Capitolo XXXIII


Remissione dei peccati

23 maggio 1987

"Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo" (Mt. 18,15-35).

Legare = stringere, fermare, non lasciar scorrere, arrestare, bloccare = leggi, dogmi, imposizioni, abitudini.

Slegare = liberare dalle costrizioni forzate, lasciar muovere, lasciar andare, non fissare = libertà, fluidità, scorrevolezza, possibilità di cambiamenti, cammino, dinamismo.

Legare = stop. Slegare = libertà di movimento.

Per questo ho detto e dico agli uomini di tutti i tempi: ciò che voi legate, fissate, fermate con la vostra mente, con le vostre leggi, con la vostra volontà umana, resterà fermo anche in Cielo perché il Cielo lascia libero l'uomo di agire come vuole.

Se l'uomo è costretto, legato da convinzioni, abitudini, leggi, insegnamenti limitati dalla mente e dalla volontà di leaders, resterà fermo nelle sue abitudini e convinzioni.

Se l'uomo è slegato da leggi terrene, ma segue la legge della coscienza, è libero. La Verità vi farà liberi.

Slegatevi dai bizantinismi, regole umane, ma camminate sciolti verso il Cielo. E il Cielo vi accoglierà come figli liberati e sciolti.

Questo è il compito della Chiesa: sciogliere i nodi, liberare dalle schiavitù, far camminare in libertà il fedele che a lei chiede un consiglio.

"Io sono la Via, Verità, Vita". Questo insegni la Chiesa e il fedele camminerà libero e sicuro.

26 maggio 1987

Slegare vuol dire allargare i confini del vostro essere interiore.

Nel vostro intimo sono Io, Infinito. Non Mi limitate in piccoli ambiti ristretti dalla vostra piccola mente che guarda le cose contingenti come cose assolute e vede, fissa, determina, lega, solo queste. Spaziate nei Cieli eterni. Il vostro cuore non sia attaccato solo al vostro prestigio, o al vostro corpo, o al vostro sapere limitato, ma spazi oltre il contingente e immetta l'immediato (cose terrene, fisiche), nel mediato (= metafisico, soprannaturale) per raggiungere I'Infinito.

Non l'uomo, sia pure consacrato da un altro uomo, può assolvere, sciogliere, il peccato fatto e riconosciuto come colpa da un altro uomo, ma ogni uomo che riconosce in se stesso, nel suo profondo, dove si incontra con Me, la propria deviazione dal retto cammino, può tornare a Me sciogliendo i nodi che lo tenevano imbrigliato e legato al mondo e può ritornare a camminare, sciolto, sulla Via maestra (Mt. 5,23-24).

Ognuno deve sciogliere da sè stesso i nodi e i legami devianti terreni. "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

La Chiesa, la gerarchia, ha il compito di aiutare colui che è legato a Satana - mondo- a slegarsi e a camminare sulla Via maestra.

Il confessore sia l'amico e colui che aiuta il penitente a sciogliere i nodi; non può e non deve scioglierli per un altro (Lc. 17,3-4).

Come la mamma deve aiutare il bambino a camminare, sorreggendolo all'inizio dei suoi primi passi, ma aiutandolo piano piano a staccarsi dalla sua mano, perché il bambino sappia camminare da solo, così il confessore.

Nessuno può camminare per un altro, ma può proporre appigli adatti a far camminare l'altro. Questo il compito della gerarchia.

L'appiglio più sicuro da proporre è la Parola che aiuterà il bambino a camminare da solo e a rimuovere gli ostacoli che lo fanno cadere e a sciogliere da se stesso, i nodi che lo tengono legato.

Così nel matrimonio cristiano, ognuno deve essere cosciente dell'impegno di unità scelto dalla coppia all'inizio del cammino da fare insieme.

La gerarchia aiuti la coppia a vedere sempre questa meta: che tutti siano uno nell'Uno.

29 giugno 1987 - alla Comunione

Camminate, camminate uomini fedeli, andate oltre, proseguite, non segnate il passo. Il cammino è ancora molto lungo per arrivare a scoprire la Verità.

Poche scintille avete scoperto e spesso le affumicate con le vostre leggi.

Camminate, camminate in libertà e la Verità vi farà sempre più liberi e coscienti.

La confessione rimarrà ancora per secoli, ma deve cambiare tono. Non il confessore assolve, ma Io solo assolvo colui che è pentito, perdona i suoi offensori, e sarà perdonato.

Il confessore è ministro, trasmettitore del perdono, non il padrone del perdono.

Il Sacerdote fedele si abbeveri alla Sorgente, la Mia Parola è Sorgente, solo questa trasmetta, e non la sua parola misera e limitata. Beva, beva la Parola e la sua parola sarà simile alla fonte zampillante per la Vita eterna.

Così sia con Maria.

23 agosto 1987

"Pace a voi! Come il Padre ha inviato Me, così Io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. Quelli a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti" (Gv. 20,21-23).

Il mandato viene da Me attraverso la forza dello Spirito Santo. Ma la prima condizione per voi credenti -ai quali è dato il mandato di farMi conoscere al mondo- è rimettere i peccati, cioè perdonare chi vi ha offeso (Lc. 6, 37-42).

23 aprile 1990

'A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi' (Gv. 20).

'Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori'.

'Chi è senza peccato lanci la prima pietra... Nessuno ti ha condannata? Neanch'io ti condanno".

"Togli prima la trave dal tuo occhio e poi potrai togliere la pagliuzza dall'occhio dell'altro".

"Vai in pace e non peccare più".

Il perdono di Dio parte dal perdono dell'uomo per l'uomo peccatore. Quanto più l'uomo perdona e accetta l'altro peccatore, tanto più, e altrettanto, farà Dio con noi.

Non può l'uomo peccatore togliere la pagliuzza, cioè perdonare gli altri, se prima non si è tolto la trave da se stesso, cioè purificato dalle sue colpe. Solo il Signore può illuminare l'uomo e fagli vedere i suoi peccati, e l'uomo pentito chiede perdono e ottiene da Dio la purificazione.

Tale purificazione avviene quando il peccatore perdona l'altro peccatore. Tutti gli uomini sono peccatori, tutti si mettano su un piano di parità fra loro, e su un piano di sottomissione al Signore!

Io perdono se tu perdoni, tu perdoni se l'altro (I'offeso) ti perdona. La catena del perdono e dell'amore parte da Dio, si realizza fra gli uomini di buona volontà, ritorna a Dio ("anch'lo ti perdono").

Non solo il confessore, ma ogni uomo purificato può assolvere chi lo ha offeso direttamente. Non la legge (lapidazione dell'adulterio) ma l'amore può cancellare i debiti.

"Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche il Cielo, ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto (perdonato) anche in Cielo".

La strada del perdono va: dall'uomo che perdona all'uomo; dall'uomo che perdona di fronte a Dio; da Dio che perdona all'uomo peccatore disciolto (= perdonato) e disciogliente (= perdonante le offese) i legami con l'altro.

4 settembre 1991

Il confessore serve a quelle anime che ancora non sanno sentire la Mia voce che parla a chi ha orecchi da intendere. Per chi è infante nella fede, è necessaria la voce di un uomo che lo diriga con parole umane. Il confessore ha questo compito. Ma guai a quell'uomo che si mette al Mio posto, prevaricando e insegnando precetti umani e trascurando i Miei Comandamenti.

Il confessore deve essere totalmente unito a Me se vuol trasmettere la Mia voce tradotta (da lui) per chi non ha ancora orecchie mature per intendere.

Non il confessore può assolvere il peccatore, ma lo aiuta a comprendere il suo sbaglio per farlo rientrare nella strada giusta e retta.

Io solo assolvo colui che si riconosce, coscientemente, debitore di amore verso Dio e verso il prossimo, e perdonando chiede perdono.

"Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo". Attenti, confessori e maestri, a non legare le anime con i vostri precetti umani (dogmi, ecc.) che chiudono le porte alla misericordia di Dio che è infinita, ma slegatele dai lacci del maligno aiutandoli a riconoscerne le provocazioni. Questo è il vostro compito. E' l'amore che conta. Predicate l'amore, vivete con le orecchie aperte alla Voce dell'Amore e saprete aiutare i piccoli a crescere nell'amore.

"Ciò che slegherete sulla terra (attaccamenti alle cose terrene) sarà sciolto anche in cielo". La parola del confessore è come l'olio che aiuta a sciogliere i nodi che inceppano il percorso della Verità insita nel profondo di ogni uomo.

Così sia per Maria.

ore 9,30

Il peccato contro lo Spirito sarà perdonato quando il peccatore ritornerà coscientemente, liberamente, volutamente al Padre riconoscendone la sovranità e l'amore. Così il figlio prodigo aveva peccato contro lo Spirito (= Padre): non riconoscendone più la sua derivazione da Lui, rompendo il suo legame parentale per camminare da solo con la dote datagli dal Padre e poi sperperata in cose fasulle.

Il Padre non esisteva più per lui (= peccato contro lo Spirito) che si credeva libero in assoluto. Ma quando la sua libertà lo ha portato alla solitudine e miseria infinita, si è ricordato del Padre, è riaffiorato in lui il legame parentale, unico per la sua salvezza, ed è tornato chiedendo perdono. E il Padre lo ha riabbracciato. Così sarà per tutti quelli che peccando contro lo Spirito, credendosi autonomi, ignorandoLo, si ritroveranno soli, miseri e bisognosi del Padre. "E sarà festa in cielo per ogni peccatore che si converte" e ricerca il Padre, credendo, amando e chiedendo perdono.

Il legame strappato si rifarà con l'Uno riconosciuto coscientemente nello spirito (dentro di sé).

Così è e sarà per Maria.

11 gennaio 1992

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra".

Pietra = roccia = fede nel Creatore e Salvatore dei peccatori.

Chi è senza peccato? Chi si può ergere a giudice e accusatore di un altro uomo peccatore come lui? Soltanto colui che è senza fede, cioè fiducia in Colui che perdona e salva, solo colui che crede di essere giusto e di salvarsi da solo, colui che non ha in mano la pietra (fede) può pretendere di condannare l'altro, il peccatore.

Io sono la pietra, la roccia davanti alla quale le potenze dell'inferno non prevarranno. Solo la fiducia nel perdono che Io dono a chi si avvicina a Me e chiede protezione e perdono, solo questa fede salva il peccatore dai dardi del maligno che induce in tentazione l'uomo debole nella carne e nello spirito e poi lo attira e lo condanna nel suo regno. L'inferno è il suo regno e il retaggio di chi lo segue.

Io sono venuto per salvare il peccatore, per sollevarlo dal regno di morte e riportarlo alla Vita. Questo "IO SONO". Io non giudico, "non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo".

E' l'uomo che giudica e condanna! "Nessuno ti ha condannato? Neanch'io ti condanno, va e non peccare più".

Il giudizio e la condanna dell'uomo può servire al peccatore come monito, come revisione della propria vita che è lontana dalla fede, è lontana da Me (roccia), e segue le attrattive di colui che è totalmente privo di questa pietra (fede).

Io perdono chi Mi chiede perdono dopo aver perdonato, a sua volta, chi lo aveva offeso ("Perdona a noi i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori").

La catena del perdono parte dal peccatore pentito, raggiunge il proprio confessore, e insieme sono perdonati da Me e riuniti nell'amore ritrovato. "Quello che slegherete sulla terra sarà slegato anche in cielo'.

Se perdonerete, sarete perdonati, se giudicherete e condannerete non potrete entrare nel Regno dell'Amore.

Così è e sarà per Maria madre del perdono.

(Signore, ma allora il confessore che talvolta non assolve il peccatore - "Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo" - non entra nel Regno? E' vero che hai dati ai Tuoi ministri il potere di giudicare e anche di condannare?)

Io perdono, Io amo, Io salvo.

Il confessore aiuti il peccatore a comprendere il suo peccato: "Va e non peccare più!". Ma nessun uomo ha il diritto di condannare.

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Il confessore si unisca al peccatore per camminare con lui verso la Luce. Non può un cieco essere guida di un altro cieco. Il confessore sia unito al "Faro" che lo illuminerà nel suo "profondo" mostrandogli le sue lacune e porti tale Luce a chi è ancora nelle tenebre.

Solo questo deve fare il confessore.

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra".

Questo deve rivedere la Mia Chiesa nel rielaborare i Sacramenti:

Così sia.

... Ambivalenza della parola pietra.

Pietra che chiude il sepolcro = non fede.

Pietra che apre il sepolcro = fede nella Resurrezione e nella salvezza del Redentore. Pietra di inciampo per i peccatori ciechi -"Poiché dite di vedere rimanete nel vostro peccato"-.

Pietra, testata d'angolo nella costruzione del Regno.

8 ottobre 1992

"Tutto ciò che legherete sulla terra, sarà legato in cielo" (Mt. XVIII). Ambivalenza della parola "legare".

Legare, in senso positivo, indica l'unione fraterna, l'unione con Dio amore = comunione dei Santi (perdono, aiuto reciproco, dar da mangiare agli affamati nel corpo e nello spirito, ecc.).

Legare in senso negativo indica l'unione di persone che si accordano e si aiutano per fare il male: solidarietà per danneggiare il prossimo (guerre, lotte di partiti per sopravalere sui deboli, messe nere, ecc.), unione con Satana e i suoi adepti.

Nella Chiesa c'é chi lega il fedele a Dio e al prossimo insegnando la preghiera, il perdono, l'amore, il dare più che l'avere, ecc.

"Se due o più sono uniti nel Mio nome, Io sono con loro" (Mt. XVlII, 20).

Ma nella Chiesa c'é anche chi lega i fedeli a se stessa, impone la sua dottrina (dogmi, imposizioni dottrinali false o fatte per legare al proprio potere i piccoli imponendo l'obbedienza alla propria autorità, che non viene dall'Alto ma dal basso). Tutto ciò è legato anche in cielo, perché ciò, sulla terra, tiene fermo (legato) l'uomo succube di tale autorità fasulla.

"Il cielo patisce violenza", tanto in positivo (amore, preghiera, sacrifici, ecc. ), quanto in negativo, finché c'é uomo sulla terra, perché lascia libero l'uomo di fare ciò che vuole nel tempo.

Dio rispetta la libertà dell'uomo. Ma tanto nel tempo, quanto più nella Vita oltre la vita, il Cielo illumina il viandante e lo spinge, anche attraverso la comunione dei Santi, ad unirsi e a legarsi al consorzio celeste dove ogni creatura, liberamente e coscientemente, comprenderà l'Amore Supremo e cercherà l'unione perenne con Lui e col prossimo felice.

Così alla fine il legame eterno sarà con l'Uno, e tutti saranno uno nell'Uno.

Così sarà con Maria

26 maggio 1996 -Pentecoste-

'Ricevete lo Spirito Santo..., a chi rimetterete i peccati saranno rimessi (Gv. 20,23).

Solo lo Spirito Santo può rimettete i peccati. Gesù di fronte all'adultera aspetta la condanna verbale (giudizio) degli accusatori, ma prima li costringe a guardarsi dentro. Nessuno può giudicare se non è puro in se stesso: "Togli prima la trave dal tuo occhio`'.

Solo al buon ladrone che alla fine ha riconosciuto la sua vita peccaminosa e ha riconosciuto il Cristo come Padre (Padrone del Paradiso) e Gli ha chiesto misericordia e perdono, solo a un tale peccatore. Cristo promette il Suo Paradiso.

Non l'uomo può rimettere i peccati degli altri, o condannarli, ma l'uomo può e deve autogiudicarsi con la Luce dello Spirito, riconoscendo le proprie colpe, chiedendo perdono e affidandosi alla misericordia di dio (Fuoco eterno) che assolve e salva ogni uomo pentito che ricorre al Suo amore.

Così è.

Dio non giudica, Dio non condanna, Dio assolve e salva ogni uomo che Si riconosce peccatore e riconosce il Cristo come suo Redentore e Padre.

3 agosto 1996 ore 8

(Gv. 20, 22-23) 'Ricevete lo Spirito Santo... Quelli a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti'.

È lo Spirito Santo che rimette, cancella i peccati. Solo Dio può cancellare i peccati! Gesù, con l'adultera, scrive sulla sabbia i suoi peccati, e tace, ma aspetta che siano gli uomini (gli accusatori dell'adultera) ad andarsene senza averla condannata perché hanno riguardato, ognuno dentro di sé, i propri peccati (la trave tolta permette di vedere la pagliuzza dell'altro).

E i peccati scritti sulla sabbia sono cancellati dal vento dello Spirito che illumina colui che condanna, e fa vedere a ciascuno il proprio peccato (non quello degli altri).

Ogni uomo deve autogiudicarsi di fronte a Dio (coscienza) e nessuno può giudicare nè condannare gli altri. Al massimo l'uomo purificato può correggere e illuminare il fratello che è ancora nelle tenebre.

Cosi è.

| Indice degli argomenti |