Capitolo XXXIV


L'Eucarestia

11 aprile 1968

Ti devo parlare dell'Eucarestia.

(Dimmi, Signore Gesù).

Il Mio corpo e il Mio sangue sono veramente cibo e nutrimento delle vostre anime, non potete arrivare al Padre se non mangiate la Mia carne, cibo per voi. Non cammina chi non mangia e presto muore.

(E chi non Ti conosce? I non cristiani?).

Per quelli c'è un altro cibo, quello della loro coscienza che è forte e sicura, ma alla fine tutti arriveranno a conoscerMi e si ciberanno di Me.

(Quando?).

Dipende da voi, dal come Mi amerete e Mi farete conoscere agli altri.

Se siete lenti e pigri sarà più lungo il tempo, se vi muoverete e diffonderete il Mio amore accelererò i tempi. Dipende anche da voi.

Voi siete i responsabili del tempo. Ora va.

13 giugno 1968

Il Mio corpo è cibo, il Mio sangue bevanda per voi, fate questo in memoria di Me.

Credete e sarete salvi.

La sostanza del Mio corpo si mescola con la sostanza del vostro corpo e vi darà forza divina per la Vita eterna. Questo è necessario a voi che siete sulla terra perché possiate sollevarvi verso il cielo, così il vostro corpo sarà più lieve, meno pesante la natura umana mescolata con la natura divina. Così voi potrete fare opere per la vita eterna, altrimenti sarete tanti schiavi del demonio che vi attornia e cerca di tentarvi.

Ma se Io sono dentro di voi, mescolato nel vostro sangue per opera della transustanziazione, voi sarete più forti e saprete vincere il demonio, che sempre meno avrà forza su di voi, tanto più voi vi comunicherete con Me.

Questo è soprattutto l'effetto dell'Eucarestia.

29 settembre 1968

Sono Io che ti parlo dell'Eucarestia.

Non è giusto relegare le specie Eucaristiche in una cappella fuori della Chiesa ma devono rimanere sull'Altare principale, questo è il Mio posto.

Un unico Dio, un unico altare.

La Comunione deve essere distribuita ai fedeli durante la Messa perché è lì che si sacrifica la vittima, lì si consuma, non si deve andare a prenderla ad un altro altare. Il resto della Vittima si conserva nello stesso luogo del sacrificio. Così si deve fare, così erano fatti i primi sacrifici.

Non vogliate ora fare innovazioni storpiando il senso del Sacrificio.

Io, Vittima, Mi sono immolato per voi, il Padre ha accettato questo sacrificio per la vostra salvezza. Anche se non lo meritate, ma il Padre ed Io vi amiamo troppo per lasciarvi soli in balia del maligno.

Il Mio sacrificio e l'assunzione da parte vostra della Vittima vi procura la forza per vincere il maligno, basta che voi lo facciate con Fede.

AmateMi e amatevi, questo è il Mio Comandamento. Questo è l'anticipo del Paradiso. Amen.

30 settembre 1968

L'Eucarestia è il cibo dell'anima, se uno non ne mangia l'anima si anemizza e muore.

(Ma Tu sei nell'anima da quando uno è concepito. E allora?).

Io sono nell'anima dell'uomo sempre, ma se uno si ciba di Me Mi sente, sente la Mia forza, la Mia grazia; ma se uno non si ciba la forza diminuisce sempre più finchè la Mia voce resta sopìta dagli interessi umani e peccati, e Io non comunico più con quell'uomo.

(E quelli che non Ti conoscono?).

Per quelli la Mia voce è diversa e più forte la loro coscienza. Tanti modi ho Io di comunicare con gli uomini.

Questo della Comunione è il più efficace e diretto. Usatelo voi che avete la fortuna di conoscerlo e di averlo a portata di mano. E' come un uomo che ha un tesoro vicino e non ne usa. Peggio per voi se lo trascurate.

Io sono a vostra disposizione perché vi amo e desidero con ogni mezzo attirarvi a Me perché Io vi porto al Padre.

AscoltateMi.

31 marzo 1969

La Messa è valida quando è ascoltata, partecipata con amore non come obbligo esterno.

8 dicembre 1969

L'Eucarestia è segno reale della presenza di Cristo in mezzo al suo popolo. Non togliete le Specie Eucaristiche dal centro dell'Altare maggiore.

Nella casa di Dio questo è il fulcro attorno al quale si svolge la vita della Chiesa.

Non spostate i piani.

Non il sacerdote e l'assemblea prima, ma Cristo Eucarestia prima.

Il Sacerdote continua e perpetua la presenza di Cristo sostanza in mezzo agli uomini mediante l'atto della consacrazione durante il Sacrificio.

Questo è il momento culminante della Messa. La comunione dei fedeli è partecipazione piena a questo sacrificio. Senza questa partecipazione sostanziale la Messa non ha senso perché manca l'effetto, nel partecipante, del frutto del Sacrificio. Così la Messa è valida e piena, ma per chi non potrà, per ragioni valide, partecipare alla celebrazione eucaristica, ci sarà sempre la presenza sostanziale del Cristo che dovrà rimanere conservata nel Tabernacolo centrale. Non si fa venire chi già è presente, ma si rinnoverà questa presenza per la continuità eucaristica.

Ecco il valore della presenza del Sacerdote, strumento necessario per garantire questa presenza.

Dio si serve degli uomini per rimanere sempre visibilmente presente in mezzo a loro.

Non limitate tale presenza al solo momento del sacrificio.

9 dicembre 1969

Il Padre si è fatto Figlio ed ha suscitato lo Spirito Santo per abitare fra voi uomini di poca fede.

Perché non Mi credete? Perché non volete aderire a questo mirabile mistero dell'incarnazione perenne del Figlio nel mondo?

Per salvarvi è venuto sulla terra.

Voi avete bisogno di vedere, di sentire, di percepire con i vostri sensi, oltre che con la vostra mente e con il vostro cuore, la divinità, perciò il Padre si è fatto Figlio, è venuto in mezzo a voi come uno di voi. Vi ha insegnato a vivere da cristiani, cioè figli di Lui, del Dio vivente; con la Parola vi ha ammaestrato, con l'esempio della Sua vita vissuta in semplicità, purezza, umiltà, carità vi ha insegnato la strada; infine è morto sulla croce per portarvi al Padre.

E' rimasto con voi nell'Eucarestia perché voi assumendoLo inseriste in voi questo insegnamento, lo incarnaste, lo poteste meglio seguire.

Perché ora lo volete limitare nel tempio, come presenza?

13 dicembre 1969

Transustanziazione vuol dire cambiamento della sostanza.

Il pane e il vino, al momento della consacrazione, per la forza che viene dalle parole pronunciate dal Sacerdote, ministro di Dio, diventa veramente il corpo e il sangue del Verbo Incarnato.

Cambiamento di sostanza che rende presente realmente sull'Altare Cristo-Uomo-Dio. Così allo stesso modo, ma senza la partecipazione del Sacerdote, ma per forza soprannaturale, avviene una seconda transustanziazione del Corpo e del Sangue di Cristo nel corpo e nel sangue dell'uomo che lo assume sotto le specie eucaristiche.

Questo cambiamento di sostanza, che avviene nel giro di poche ore, serve a mantenere sempre presente e operante Dio nella sua creatura che volutamente e coscientemente lo riceve e crede in questa Essenza realmente presente in sè e operante con lei, per raggiungere la Vita eterna beata.

Nella prima transustanziazione è Dio Padre, umanizzato e concretizzato nel Figlio, che si rende presente, nella seconda, il Figlio col Padre continuano la Loro presenza operante attraverso lo Spirito Santo che fa sentire continuamente tale presenza di amore che guida e salva.

16 dicembre 1969

Continuità di presenza reale e sostanziale, questo è l'essenziale.

La presenza reale di Dio nel mondo è, è sempre stata, e sempre sarà fino alla fine dei tempi.

(Ma prima della venuta di Gesù Cristo come era tale presenza?).

Nei cuori degli uomini, nelle coscienze Io ero presente realmente.

Io, la vita, entrata nel seme appena concepito nel grembo materno.

Io, la luce degli uomini, realmente presente in ogni creatura.

(Dio mio è troppo difficile per me questo discorso).

Non vuoi sentirlo?

(Sono stanca Signore, forse credo ancora troppo poco, dammi più fede, aiutami Madonnina).

Satana te lo impedisce, prega per non lasciarti tentare.

(Dio mio ho paura di me).

Perché non hai fede in Me?

(Domani mi riparlerai Signore perdonami, aiutami, soccorrimi).

La presenza reale di Dio continua nei secoli.

I tempi sono maturi per una presa di coscienza più esatta e profonda di questa Verità.

Cristo pane, cibo per l'uomo, trasformato in corpo e sangue, nell'uomo trasformato in vita fisica e spirituale per camminare nella Luce.

Questa è la Luce che illumina il mondo, non spegnetela negandola.

Non si può mettere la lampada sotto il moggio, ma sul candeliere.

Questa è la presenza reale di Cristo, non toglietela dal centro dell'altare, non spegnetela nei vostri cuori dove deve occupare il centro della vostra vita.

Vita, Luce, perno di tutto ciò che esiste e esisterà nei secoli.

29 dicembre 1971

Se l'uomo si avvicina a Me con fede avrà la Vita.

L'Eucarestia, dono massimo che Io vi ho lasciato per tenervi intimamente legati a Me, è unione dell'uomo (persona) con il suo Creatore. Aumento di grazia divina nel corpo dell'uomo mortale.

Forza propellente per la Vita eterna, forza santificante per sorreggere la vita terrena dell'uomo caduco. Dono quindi personale concesso ad ogni uomo che vuole unirsi a Me per ricevere tale forza. Da questo incontro, e questo arricchimento personale, ne verrà, come conseguenza, un arricchimento di ordine spirituale: aumento di amore per il Datore del dono e aumento di amore per i fratelli che condividono il dono.

Amore quindi che si riversa sui vicini e sui lontani.

Non solo sui presenti alla celebrazione della cena, e questi maggiormente godranno del dono comune e si sentiranno da questo affratellati in una comunità di fede e di amore, ma anche su quelli che sono assenti dalla comunione della cena.

Dono personale e dono comunitario, primario il primo e secondario, cioè conseguente, il secondo.

Attenti perciò a non sopravvalutare il secondo svalorizzando il primo.

19 novembre 1974

Gli anticorpi servono a debellare i corpi negativi, quelli cioè che tentano di distruggere la materia necrotizzandola.

Io sono l'anticorpo che serve a distruggere l'opera del maligno, che vuole distruggere tutto ciò che c'è di buono nell'uomo per farsene una sua vittima.

L'Eucarestia è l'anticorpo per eccellenza.

Non la Messa come fine, ma la Messa come mezzo per raggiungere il fine specifico della comunione con Me.

Questo dovete insegnare ai fanciulli che si preparano a questo primo incontro con il Maestro e l'Autore della Vita eterna.

3 dicembre 1974

Io ti parlo, il Signore Dio tuo. Ascolta le Mie parole:

Messa è uguale a (=) Pasqua.

Passaggio Mio rinnovato continuamente per la volontà dei credenti che Mi invocano. Ritorno fra voi in modo sensibile nell'Eucarestia.

La Parola letta è pure ricordo della Mia volontà.

La presenza è assicurata attraverso la consacrazione del pane e del vino che sono i mezzi che incarnano la Mia presenza.

Se voi credete interiormente, sicuri di questa Mia presenza, Io ancora sono fra voi con la Parola, con l'esempio, la forza che libera e aggiunge Santi alla Chiesa.

Dipende però dalla fede di ognuno e dalla volontà di adesione al Mio passaggio, che può ogni giorno essere rinnovato.

Ogni passaggio è un incontro personale della creatura con il suo Creatore. Ogni incontro incide interiormente nella creatura e la aiuta a superare la forza negativa sublimando la materia che tenderà sempre più al Positivo. Questa è forza per la sublimazione della materia.

14 febbraio 1975

La Messa, atto liturgico per eccellenza, è il culmine del mistero salvifico.

Durante la Messa Io comunico con voi fedeli ed amanti della Verità. Perciò avete pur bisogno di sentire la Mia presenza con un cuore solo e un unico spirito, ma la vostra mente limitata e singola, diversa cioè una dall'altra, ha pur bisogno di un alimento specifico per le necessità singole e individuali. Per questo Io ho istituito l'Eucarestia.

Tutti in Uno e Uno in tutti.

L'incontro comunitario, che è massimo durante la Messa, ha però bisogno dell'incontro individuale perché ogni uomo è persona a sè stante e l'amore, la convinzione, la comprensione comunicata da Me al singolo uomo, sarà poi messa in comune e sfocerà in un'azione, che è pur sempre individuale, ma ha come scopo il bene comune e quindi diventa poi comunitaria.

Si sottolinei perciò nella Messa il momento comunitario e il momento individuale che è quello della incorporazione del Mio corpo nel singolo uomo per dare a ciascuno ciò di cui ha personalmente bisogno.

I canti, ringraziamenti, le preghiere comunitarie siano quindi prima e dopo la Comunione, ma questa rimanga il momento particolare dell'incontro Mio con la singola persona. Così sia per Maria.

(Signore, ma alla cena dei primi cristiani non c'era un momento di silenzio per un incontro fra Te e il singolo).

Allora tutti erano uno, i problemi erano comuni, le soluzioni comuni. Erano tutti un cuor solo e un'anima sola.

Oggi questo non è più. L'individuo è a sè stante ed ha bisogno di una parola personale per unirsi agli altri. Perciò Io dono perle preziose ad ogni uomo che a Me si accosta per riceverle, credendo ed aspettando ciò da Me.

Ogni perla singola sarà poi legata alle altre e si farà una collana di perle preziose che illuminerà il volto della comunità cristiana.

13 maggio 1975

(Dimmi, Signore, perché sei nell'Eucarestia e noi Ti dobbiamo assumere, se Tu già sei in noi, nel nostro intimo?).

Come il tuo corpo fisico ha in sè tutti gli elementi necessari per vivere, ma ha bisogno continuamente di immettere altri elementi, simili a quelli formanti le tue cellule, per ricostruirle dopo il logorio di decomposizione che avviene durante la giornata, e sono agenti esterni che agiscono per questa lenta combustione degli elementi interni, così nel tuo apparato spirituale.

Io, Spirito Santo, sono in voi, piccoli uomini fin dal vostro concepimento nel grembo materno.

Quando la vostra vita psichica e spirituale diventa viva e cosciente agiscono su essa elementi esterni che tentano di scardinare, sconvolgere, sabotare e soprattutto isterilire questa vita dello Spirito.

L'io spirituale facilmente diventa preda dell'io fisico e il maligno dall'esterno tenta di mitigare e poi estinguere le spinte che vengono dallo Spirito interiore.

Troppe sovrastrutture si addossano all'io spirituale e questo ne resterebbe ben presto sopraffatto e dimenticato. Perciò Io sono venuto nel mondo, Io, Spirito increato e invisibile, sono diventato visibile, incarnato, parlante e vivente come voi uomini della terra.

Passato il periodo della Mia vita visibile sulla terra, ho voluto lasciarvi un segno visibile e tangibile della Mia Realtà esistente ancora in mezzo a voi. Io sono rimasto a vostra disposizione perché, consci di questa Mia presenza reale in quell'Ostia che vi ho lasciato, possiate assumendola, cibarvi di Me per ricostituire quella realtà intima spirituale che altrimenti andrebbe facilmente subissata e dimenticata, perché affievolita e consumata da tutte le aggressioni che il maligno tenta di fare sul vostro io spirituale.

L'io spirituale interiore si incontrerà così coll'Io eterno e forte renderà la vita spirituale di chi Mi incontra.

22 agosto 1975

L'unione eucaristica significa il rapporto vitale che deve essere fra il Creatore e la creatura. Tutto deve entrare nella Mia logica, logica di amore che porta all'unità completa e totale. Così Io ti dico: non di solo pane vive l'uomo, ma della Parola che è cibo per lo spirito dell'uomo carente di amore.

Comunicarsi con Me vuol dire sentire viva e palpitante la Mia presenza nel proprio corpo, vuol dire sentire la Mia Parola chiara e precisa, Parola di amore e di unione con i fratelli. Questo è lo scopo della Comunione, per questo ho dato il Mio corpo in cibo a voi uomini. Perché non credete?

Io tutto posso se vi ho detto: "Questo è il Mio corpo e il Mio sangue offerto per tutti in remissione dei peccati"; vuol dire che solo l'unione intima, cioè cosciente, con la Mia Essenza può portare la Vita eterna.

Comunicatevi con Me, unitevi cioè coscientemente con Me e sarete beati in questa vita perché sorretti dalla forza dello Spirito e nella Vita futura immersi nella beatitudine eterna.

24 febbraio 1976

Eucarestia: unione fisica, psichica, spirituale.

Unione fisica come segno: il pane e il vino segno efficace della presenza del Mio corpo glorioso.

Unione psichica: comprensione sempre maggiore della realtà che sottintende l'unione spirituale che è la Realtà per eccellenza proposta dal segno, compresa dalla psiche, realizzata nello spirito.

Credete e venite a Me, voi tutti che avete fame e sete di Verità ed Io vi sazierò dandovi la forza di camminare per la salita irta e difficile fino al Calvario, oltre il quale raggiungerete la resurrezione gloriosa.

12 giugno 1976

Non è il cibo conservato per i momenti di emergenza, il pane per gli infermi, che si tiene in disparte nella madia, ma il Mio Essere eterno, il Mio corpo dato per voi, piccoli uomini e sempre in ogni momento desideroso di essere al centro della vostra attenzione e del vostro amore.

Perciò vi dico: non traslocate le specie eucaristiche, segno della Mia presenza continua fra voi, dal centro dell'Altare, dove mi avete invocato e riscoperto per la ennesima volta attraverso la consacrazione del pane e del vino, non Mi relegate in un angolo dove servo di riserva.

Non sono sempre Io il datore di vita? Perché Mi mettete al centro quando questo gesto serve a mettere in luce il vostro rito dove i protagonisti siete soprattutto voi, e poi quando i "sommi sacerdoti" sono assenti, il Datore di vita è messo al margine?

Voi al centro, Io come richiamo, ma volete essere voi i datori di vita quando volete e quando potete; poi mancando la vostra presenza, la Mia presenza viene sottovalutata. Non così si deve fare, ma mantenere il Datore di Vita sempre al centro.

Concentrate l'attenzione sul Mio Essere presente e vivente sempre in mezzo a voi, piccoli uomini, e l'Eucarestia sarà solo il rinnovamento di attenzione a questa presenza che non verrà mai meno.

Io al centro, voi attorno a Me per sempre. Amen.

3 settembre 1976

Messa, incontro con Me Creatore e perpetuatore di Vita.

Chi mangia Me vivrà in eterno. Chi partecipa alla Messa riceve un mandato di apostolato.

Messa, unione di fratelli col Padre. Usciti dalla Messa camminate per le vie del mondo in cerca di altri fratelli da riportare al Padre comune. Questo è l'impegno dato dalla partecipazione alla Messa.

15 settembre 1976

Mangia chi ha fame.

Se uno prende il cibo senza desiderarlo, ben presto lo rigetta.

Così chi viene a Me per mangiarMi deve desiderarMi, sapere quello che fa e a che cosa giova unirsi a Me, altrimenti prima o poi mi rifiuterà e vane saranno tutte le sue Comunioni con Me.

Tu vieni perché sai che quando Mi ricevi ti unisci più sensibilmente a Me, ascolti la Mia voce che ti dirige, ti conforta, ti sostiene, ti indica sempre il perché della tua vita.

Questo sia l'insegnamento da fare ai comunicandi.

Non per abitudine o per tradizione, o perché spinti da altri, si deve accedere all'Eucarestia, ma solo se consci dell'azione salutare, e si desidera unirsi coscientemente al Creatore.

16 agosto 1977

Io sono il pane disceso dal cielo, chi mangia Me vivrà in eterno.

Così Io ti dico: pane = farina e acqua impastate insieme.

Farina derivata dal seme di frumento. Padre, radice del seme.

Acqua = elemento vitale intriso nella materia. Io Cristo ho recepito la natura umana da Maria, acqua pura. Ho unito la Mia sostanza vitale, (seme di frumento) con questo elemento unico...

Essenza divina ed essenza umana unite insieme, questo il corpo del vostro Redentore, pane di Vita per voi.

Così voi piccoli uomini siete composti di materia e di spirito, acqua e farina. Lievitate questo vostro corpo come il pane e fatelo crescere come il Pane Divino.

Io sono venuto perché voi Mi conosciate, Mi assimiliate in voi, perché alla fine siate tutti uno; come il pane e l'acqua hanno formato il corpo del Dio vivente. Voi, corpo fatto ad immagine del Dio vivente e parlante, siate tutti uno.

6 settembre 1977

L'Eucarestia è mezzo, momento, non fine.

Il fine è l'incontro pieno e totale, della creatura con il suo Creatore. Non il Dio racchiuso nel pane e nel vino, ma il Dio Universale si deve cercare.

Io nell'Ostia, Io nel cuore di ogni uomo che crede nello Spirito che gli detta dentro, Io nell'universo, Io dentro e fuori di ogni creatura, Io personale e impersonale, universale.

Ovunque Mi cercate, Mi trovate.

Quando Mi cercate, Mi trovate: nell'uomo, fratello vostro, particolarmente nel povero, nel misero, nel debole, nell'affamato e nel derelitto, nell'ammalato oppresso dal maligno, in costui Mi potete trovare e a costui dovete svelarMi.

Questo è il compito di chi Mi ha cercato, Mi ha trovato.

FateMi conoscere ed amare dai soli, dai diseredati della terra, e riempirete la terra di uomini inneggianti a Me, Fautore di grazia e di gioia. Questa è l'Eucarestia, rendimento di grazie personale e comunitario.

23 maggio 1981

Il Mio corpo è cibo, il Mio sangue è bevanda per voi, Mie creature. Corpo è la Mia umanità assunta da Maria, cresciuta nel tempo conforme le leggi naturali di ogni uomo.

Sangue è il principio vitale che anima la materia e la fa vivere. Nel corpo e col sangue inabita lo spirito che è sorgente di ogni attività di pensiero e di volontà.

Cosi, come l'uomo normale, Io ero sulla terra. Il Mio Spirito però era in pienezza, libero, autonomo, infinito nel pensare, nel volere. La Mia attività massima era l'amore, perciò ho sopportato tanti disagi, tanti limiti, tanta sofferenza per voi, Mie creature.

Assumendo il Mio Corpo e il Mio Sangue, voi vi unite alla Mia umanità e inserite in voi il Mio principio vitale che è nel Mio Sangue...

(Aiutami Signore a comprenderTi, il maligno mi insidia. Madonnina, S. Michele aiutatemi a sentire il mio Gesù).

AssumendoMi nell'Eucarestia, voi assumete la Mia umanità, che vi serve di esempio per la vita terrena, e la Mia Divinità che vi illumina nelle scelte da fare e vi fa comprendere l'essenziale: l'amore.

Voi, assumendo la Mia Carne, cioè la Mia umanità, diventerete sempre più simili a Me e porterete agli altri il Mio amore divino.

Così, solo unendosi a Me, tutti saranno uno. Io in loro, tutti in Me.

10 marzo 1982

L'unione Eucaristica è nel tempo, per il tempo;

l'unione mistica è per sempre.

12 gennaio 1984

Corpo = entità formata di tre dimensioni: fisica, psichica, spirituale.

Nell'Eucarestia il Mio corpo è presente: la dimensione fisica è ottenebrata dal pane e dal vino, segni di una Realtà che supera la dimensione fisica.

Il Mio corpo, nella dimensione fisica è nato, nel tempo, da Maria, è cresciuto, ha patito ed è morto. E' risorto glorioso come apparenza del corpo fisico ma non più con le caratteristiche di prima.

Sono nato, morto, risorto una sola volta e non c'è più reincarnazione.

Durante la Messa, non c'è più un rinnovato sacrificio, ma il Sacrificio unico e irripetibile è stato nel tempo: ora permane e si ripete ad ogni Consacrazione e Comunione, vissuta in piena coscienza da chi Mi assume, cioè l'effetto del Sacrificio che Io ho consumato, una volta per tutti, sul Calvario.

AssumeteMi coscientemente, sentendoMi presente e vivo in voi e Io vi parlerò personalmente.

L'essenziale è credere alla Mia presenza e al Mio amore per ognuna di voi, Mie creature.

(Grazie Signore).

19 luglio 1984

Non ti preoccupare troppo per le forme. Se la Comunione si fa attraverso la mano o con le labbra non è tanto importante. L'essenziale è comprendere il significato del gesto.

Chi si sente convinto di incontrare il Corpo del Signore -cercato, voluto, pensato con la propria volontà di ricerca ed approccio all'Amore attraverso lo Spirito che detta dentro il cuore, e la mente dell'uomo aperto alla sua voce- è bene prenda con la sua mano il Corpo del Signore per portarlo agli altri.

Chi è ancora attaccato alla Gerarchia umana, e non si sente di camminare da solo guidato dallo Spirito, ma aspetta la guida, il sostegno, la parola dell'uomo maestro, si lasci imboccare.

Ma a tutti dico: camminate verso Colui che vi dà il Suo Corpo per darvi la forza di seguire le Sue orme fino alla Casa del Padre.

8 giugno 1987 - notte - ore 4.30

"Chi mangia la Mia carne e beve il Mio sangue ha la Vita in sè e IO lo risusciterò nell'ultimo giorno". Così ho detto (Gv. 6,54-56).

Ma ho anche detto: "Chi Mi ama, ascolta la Mia Parola, sarà amato dal Padre Mio; anch'io lo amerò e Mi farò conoscere a Lui. Se uno Mi ama metterà in pratica la Mia Parola e il Padre Mio lo amerà. Io verrò da lui con il Padre Mio e abiteremo con lui" (Gv. 14,21-23).

Chi ama ascolta la Parola e Mi conosce, si unisce quindi a Me, e abita con Me Padre.

Chi mangia si unisce a Me e vive con Me.

Sia che tu mangi la Mia Carne per unirti a Me, o ascolti la Mia Parola per unirti a Me e fare la Mia volontà, fai sempre un gesto di unione e IO abito in te, vivo con te, ti do la Mia forza, il Mio amore e siamo insieme.

L'importante è l'unione per la Vita eterna.

(Ma allora è la stessa cosa l'Eucarestia e la meditazione della Parola.?)

Sono sempre IO che tu senti dentro di te e ti guido nel cammino terreno fino all'unione definitiva e perenne dove il segno sparirà ma rimarrà la Sostanza per sempre.

Così è.

7 gennaio 1988

Sublimazione = cambiamento di stato (esempio acqua: stato solido, liquido, gassoso. Ma è sempre la medesima sostanza H 2O).

Transustanziazione = al di là della sostanza, sostanza che diventa essenza.

E' un cambiamento percepibile dalla mente dell'uomo che crede nella Essenza eterna della sostanza, prima percepita con i sensi (tatto, vista, gusto, etc.), poi percepita con la mente, alla fine sentita, goduta, sperimentata con il cuore.

Comunione = unione del corpo umano (fisico, psichico, spirituale) col Corpo Divino di Cristo.

Unione dello spirito (intelligenza, volontà, sentimento) con lo Spirito Santo, consapevolmente.

L'Essenza è lo Spirito, la sostanza è il pane e vino segni di una Realtà che trascende tale sostanza, tangibile per l'uomo, ma riscontrabile a livello psico-spirituale.

Non è un cambiamento di sostanza (il pane e il vino rimangono tali anche dopo la consacrazione), ma è l'Essenza di tale sostanza che viene percepita dal cuore del comunicante e agisce in lui nel suo spirito (intelligenza, volontà e sentimento) provocando un po' alla volta, la sublimazione del suo essere = cambiamento di stato: da uomo animale a uomo spirituale.

Questa sublimazione sarà evidente nella vita oltre la vita.

Comunicatevi con Me, uomini fedeli e amanti, e sarete, sempre più consapevolmente, uno nell'Uno.

La Comunione porta l'Eucarestia, cioè il rendimento di grazie. Questo è anticipo di gloria.

Così sia con Maria.

28 gennaio 1988

La deviazione, nella interpretazione delle Mie Parole dette nell'ultima Cena, è nel sottolineare soprattutto la parola "questo" è il Mio Corpo. E' stato visto, e tuttora è soprattutto visto, il pane come realtà della Mia presenza.

Il pane è segno, simbolo della Mia presenza, non Realtà sostanziale, ma nel pane consacrato. cioè reso sacro dalla volontà e dalla fede del credente, c'è l'Essenza della Mia presenza reale. Essenza della Mia presenza reale che ogni fedele, credente nella Mia Parola, può trovare tale e quale nell'Eucarestia, e in ogni segno che suscita la consapevolezza della Mia presenza.

Anche la perfezione del crealo, ordine dell'universo, bellezza della natura, etc., può suscitare nel ricercatore attento al Trascendente, tale sensazione della Mia presenza.

Il pane e il vino sono segni per voi piccoli uomini che avete bisogno di mangiare per vivere. Io vi ho dato il Mio corpo sulla croce perché possiate vivere. E la vostra Vita eterna è scaturita dalla croce perché lì ho inchiodato, annientato (con la morte del corpo) tutte le vostre scorie temporali per farvi rivivere nello Spirito per sempre.

L'Eucarestia è il memoriale di questo Corpo dato per voi, una volta nel tempo, e ogni vostro ricordo di tale Mio dono, riproduce in voi l'effetto reale di tale gesto che vi ha salvati.

Io sono con voi fino alla fine dei secoli, ed oltre.

Cosi è.

Eucarestia: non "possesso" del Sacerdote che dà il pane, ma ricordo di un dono che continua nel tempo il suo effetto salvifico.

8 febbraio 1988

Come il pane e il vino servono all'uomo che li assume per vivere, per rinforzare il suo corpo fisico, così nell'Eucarestia la Forza per vivere nello spirito viene dall'assunzione di quelle specie che contengono una Essenza vivificante lo spirito dell'uomo che Mi assume consapevolmente. Chi si unisce a Me, Mi incorpora nel suo spirito e il Mio Spirito agisce in lui come Forza propellente per la Vita eterna.

Non il segno, la sostanza del pane e vino servono alla salvezza dell'uomo credente alla lettera della Mia parola ("Questo è il Mio corpo"), ma l'Essenza intrinseca in quel gesto che, consapevolmente, è unione dello spirito dell'uomo credente con lo Spirito che vivifica.

Non vi fermate alla lettera della Mia Parola, ma comprendetene lo Spirito che è sottinteso alla lettera. "Come..., così".

Come = lettera della Parola.

Così = spirito della Parola.

Nell'A.T., l'uomo credente vedeva la Nube, il Fuoco (roveto ardente). Questi segni sostanziali contenevano una Essenza vivificante lo spirito dell'uomo credente. Ma la Nube e il Fuoco erano segni, immagini, di quella Essenza che agiva nell'uomo credente in quel segno (Nube, Fuoco).

Nel N.T., nella pienezza dei tempi, Io Padre ho preso un corpo tangibile per voi piccoli uomini. Ma in quel corpo (chiamato Gesù) era lo Spirito vivente (Realtà), parlante, agente in quel tempo, fra quel popolo.

Nell'ultima cena ho lasciato a voi uomini credenti, un segno, una immagine sostanziale contenente la Mia Essenza vivificante lo spirito dell'uomo credente, che vuole comunicare con Me.

Nella Nube, nel Fuoco, nel pane e vino Io sono in Essenza, ma la sostanza di tali segni è solo immagine di tale Essenza.

Nella Mia incarnazione invece non era immagine la Mia presenza, ma Realtà (Essenza) sostanzializzata in un corpo.

La Mia presenza reale per voi uomini è stata in quel tempo (Incarnazione) e solamente allora.

La Mia presenza nell'Antico Testamento (Nube, Fuoco), e nell'Eucarestia ora, è Essenza adombrata da un segno. immagine tangibile, ma non Realtà vivente come si è mostrata a voi uomini nella pienezza dei tempi. Io, vivo e tangibile e parlante e agente in un corpo vivo tangibile all'uomo di quel tempo.

Io, vivo e sensibile all'uomo credente in quel segno (Nube, Fuoco, Eucarestia), immagine della Mia Essenza che agisce continuamente in ogni uomo credente e amante.

Presenza reale nel corpo fisico di Cristo.

Presenza essenziale nel segno (Nube, Eucarestia).

La Mia presenza reale, sostanzializzata (nel corpo) ed Essenziale (nel segno) agisce comunque continuamente per la vostra salvezza eterna, piccoli uomini amati.

Cristo = Realtà essenziale sostanzializzata.

Nube, pane = immagine sostanziale essenzializzata (Spirito Santo).

Pienezza dei tempi = presenza reale di Dio sostanzializzata nel tempo.

Prima e dopo la venuta di Cristo (pienezza dei tempi) c'è la Presenza essenziale di Dio, sostanzializzata nei segni, per l'uomo credente.

Presenza di Dio nel tempo:

A.T. = Nube, Fuoco = immagine della Realtà.

N.T. = Cristo = Realtà (pienezza dei tempi).

Ultimo T. = Eucarestia = immagine della Realtà.

Il Tutto visibile e sensibile per l'uomo nel tempo.

Il Tutto agisce sempre per la salvezza dell'uomo, Sua immagine.

Il Tutto = Realtà eterna.

L'uomo = immagine della Realtà (evolventesi all'infinito verso la Realtà infinita).

Come nella Nube, Fuoco, Pane e Vino c'è una sostanza -immagine che adombra una Essenza vivificante-, così nel Mio Corpo, immagine sostanziale di una Realtà Essenziale, è adombrato il Padre e lo Spirito, Essenza viva e vivificante l'uomo. Perciò: il Mio dialogo terreno (nel tempo) fra natura umana (Corpo fisico-psichico) e natura divina (Padre-Spirito).

Così potete comprendere la Trinità: unico Dio sostanzializzato nel Corpo, ed esistente contemporaneamente nell'Universo eterno.

Questo il Padre-Figlio-Spirito Santo, unico Dio.

Cosi è.

25 maggio 1988 - ore 10, alla Comunione

Scrivi. Questo è il Mio Corpo. A Me è tutto presente, sempre.

Questo pane è simbolo del Mio corpo dato a voi per cibo e salvezza. E' presente sempre. Ho detto: fate questo in memoria di Me.

Per voi uomini c'è un passato, un presente, un futuro, perciò fate memoria di ciò che è stato, nel tempo. Ma quel ricordo è per Me "fatto" presente sempre. Perciò la salvezza comunicata a voi nel tempo, e ricordata da voi nel tempo, attraverso i segni del pane, simbolo del Mio corpo, è presente sempre, e per voi è chiarificata ogni volta ne ricordiate il "fatto". E' ricordo che porta salvezza sempre, come allora.

Non c'è un prima e un dopo. La salvezza è un evento vissuto da voi esplicitamente nel tempo. Io vi ho salvati da sempre, ricordatelo, e vivrete in pace con amore.

18 gennaio 1989 alla Comunione

(Ma perché, Signore, la mia Chiesa parla di una Tua "presenza reale" solo nell'Eucarestia?).

La Mia è una presenza reale ovunque l'uomo Mi cerca e Mi sente.

Non c'è una presenza reale e una presenza non reale, o falsa. Il grado di realtà conosciuta, della Mia presenza, dipende dalla consapevolezza e dalla comprensione umana di questa Realtà.

Quanto più l'uomo crede a questa Presenza, tanto più ne sente la Realtà dentro di sé e attorno a sé, quanto meno vi pensa e vi crede, tanto meno Mi sente presente.

Non limitateMi dove e quando voi Mi credete presente; dipende dall'ampiezza e dalla profondità della vostra fede il riconoscere tale Presenza. Ma ovunque IO SONO, sempre Io sono a disposizione dell'uomo che Mi cerca con cuore sincero.

Così è.

28 giugno 1989

... Non usate i Sacramenti come fatti magici in cui una realtà "diventa" un'altra! (es. Eucarestia), ma servitevi dei Sacramenti come "segni" di una Realtà che è sottintesa nel gesto, nelle parole, nella sostanza visibile, ma che opera in chi crede veramente (ha fiducia) nell'Essenza di tale Realtà presente anche in tali riti, espressioni umane di una fede sovrumana.

(Che differenza c'è fra la fede dei protestanti e la fede dei cattolici?).

Dipende dall'intensità e dalla verità di tale fede personale. In generale i protestanti credono nell'Eucarestia come "memoria" di un fatto che ha operato la salvezza una volta nel tempo; i fedeli cristiani credono nell'Eucarestia come rinnovamento della salvezza: ogni volta si celebra il sacrificio, nella Messa.

La vera fede è credere nella salvezza operata, visibilmente per l'uomo, una volta nel tempo (morte e resurrezione di Cristo), ma voluta dal Creatore fin dall'inizio della creazione, e realizzata continuamente, per ogni creatura che coscientemente ne comprende la realtà operante all'infinito.

Anche la "memoria" del sacrificio, rinnovata ad ogni Eucarestia, opera, per l'uomo cosciente, tale salvezza. La sostanza (uomo fisico) diventa essenza (uomo spirituale). L' "Essenza" opera nella sostanza sublimandola.

Essenza = Spirito Santo: opera la sublimazione, cioè il passaggio dall'uomo fisico all'uomo spirituale.

Così sia per Maria.

19 febbraio 1991- ore 9

Tre sono i modi di approccio del Sacerdote che consacra e celebra l'Eucarestia.

Il Sacerdote razionale agisce conforme una sua convinzione cerebrale: il pane è segno del corpo di Cristo dato sulla croce una volta nel tempo, ed è quindi memoriale della salvezza. La consacrazione è perciò un "gesto", spesso distratto e abitudinario, affrettato e superficiale.

Il Sacerdote ignorante e presuntuoso di sé, consacra soffiando sul pane e pensando di essere lui, in quel momento, Gesù Cristo, che fa i cambiare con le sue parole, il pane che diventa Corpo reale di Cristo. Il Sacerdote si sostituisce a Cristo e pensa di rinnovare sull'Altare il sacrificio incruento. Presunzione ignorante la Realtà.

Il Sacerdote santo che alla consacrazione si immedesima talmente nel memoriale del gesto fatto realmente da Gesù come segno della salvezza -da Lui portata agli uomini uniti a Lui nell'umanità, dando il Suo Corpo visibile a tutti, per farli risorgere con Lui- che concentrato in questa azione memoriale, si solleva da terra perché in quel momento non è più lui (Sacerdote) che vive, ma Cristo vive in lui e ripete, riattiva tale gesto di salvezza perenne. Cristo, Uomo-Dio, si comunica, si unisce spiritualmente al suo consacrato che diventa "tramite" di salvezza perenne. "Ogni volta che ricorderete questo gesto risentirete in voi la Forza del Salvatore del mondo".

Così sia con Maria.

Il tuo compito è smantellare costruzioni fasulle. Riportare la Chiesa all'Essenziale, non al marginale: gesti, riti, abitudini superficiali, ipocrite, o ignoranti la Realtà profonda dove: l' "Essere è".

14 maggio 1991- in Chiesa a Sommacampagna

Nell'incarnazione (Gesù) I'Essenza si fa sostanza (Essenza = Dio Spirito). Nella Eucarestia l'Essenza fattasi sostanza nel pane, ritorna Essenza nel credente che Lo assume con cuore sincero.

Corpo (di Gesù) e pane consacrato, sono simboli sostanziali di una Essenza che "è" e trascende la sostanza. La sostanza sparisce dalla vista terrena, ma rimane l'Essenza eterna che ha informato la sostanza per apparire più visibile e sensibile all'uomo terreno dotato di sostanza trasformabile in essenza (uomo = immagine dell'Essenza) attraverso la sublimazione della sostanza.

Sublimazione = cambiamento di stato. L'uomo passa da uno stato etereo inconscio (in Dio), a uno stato corposo nel tempo, con la possibilità di elevarsi coscientemente e volutamente per ritornare allo stato etereo cosciente della sua evoluzione e sublimazione.

La Resurrezione di Cristo è indice di tali passaggi visualizzati dall'uomo e realizzati, per l'uomo Sapiens, dal Creatore del mondo.

20 luglio 1991- ore 7

Approfondite il senso reale delle parole che usate nel linguaggio eucaristico, e comprenderete più esattamente la Realtà sottintesa dalle parole.

Sub-stantia = Realtà che sta sotto = Essenza.

Su-stantia = realtà che sta sopra (super) = forma visibile.

Consubstanziale = della stessa sub-stantia = della stessa Essenza.

La realtà che sta sopra è visibile, tangibile = fisicità della materia: pane e vino, corpo, nube, fuoco, ecc. Tutte realtà visibili dall'uomo animale.

La Realtà che sta sotto (sub) è invisibile all'occhio umano, ma sensibile, intuibile dalla mente e dal cuore dell'uomo "Sapiens" che vive nello spirito.

"E' giunta l'ora, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, Dio è Spirito". Ciò che sta "sub" o "super" è da prendere in esame! Sub è l'Essenza, super è la sostanza visibile (= materia).

Non confondete la Substantia con la sustantia, l'Una è intrisa, conglobata nell'altra, è la Vita nella vita, è il Soffio (Spirito Santo) che anima la materia dell'uomo "Sapiens".

Non "soffio vitale" che dà la vita ad ogni creatura, la fa esistere nel tempo (animali e vegetali), ma "Soffio spirituale" che anima l'uomo sapiens rendendolo sempre più simile a Sé. "Siate perfetti come il Padre".

Lo Spirito informa l'uomo "Sapiens".

Lo Spirito informa il pane e il vino consacrato = reso evidente come "segno" sacro di una Presenza che è Essenza di una sub-stantia (uomo) divenuta cosciente della "Sua" esistenza e permanenza nell'uomo Sapiens vivente, nello spirito, la Realtà dello Spirito. Questa è la Presenza reale dell'Essenza che si fa sub-stantia per l'uomo credente.

Così è.

(Cosa vuol dire consubstanziale?).

= della stessa substantia. Padre-Figlio-Spirito Santo sono insieme (cum-sub-stantia), sono l' Uno" presente nella sostanza delI'uomo credente e cosciente di tale Essenza presente nel proprio Sé profondo. Lo Spirito divino nello spirito umano!

Transustanziazione = Al di là (oltre) la sostanza.

Sublimazione = cambiamento di stato. Questo è il cammino dell'uomo "Sapiens".

2 dicembre 1991

Il "segno" (Sacramenti, Messa, azioni liturgiche, riti, ecc.) è "simbolo" di una Realtà che "è", esiste al di là del segno che ne illustra, ne visualizza, ne sottolinea, ne ricorda alcune caratteristiche o particolarità che vengono appunto messe in evidenza da tale segno.

Il segno non è Realtà, è approccio alla Realtà che vuol essere simboleggiata con quella determinata azione.

Non fermatevi ai segni, uomini religiosi, ma fate sentire chiaramente lo Spirito che informa e sottostà a tale segno.

Il segno è involucro, una sovrastruttura della Realtà simboleggiata in quella struttura o azione liturgica.

Il "Corpo" visibile di Gesù di Nazareth è sovrastruttura della Divinità (Padre, Spirito) che è realmente presente nell'intimo di quel Corpo. "Il Padre è con Me", "Io e il Padre siamo uno", "Chi ha visto Me ha visto il Padre".

Ma la Realtà (Spirito Santo) invisibile (per l'uomo) è visibile e sensibile attraverso questo Corpo tangibile di Cristo che ne significa, con le parole e i gesti, la Presenza reale invisibile all'uomo terreno.

Così nell'Eucarestia, pane e vino sono segni e simboli della Realtà di Cristo che ha dato il Suo Corpo per far rivivere l'uomo morto per il peccato.

Mangiare quel pane significa unirsi spiritualmente, intimamente a quella Realtà significata dal corpo simboleggiato nel pane.

Così il corpo mistico della Chiesa, segno di unione dei vari membri sottomessi, guidati, amati dal Capo, Cristo, il cui capo visibile in terra è il Pontefice eletto a guida del popolo di Dio.

Pontefice è colui che fa da "ponte" fra Dio e il Suo popolo. Ma guai a quel Papa che fa, di se stesso, un dio in terra. Il Papa è tramite, come ogni credente illuminato, fra il cielo e la terra.

Così sia con Maria.

...La Messa è memoriale di una "reale azione liturgica" compiuta da Cristo in un tempo, sulla terra.

La Messa è memoriale che significa tale azione di Cristo nel tempo, ma, se è vissuta consapevolmente e intimamente dal credente, esercita una forza, una potenza salvifica che muove nell'intimo il credente (partecipante alla Messa) e ne sconvolge le energie negative, coinvolgendolo nell'azione memorizzata, a tal punto da stravolgere le energie negative in positive.

La Messa, se è profondamente vissuta, è azione liturgica impregnata di energia Positiva che ha il potere di debellare e stravolgere le energie negative in positive.

Come sulla croce Gesù ha attirato su di sé tutte le energie negative dell'umanità e, attraverso la morte del Corpo le ha annullate, e attraverso la Sua Resurrezione le ha rigenerate in Positive, così nel memoriale della Messa impregnata di tali energie positive che scaturiscono da ogni fedele credente, e unite insieme dal Sacerdote offerente, si uniscono all'Energia Fonte e producono l'effetto salvifico di Cristo Uomo-Dio.

Solo se l'azione liturgica (Messa) è vissuta consapevolmente può raggiungere tale effetto salvifico, per l'immenso amore del Padre che si unisce ai Suoi figli, coerede del Figlio e salvati da Lui.

Così è.

3 dicembre 1991

Messa = mandato. Il popolo di Dio, credente nel Messia, è radunato in "ecclesia" (assemblea, adunanza) per proclamare, santificare, glorificare, impetrare il nome del Signore.

La Messa è momento di incontro dei credenti nel Cristo incarnato, Uomo-Dio, Messia mandato dall'Alto in basso, dal Cielo alla terra per miracolo mostrare. E miracolo è l'incarnazione, la vita, la morte e la Resurrezione dell'Uomo-Dio.

L'apice del miracolo è la Resurrezione dell'Uomo-Dio venuto a palesarsi come Padre-Figlio-Spirito Santo, Unico Dio, Creatore e Salvatore delle Sue creature amate, create libere, salvate, alla fine, per la gloria di tutte. E tutti saranno "uno" coscientizzato nell'Uno.

Come il Messia è il "Mandato" dal cielo alla terra, così la Messa dei credenti nel Messia, è il "mandato" offerto, proposto, donato a tali credenti fedeli e coscienti del compito affidato loro: sollevare il mondo dalla terra verso il Cielo. Questo è il mandato esplicitato nella Messa, questo è il compito del fedele che, unito in assemblea con altri fedeli credenti e obbedienti al Padre, si impegnano di realizzare poi nella vita quotidiana sulla terra (questo mandato).

Camminate anime nobili, cantate, lodate, pregate insieme il Messia perché doni a voi, quotidiae, la forza e la gioia di essere imitatori Suoi, per essere sale della terra e Luce nel mondo.

Così sia per Maria.

Mangiate insieme il Corpo di Cristo = unione mistica fra voi e il Messia del Quale siete portatori e imitatori nel mondo.

Usciti dalla Messa, iniziate il vostro compito, la vostra Messa specifica, a ognuno il suo quotidiae

15 dicembre 1992

"Fate questo in memoria di Me". Questo ho detto quando ero nel tempo con i Miei discepoli, alla vigilia della Mia passione e morte.

La memoria è il ricordo di un fatto vissuto nel tempo e visto con gli occhi della carne e sperimentato attraverso i "sensi" fisici del corpo fisico. Così la stessa azione si può ripresentare e rivivere nella mente umana e rivedere con gli occhi della mente. Entra in funzione il corpo psichico attivato da impulsi derivanti da energie trascendenti che incidono non più sul corpo fisico ma sul corpo psichico (mente), riattivando la scena che è rimasta impressa nella materia cerebrale dell'uomo (Apostolo) che ha assistito fisicamente all'azione poi impressa nella sua mente.

Se tale azione non è stata vista dagli occhi fisici dell'uomo, non presente fisicamente all'azione, ma ne è stato informato dal racconto di testimoni oculari (che hanno vissuto nel tempo quell 'azione vista con i loro occhi fisici), tale informazione resta incisa nella mente dell'uomo istruito dal racconto del testimone oculare, e così si trasmette l'informazione.

Dal conscio di chi ha "visto", all'inconscio di chi ascolta il racconto, lo memorizza nella sua mente (corpo psichico), e poi a sua volta lo trasmette con la parola, ad altri ascoltatori. Così viene trasmesso il ricordo di una azione realizzata nel tempo fisicamente, e riprodotta poi nella mente dei posteri attraverso i successivi racconti. Tale memoria di un fatto accaduto realmente nel tempo, suscita nell'ascoltatore attento, lo stesso stupore e lo stesso effetto suscitato nella persona presente fisicamente al fatto.

Come un fatto negativo (una uccisione, uno stupro o altro) visto dagli occhi fisici di un uomo presente a tale fatto, lascia una impressione negativa nella mente del testimone oculare, così la stessa impressione negativa si imprime nel cervello dell'ascoltatore postumo e produce lo stesso effetto negativo tanto in chi ha commesso, o visto con i suoi occhi fisici, tale fatto negativo, quanto in chi lo memorizza per sentito dire.

Così avviene per un fatto positivo. L'effetto positivo di un'azione lascia traccia nella mente del vedente e di colui al quale è ricordata tale azione positiva.

"Fate questo in memoria di Me" vuol dire ripetere i gesti o le Parole realizzate da Me nell'ultima cena, e quel gesto simbolico (mangiare pane e vino) voleva insegnare che come la vita fisica dell'uomo è sostenuta dal cibo, così la vita dello spirito é sostenuta, attivata e accresciuta dal cibo spirituale che Io vi ho dato nel tempo (Corpo), con l'esempio di vita o con le parole da Me realizzate per voi nel tempo.

Come allora, così ora ricordando tale Mia vita e imitandone i fatti, potrete come Me raggiungere e superare la morte con la resurrezione. Come allora fisicamente, così ora psichicamente col ricordo, poi con l'attuazione fisica del ricordo, potrete realizzare la vostra vita a imitazione della Mia.

E risorgerete gloriosi come Me, per non più morire. Dopo la morte, la resurrezione. Fate questo in memoria di Me e raggiungerete la gloria.

Così è

9 gennaio 1993 alla Comunione

È la Comunione dei Santi che percepisce più distintamente la Mia presenza reale sempre. Perciò l'Eucarestia, Comunione dei fedeli credenti in Me, è il momento più chiarificatore della Mia presenza in mezzo a voi. Le onde dei fedeli si uniscono in un coro di fede. Ma per chi crede alla Mia presenza reale sempre e ovunque la sua fede si unisce alle onde degli Angeli e Santi che sempre inneggiano al Creatore.

Unisciti ai fedeli nell'Eucarestia e agli Angeli e ai Santi nel rendimento di grazie continuo.

E cosí un giorno tutti saranno uniti nella Mia gloria. Uno con tutti, e tutti con l'Uno.

Così sia.

7 gennaio 1994 ore 8

(Che differenza c'è fra Òpresenza realeÓ di Cristo e ÒpresenzaÓ di Dio nell'Universo?).

... Fidati di Me e scrivi...

La "presenza reale" di Cristo nell'Eucarestia è detta così dalla cultura trasmessa da uomini che hanno interpretato alla lettera le Mie Parole dette nell'ultima cena: "Questo è il Mio Corpo...". Tale comprensione letterale della Parola ha poi portato la riflessione della Chiesa -guidata da teologi non ispirati dall'Alto ma solo legati ad un ragionamento umano razionale- a fissare con un dogma tale interpretazione letterale della Parola. È così uscito il dogma della "transustanziazione" che è pure legato a termini, parole, comprensioni umane legate ad un termine "sub-stantia" inteso in modo errato.

Sub-stantia è da intendere come "ciò che sta sotto" (sub-istemi), e non come ciò che è materia visibile (pane e vino), ma ciò che è intimo alla materia visibile, ma invisibile da occhio terreno.

Perciò la sub-stantia è l'Essenza, invisibile, della materia visibile. Transustanziazione è da intendere non come il cambiamento di ciò che è visibile nella materia (pane e vino) poi convertito in corpo e sangue, ma è l'Essenza -ciò che sta sotto (sub-istemi) alla materia visibile (pane e vino)- che passa in voi, uomini razionali che intendete erroneamente con la parola sub-stantia ciò che è materia!

Sub-stantia è quindi da comprendere allo stesso modo di Essentia.

Transustanziazione è quindi un moto di conoscenza, comprensione, consapevolezza profonda di ciò che è "intimo" alla materia visibile. Il pane e il vino sono solamente "segni" di ciò che vuol essere rappresentato alla memoria di colui che si unisce consapevolmente con tale sub-stantia, cioè col Corpo e il Sangue del Signore che ha dato la propria "Vita" temporale come esemplare di vita terrena dell'Uomo perfetto.

Mangiare il Corpo del Signore vuol dire quindi unirsi consapevolmente a tutto ciò che è stato detto e fatto, nel tempo, dall'Uomo-Dio, che nell'ultima cena ha lasciato un "segno" come memoriale di tale "Vita", vissuta nel tempo. E l'assunzione di tale segno fa rivivere -nella memoria di chi lo assume consapevolmente- le gesta dell'Uomo-Dio vissuto nel tempo, e lo spinge a imitarne la "Vita" durante la propria vita terrena.

L'assunzione del "segno", fatta consapevolmente, porta quindi un po' alla volta a diventare "alter Christi", perché modifica la vita intima dell'uomo terreno da uomo animale a uomo "Sapiens".

L'Essenza dell'Uomo-Dio entra nella sub-stantia dell'uomo che si unisce consapevolmente, attraverso il segno, alla realtà dell'Uomo-Dio per imitarne la "Vita" terrena, durante la propria vita nel tempo. Cosi avviene un po' alla volta, la transustanziazione del Corpo del Signore nel corpo dell'uomo che ne riceve la "sub-stantia" per diventare nel tempo "alter Christi". Questo è l'effetto della presenza reale del Dio vivente anche nel "segno" dell'Eucarestia.

La presenza reale del Dio vissuto nel tempo (Cristo), è presenza reale dell'unico Dio vivo e presente, da sempre e per sempre, ad ogni uomo che Lo pensa, Lo crede, Lo sente in sè e fuori di sè. Dio personale e impersonale, Dio presente realmente ovunque e per sempre, perché Dio è l'Essente, il Vivente eterno nell'Universo infinito.

Cosi è.

... Non c'è una presenza reale e una presenza irreale, ma Io sono sempre presente realmente in ogni uomo che Mi crede e Mi sente vivo.

"Tu sei il Figlio del Dio vivente". Questo ripeta la Chiesa! La presenza reale del Dio visibile nel tempo (= Figlio) è "segno" della presenza reale del Dio invisibile nel tempo ma realmente vivo nell'Universo e nell'Eternità infinita.

Cosi è.

CRISTO È LA PARTE VlSIBILE Dl UN "TUTTO" INVISIBILE.

21 febbraio 1996

Oggi si è ripetuta, nella Chiesa Magistero, la stessa tentazione di Satana che ha chiesto a Gesù di far diventare pane i sassi. Tentazione del potere umano che vuole superare la natura.

E Gesù mette in primo luogo la ÒParolaÓ di Dio che non stravolge mai la natura ma, semmai, supera e riporta ordine nella natura sconvolta dalla deviazione maligna (guarigioni del corpo: malattie, e dello spirito: indemoniati e increduli).

Così nella presunzione del Sacerdote che dice di cambiare (nell'Eucarestia) il pane nel Corpo di Cristo! (teoria della transustanziazione).

Non le parole o il potere di un uomo -sia pure cosiddetto consacrato dal Vescovo- può cambiare la sostanza del pane e farla "diventare" Corpo di Cristo, ma la fede del credente può sentire l'unione intima fra la Persona dell'Uomo-Dio e la persona del fedele che ripetendo le Parole di Gesù: "Prendete e mangiate questo Mio Corpo", comprende questo segno (mangiare il pane) come simbolo di unione intima con la vita umana di Cristo: vita da conoscere, da amare e da imitare durante il cammino temporale dell'uomo imitatore del Cristo in terra. Cambiamento quindi, nel tempo, dall'uomo animale in uomo "Sapiens" (uomo sapiente dove predomina lo Spirito Santo).

(Grazie Signore fa che i Tuoi Sacerdoti siano più umili e sapienti e non desiderino i "regni del mondo " posseduti da Satana.).

Regni del mondo sono:

l'avere = ricchezze;

il potere = autorità;

il sapere = scienza e cultura terrena;

il godere = sessualità animale.

4 marzo 1997 ore 4 (notte)

Continua il grande "falso" perpetrato dalla Chiesa docente che oggi vuole ancora celebrare la Mensa eucaristica inventata dall'uomo a imitazione e falsificazione dell'ultima Cena.

Perché, uomini presuntuosi, volete imbrattare tale Mensa, istituita da Me come "memoria" di quell'ultima Mia agape fatta con i discepoli, prima della Mia morte, dove Io proponevo la visione di quel Mio Corpo offerto come esemplare di vita umana da imitare da voi, fedeli alla Mia Parola?

Perché volete imbrattare tale mensa ponendo un "segno" (pane e vino) come "centro" da adorare e consumare da voi, uomini presuntuosi? Io non sono nel pane e nel vino, ma siete voi che dite di farlo "diventare" il Mio Corpo e il Mio Sangue, con le vostre parole umane!...

E fate ciò per attirare le masse dei fedeli ignari, che credono nel vostro gesto magico, e per sottomettere il popolo al vostro potere!...

Ma non così si attira un popolo, falsando il "centro" che continuamente dovete riconsacrare con le vostre parole!

Non così intendevo la Cena, data a voi come ricordo dell'offerta del Mio Corpo sollevato sulla croce come vittima esemplare, come maestro di vita umana che vi ha insegnato ad amare il Padre vostro e a fare la Sua volontà, che è volontà di amore, di perdono, di aiuto e di guarigione; volontà di Verità espressa nelle Mie Parole umane che vi hanno insegnato, fin dall'inizio, a cambiare l'acqua in vino! Cambiare cioè la vostra vita animale in vita spirituale che cammina verso la Vita eterna. ("Quando sarò innalzato, attirerò tuffi a Me")

Questa è la Verità che Io ho voluto lasciare a voi in quest'ultima Cena. "Fate questo in memoria di Me".

Così è e così sia.

9 Febbraio 1999

Mangiare il corpo di Cristo e bere il suo sangue vuol dire assimilare dentro di noi la Sua Parola che è per noi cibo che ci nutre per la Vita eterna.

Imitare la vita umana di Gesù vuol dire aver assimilato i Suoi insegnamenti e viverli nella nostra vita terrena, fare cioè quello che Gesù ha fatto nel tempo, come Uomo: ha amato, ha perdonato i Suoi nemici, ha guarito i malati, ha insegnato la Verità, ha aperto gli occhi ai ciechi, ha fatto camminare i paralitici, ha proclamato la salvezza.

Questo vuol dire mangiare il Corpo di Cristo: "Va e fai cosi anche tu".

Cosi sia.

19 Maggio 1999

La costruzione e l'adorazione del "vitello d'oro" dell'Antico testamento è un preambolo (simbolico) equivalente all'adorazione che talvolta si fa oggi, davanti all'Ostia, creata e consacrata da mani umane!

Guai se l'Ostia di pane diventa un surrogato della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo ignorante e presuntuoso di fabbricare, con le proprie mani e con i suoi materiali, il suo "idolo" da adorare!

Il "segno" deve riportare alla "Realtà" della vera presenza di Dio, invisibile, ma vivo sempre in mezzo al Suo popolo e sensibile nel cuore di ogni vero credente e amante.

Non voi uomini potete fabbricare Me! Ma Io solo posso farvi rinascere nel Mio Regno.

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