Capitolo XXXVII


L'Amore al prossimo

10 febbraio 1968

Chi ama Me ama tutto il prossimo, cominciando da chi è stato inviato da Me per predicare il Mio Vangelo.

Non alcuni sì, altri no. Tutti, poveri e ricchi, sacerdoti e laici, buoni e cattivi, tutti sono prossimo e tutti devono essere amati, accettati, aiutati, compatiti, senza fare discriminazioni. Questo è il vero amore. Chi fa discriminazioni non viene da Dio, non ama Dio perché non ama tutto il prossimo.

Attenti ai falsi profeti, ai falsi Cristi, ai falsi teologi: queste sono oggi le persone più pericolose, e quelle da cui stare alla larga. Guardate i loro frutti.

Aprite gli occhi, pregatemi; lo Spirito vi illumina se lo chiedete e lo cercate.

4 aprile 68

Amarvi, anche fra nemici, sopportarvi per amore Mio, aiutarvi vicendevolmente, pregare di più e meglio, unirvi a pregare e cantare insieme, così vi sentirete uniti; un cuor solo e un'anima sola, tutti tesi verso di Me che vi voglio bene, e voi non ve ne accorgete.

19 aprile 1968

Sappiano gli uomini che solo amando arrivano alla felicità. A1 giudizio finale Io li giudicherò sull'amore. Quanto e come hanno amato Me e come hanno amato il prossimo; se l'avranno amato per Me sacrificandosi, saranno salvi.

9 maggio 1968

La Mia Parola è una, è sempre quella, niente di nuovo ho da dire. Tutto quello che il Padre Mi ha rivelato Io l'ho rivelato a voi; il Mio Vangelo parla chiaro, siete voi che non lo volete capire. L'avete dimenticato perché volete fare le novità, le rivoluzioni.

Io sono venuto sulla terra per fare la rivoluzione, ma quella dell'amore.

Ho detto 'beati i pacifici'. Non con le armi, ammazzando un prossimo per amore, cosiddetto, di un altro prossimo, si fa la rivoluzione, ma con l'amore per tutto il prossimo.

Prossimo deve essere ogni uomo, ricco o povero, buono o cattivo, non tocca a voi giudicare o condannare.

Amatevi: dovete essere tutti fratelli e aiutarvi a raggiungere insieme la Verità, la giustizia.

Questo è l'amore, questa è la rivoluzione che voglio Io.

29 gennaio 1969

'La Chiesa dei poveri' non è la mia Chiesa.

La mia Chiesa è di tutti: poveri e ricchi, bianchi e neri e gialli, non c'è distinzione di razza e di censo, tutti possono ugualmente appartenere alla Mia Chiesa purché ne vivano lo Spirito, uguale in tutti.

L'amore per il Dio unico, Padre di tutti, che governa, dirige, ama, consiglia, detta dentro nella coscienza di ognuno ciò che deve fare o non deve fare.

Chi ha l'udito aperto, pronto a ricevere i dettami della coscienza e li mette in pratica, colui sarà salvo.

Ma chi vuol dirigere se stesso conforme i propri interessi, gusti, soddisfazioni, rivendicazioni, colui non è da Dio, non segue la pura coscienza.

La 'Chiesa dei poveri' è una setta che parte da presupposti giusti: l'amore del prossimo povero e sofferente, ma se ne serve per sfogare i propri interessi, rivendicare ciò di cui è stato privato, inserirsi nella società con violenza, con forza.

Dio ama il povero, e il ricco povero nello spirito.

Guai ai poveri ricchi nello spirito, questa è in parte la cosiddetta chiesa dei poveri.

Tutti sono miei figli purché si amino fra loro, a qualunque cotegoria appartengano si aiutino dando a chi non ha materialmente e moralmente.

Il povero, il sofferente può dare molto più al ricco che può essere più sofferente moralmente.

Guardate nell'intimo, lì si vede la vera ricchezza e la vera povertà. E' quella che si deve sfruttare o aiutare.

La legge di compensazione è questa: dare dove non c'è, prendere dove c'è.

Tutto messo su un piano spirituale, allora il vostro occhio vede giusto, il vostro orecchio ode bene, la vostra lingua parla con amore e verità.

Guadate nell'intimo delle persone, accettatele tutte senza esclusione, aiutatevi gli uni gli altri, senza esclusioni.

Questa deve essere la Chiesa universale: amore, aiuto reciproco, comprensione e tutto per amore del Padre comune.

4 aprile 1969

La croce è la via da seguire. Ma la croce non è una via. E' un mezzo per arrivare alla conquista della felicità eterna.

Non la spada, il mitra, la violenza usata per soccorrere il povero; questo è sulla strada giusta se sa usare della sua povertà come mezzo per raggiungere la felicità, non temporale ma eterna.

Sbagliano quelli che credono, dando il benessere, di fare la volontà del Padre. L'aiuto al povero è doveroso, ma se è dato con amore, per amore di Dio, non in odio ad un altro prossimo cosiddetto capitalista.

Io sono la giustizia, non voi piccoli uomini.

L'amore non prende la spada, l'amore non grida vendetta e non porta violenza.

Non si deve sopraffare il ricco per amore del povero.

Lavorare per una equa distribuzione delle ricchezze, questo è giusto, ma non con la violenza.

Chi di spada ferisce, di spada perisce, così ho detto a chi voleva difendermi con la violenza.

Amore, perdono, aiuto reciproco, comprensione: è più povero il ricco di denari che non l'indigente.

Non sobillate il povero contro il ricco, fate perdere loro ogni merito.

Torres e compagni hanno capito a metà il comandamento dell'amore, partono solo dalla seconda parte.

Il primo comandamento è: ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze e ama il prossimo tuo per amore di Lui.

Allora ti accorgerai che il tuo prossimo non è solo il povero di soldi, ma il povero di amore. E' questo il prossimo che ha più bisogno di soccorso, di aiuto spirituale, di consiglio, di carità intesa nel vero senso della parola.

3 agosto 1969

Non con la Parola si ama, ma con i fatti.

Ama il prossimo tuo, il più vicino a te, sacrificati per i tuoi, accettali come sono, umiliati, assoggettati a loro e troverai Me.

L'unione dei cristiani deve realizzarsi prima nelle vostre famiglie, poi con il prossimo più vicino, poi con tutti gli altri.

Ama il prossimo tuo come te stesso e realizzerai il vero amore.

Fa attenzione ai desideri dei tuoi vicini, ai bisogni loro: soddisfa questo e così realizzerai il vero amore e mi sentirai più vicino a Te.

28 novembre 1969

(Cosa debbo dire oggi alle mamme dei lupetti?).

Parla dell'amore. Come amano i loro figli, così devono amare gli altri: tutti sono il loro prossimo.

Ama il prossimo tuo come te stesso. Prima i figli, il marito, ma non solo loro. L'amore per la famiglia deve essere in funzione di un amore dilatato a tutto il prossimo, e tale amore deve raggiungere Dio Padre fonte prima e ultima di questo amore.

Ama Dio come te stessa, ama il prossimo tuo come ami Dio. Ecco il vostro circolo dilatato nel tempo, che cammina verso l'eternità.

Amore, amore, amore. Non temere, Io sono con te e ti sostengo.

9 dicembre 1970

Carità = concretizzazione dell'amore.

Chi fa un atto di carità verso il fratello attualizza la parte di amore che è insita nella sua natura umana.

Concretizzazione del divino nell'umano.

Atto di amore unito all'amore dell'altro.

Amore più amore ricorrentesi per arrivare all'Unità.

19 gennaio 1975

L'uomo sia attento all'uomo, si occupi cioè delle necessità impellenti del suo prossimo vicino. A chi ti capita vicino per caso dona il tuo amore e la tua attenzione, non a chi ti è lontano. Ogni uomo osservi il vicino, ne scruti le necessità impellenti, materiali e spirituali, lo curi, lo aiuti, lo sollevi dalla miseria e lo porti verso di Me. Io sono mite e umile di cuore, così sia l'amante del Dio vivente.

21 aprile 1975

Ama il prossimo tuo come te stesso.

Come vuoi essere giudicata tu, giudica gli altri.

Come vuoi essere amata tu, ama tutti gli altri.

Come vuoi essere considerata tu, considera anche gli altri.

Come vuoi essere aiutata tu, aiuta anche gli altri.

Come vuoi essere accettata tu, accetta anche gli altri.

Come vuoi essere compatita tu, compatisci anche gli altri.

Come vuoi essere ascoltata tu, ascolta anche tutti gli altri.

Come vuoi essere perdonata tu, perdona anche gli altri.

Così sia per Maria.

Comportati con gli altri come se ognuno fosse te e vedi in ognuno la Mia Essenza.

27 agosto 1970

Io ho detto: 'Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio', così Io ti dico: chi mangia Me, vive di Me, chi ascolta la Mia Parola e la mette in pratica vivrà in eterno con Me. Ma anche chi inconsciamente, senza cioè conoscerMi, agisce con amore e per amore dei fratelli, anche costui vivrà con Me in eterno.

Perciò Io ho detto: 'Venite benedetti, perché avete dato da mangiare, da bere...', perché avendo provveduto a chi aveva bisogno, cioè era povero, carente di qualche cosa, avete fatto la Mia volontà, che è volontà di amore.

Anche, quindi, l'atto di amore materiale o spirituale serve per entrate nel Regno dei cieli.

L'atto di amore umano e terreno è la concretizzazione dell'Amore, perciò chi avrà amato sulla terra in modo disinteressato, avrà realizzato quella parte di Amore che è insita nella sua natura e che, unita a tutte le altre parti di Amore insite nelle creature di buona volontà, servirà a ricostruire un giorno l'immagine del Dio unico e vivente.

Io mi rispecchierò in questa Mia immagine realizzata dall'uomo sulla terra e completa alla fine dei secoli.

Perciò Io dico: 'Venite benedetti dal Padre Mio perché avete realizzato l'Amore».

Ma per chi Mi conosce, altre realizzazioni Io voglio.

Il mandato dato agli apostoli -andate e predicate il Vangelo- è il mandato dato a tutti coloro che Mi conoscono, e solo in base alla realizzazione di tale mandato il credente entrerà nel Regno dei Cieli.

30 dicembre 1970

Gutta cavat lapidem: così nella vita di ogni uomo la piccola goccia di amore versata a favore del fratello prepara il trono in Paradiso. Solo con l'amore si vince.

Non guerre, non pestilenze, nè eserciti distruttori possono corrodere la compattezza dell'amore universale. E' per questo che il mondo sopravvive e cammina verso la gloria.

Tanto male è vinto da altrettanto bene, piccolo, nascosto, silenzioso, ma forte e vincitore sulle forze deleterie.

Non temere, colomba, l'umanità è in cammino verso la gloria, anche se questa tarderà ad arrivare perché ostacolata dalle preponderanti forze del maligno.

Pregate e queste saranno sgominate.

Più saranno innalzate preghiere, e più forti saranno le barriere contro il male. Così l'esercito del bene camminerà verso la vittoria finale decisiva, autentica.

Così sia.

15 gennaio 1976

Così sono i miei profeti: uomini retti, giusti nel giudizio, amanti della Verità, puri di cuore, di mente, semplici nel parlare e complessi nell'agire. Devono amare e non odiare, lasciarsi prendere totalmente dalla divinità che è in loro e che li spinge a dire e fare ciò che è bene per il prossimo. Non bene materiale, ma bene spirituale essi devono proporre con semplicità e giustizia.

(Cos'è la giustizia?).

E' la realizzazione dell'Amore di Dio per l'uomo e dell'uomo per Dio e per il prossimo. Amore è attenzione al soggetto che si vuol amare; attenzione è rinuncia al proprio io per immergersi nell'io dell'altro assumendone tutte le intime necessità, realtà, gioie e dolori, sofferenze e desideri, bisogni e tensioni, per aiutare l'altro a realizzare se stesso in senso positivo, ad espandersi per arricchirsi e arricchire gli altri.

Questa è la catena dell'amore: dall'Amore all'amato, dall'amato all'amante, dall'amante al bisognoso di amore, perché anch'egli ritorni all'Amore totale.

6 settembre 1976

Togli il tuo io. e sentirai il tuo Dio.

Dimenticati di te, e avrai presente i fratelli bisognosi di aiuto.

Il tuo Dio è in te se non lo subissi col tuo pensiero.

La tua volontà sia la Mia volontà, e amerai i fratelli per amor Mio.

Dai fratelli a Dio, con Dio fra i fratelli e per i fratelli.

Solo così conquisterai il Cielo attraverso la terra.

4 marzo 1979

Ogni diritto non deve essere disgiunto da un dovere.

Se l'uomo invoca un diritto per sè, deve contemporaneamente sentirsi impegnato ad espletare un dovere verso gli altri.

Solo così si potrà avere una società saggia ed equilibrata, dove il diritto non diventa sopruso, e dove il dovere non è oppressione dei deboli. Ma la società più perfetta sarà solo quella che impernia tutto il suo fare sulla spinta dell'amore.

L'Amore assoluto spinge l'uomo a vivere l'amore del prossimo.

Se l'uomo sente tale amore per il fratello e tende a realizzarlo anche a costo di un sacrificio, certamente otterrà un bene per il prossimo, e tale bene ricadrà alla fine anche su se stesso.

Il bene comune è il risultato dell'amore. Solo così l'uomo vivrà in pace e costruirà una società non più basata sui diritti e doveri, ma solo sul metro dell'amore.

22 settembre 1979

'Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali'.

(Ma perché, Signore, non ci sei riuscito?).

Per la perfidia di Satana che impera nel mondo e nel tempo, ma alla fine Io sono il vincitore.

Breve durata ha la gloria del disertore e sempre insidiata dalla sua stessa debolezza e falsità. Fasulla è tale gloria e mai goduta, perché sempre appetita e mai raggiunta. Così sono le glorie umane che disgregano i figli dai genitori e i fratelli dai fratelli. L'egoismo è la matrice di tale disgregazione. Perciò i coniugi non sanno più stare uniti, perché ognuno vuole imperare sull'altro. Perciò le lotte sociali e nazionali: perché l'uno vuol prevalere sull'altro, la nazione usurpa l'altra nazione per prevalere.

Perciò la Chiesa è divisa, perché troppi vogliono imporsi sui piccoli e sprovveduti: troppi i maestri! Non così si fa l'unione, ma solo attraverso l'amore che è attenzione all'altro, fiducia nell'altro, sacrificio di sè per aiutare l'altro: questo è il vero amore che porta all'unione.

Satana è il disgregatore, I'istigatore di ogni egoismo, ma violenze e lutti e lacrime continuamente provoca senza mai provare la vera gioia. Io vi ho offerto la Mia vita per insegnarvi a offrire la vostra per amore degli altri. Solo questo è l'amore che porta gioia perenne.

30 dicembre 1981

Amore vuol dire comprensione anche delle debolezze umane, non condiscendenza.

10 ottobre 1982

Quando incontri qualcuno, non buttare sulle sue spalle le tue miserie, ma assumi sulle tue spalle le sue preoccupazioni.

Altruismo, non egoismo.

Non pensare a te, ma all'altro.

25 ottobre 1982

AMARE RAGIONANDO,

RAGIONARE AMANDO.

8 aprile 1983

Pensa a Me, pensa agli altri e ti dimenticherai di te e ti libererai del tuo io possessivo.

14 febbraio 1985

Mettiti nell'altro, nel tuo prossimo vicino e lo capirai, lo conoscerai, lo amerai, lo aiuterai secondo le sue necessità.

Io Mi sono immesso nella Mia creatura fino ad assumerne la natura, condividendone le necessità, i limiti, le sofferenze e ho ridato la vita al Mio prossimo indebolito dal maligno. Fa così anche tu.

23 marzo 1985

DIGNITÀ, RISPETTO, CONTROLLO: sono tre realtà della persona, da evidenziare e insegnare ai bambini perché cresca in loro la percezione del valore dell'uomo. Se il piccolo cresce conoscendo e vivendo queste tre realtà per se stesso e per il prossimo, eviterà gli squilibri e le aberrazioni che portano l'uomo ignorante a prevaricare sugli altri.

Il valore della persona è immenso, e sacra è la sua vita, perciò va rispettata e sostenuta in ogni momento, in ogni modo e a qualsiasi costo (sacrificio).

14 aprile 1985

Il diritto crea il dovere. È il dovere che spinge l'uomo a fare ciò che gli è necessario per vivere.

Il merito non esiste perché ogni uomo è tenuto a fare ciò che fa per se stesso e per il prossimo.

Giustizia è compiere il proprio dovere riguardo a Dio e riguardo al prossimo.

Riguardo a Dio è giusto dare quello che Gli compete: riconoscimento del Suo Essere Supremo, quindi: adorazione, amore, riconoscenza.

(Se Dio non fosse, io non sarei; tutto mi viene da Lui, io non ho nessun diritto e nessun merito; ho quello che mi è stato dato, in potenza, traduco in atto ciò che ho avuto, faccio quello che devo. Servo inutile).

Riguardo al prossimo è giusto dare ciò di cui ha bisogno.

(Se io ho in più di un mio prossimo, non è merito mio, ma ho il dovere di aiutare chi ha meno di me.

Se ho più capacità nel lavoro, per cui guadagno di più, ho di più: ho più cultura, per cui posso comprendere meglio le realtà, quindi ho il dovere di aiutare chi queste capacità non ha).

Il povero è colui che ha meno, o per doti naturali, o per incapacità di realizzare ciò che è bloccato nel suo inconscio.

Chi ha, deve dare a chi non ha, questo è l'equilibrio terreno.

Dio ha, e ha dato Se stesso per aiutare l'uomo incapace e depauperato dal "Superbo".

Siate poveri nello spirito e comprenderete la logica di Dio e la Sua giustizia.

8 giugno 1985

Subisci la violenza negativa e vinci con la violenza positiva. Io ho subito la croce e con la croce ho vinto.

Non la violenza per sfogare istinti negativi che opprimono l'altro annientandolo: questo è solo sfogo animalesco di sopraffazione, qui è l'egoismo impera, ma superiorità sugli istinti più bassi, anche a costo di soccombere momentaneamente.

Dalla morte alla Vita: questa è la forza che vince l'egoismo e porta all'amore totale.

La violenza carnale, anche intellettuale, è sempre negativa.

La violenza spirituale, per superare gli istinti animali ed elevarsi verso l'Amore, è sempre positiva.

Silenzio, preghiera, amore = mezzi per vincere.

Questo è il Mio corpo, il Mio sangue offerto per voi in remissione dei peccati.

9 dicembre 1985 - ore 8

L'amore è reciproco. Da uomo a uomo, da Sacerdote a sacerdote-laico.

La correzione fraterna è pure reciproca, non da superiore a inferiore, ma da pari a pari, anche se chi corregge è socialmente, intellettualmente, culturalmente inferiore a chi sbaglia.

Lasciati andare, lasciati andare, non voler essere troppo razionale, nè sentimentale, nè rigida, ma fiduciosa e amante come una bimba fra le braccia della mamma.

16 aprile 1986

Ascolta: IO SONO, e tu lo sai. IO amo, e tu lo sai, IO aspetto, e tu lo sai.

Aspetta anche tu, ama anche tu, perdona, e sarai con Me.

22 maggio 1986

Non invidiare.

Se guardi chi ha più di te, ti senti vittima;

se guardi chi ha meno di te, ti senti privilegiata;

ringrazia il Datore di doni. Questo è l'equilibrio e la pace.

19 febbraio 1987 - dopo un sogno angoscioso

(Dio mio, aiutami ad amare tutti, come Tu ami).

Amami come se Io fossi te e tu fossi Me. Mettiti nell'altro e amerai nel modo giusto.

L'essenziale, nella vita di ogni uomo è l'amore.

Io ho fatto tutto per amore. Fa così anche tu.

La conoscenza serve per amare l'oggetto di tale conoscenza. L'intelletto serve per conoscere e quindi per amare. Amare vuol dire donarsi all'amato, rinunciare al proprio io per aiutare l'amato a stare bene, ad essere contento. Non i capricci dell'amato da seguire, ma le necessità intime dell'amato, e la prima necessità è il bisogno di sentirsi amato.

L'amore è tutto, fa tutto, porta al Tutto.

Ama, ama, ama, compatisci, comprendi, converti, congloba.

9 marzo 1987 - ore 8

Guai all'egoista che si camuffa da altruista.

Inganna gli altri dimostrando amore, ma in realtà è amore per se stesso, per dimostrarsi generoso o farsi compassionare come vittima. Nel profondo l'egoista guarda solo a se stesso e tutto e tutti gli servono per attirare l'attenzione su di sè. Si sacrifica per gli altri, ma in realtà si compiace di se stesso e ciò gli basta per sentirsi gratificato nel suo io di superficie.

Il vero amore del prossimo è rinuncia al proprio io per immergersi nell'altro bisognoso di aiuto. Ama il prossimo tuo come te stesso, e nel prossimo, bisognoso di amore, troverai Me, datore di Amore. Solo così sarai gratificato per sempre.

31 dicembre 1987

Giustizia e misericordia. La giustizia è umana, la misericordia è divina. Usa la misericordia col tuo prossimo e oltrepasserai la giustizia.

Così sia con Maria.

9 ottobre 1988

"Venite benedetti... andate maledetti...", è stato detto.

Il senso profondo di questa parabola sta nei due verbi: venite e andate. Venite indica: avvicinamento, accoglienza, incontro. Andate indica: allontanamento, separazione, distacco.

I due verbi indicano: o la posizione di coloro che hanno "benedetto', cioè detto bene del Padre, e questo amore lo hanno realizzato, spesso inconsciamente, amando i fratelli bisognosi (dato da mangiare...) sulla terra e aiutandoli nelle loro lacune e necessità materiali e spirituali, o la situazione di coloro che nel tempo terreno hanno "maledetto", cioè "detto male, spesso inconsciamente, del Padre" che li invitava ad amare i fratelli piccoli che essi hanno rifiutato pensando solo a se stessi (egoisti).

La spinta interiore dell'uomo è l'amore, cioè l'unità con i fratelli e quindi col Padre: "venite", o la spinta opposta, provocata dall'oppositore, è la separazione, l'amore solo per se stessi, questo porta alla solitudine: "andate".

Ma quando la solitudine avrà toccato il fondo di quell'abisso (pianto, Geenna) "separazione dall'Amore: andate", la spinta interiore dell'uomo che è forza positiva originaria (amore) prevarrà sulla forza negativa disgregante, e sarà attratto verso la Luce (Fuoco eterno) che tutti prima o poi, illumina e solleva verso l'Alto. Come la scintilla che si solleva dalla cenere (pula) e sale in alto.

E tutte le scintille si riuniranno nel Fuoco eterno, da dove sono uscite libere e al quale ritorneranno consapevoli dell'amore prima rifiutato (andate), poi cercato e voluto (venite). E saranno tutte uno nell'Uno. Così sia con Maria.

24 novembre 1988

"Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo".

Ogni credente può legare, cioè unire a sé e al Creatore, il fratello attraverso parole ed atti di amore, di perdono, etc., o slegare, cioè allontanare da sé e dal Creatore, il fratello che l'ha offeso o gli è indifferente.

Legare è unire (venite benedetti), slegare è allontanare (andate maledetti).

Io lego a Me ogni creatura che ama Me o il prossimo, e slego dai lacci del maligno ogni creatura che Mi chiede aiuto e chiede perdono (= poveri nello spirito = beati).

Fate così anche voi, miei fedeli. Legatevi fra di voi con l'amore per unirvi all'Amore (che tutti siano uno), e perdonate come Io ho perdonato e cercato anche la pecorella smarrita (slegata).

Solo così si avvererà ciò che Io ho detto: "Padre, che tutti siano uno come Io e Te siamo 'Uno'.

Cosi sia per Maria.

22 gennaio 1989

Ho scelto un Pietro che Mi ha rinnegato.

Ho scelto un Paolo che Mi ha combattuto.

Ho scelto te, misera e limitata.

E tu non sai accettare e amare i tuoi simili? Amali come tu fossi loro, e loro fossero te. AmaMi come se Io fossi te, e tu fossi me.

Ama il prossimo tuo come te stessa. Solo così farai unità con loro e sarai nell'uno (prossimo) e nell'Uno.

Così sia per Maria.

13 febbraio 1989

"A chi ha, sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha" (Mt. 25, 29-30).

Questo è il servo inutile che non ha voluto trafficare, usare, far fruttare e sfruttare per il prossimo, i doni ricevuti dal Padre all'inizio del suo cammino terreno, nel tempo che gli è concesso per questo.

Ad ogni creatura Io dono la possibilità di guadagnarsi la Vita eterna con le proprie opere e con i propri mezzi (intelligenza, salute, forze vitali fisiche e psichiche e spirituali, etc.).

Ad ogni uomo chiedo un guadagno proporzionato ai doni ricevuti, ma ogni uomo è tenuto a dare (trafficare) una risposta.

"Dà a Dio quello che è per Dio (fiducia, amore, testimonianza, etc.), dà a Cesare quello che è per Cesare (Cesare = prossimo: "dare da mangiare, da bere, etc." = opere di carità materiali e spirituali).

A colui che ha e usa tali doni moltiplicando le opere di bene, sarà dato un bene centuplicato, ma a colui che non vuole usare la sua vita terrena (= mina = dono) per trafficarla per Me, sarà tolta tale vita e sarà nel pianto e nell'isolamento.

A chi ha, e vuole dare, sarà dato in abbondanza, ma chi ha (anche poco), ma non vuole dare (vive i suoi doni solo per se stesso e per le cose effimere e temporali) rimarrà solo e nudo.

La salvezza dell'uomo dipende anche dalla sua volontà e disponibilità di usare la vita terrena per Dio attraverso il prossimo, o per se stesso.

Questo è il servo inutile (egoista).

Anche l'uomo che dopo aver trafficato tutti i suoi talenti riconosce che il suo lavoro (traffico) sulla terra era doveroso perché il dono della vita (mina) gli è stato dato per questo traffico, dovrà dire alla fine: "Sono un servo inutile" (Lc. 17,7-10), perché quello che ho mi è stato dato, niente è mio, solo la volontà di trafficare o no è a mia discrezione.

Questa è la libertà e la responsabilità dell'uomo, per cui sarà giudicato.

Ma quello che non sa volere l'uomo, lo vuole il Padre che attende il ritorno del figlio prodigo che ha buttato i talenti (doni sotterrati) e, dopo la sua autospogliazione (pianto), lo riveste. (salvezza finale).

E si fa festa in Cielo per il peccatore pentito e ritornato all'ovile.

8 febbraio 1990 ore 6,30

L'amore è fecondo, l'amore dà, l'amore porta pace, gioia, equilibrio, ordine.

L'amore unisce e non divide.

L'amore fa crescere, costruisce, non demolisce, non pota.

L'amore dà e non prende.

L'amore continua e non finisce mai.

L'amore non pensa a sé ma agli altri.

Così e cosi sia per Maria.

Il segreto della pace interiore è: non sentirsi soli, ma sostenuti dall'Uno. Vivere l'amore del prossimo e darsi ai bisognosi. Accettare le situazioni contingenti senza rimpianti o desideri irraggiungibili, migliorandole il più possibile. Camminare nella quiete, nell'amore e nella Verità.

Così sia per Maria.

10 marzo 1990 - alla comunione

Non giudicare, non condannare. Ognuno arriva col suo passo. Chi ha il passo più lungo sorretto dalla Forza che lo spinge, sale prima; chi ha il passo lento appesantito dal peso terreno e dalla nebbia che gli oscura il cammino, arriva più tardi, ma tutti sono attirati dalla Luce e prima o poi si dirigeranno verso il Faro.

Così è e sia per Maria.

Qui Io sono per attirarvi a Me anime piccole che avete bisogno di luoghi, di punti di riferimento tangibili, ma Io sono ovunque l'uomo Mi cerca, e Mi farò trovare ovunque c'è pace, amore, ricerca del Vero, del Bene, del Bello.

27 marzo 1991

I valori umani del: rispetto, giustizia, solidarietà diventano valori divini quando si trasformano in: fratellanza, misericordia, amore.

Il rispetto dell'uomo verso un altro uomo è sentito quando l'uomo è considerato come un fratello, con pari dignità.

La giustizia è vissuta, dall'uomo offeso con un sentimento di misericordia e quindi di perdono verso l'offensore.

La solidarietà è vissuta come amore che unisce i fratelli fra loro: dà a chi non ha, aiuta i bisognosi nel corpo e nello spirito.

Amatevi Mie creature come Io ho amato voi e sarete alla fine tutti uno nell'Uno.

Così sia con Maria.

6 maggio 1991

(Io posso, io devo, io voglio... Che cosa?... Quello che vuoi Tu, Signore, se sei con

me!).

Così sia con Maria.

Il primo segno dell'amore è la libertà. Il primo dono dell'Amore divino è la libertà.

"La Verità vi farà liberi". Quanto più uno conosce tanto più ama, ed "è", e lascia libero l'altro. Quanto più uno ama tanto più è in comunione con l'amato, lo aiuta, lo sorregge, lo fa camminare... libero.

Così è.

9 luglio 1991

L'essenziale per l'uomo è l'amore.

"Ama il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di Me. Ama il prossimo tuo come te stesso". Questo è l'essenziale per l'uomo sapiens.

Ama il tuo Dio (Dies = giorno, Luce, vita), tuo punto di partenza, punto di arrivo, punto di riferimento, punto di appoggio.

Ama il tuo prossimo come fosse te stesso. Desidera, cerca, realizza per chi ti passa accanto quotidie, ciò che desideri, cerchi, realizzi per te, persona singola. Comprendi, compatisci, conosci, aiuta, perdona, accetta l'altro come se tu fossi lui, e lui fosse te.

"AmaMi come se Io fossi te e tu fossi Me".

così sia.

1 settembre 1991

(Catechismo dell'amore).

Ama il prossimo tuo come te stessa.

Che fatica fai ad amare chi ti ama?

Ama anche il tuo nemico.

Non giudicare, non criticare, non condannare, non prevaricare;

comprendi, accetta, perdona. AMA.

Mettiti nell'altro, non guardare a te, ma a lui.

Non preoccuparti di te, ma di lui.

Scopri la sua mente, che non è come la tua.

Scopri il suo cuore, che ha bisogno di amore e ama diversamente dal tuo.

Vedi le sue necessità, aiutalo.

Vedi i suoi limiti, non pretendere più di quello che può dare.

Vedi i suoi desideri, accontentali più che puoi.

Riempi le sue lacune, senza fargliele pesare.

Non farti maestra per lui, ma amica e amante umile e sorridente.

Solo così sarai felice e farai felice l'altro, e sarete uno nell'Uno. Così sia per Maria.

20 gennaio 1992

"Venite benedetti nel Regno perché ciò che avete fatto a uno dei miei fratelli, sia pure al più piccolo, l'avete fatto a Me.

Nell'uomo "Io sono", anche nel più piccolo; Io sono in ogni uomo che viene nel mondo. Se tu non ami il fratello, non ami Me che sono in Lui. Se tu ami e ti unisci al tuo fratello, anche il più misero e sofferente, ami e ti unisci a Me che sono in lui.

Chi si unisce al fratello, povero nello spirito e nella carne, porta Me in lui e ritrova Me in lui, e siamo uno.

Chi si allontana e rifiuta il fratello, povero nello spirito e nella carne, non porta Me in lui e non ritrova Me in lui che siamo uno.

Chi si allontana e rifiuta il fratello povero, lo depaupera della Mia presenza perché non porta Me, visibilmente, in lui e lo fa sentire solo e disperato. Chi non sente Me in se stesso non Mi può portare all'altro che sta cercando Me disperatamente.

Perciò: colui che sarà ricco di se stesso (egoista) rimarrà solo e disperato, colui che sarà ricco di Me, mi porterà agli altri e si farà l'unità nell'Amore.

Io sono in voi anime benedette, portateMi ai soli e abbandonati dalla speranza, e farete rifiorire la terra arida.

Così sia per Maria.

21 aprile 1992

Parla dell'Amore eterno. La forza dell'Amore supera ogni forza negativa. L'Amore soccombe apparentemente, ma salva alla fine anche i suoi crocifissori.

Questo è l'Amore.

Lasciati prendere e dà tutta te stessa.

Il silenzio supera le parole. Il rumore finisce nel silenzio. Il silenzio è quiete, pace. Nel silenzio tutti sono uniti. Nel rumore ognuno prevarica sull'altro. Io ho taciuto alla fine, e sono risorto nell'armonia del creato.

Così sarà per chi parla dell'Amore, vive di Amore, con amore, per amare. E alla fine tutti saranno "uno nell'Uno" eterno Amore.

Così è e sarà.

La bontà innata non è sufficiente per contrapporsi alla grinta dei maligni che superano con la violenza e il rumore la pace e il silenzio dei buoni. Solamente la preghiera, fatta con piena e totale fiducia nella Forza positiva, potrà alla fine aver ragione sulle forze avverse. Preghiera, pazienza, fiducia, sono le armi per vincere il nemico.

Così sia con Maria.

"I1 Cielo patisce violenza". Così è...

...Due linee si incontrano in un punto e formano un angolo.

Studia i vari angoli: acuto, ottuso, concavo, convesso, retto, piatto. Due angoli piatti sovrapposti formano un angolo a giro, 360°. Questo è lo spazio illimitato.

La croce è formata da quattro angoli retti, il tutto forma un angolo a giro. Verticale più orizzontale porta all'infinito.

Tutto è simbolo dell'infinito (sulla terra nel tempo). Sii angolo piatto (amore, disponibilità totale) e ti ritroverai nel cerchio illimitato dell'Amore infinito.

Così è e sarà all'infinito.

Beati i poveri nello spirito, beati coloro che hanno fame e sete di verità e di giustizia perché saranno saziati. Chi non ha, chieda a Colui che ha, e dia a coloro che non hanno. Questa è la catena dell'Amore.

9 giugno 1992

...(Livelli dell'amore)

Amore falso = egoismo, piacere sensuale, intellettualismo dell'atto erotico, sfruttamento del partner per un proprio piacere o vantaggio.

Amore vero = piacere reciproco, piacere sessuale istintivo, naturale, non intellettualizzato né strumentalizzato per sé, ma per l'unione fisica-psichica-spirituale.

Amore evoluto = sacrificio = rendere sacro ogni atto, anche sessuale = amore trinitario: io, tu, uniti con lo Spirito.

Amore sublimato = rinuncia del piacere personale per realizzare il piacere dell'altro. Amore perenne = coppia, famiglia, società. "E tutti siano uno nell'Uno".

Così sia con Maria

(Passaggi dell'amore vero: istintivo, voluto, sublimato. = psico, psichico, spirituale).

2 febbraio 1993

Amami come se tu fossi Me, e Io fossi te.

(Come Ti dovrei amare se io fossi Te?).

Se tu fossi Me daresti la vita per Me. Mi vedresti piccolo, povero, bisognoso di aiuto e tutto faresti per aiutarMi, per salvarMi, per farMi crescere. Ma Mi accetteresti cosí come Mi vedi, nè mi condanneresti per i Miei limiti, ma cercheresti con tutte le tue forze di riempire le lacune, e Mi prenderesti in braccio nei momenti più difficili.

Fa' così, come Io faccio con te, con il tuo prossimo bisognoso di aiuto e allora comprenderai cosa Io intendo quando dico: "Beati i poveri nello spirito perché di essi è il Regno dei Cieli".

Aiutate i poveri nello spirito, e sarà il Regno per voi, per i bisognosi di aiuto e per coloro che li aiutano perché traggono coscientemente (in loro) forza da Me che vi amo, e la trasferiscono ai più deboli e ai più poveri. Tutto viene dal TUTTO. Siine consapevole e sarai forte.

Sii umile, sii semplice e sarai beata.

Così sia con Maria

7 settembre 1996 (notte, ore 3)

L'amore vero non è una sdolcinatura fatta di "coccole", di gesti sentimentali fisici e di parole dolci che incantano al momento, e attirano l'uomo verso l'uomo -specie verso il più debole per conquistarlo e renderlo suo succube- ma è il desiderio di fare il vero bene dell'altro, un bene duraturo e non solo immediato e passeggero; non un bene formale ma un bene reale che aiuta l'amato a crescere come persona intelligente, buona e altruista e tende soprattutto al bene comune attraverso il bene di ogni singola persona.

E il bene comune si raggiunge dando ciò che sovrabbonda nell'uno a colui che ne è carente. Date e vi sarà dato.

Così sia per Maria.

28 ottobre 1996

("Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con

tutta la tua mente" -Mt. 22,37)

Vuol dire che il tuo amore per il Padre deve essere totale, cioè vissuto in tutte e tre le tue dimensioni.

Col cuore = dimensione fisica: intellettuale emotiva.

Con l'anima = dimensione spirituale: trascendente, divina; illumina la coscienza e la libertà.

Con la mente = dimensione psichica: muove ed esprime il tuo pensiero e la tua volontà.

La psiche raccorda le prime due dimensioni e, nel tempo, fa agire la persona umana liberamente.

L'anima spinge, la mente capta e sceglie, il cuore agisce.

Così l'amore verso Dio e verso il fratello deve essere il risultato visibile e tangibile per ogni persona umana.

1 febbraio 1997

("Guai ai ricchi! È più facile a un cammello passare per la cruna di un ago che un ricco entrare nel Regno").

Ricco è colui che possiede: beni materiali (soldi e averi materiali) e beni spirituali (autorità, potere, cultura; etc. ).

Colui che possiede ed è attaccato al suo "possesso" non è libero, ma è costretto a difendere il suo "avere".

Chi ha ricchezze spirituali (autorità, potere, etc. ) le può usare in modo negativo per soddisfare il proprio ego, anche contro il bene dell'altro, o in modo positivo aiutando il prossimo bisognoso.

Guai al ricco di autorità e di potere che lo usa contro il bene comune per innalzare se stesso, schiacciando il povero!

''Beati i poveri nello spirito"! Sono coloro che pure avendo ricchezze materiali e spirituali si sentono poveri, cioè bisognosi di un aiuto divino che indichi loro la via da seguire per usare i propri talenti a beneficio del prossimo e del bene comune.

Beati coloro che con la loro autorità, potere, cultura, e anche con le ricchezze materiali, aiutano i "piccoli" a stare meglio.

Beati quelli che si sono adoperati per aiutare i poveri nella carne (aiuti materiali), ma anche i poveri nello spirito (ignoranti, nudi di sapere, carcerati nello spirito, oppressi in mille modi dal potere e dal sapere dei ricchi terreni).

I veri ricchi di amore, di giustizia, di verità e di misericordia entreranno nel Regno.

Cosi è.

2 Marzo 1999

"Nessuno può conoscere il Padre se non Colui che è disceso dal Cielo e ritorna al Padre...'.

"Vedrete gli Angeli di Dio salire e scendere..."

E' questo il senso della scala vista da Giacobbe in sogno.

La scala è simbolo della vita temporale di ogni uomo che è sceso dall'Alto (Padre) ed è destinato a tornare al Padre dopo la parentesi nel tempo concessogli per iniziare la conoscenza del suo Creatore.

Ma ogni uomo deve continuamente salire verso l'Alto: con la preghiera, il silenzio, la meditazione, anche durante la sua vita terrena se vuol vedere la Luce e attingere dall'Alto la Forza positiva che deve poi continuamente riportare in basso, nel tempo, per illuminare chi è nelle tenebre mondane ed è asfittico.

Solo in Alto l'uomo può attingere l'Ossigeno per respirare senza difficoltà (Marco V, 1 3-36).

Questi uomini che salgono verso l'Alto col silenzio, la preghiera, la meditazione della Parola e, quindi scendono poi nel mondo (lavoro, famiglia ecc.) ripieni di Luce e Ossigeno, possono distribuire tali doni agli asfittici e a coloro che camminano nel buio. Questi uomini sono gli "Angeli di Dio" (visti da Giacobbe in sogno) che aiutano i pellegrini della terra a ritrovare la "Via", a conoscere la "Verità" e ad incamminarsi verso la "Vita" eterna luminosa, per essere sempre più "immagini" del Dio vivente, incarnato nel tempo, morto e risorto sulla terra, e asceso al Cielo per miracolo mostrare.

Cosi è.

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