specie per i giovani che ancora sentono dentro la Mia voce che parla di amore. Ma falso è l'amore predicato da quegli imbonitori.

L'uomo attratto in quella rete piano piano scade, la voce dell'amore si cambia in voce di odio per i nemici, e la battaglia inizia in nome di una cosiddetta giustizia ma è trofeo di morte.

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