Presentazione


Breve biografia:

Mi è stato chiesto di fare una piccola biografia della mia vita per inquadrare questi “scritti” in una esperienza da me vissuta fin dal 1968 circa.

Sono madre di sei figli e ora nonna di dieci nipoti. La mia vita è stata vissuta fino all’epoca della... “svolta” in modo semplice.

Casalinga, dedita solo ai problemi dei figli e della casa. Ho seguito una religione tradizionale impartitami dalla mia famiglia e vissuta semplicemente senza problemi né ripensamenti fino a trent’anni circa. A quell’epoca avevo già il quinto figlio e stavo bene fisicamente e psicologicamente: non mi mancava niente. E’ iniziato allora, non so perché e come, un dubbio: sarà vero che Dio esiste? E ci sarà veramente nell’Eucarestia? Ciò nonostante ho continuato a fare la Comunione dicendo solo: “Signore, se ci sei, dammi la fede” (oggi posso dire che tale fede mi è stata data con sovrabbondanza).

Un po’ di tempo dopo, un giorno, mentre pulivo il pavimento, mi sono sentita, interiormente, dire: “Ti voglio bene!”. Mi sono un po’ stupita, ma senza “tragicizzare” la cosa ne ho parlato con un mio confessore che non mi ha detto nulla al di là di pregare, però l’ho visto contento.

Più tardi, durante una Messa, alla Comunione, mi sono sentita fare chiaramente questa domanda: “Vuoi essere pazza per amore?”. Io ho risposto subito di no (la pazzia non mi piaceva), ma dopo un breve discorso interiore che non ho mai più ricordato, so che ho risposto: “E va bene, Signore, accetto: sia fatta la Tua volontà!”. Poi ho dimenticato questi fatti.

Non ricordo quanto tempo sia passato, ma... un giorno mi sono sentita spinta a scrivere. Non so il perché, e non so cosa, ma da quel giorno è iniziato il mio imprevisto compito: “scrivere” senza sapere e senza conoscere l’argomento.

Nei primi anni, spesso, alla notte mi svegliavo tranquilla e sentivo: “Alzati e scrivi!”.

Ho lottato dentro di me, considerandomi forse pazza o fissata, ma niente mi servivano i miei dubbi, i miei ragionamenti, le mie ribellioni: dovevo alzarmi (con molta paura di svegliare mio marito che sapevo non avrebbe accettato tale mia esperienza, avendo egli una mentalità essenzialmente razionale e scientifica), e in bagno scrivevo quello che, parola per parola, affiorava nel mio cervello.

La mia mente era, in quei momenti, vuota: non avevo né argomenti, né pensieri, tanto che talvolta, all’inizio, chiedevo al Signore perché mi aveva fatta alzare, poi... sentivo una parola e... il discorso fluiva veloce.

Talvolta, nei primi anni, la dettatura si fermava magari a metà frase, e io non sapendo il significato di ciò che scrivevo, non potevo andare avanti, ma, consigliata dal mio confessore, pregavo, e immediatamente la dettatura riprendeva, e quando rileggevo vedevo che il discorso filava benissimo. Io, tali interruzioni le consideravo “interferenze” del maligno perché avvenivano quando si parlava di lui o di Verità a lui scomode.

Ho scritto di giorno, di notte, in tram, ovunque mi sentivo spinta a scrivere, argomenti varissimi, teologici e non, il tutto però non era mai stato, prima, oggetto di una mia consapevole conoscenza, o di un mio studio.

Chi mi dettava tali cose? Ho sempre pensato che tali insegnamenti venissero dallo Spirito Santo: spesso, nei “messaggi”, si parla in prima persona. Ma ho avuto anche alcuni messaggi dalla Madonna, Angeli, Santi, o da persone morte molti secoli fa’ (alcuni nomi erano da me sconosciuti), o da altre persone trapassate: parenti o amici conosciuti in vita.

Ho fatto vedere tali scritti a molti sacerdoti, ma ho avuto da loro grandi silenzi e molti sospetti e paure di uscire dall’ortodossia. La mia Chiesa non mi ha certo sostenuta né aiutata in tale mio difficile cammino!

Il mio primo e unico confessore, dopo alcuni anni in cui mi aveva ascoltata con benevolenza incitandomi a non tralasciare neanche una parola di ciò che mi si diceva dentro, a un dato momento (forse perplesso e spaventato per gli argomenti che mi si rivelavano talvolta diversi dalla sua formazione teologica) mi ha imposto di non scrivere più. E’ stato il momento più tragico della mia vita spirituale. Ho lottato dentro di me per obbedire al confessore anche se mi sentivo spesso dire: “Perché obbedisci più a un uomo che non a Me?”.

Mi sono affidata allora anche alla Madonna che in un modo insperato mi ha aiutata. Una mia amica, alla quale avevo confidato tale mia situazione, fino allora tenuta da me segretissima, mi ha fatto conoscere un suo amico medico psichiatra che, per incontrarmi, è venuto apposta da Genova con un giovane collega col quale allora studiava e si interessava, a livello internazionale, di fenomeni del genere e paranormali.

Dopo aver sentito la mia storia lo psichiatra mi ha detto: “Signora, lei dal punto di vista psichico è completamente sana; lei è uno di quei tanti fiori che stanno sbocciando oggi un po’ dappertutto e che hanno un’unica matrice: lo Spirito Santo. Vada avanti tranquilla e continui a scrivere ciò che le viene dettato”.

Ho ripreso serenamente a scrivere: eravamo nel 1974 circa.

Nel 1978 ho conosciuto un Sacerdote di grande fede: fede semplice, sicura e intelligente, che dopo aver letto i miei dattiloscritti mi ha proposto di riunire per argomenti tutto il materiale, vastissimo ed eterogeneo.

Poco prima di fare tale ponderoso lavoro, una sua penitente (a me allora sconosciuta) si era ammalata di cancro. Guarita, secondo lei miracolosamente, aveva chiesto al sacerdote cosa poteva fare in segno di ringraziamento, e alla proposta di stampare tali scritti per diffonderli, ha sostenuto tutta la spesa della stampa. Così io mi sono trovata fra le mani il primo libro stampato e pagato, senza nessuna fatica da parte mia. Questo per me è stato il “segno” evidente che mi aveva predetto alcuni anni prima un alto prelato a cui avevo chiesto se avrei dovuto diffondere tali scritti: “Il Signore le darà certo un segno”, mi aveva detto!

Ora tutti i messaggi sono raccolti nell’Opera omnia. Gli argomenti si ripetono, ma sempre più progrediti e approfonditi nel loro contenuto.

Il Signore all’inizio, e in seguito altre volte, mi aveva detto: “Ti prendo per mano come fa una mamma e ti faccio camminare”. Ora mi dice: “Bisogna ripulire le acque inquinate (nella Chiesa): è un lavoro lento, lungo, ma alla fine efficace. Va avanti e porta ciò che ti è stato detto sugli alti monti... Acqua limpida di sorgente ci vuole per ripulire il fango umano!”.

Ultimamente mi è stato detto: “Come sei arrivata tu, arriveranno, un po’ alla volta, anche gli altri. Solo così tutti saranno ‘uno nell’Uno’ e sarà la gloria infinita per tutti e per ognuno...”.

Questo, secondo me, è lo scopo essenziale e finale di tali scritti.

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Laura Maschi - MILANO

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